Cycas pschannae

Cycas pschannae è una grande cicadea arborescente delle isole Andamane, nel golfo del Bengala (India), dove cresce nelle foreste costiere su suolo sabbioso, a pochi passi dal mare. Questa specie del genere Cycas è stata descritta nel 2015 da R.C. Srivastava e Lal Ji Singh, del Botanical Survey of India, a partire da un albero coltivato da molto tempo nell’orto botanico di Howrah, presso Calcutta. Può raggiungere 12 m e si riconosce dai macrosporofilli muniti di due denti laterali a forma di corno. È il nome accettato della pianta descritta lo stesso anno come Cycas andamanica; la Lista rossa della IUCN, invece, la include ancora in Cycas sainathii.

In sintesi: Cycas pschannae

  • Nome accettato: Cycas pschannae R.C.Srivast. & L.J.Singh (2015), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15), che segue Singh e Misra (2020); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas andamanica K.Prasad, M.V.Ramana, Sanjappa & B.R.P.Rao (2015); prima del 2020 i due nomi erano riuniti sotto Cycas sainathii, impostazione che la Lista rossa della IUCN mantiene
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: India, isole Andamane (Andamane settentrionali, centrali e meridionali); The World List of Cycads indica «isole Andamane e Nicobare»
  • Stato IUCN: non valutata con questo nome (NE) secondo The World List of Cycads; la Lista rossa la include in Cycas sainathii, classificata vulnerabile (VU, valutazione pubblicata nel 2022) (vedi Stato di conservazione)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES, come tutta la famiglia (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foreste litorali su suolo sabbioso e margini delle foreste sempreverdi di bassa quota dietro le spiagge
  • Portamento e dimensioni: albero fino a 12 m, fusto fino a 30 cm di diametro, talvolta biforcato alla base; foglie fino a 205 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessuno studio proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas pschannae?

Il segno distintivo è nei macrosporofilli, le foglie fertili femminili: alla base della loro parte sterile, triangolare, portano due denti laterali disuguali a forma di corno. È il carattere con cui i descrittori la separano dalle specie vicine, Cycas zeylanica e Cycas sainathii. Le misure che seguono vengono dalla descrizione originale (Srivastava e Singh 2015), letta integralmente.

È un albero che arriva a 12 m d’altezza, con un fusto largo fino a 30 cm, non ingrossato alla base; alcune piante si dividono alla base in due fusti. Le foglie, lunghe fino a 205 cm, sono verde scuro e lucide di sopra, più pallide di sotto, glabre, e portano da 82 a 115 paia di foglioline. Ogni fogliolina misura al massimo 24 cm per 1,5 cm e termina in punta acuta. Il picciolo, glabro e spinoso, può superare di poco il mezzo metro (fino a 65 cm).

I macrosporofilli, lunghi fino a 45 cm e coperti da un tomento bruno-giallastro, portano lateralmente 2 o 3 paia di ovuli. La parte sterile superiore è verde e glabra sulla faccia inferiore e termina con una punta brusca e lunga 5-8 cm, a margine intero o seghettato, più o meno ripiegata verso l’interno. Nella pianta del tipo, a Howrah, i macrosporofilli formavano dapprima un gruppo compatto all’apice del fusto, che si è poi allentato con il tempo. La pianta è dioica; il protologo non descrive i coni maschili.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né in natura né in coltivazione. Nelle Andamane la difficoltà riguarda i confini tra specie vicine descritte negli stessi anni, non l’ibridazione.

Possibili confusioni

Nell’arcipelago, The World List of Cycads riconosce tre Cycas: Cycas zeylanica (presente anche in Sri Lanka), Cycas pschannae e Cycas dharmrajii. Secondo i suoi descrittori, Cycas pschannae si separa da Cycas zeylanica e da Cycas sainathii (oggi incluso in Cycas zeylanica) per i due denti a corno dei macrosporofilli. Cycas dharmrajii, descritta nel 2017, ha invece un fusto gigante ingrossato alla base, ramificato in modo insolito, e macrosporofilli con 10-28 strutture a uncino all’apice (GKToday 2017). La chiave delle specie dell’arcipelago pubblicata da Singh e Misra (2020) non ha potuto essere consultata.

La confusione più frequente, però, è di nome: Cycas andamanica, che si incontra ancora in letteratura e in rete, designa la stessa pianta e non una seconda specie.

