Cycas thouarsii

Cycas thouarsii è l’unica Cycas dell’Africa e del Madagascar: una grande cicadea delle foreste costiere del Madagascar orientale, delle Comore e della costa del Kenya e della Tanzania, dai grossi semi rossi che galleggiano. Dedicata al botanico francese Aubert du Petit-Thouars, appartiene al gruppo delle Cycas costiere a semi galleggianti del genere Cycas. È anche, secondo un vivaista specializzato e diversi coltivatori italiani, la specie venduta nei garden center con il nome errato di «Cycas circinalis»; sopporta solo geli brevi.

In sintesi: Cycas thouarsii

  • Nome accettato: Cycas thouarsii R.Br. (1810), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Sinonimi: Cycas madagascariensis Miq. (1840), Cycas comorensis Bruant (1888), Cycas circinalis subsp. thouarsii (R.Br.) Engl. (1908), Cycas circinalis f. trigonocarpoides J.Schust. (1932)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sottosezione Rumphiae secondo Hill, sottogenere Cycas secondo de Laubenfels e Adema (vedi Tassonomia)
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; Madagascar cycad in inglese, «faux sagoutier» in francese; fahou in malgascio, mpapindi in swahili
  • Distribuzione naturale: Madagascar orientale, Comore, costa del Kenya e della Tanzania, compresa Zanzibar
  • Stato IUCN: minor preoccupazione (LC), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2024
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: fogliame bruciato già a 0/−1 °C, quasi completamente a −2/−3 °C; un esemplare probabilmente perso dopo −5 °C a Pedara, in Sicilia (riscontri di forum, vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura vegetazione costiera e foreste umide di bassa quota; in coltivazione sole o mezz’ombra, calore, substrato drenante
  • Portamento e dimensioni: fusto fino a 10 m e 45 cm di diametro, spesso ramificato; foglie di 1,5-3 m
  • In Italia: piante maschili all’Orto Botanico di Napoli, elencata a Messina (2009), segnalata a Nardò; in piena terra solo in pochi giardini del Sud
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas thouarsii?

Cycas thouarsii si riconosce dalle grandi foglie piatte, dai coni maschili le cui squame terminano con una punta corta e nettamente uncinata e soprattutto dai semi rossi, grossi (54-60 mm) e galleggianti (de Laubenfels e Adema 1998).

Secondo la revisione di de Laubenfels e Adema (1998), l’unica descrizione moderna completa consultata, il fusto raggiunge 10 m di altezza e 45 cm di diametro; si assottiglia verso l’alto e si ramifica spesso. Le foglie misurano 150-300 cm e portano 60-120 foglioline per lato. Il picciolo, di 30-50 cm, è spinoso per gran parte della lunghezza. Le foglioline, lanceolate, misurano 17-31 (35) cm per 8-13 (15) mm; la nervatura centrale è più sporgente di sotto.

I coni maschili, cilindrici, misurano 30-60 cm per 10-15 cm. Ogni microsporofillo, largo 15-17 mm, termina con una parte sterile di 12-15 mm, prolungata da una punta di 5-8 mm, fortemente ricurva a uncino. I macrosporofilli portano 4-10 ovuli e una lamina lanceolata, molto acuminata, di 60-80 mm per 20-25 mm, con piccoli denti di 2-3 mm al massimo e punta di 10-30 mm. I semi, rossi, misurano 54-60 mm per 42-50 mm e galleggiano grazie a uno strato spugnoso. Impiegano due anni a maturare (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009).

Ibridi

Non è noto alcun ibrido naturale: la specie vive lontano da tutte le altre Cycas. In coltivazione, Cycas thouarsii è stata incrociata con Cycas australiane bluastre, Cycas cairnsiana, Cycas couttsiana e Cycas cupida, per ottenere una Cycas blu a crescita rapida, secondo un vivaista francese specializzato (forum Fous de palmiers, 2013). Sulla Côte Bleue (Bocche del Rodano), un coltivatore giudicava nel 2013 «impressionante» la crescita dell’ibrido thouarsii × cairnsiana, poi messo in piena terra.

