Cycas nathorstii è una cicadea arborescente del nord dello Sri Lanka e della pianura orientale del Tamil Nadu, in India, dove cresce in foreste piuttosto secche dell’interno e delle colline. A lungo confusa con Cycas circinalis, questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1932 dallo storico e botanico tedesco Julius Schuster, poi ignorata per decenni prima di essere ristabilita nel 2007. Si riconosce dalle foglie giovani verde vivo, dalle foglioline strette e opache e dai grandi coni maschili. La IUCN la classifica vulnerabile.
In sintesi: Cycas nathorstii
- Nome accettato: Cycas nathorstii J.Schust. (1932), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; a lungo ricondotta a Cycas circinalis e messa in sinonimia con Cycas sphaerica da de Laubenfels e Adema (1998)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «madu» in singalese (Sri Lanka)
- Distribuzione naturale: nord dello Sri Lanka ed est del Tamil Nadu (India)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd), valutazione di J.D. Bösenberg del 2020 (Lista rossa 2022-1)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foreste dell’interno e delle colline e terre pianeggianti, su siti piuttosto secchi; nessun dato di coltivazione
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 4,5 m di altezza e 11-20 cm di diametro; foglie di 1,6-1,8 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas nathorstii?
Tra le Cycas dell’Asia meridionale, Cycas nathorstii si riconosce dalla combinazione di un portamento robusto, di foglie giovani verde vivo (e non bluastre), di foglioline strette e opache e di grandi coni maschili dalle squame terminate da una lunga spina ricurva. Ecco la descrizione della specie secondo Lindström e Hill (2007):
- Fusto: aereo, fino a 4,5 m di altezza per 11-20 cm di diametro; base non fortemente rigonfia; corteccia spessa, coperta dalle basi persistenti delle foglie e dei catafilli.
- Foglie: verde vivo e semilucide, lunghe 1,60-1,80 m, piatte in sezione, con 140-170 foglioline; la peluria delle foglie giovani cade presto.
- Picciolo: glabro, lungo 45-55 cm, spinoso quasi su tutta la lunghezza.
- Foglioline: quelle mediane misurano 19-31 cm per 9-14 mm, con la nervatura mediana sporgente su entrambe le facce e la punta morbida, non pungente.
- Coni maschili: strettamente ovoidi, arancioni, lunghi circa 45 cm per 15 cm di diametro; ogni microsporofillo termina con una spina di circa 1 cm.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): lunghi 15-30 cm, coperti da una peluria bruna persistente, con 6-10 ovuli glabri; lembo lanceolato di 4-6,5 cm, orlato da 26-40 piccoli denti di 1-4 mm e terminato da una spina distinta di 10-14 mm.
- Semi: ovoidi appiattiti, fino a 55 mm per 40 mm; sarcotesta (lo strato carnoso esterno) gialla, senza strato fibroso; nessun tessuto spugnoso.
Ibridi
Per questa specie non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
La confusione più frequente, nella storia della specie, è con Cycas circinalis, la cicadea dei Ghati occidentali, nome con cui le piante dello Sri Lanka furono a lungo classificate. Secondo Lindström e Hill (2007), Cycas nathorstii se ne distingue per:
- le foglie giovani verde vivo, bluastre in Cycas circinalis;
- il portamento più robusto;
- le foglioline più strette e opache;
- i coni maschili più grandi, con spine più lunghe e più ricurve.
Gli stessi caratteri la separano da Cycas sphaerica, dell’India orientale.
Nello Sri Lanka convive con Cycas zeylanica, cicadea del litorale, che ha foglioline più distanziate e più coriacee, catafilli più lunghi, più duri e più pelosi, e soprattutto semi dotati di uno strato spugnoso che li fa galleggiare, assente in Cycas nathorstii.
Tassonomia
Cycas nathorstii è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie appartiene alla sezione Cycas, quella delle Cycas dagli ovuli glabri e dai megasporofilli dentati ma non profondamente pettinati, così come la definiscono Lindström e Hill (2007).