Tassonomia

Cycas pschannae è il nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. R.C. Srivastava e Lal Ji Singh l’hanno pubblicata nell’agosto 2015 nell’International Journal of Current Research in Biosciences and Plant Biology (volume 2, fascicolo 8, pagine 35-37; IPNI 60469421-2). L’olotipo (R.C. Srivastava, RCS Cy 19) è conservato all’erbario centrale di Calcutta (CAL) e proviene da un albero coltivato nell’Acharya Jagadish Chandra Bose Indian Botanic Garden di Howrah, introdotto dalle Andamane.

Nello stesso 2015, K. Prasad, M.V. Ramana, M. Sanjappa e B.R.P. Rao descrissero Cycas andamanica nell’International Journal of Innovative Science and Research, da un tipo raccolto nella foresta litorale di Ramnagar, nelle Andamane settentrionali. La revisione delle Cycas delle Andamane e Nicobare di Lal Ji Singh e Dharam Raj Misra (Indian Journal of Forestry, 2020) ha riunito i due nomi sotto Cycas pschannae; nella stessa revisione Cycas darshii è passato in sinonimia con Cycas sphaerica e Cycas sainathii con Cycas zeylanica. Prima di questa revisione i due nomi del 2015 erano stati riuniti sotto Cycas sainathii: la vecchia scheda di The World List of Cycads, citata su eFlora of India, li dava entrambi come sinonimi di Cycas sainathii, e la versione attuale della lista precisa che Cycas pschannae è stata ristabilita come specie in seguito a Singh e Misra. Della revisione abbiamo potuto leggere soltanto il riassunto, ma la ragione della scelta è spiegata in una discussione pubblicata su eFlora of India, il sito collaborativo della flora indiana: secondo uno dei botanici coinvolti, Cycas pschannae è uscita nell’agosto 2015 e Cycas andamanica nel settembre 2015, e per il principio di priorità prevale il primo nome. Per il lettore la conseguenza è semplice: le piante etichettate «Cycas andamanica» vanno chiamate Cycas pschannae.

La Lista rossa della IUCN non ha seguito questa revisione: nella valutazione pubblicata nel 2022 mantiene Cycas sainathii in senso ampio e vi include come sinonimi Cycas pschannae, Cycas andamanica e Cycas dharmrajii (dati della Lista rossa diffusi da GBIF, versione del luglio 2026). La stessa pianta delle Andamane può quindi trovarsi etichettata con tre nomi diversi.

Etimologia e storia

L’epiteto onora il dottor Paramjit Singh Channa, allora direttore del Botanical Survey of India (protologo; The World List of Cycads).

La storia della specie comincia in un orto botanico, non in natura. Durante gli studi sulle gimnosperme dell’India per il progetto Flora of India, Srivastava notò nel giardino di Howrah diversi grandi alberi di Cycas introdotti molto tempo prima e mai studiati da vicino. Nel 2001 uno di questi, un piccolo albero che cresce nel settore chiamato Charak Udyan, produsse all’apice un gruppo di macrosporofilli. Dopo il confronto con la letteratura e con i campioni tipo, la pianta risultò nuova; nel luglio 2014, durante una missione nelle Andamane, gli autori ne trovarono diverse popolazioni naturali. Nel 2017 la stampa indiana ha presentato Cycas pschannae e Cycas dharmrajii come le due ultime Cycas scoperte nel paese, portando il totale a 14 specie (GKToday 2017).

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Nelle fonti consultate non compare nemmeno un nome vernacolo indiano o inglese proprio di questa pianta.

In natura

È una specie endemica delle isole Andamane, dove il protologo la indica nelle Andamane settentrionali, centrali e meridionali. Vi è abbondante nelle foreste litorali vicine al mare, su suolo sabbioso, e ai margini delle foreste sempreverdi di bassa quota che si trovano dietro le spiagge. The World List of Cycads ne indica la distribuzione come «India (isole Andamane e Nicobare)», senza precisare se sia presente anche nelle Nicobare.

L’impollinazione e la fenologia della specie non sono documentate nelle fonti consultate.

Stato di conservazione e normativa

Lo statuto dipende dal nome adottato. Per The World List of Cycads, che accetta la specie, Cycas pschannae non è stata valutata (NE). La Lista rossa della IUCN la include invece in Cycas sainathii in senso ampio, classificata vulnerabile (VU) nella valutazione di L.J. Singh pubblicata nel 2022 (versione 2022-1), secondo i dati della Lista rossa diffusi da GBIF (consultazione del 18 ottobre 2026). I criteri e le minacce considerati non hanno potuto essere letti, perché la Lista rossa non è stata consultata direttamente. Il protologo la descrive come abbondante nelle foreste litorali, ma non è stata trovata alcuna stima delle popolazioni. Una minaccia è documentata: nel 2022 Purti, Singh e Pandey hanno segnalato per la prima volta nelle Andamane e Nicobare i danni della farfalla delle cicadee, Luthrodes pandava, e hanno registrato Cycas pschannae e Cycas dharmrajii come nuove piante ospiti; secondo il riassunto dello studio, le cicadee endemiche sembrano le più sensibili ai danni delle larve, che attaccano tutte le parti aeree e ne frenano la crescita.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas pschannae rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026) esenta in particolare semi e polline, mentre le piante vive restano soggette a permesso di esportazione nel commercio internazionale. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Questi dati sono stati controllati il 13 ottobre 2026 su Species+, a livello di famiglia: prima di un acquisto o di un’importazione verificate la normativa in vigore e chiedete i documenti di provenienza.