Possibili confusioni

La «Cycas circinalis» dei garden center

La confusione è antica: lo stesso Du Petit-Thouars illustrava nel 1804 la pianta del Madagascar con il nome di Cycas circinalis, ed Engler (1908) e poi Schuster (1932) ne facevano una sottospecie di quest’ultima (de Laubenfels e Adema 1998). Continua nel commercio. Sul forum Tropicamente un coltivatore scriveva nel 2009 che «di solito le circinalis che ci sono in giro sono tutte thouarsi», e un altro, nel 2010, di averne comprata una come Cycas circinalis che «in realtà sia la cycas thouarsii». In Francia un vivaista specializzato conferma nel 2019 e nel 2020, sul forum Fous de palmiers, che tutte le «circinalis» e «rumphii» da lui viste in vendita in Europa erano Cycas thouarsii. I riscontri di coltivazione pubblicati con il nome di Cycas circinalis riguardano quindi probabilmente spesso questa specie.

Come distinguerla dalle specie vicine

  • Cycas circinalis, dell’India: semi più piccoli (30-39 mm), senza strato spugnoso e non galleggianti, microsporofilli terminati da una lunga punta diritta di 20-39 mm (Lindstrom e Hill 2007; de Laubenfels e Adema 1998).
  • Cycas rumphii, dell’Indonesia orientale: microsporofilli quasi senza punta (2-5 mm), semi con cresta all’apice del guscio, foglioline più larghe (12-18 mm).
  • Cycas seemannii, delle Figi e delle isole vicine: picciolo poco o per niente spinoso, microsporofilli con punta corta di 4-5 mm (de Laubenfels e Adema 1998, sotto Cycas celebica).
  • Cycas zeylanica, dello Sri Lanka e delle isole Andamane e Nicobare: vicina, con la stessa assenza di cresta sul seme e una punta sui microsporofilli, ma con catafilli lunghi e pungenti e foglioline molto distanziate (Lindstrom e Hill 2007).

Tassonomia

The World List of Cycads attribuisce il nome a Robert Brown, che lo pubblicò nel 1810 nel suo Prodromus Florae Novae Hollandiae, con la grafia «thuarsii» e seguito da un punto interrogativo. De Laubenfels e Adema (1998) consideravano questo nome di Brown un nome nudo e attribuivano la pubblicazione valida a Gaudichaud (1826); Lindstrom e Hill (2007) scrivono «Gaudich. ex R.Br.». Il tipo è una raccolta di Du Petit-Thouars in Madagascar, conservata al Muséum di Parigi.

La posizione della specie nel genere varia secondo gli autori. Hill (1994) riunì nella sottosezione Rumphiae le Cycas con semi dotati di uno strato spugnoso; Lindstrom, Hill e Stanberg (2009) vi collocano Cycas thouarsii, per la quale è confermata la maturazione dei semi in due anni, altro carattere del gruppo. De Laubenfels e Adema (1998) la collocavano invece nel sottogenere Cycas, con Cycas circinalis, per i microsporofilli allungati, pur suggerendo che il loro sottogenere Truncata, quello di Cycas rumphii, potesse derivare da piante simili a Cycas thouarsii.

Le due revisioni divergono anche sull’areale: de Laubenfels e Adema (1998) includevano in Cycas thouarsii le piante dello Sri Lanka, descritte come Cycas rumphii subsp. zeylanica. Lindstrom e Hill (2007) le trattano come specie distinta, Cycas zeylanica. The World List of Cycads, seguita dal sito, adotta questo trattamento e limita Cycas thouarsii all’Africa orientale, al Madagascar e alle Comore.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Louis-Marie Aubert du Petit-Thouars (1758-1831), botanico francese che studiò la flora del Madagascar e delle Mascarene (Haynes 2022). Illustrò la pianta già nel 1804 nella sua Histoire des végétaux recueillis dans les îles australes d’Afrique, con il nome di Cycas circinalis (de Laubenfels e Adema 1998). Stapf (1916) le dedicò uno studio nel Kew Bulletin, e Vorster e Vorster (1986) un articolo nella rivista Encephalartos.

De Laubenfels e Adema (1998) sottolineano l’enigma del suo areale, molto lontano da quello delle altre Cycas. Propongono due spiegazioni: semi arrivati via mare, oppure un trasporto da parte dell’uomo, dato che la pianta è ancora coltivata localmente in Madagascar come pianta alimentare.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano; la «cicade del Madagascar» usata nel commercio non compare nelle fonti pubblicate. Species+ riporta in francese «faux sagoutier», in inglese Madagascar cycad, in malgascio fahou e in swahili mpapindi. Nei garden center la pianta è spesso venduta come «Cycas circinalis».