La sua storia è quella di un nome dimenticato e poi riabilitato. Julius Schuster la separò da Cycas circinalis nel 1932, nella sua monografia delle Cycadaceae per il Pflanzenreich di Engler. Il suo lavoro fu poi «ampiamente (e giustamente) ignorato», scrivono Lindström e Hill, tranne su questo punto, dove la distinzione era fondata. De Laubenfels e Adema (1998), nella loro revisione del genere, misero Cycas nathorstii in sinonimia con Cycas sphaerica, pur classificando altre raccolte singalesi dello stesso taxon sotto Cycas circinalis. Lindström e Hill (2007) l’hanno ristabilita come specie a pieno titolo, e The World List of Cycads segue oggi questa posizione. Per il lettore, ciò significa che le piante dello Sri Lanka e del Tamil Nadu citate o vendute come Cycas circinalis possono appartenere a questa specie.
I tipi di Schuster, conservati a Berlino, furono distrutti durante la Seconda guerra mondiale. Lindström e Hill scelsero quindi un lectotipo: un foglio d’erbario di George Thwaites (n. 3689, 1866) conservato a Ginevra nell’erbario Barbey-Boissier, con duplicati a Harvard (A), Kew, San Pietroburgo e Parigi. Designato una prima volta nel 2002, il foglio riuniva parti maschili e femminili provenienti da piante diverse: nel 2007 gli autori hanno limitato il lectotipo alla sola parte femminile.
Etimologia e storia
L’epiteto onora il paleobotanico svedese Alfred Gabriel Nathorst (1850-1921), professore al Museo di storia naturale di Stoccolma, secondo Lindström e Hill (2007) e Haynes (2022).
La cicadea delle colline dello Sri Lanka era nota ai botanici molto prima di ricevere un nome: faceva parte degli elementi su cui Linneo fondò Cycas circinalis nel 1753, sulla base della sua Flora Zeylanica, e Trimen la chiamava ancora così nel 1898. Le raccolte usate da Schuster provenivano da George Thwaites (1812-1882), direttore del giardino botanico reale di Peradeniya dal 1849 al 1880, ed erano state distribuite agli erbari europei dal botanico svizzero William Barbey-Boissier. Non è documentata alcuna storia di introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. In singalese la pianta è chiamata «madu» (Schuster 1932, ripreso da Lindström e Hill 2007); il nome designa però le Cycas dello Sri Lanka in generale e non permette di distinguere le specie dell’isola.
In natura
Cycas nathorstii vive nelle foreste dell’interno e delle colline del nord dello Sri Lanka e sulle terre pianeggianti dell’est del Tamil Nadu, in India, in genere su siti piuttosto secchi (Lindström e Hill 2007). Le raccolte citate da questi autori vanno, nello Sri Lanka, dal parco nazionale di Wilpattu (provincia nord-occidentale) alla regione di Bibile e al parco nazionale di Gal Oya, e in India dai dintorni di Chengalpattu, a sud di Chennai, dove alcune piante sono state rilevate a meno di 25 m di quota nel 2002. L’impollinazione, la fenologia e la dispersione dei semi non sono documentate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas nathorstii vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg del 2020, pubblicata nella versione 2022-1 della Lista rossa; esisteva già una valutazione precedente (2010). I criteri indicano un declino passato e previsto delle popolazioni, legato alla riduzione dell’habitat e allo sfruttamento. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Lindström e Hill (2007) descrivevano due situazioni opposte. Nel Tamil Nadu la specie ha sofferto molto per il taglio dei fusti destinati alla medicina locale, e diverse popolazioni sono ridotte a poche piante sparse; le terre basse, molto ricercate per l’agricoltura, sono state disboscate. Nello Sri Lanka restava localmente frequente e presente in aree protette, ma l’instabilità politica ne rendeva difficile il monitoraggio.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas nathorstii rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Nessuna istituzione consultata documenta la coltivazione di Cycas nathorstii, e nessun riscontro di coltivatori è stato trovato sui forum francesi o italiani. Pianta delle pianure e delle colline tropicali, con una stagione secca marcata, andrebbe coltivata in vaso, al riparo dal gelo, su substrato molto drenante, con le precauzioni abituali per le Cycas: annaffiature distanziate in inverno e piena luce.