Coltivazione

Si coltiva, ma quasi solo in India. Il protologo indica che può essere coltivata come albero ornamentale, e la sua stessa storia lo dimostra: la pianta del tipo è vissuta per decenni nell’orto botanico di Howrah, in clima tropicale. Fuori dall’India non è stata trovata alcuna esperienza di coltivazione pubblicata.

Ciò che segue è dedotto dall’habitat, non da prove documentate: una cicadea delle foreste costiere tropicali richiede probabilmente calore tutto l’anno, molta luce, un substrato sabbioso e ben drenato e annaffiature regolari nella stagione di crescita. Le dimensioni da adulta, fino a 12 m, la riservano a lungo termine alle grandi serre tropicali.

In Italia

Cycas pschannae non compare, né con questo nome né come Cycas andamanica, negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente le ricerche di «pschannae» e di «andamanica» non danno alcun risultato. Non è quindi documentata alcuna pianta coltivata in Italia; l’unica soluzione prudente sarebbe il vaso, in serra calda o in casa durante l’inverno.

Moltiplicazione

Per seme o per bulbilli, secondo il protologo; i bulbilli sono i piccoli germogli che alcune Cycas formano sul fusto e che possono essere staccati e radicati. Essendo la pianta dioica, per avere semi servono un esemplare maschile e uno femminile e, in coltivazione, l’impollinazione manuale. Il tegumento carnoso dei semi si toglie prima della semina, con i guanti. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie; cercate soltanto materiale di origine legale e documentata.

Malattie e parassiti

Il parassita documentato è la farfalla delle cicadee, Luthrodes pandava, i cui bruchi divorano le parti aeree della pianta nelle Andamane (Purti et al. 2022). In coltivazione valgono poi i nemici comuni a tutte le Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e il marciume del fusto e delle radici quando il substrato resta troppo umido.

Rusticità

Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Cycas pschannae. Vive nelle foreste costiere tropicali delle Andamane, e nulla permette di supporre che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: le ricerche sul forum Fous de palmiers e sul forum Tropicamente, con entrambi i nomi, non hanno dato alcun riscontro, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo in nessun paese. Le zone di rusticità USDA talvolta attribuite a questa pianta non si basano su prove documentate e non sono riportate qui.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste uno studio proprio di questa specie. Il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Il consumo locale di foglie giovani e ovuli cotti, descritto più sotto, non prova affatto che la pianta sia innocua e non va imitato. Tenete semi e foglie lontano da bambini e animali; in caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Sì, il protologo ne descrive diversi nelle Andamane. Le foglie si usano nelle cerimonie religiose e culturali, accanto alle foglie di palme locali (Areca triandra, Caryota mitis, Licuala peltata) e di banani selvatici. La corona di foglie giovani e gli ovuli vengono consumati cotti, come verdura, dai coloni detti «Ranchi» in tutte le località delle Andamane in cui la pianta cresce spontanea. I semi maturi, svuotati, servono da cucchiaio o da scatolina per conservare la calce e il tabacco da masticare. Sono usi documentati, non consigli: le Cycas contengono tossine pericolose.

Domande frequenti

Cycas pschannae e Cycas andamanica sono la stessa pianta?

Sì. Dalla revisione di Singh e Misra (2020), seguita da The World List of Cycads, Cycas andamanica è un sinonimo di Cycas pschannae, il nome da usare perché pubblicato un mese prima, nell’agosto 2015. La Lista rossa della IUCN, invece, li riunisce ancora entrambi sotto Cycas sainathii.

Che cosa significa pschannae?

È una dedica: il nome onora Paramjit Singh Channa, allora direttore del Botanical Survey of India.

Dove cresce in natura?

Nelle isole Andamane, in India, nelle foreste litorali su sabbia e ai margini delle foreste sempreverdi di bassa quota dietro le spiagge.

Come distinguerla da Cycas zeylanica?

Dai macrosporofilli. In Cycas pschannae la loro parte sterile porta due denti laterali disuguali a forma di corno, carattere che secondo i descrittori la separa da Cycas zeylanica.

È minacciata?

Dipende dal nome adottato. Con il nome Cycas pschannae non è stata valutata; la Lista rossa della IUCN la include in Cycas sainathii, classificata vulnerabile (VU) nel 2022. Il protologo la dice abbondante nelle foreste costiere, ma dal 2022 è segnalata come pianta ospite della farfalla delle cicadee, i cui bruchi ne danneggiano le parti aeree.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e la pianta viene dalle coste tropicali delle Andamane: va tenuta in serra calda o in casa d’inverno.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Nelle Andamane foglie giovani e ovuli si mangiano cotti, ma le Cycas contengono tossine gravi, soprattutto nei semi: non è un uso da imitare.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas pschannae: https://cycadlist.org/scientific_name/794 — nome accettato, protologo, tipo (RCS Cy 19, CAL), distribuzione, statuto IUCN (NE), etimologia, note di sinonimia (Singh e Misra 2020). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 12 e il 13 ottobre 2026.
  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas andamanica: https://cycadlist.org/scientific_name/795 — sinonimo, autori, tipo di Ramnagar. Consultata il 12 ottobre 2026.
  • International Plant Names Index (IPNI), Cycas pschannae: https://www.ipni.org/n/60469421-2 — dati nomenclaturali. Banca dati di riferimento; consultata direttamente.
  • Srivastava e Singh 2015, protologo di Cycas pschannae (PDF della rivista): http://ijcrbp.com/vol-2-8/R.C.%20Srivastava.pdf — descrizione, tipo, distribuzione, habitat, etimologia, storia della scoperta, usi, moltiplicazione. Pubblicazione scientifica; testo integrale riletto il 13 ottobre 2026.
  • GKToday, «Two new species of Cycas discovered» (7 agosto 2017): https://www.gktoday.in/species-cycas-discovered/ — presentazione di Cycas pschannae e Cycas dharmrajii, numero di Cycas indiane. Sito di attualità indiano; fonte secondaria.
  • eFlora of India, Cycas pschannae: https://efloraofindia.com/efi/cycas-pschannae/ — discussione sullo statuto di Cycas andamanica (priorità di data tra pschannae, agosto 2015, e andamanica, settembre 2015; vecchia sinonimia sotto Cycas sainathii in The World List of Cycads). Sito collaborativo di botanici indiani, messaggi di un gruppo di discussione: affidabilità media; consultato il 18 ottobre 2026.
  • GBIF, dati della Lista rossa IUCN, Cycas pschannae: https://api.gbif.org/v1/species/9900570/iucnRedListCategory — nome trattato dalla Lista rossa come sinonimo di Cycas sainathii, categoria VU. Copia dei dati ufficiali della Lista rossa; consultata il 18 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Cycadaceae: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/12839/legal — iscrizione della famiglia all’appendice II della CITES dal 1977 (annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.

Bibliografia

  • Srivastava, R.C. & Singh, L.J. (2015). A new species of Indian Cycas. International Journal of Current Research in Biosciences and Plant Biology 2(8): 35-37. [Protologo; testo integrale consultato.]
  • Prasad, K., Ramana, M.V., Rao, B.R.P. & Sanjappa, M. (2015). Cycas andamanica (Cycadaceae): a new species from Andaman Islands, India. International Journal of Innovative Science and Research 4: 473-476. [Protologo del sinonimo; fascicolo indicato come 9 da IPNI e come 1 da The World List of Cycads; testo non consultato.]
  • Singh, L.J. & Misra, D.R. (2020). Reappraisal of the genus Cycas L. (Cycadaceae) in Andaman and Nicobar Islands, India. Indian Journal of Forestry 43(1): 46-57. doi:10.54207/bsmps1000-2021-513ETJ [Revisione che riunisce Cycas andamanica e Cycas pschannae; letto soltanto il riassunto.]
  • Singh, L. (2022). Cycas sainathii. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T103631608A243419871. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T103631608A243419871.en [Valutazione VU di Cycas sainathii in senso ampio, che include Cycas pschannae; riferimento rilevato su Crossref e GBIF; pagina della Lista rossa non consultata.]
  • Purti, N., Singh, L.J. & Pandey, A.K. (2022). New hosts for the cycad blue butterfly, Luthrodes pandava Horsfield (Lepidoptera: Lycaenidae) in an island ecosystem. Feddes Repertorium 133(3): 234-243. doi:10.1002/fedr.202100024 [Cycas pschannae registrata come nuova pianta ospite; letto il riassunto (Crossref).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]