In natura

The World List of Cycads limita Cycas thouarsii al Madagascar, alle Comore, al Kenya e alla Tanzania, compresa Zanzibar. De Laubenfels e Adema (1998) la citavano anche nel delta dello Zambesi, in Mozambico, e Species+ aggiunge le Seychelles; queste segnalazioni non sono accolte da The World List of Cycads. In Madagascar la specie occupa la costa orientale (de Laubenfels e Adema 1998).

Cresce nella vegetazione costiera delle regioni di foresta umida e nelle foreste umide di bassa quota, fino ad almeno 500 m (de Laubenfels e Adema 1998). I semi galleggiano, il che ne permette la dispersione via mare.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas thouarsii a minor preoccupazione (LC), nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2024 (categoria verificata tramite l’elenco IUCN diffuso da GBIF e The World List of Cycads; la Lista rossa non ha potuto essere consultata). La valutazione precedente, di J. Golding e J. Hurter, risale al 2010.

Come tutta la famiglia delle Cycadaceae, la specie è iscritta nell’Appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline e plantule in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (allegati fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e preferite piante ottenute da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas thouarsii ha fama, sui forum, di crescere in fretta per una cicadea. Nella maggior parte d’Italia si coltiva in vaso: ritirata d’inverno in veranda o serra luminosa e al riparo dal gelo, chiede un substrato molto drenante, calore, irrigazioni regolari d’estate e rare d’inverno. Nel sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, un coltivatore della Côte Bleue la coltiva in piena terra di fronte al mare: nel 2018 la giudicava «non la più robusta» delle sue cicadee, ma valida in posizione protetta, in pieno sole senza problemi, con una crescita limitata da una stagione calda troppo breve.

In Italia

All’Orto Botanico di Napoli, Cycas thouarsii compare nell’Index Seminum del 2007, e il giardino ne ha offerto il polline nelle edizioni dal 2012-13 al 2018-19, segno che vi crescono piante maschili che producono coni. L’Orto Botanico di Messina la elencava nel 2009. Alla Villa Comunale di Nardò (Lecce), un partecipante al forum Tropicamente la riconosceva nel 2012 su foto del 2011. L’identità di queste piante non è stata verificata.

Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna scriveva nel 2010 di non essere mai riuscito a far sopravvivere le sue «circinalis / thouarsii» più di qualche anno. Il Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var, Francia) non ha pubblicato osservazioni sulla specie.

Moltiplicazione

Cycas thouarsii si moltiplica per seme; servono una pianta maschile e una femminile. I semi, molto grossi, impiegano due anni a maturare sulla pianta (Lindstrom, Hill e Stanberg 2009). Un coltivatore residente in Polonia riferisce sul forum Fous de palmiers, nel 2008, di semi «enormi» germinati intorno a 25 °C. I semi sono esentati dalla CITES.

Malattie e parassiti

L’Università della Florida ha osservato la cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, su Cycas thouarsii nella contea di Miami-Dade (Weissling, Howard e Hamon, scheda EENY-096). La farfalla Chilades pandava la attacca alla Riunione e a Mauritius.

Rusticità

I dati pubblicati sono riscontri di coltivatori, spesso su piante vendute con il nome di Cycas circinalis.

In Italia e nel sud della Francia

Sul forum Tropicamente, un giovane esemplare in piena terra a Sabaudia (Latina) si è bruciato quasi completamente a −2/−3 °C senza protezione (2009); in seguito ha emesso solo quattro foglie. A Pedara (Catania), sul versante sud dell’Etna, un coltivatore scriveva un mese dopo due notti a −5 °C e poi −3 °C, nel febbraio 2008, che tra le sue cicadee in piena terra solo la Cycas thouarsii probabilmente non si sarebbe salvata (lettura di una frase ambigua del messaggio). A Napoli, a 1 km dal mare, un altro coltivatore ha visto le sue Cycas tropicali, tra cui una thouarsii nata da seme, superare il primo inverno all’aperto senza riparo nel 2012-13, con foglie bruciate e una ripresa tardiva con foglie piccole; quando viveva sulla costa occidentale della Sicilia, a 1 km dal mare, le teneva fuori d’inverno senza problemi (2009). Un coltivatore del Lazio riferisce nel 2014 che le foglie delle sue «circinalis», probabilmente Cycas thouarsii, sono state gravemente danneggiate per due inverni di seguito.

Nel sud-est della Francia, un vivaista specializzato riassume nel 2019 che la specie tollera solo geli brevi e che, se durano, il fogliame brucia. A Fuveau (Bocche del Rodano), nel dicembre 2019, le foglie di una «Cycas circinalis» in piena terra si sono bruciate a 0 °C; a Carcassonne (Aude) un’altra ha perso il 99 % del fogliame a −1 °C (forum Au jardin). Queste esperienze sono trasferibili alle zone costiere miti italiane. Nella maggior parte d’Italia va coltivata in vaso e ritirata al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non sono documentate misure di rusticità pubblicate da istituzioni per la specie. The World List of Cycads e le revisioni la descrivono come specie delle coste tropicali dell’Oceano Indiano, senza gelo.

Tossicità e precauzioni

Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas thouarsii, ma tutte le specie di Cycas studiate contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA, soprattutto nei semi. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. I semi di Cycas thouarsii, grossi e rossi, attirano lo sguardo: teneteli fuori dalla portata di bambini e animali, maneggiateli con i guanti e, in caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Secondo de Laubenfels e Adema (1998), Cycas thouarsii è ancora coltivata localmente in Madagascar come pianta alimentare; vi vedono una possibile spiegazione del suo areale, per trasporto umano. Le fonti pubblicate non precisano la parte consumata né la preparazione. Come per le altre Cycas, ogni consumo richiede una lunga detossificazione, da non tentare mai da soli.

Domande frequenti

La «Cycas circinalis» del mio garden center è una Cycas thouarsii?

Molto probabilmente sì. Secondo un vivaista specializzato e diversi coltivatori italiani, le Cycas tropicali vendute con il nome di Cycas circinalis sono Cycas thouarsii.

Come riconoscere Cycas thouarsii?

Dai grossi semi rossi di 5-6 cm, che galleggiano, e dai coni maschili le cui squame terminano con una punta corta a uncino. Le foglie piatte portano 60-120 paia di foglioline larghe 8-13 mm.

Da dove viene?

Dal Madagascar orientale, dalle Comore e dalle coste del Kenya e della Tanzania. È l’unica Cycas africana.

Che differenza c’è con Cycas rumphii e Cycas seemannii?

Queste due specie dell’Indonesia e del Pacifico hanno microsporofilli quasi senza punta (5 mm al massimo); Cycas rumphii ha semi con cresta e foglioline più larghe, Cycas seemannii un picciolo poco spinoso.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Solo nelle zone costiere più miti del Sud, con il rischio di perdere il fogliame già intorno a 0 °C. Un esemplare è stato bruciato a −2/−3 °C a Sabaudia, un altro probabilmente perso dopo −5 °C a Pedara. Altrove va coltivata in vaso.

Cresce in fretta?

Sì, per una cicadea. Viene anzi incrociata con Cycas australiane lente per accelerarne la crescita.

È velenosa?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi proprie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Brown, R. (1810). Prodromus Florae Novae Hollandiae et Insulae Van-Diemen: 347. Londra. [Protologo secondo The World List of Cycads; testo non consultato.]
  • Aubert du Petit-Thouars, L.-M. (1804). Histoire des végétaux recueillis dans les îles australes d’Afrique: 2, t. 1-11. Parigi. [Illustrazioni con il nome di C. circinalis; citato secondo de Laubenfels e Adema 1998.]
  • Stapf, O. (1916). Cycas Thouarsii. Bulletin of Miscellaneous Information, Kew 1916: 1-8. [Citato secondo The World List of Cycads e Lindstrom e Hill 2007; non consultato.]
  • Vorster, P. & Vorster, E. (1986). Focus on Cycas thouarsii. Encephalartos 6: 3-10. [Citato secondo The World List of Cycads; non consultato.]
  • Hill, K.D. (1994). The Cycas rumphii complex (Cycadaceae) in New Guinea and the western Pacific. Australian Systematic Botany 7(6): 543-567. doi:10.1071/SB9940543 [Creazione della sottosezione Rumphiae; riassunto consultato, testo integrale inaccessibile.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Descrizione, sinonimia, sottogenere Cycas, areale con lo Sri Lanka, uso alimentare in Madagascar; testo integrale consultato.]
  • Lindstrom, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [C. zeylanica distinta da C. thouarsii; testo integrale consultato.]
  • Lindstrom, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. doi:10.7751/telopea20095826 [Sottosezione Rumphiae, maturazione dei semi in due anni; testo integrale consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2024). Cycas thouarsii. The IUCN Red List of Threatened Species 2024: e.T41940A69827688. doi:10.2305/IUCN.UK.2024-1.RLTS.T41940A69827688.en [Valutazione attuale (LC); riferimento verificato su Crossref e GBIF, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Golding, J. & Hurter, J. (2010). Cycas thouarsii. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T41940A10606292. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T41940A10606292.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]