In Italia
Cycas nathorstii non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Il nome Cycas circinalis, con cui la specie fu a lungo confusa, figura invece negli elenchi di diversi orti italiani, tra cui Napoli e Messina (elenco del 2009); poiché questo nome è stato applicato in passato a piante di specie diverse (Lindström e Hill 2007), le piante così etichettate andrebbero verificate, ma nessuna fonte permette di collegarle a Cycas nathorstii. Sul forum Tropicamente la ricerca «nathorstii» non restituisce alcun risultato (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie; i semi non hanno strato spugnoso. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma nei paesi d’origine si applicano le norme dello Sri Lanka e dell’India sulla raccolta e sull’esportazione.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Il danno principale riferito è umano: il taglio dei fusti per la medicina tradizionale nel Tamil Nadu (Lindström e Hill 2007). Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas nathorstii non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale, nel nord dello Sri Lanka e sulla costa del Tamil Nadu, non conosce il gelo: nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio su questa specie, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su di essa.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas nathorstii, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nel Tamil Nadu i fusti di Cycas nathorstii vengono tagliati per la medicina locale, al punto da aver decimato diverse popolazioni (Lindström e Hill 2007). Le preparazioni e gli usi precisi non sono descritti nelle fonti consultate.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas nathorstii?
Nel nord dello Sri Lanka e nell’est del Tamil Nadu, in India, in foreste dell’interno e delle colline o su terre pianeggianti, in genere su siti piuttosto secchi.
Cycas nathorstii è una Cycas circinalis?
No. Le piante dello Sri Lanka hanno portato a lungo questo nome, ma Lindström e Hill (2007) hanno dimostrato che formano una specie distinta, con foglie giovani verde vivo e non bluastre, foglioline più strette e coni maschili più grandi.
Da dove viene il nome nathorstii?
Onora il paleobotanico svedese Alfred Gabriel Nathorst (1850-1921), professore al Museo di storia naturale di Stoccolma.
Come si distingue da Cycas zeylanica?
Dai semi e dalle foglioline. Cycas zeylanica, cicadea litorale dello Sri Lanka, ha semi con uno strato spugnoso che galleggiano e foglioline più distanziate e coriacee; i semi di Cycas nathorstii non hanno tessuto spugnoso.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica vulnerabile: nel Tamil Nadu il taglio dei fusti per la medicina locale e il disboscamento hanno ridotto diverse popolazioni a poche piante.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo areale non conosce il gelo: andrebbe coltivata in vaso, al riparo in inverno.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas nathorstii: https://cycadlist.org/scientific_name/172 — autore, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (VU), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas nathorstii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/27220/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Lista rossa della IUCN, Cycas nathorstii (Bösenberg, valutazione 2020): https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42094A68906510.en — categoria VU A2cd+4cd. Riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Crossref; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. https://doi.org/10.7751/telopea20075745 [Revisione delle Cycas dell’India e dello Sri Lanka; lectotipo, descrizione, distribuzione, statuto, nome singalese; testo integrale consultato.]
- Schuster, J. (1932). Cycadaceae. In: Engler, A. (a cura di), Das Pflanzenreich IV.1 (Heft 99): 1-168. Wilhelm Engelmann, Lipsia. [Protologo (p. 76, fig. 10E); non consultato direttamente, citato secondo Lindström e Hill (2007) e The World List of Cycads.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Cycas nathorstii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42094A68906510. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42094A68906510.en [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; non consultato direttamente, citato secondo The World List of Cycads e Lindström e Hill (2007).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]