Cycas szechuanensis

Cycas szechuanensis è una cicadea arborescente della Cina sud-orientale, delle province del Guangdong e del Fujian, dove cresce nelle foreste umide di pianura e di bassa collina, spesso vicino ai ruscelli. Questa specie del genere Cycas ha un nome ingannevole: fu descritta nel 1975 su piante coltivate in un tempio del monte Emei, nel Sichuan, ma non è originaria di quella provincia. Dal 2021 comprende anche le piante del Guangdong descritte nel 1996 come Cycas fairylakea, nome ancora molto usato in Cina. È una delle cicadee più minacciate del paese: la IUCN la classifica in pericolo critico.

In sintesi: Cycas szechuanensis

  • Nome accettato: Cycas szechuanensis W.C.Cheng & L.K.Fu (1975), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas fairylakea D.Yue Wang (1996) e Cycas szechuanensis subsp. fairylakea (D.Yue Wang) N.Liu (2004), sinonimi secondo The World List of Cycads e Species+; nella Flora of China (1999) il nome copriva invece piante oggi attribuite a Cycas guizhouensis
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; in cinese 四川苏铁 (si chuan su tie), nella Flora of China
  • Distribuzione naturale: Cina, province del Fujian e del Guangdong secondo The World List of Cycads
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR), valutazione di M. Calonje (2024), dopo quella di K.D. Hill (2010, CR A2acd)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; in Cina, con il nome di Cycas fairylakea, pianta selvatica protetta di primo livello (elenco nazionale del 2021)
  • Rusticità documentata: nessun dato pubblicato verificabile (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foreste chiuse e boschi umidi, sottobosco e margini, spesso lungo i ruscelli, su suoli piuttosto fertili, tra 25 e 300 m nelle popolazioni studiate
  • Portamento e dimensioni: fusto fino a 2 m, di 15-33 cm di diametro; foglie di 1,2-3,8 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; qualche messaggio sul forum Tropicamente (2009) su semi e piantine del commercio
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas szechuanensis?

Dai megasporofilli a lamina rotonda, profondamente pettinata, senza una spina apicale larga, e dai semi grandi. Secondo Hill (2008) sono questi i caratteri che la separano da Cycas taiwaniana, la specie più vicina, che ha una spina apicale larga 7-30 mm alla base e semi più piccoli. La descrizione che segue è quella di Hill (2008) per l’intera specie.

  • Fusto: arborescente, fino a 2 m, di 15-33 cm di diametro nel punto più stretto; corona di 6-40 foglie.
  • