Cycas thouarsii

Cycas thouarsii (comunemente chiamata cicade del Madagascar) è una grande cicade tropicale dall’aspetto decisamente palmiforme, molto ricercata per le sue foglie lunghe, flessibili e di un verde brillante, e per il portamento maestoso che sviluppa con l’età. È altrettanto nota per la frequente confusione nel commercio con Cycas circinalis / C. rumphii, specie che condividono una silhouette molto simile.

Areale di distribuzione

Secondo Kew – Plants of the World Online, l’areale naturale di Cycas thouarsii si estende dal Kenya orientale al Mozambico e comprende le Comore, Aldabra e il Madagascar orientale.

In natura, la specie è associata prevalentemente ad ambienti costieri o prossimi alla costa, foreste aperte o margini forestali, su suoli sabbiosi o substrati corallini, generalmente a bassa altitudine (spesso sotto i 200 m).

Descrizione: una delle più grandi Cycas in coltivazione

In condizioni favorevoli, Cycas thouarsii sviluppa un tronco arborescente (caudice) e può raggiungere diversi metri di altezza. Le descrizioni generali riportano esemplari maturi nell’ordine di 4–10 m, con un tronco che può diventare piuttosto massiccio.

Le foglie sono pennate e molto lunghe (con un marcato effetto « a piuma »), generalmente più flessibili di quelle di Cycas revoluta, con numerose foglioline, che conferiscono alla pianta un aspetto spiccatamente tropicale.

Altra caratteristica interessante: i semi contengono un tessuto spugnoso che favorisce la galleggiabilità, coerente con una specie adattata alle zone costiere e insulari.

Resistenza al freddo: cosa brucia, cosa uccide

Questo punto deve essere molto chiaro: Cycas thouarsii è una cicade da clima caldo. Il fogliame viene rapidamente danneggiato dal freddo e la sopravvivenza all’aperto nei climi temperati è limitata alle zone praticamente esenti da gelo o a giardini con microclimi eccezionali.

Cosa riportano i forum di appassionati

Durante l’ondata di gelo in California nel gennaio 2007, un utente di PalmTalk ha riportato temperature minime di 25–28 °F (≈ –3,9 / –2,2 °C), con 27 °F (–2,8 °C) per più di 5 ore, annotando: «Cycas thouarsii badly scorched» (il fogliame era gravemente ustionato dal freddo).

Su Dave’s Garden (discussione «Freeze damage to cycads»), compaiono dati simili: 27 °F per 5 ore con danni significativi, e il concetto che la durata del gelo conta quanto la temperatura minima assoluta.

Soglie di rischio utili per il giardiniere

La scheda PlantFiles di Dave’s Garden colloca la specie nella zona USDA 9b (25 °F / –3,8 °C), e un coltivatore specifica che, prima di un buon radicamento, l’esposizione a temperature intorno ai «mid-20s °F» (≈ –2 / –4 °C) può essere sufficiente a uccidere la pianta.

In pratica: una gelata breve e leggera può causare danni « soltanto » estetici (foglie bruciate), ma un gelo più prolungato, oppure il freddo combinato con umidità nel cuore della corona, può provocare il marciume della gemma apicale e la perdita della pianta.

Per il pubblico italiano: ricordiamo che Cycas thouarsii è da coltivare preferibilmente in vaso non appena ci si allontana dalle zone costiere più miti della Sicilia, della Sardegna meridionale o della Riviera ligure.

Coltivazione in vaso: il metodo più sicuro

La coltivazione in contenitore permette di godere di un bell’esemplare mantenendolo al riparo dal gelo durante l’inverno.

Substrato: molto drenante (ad esempio terriccio universale + pomice/perlite + sabbia grossolana). Le cicadi detestano il ristagno idrico in condizioni di freddo.

Luce: molto luminosa, da sole filtrato a pieno sole (con acclimatazione graduale).

Irrigazione: annaffiature regolari durante la stagione calda, lasciando asciugare la superficie tra un’irrigazione e l’altra. In inverno, ridurre drasticamente (freddo + umidità è il vero pericolo).

Concimazione: un fertilizzante a lento rilascio in primavera, seguito da un’integrazione estiva, favorisce vegetazioni più vigorose. Su PalmTalk, un coltivatore riferisce di concimare tre volte l’anno e di osservare più di una vegetazione per stagione in piena terra (logico: la specie cresce velocemente con calore + acqua + nutrienti).

Rinvaso: prestare attenzione alle radici, spesso descritte come fragili. È preferibile attendere che il pane radicale si sia ben compattato prima di manipolarlo.

Piena terra: solo se il giardino è esente da gelo

In piena terra, Cycas thouarsii va riservata alle zone più miti: giardini fronte mare, giardini urbani riparati, cortili interni o microclimi particolarmente favorevoli (muro esposto a sud, terreno asciutto in inverno, protezione dai venti freddi).

Posizione: massimo calore + protezione dal vento + evitare le sacche di aria fredda.

Terreno: un drenaggio perfetto è indispensabile (aiuola rialzata se il terreno è pesante).

Protezione invernale: in caso di ondata di freddo annunciata, proteggere soprattutto la corona dall’umidità e dal gelo (tessuto non tessuto più una copertura antipioggia), poiché la perdita delle foglie è spesso reversibile, mentre la perdita della gemma terminale lo è molto meno.

Dove ammirare Cycas thouarsii: giardini botanici e collezioni

Ecco alcuni giardini botanici nel mondo dove è possibile osservare la specie:

Montgomery Botanical Center (Florida): foto referenziate e datate nella collezione di cicadi su Google Arts & Culture.

Marie Selby Botanical Gardens (Sarasota, Florida): un documento informativo menziona un esemplare di Cycas thouarsii stimato a oltre 100 anni di età.

Jardin botanique de Lyon (Francia): un documento istituzionale del Grand Lyon cita un venerabile esemplare di Cycas thouarsii piantato nel 1880 nelle serre.

In Italia, esemplari di Cycas thouarsii sono presenti nelle collezioni di diversi orti botanici e giardini storici del Meridione e delle isole, dove il clima consente la coltivazione in piena terra.

Varietà orticole e forme ornamentali

Cycas thouarsii viene coltivata prevalentemente come tipo botanico. L’interesse ornamentale nasce piuttosto dalla variabilità nella colorazione delle foglie giovani (talvolta con sfumature glauco-azzurre a seconda della provenienza e delle condizioni colturali) e dagli ibridi apprezzati dai collezionisti (ad esempio Cycas thouarsii × cupida), ricercati per il portamento e, in alcuni casi, per una tolleranza leggermente superiore alle condizioni climatiche marginali.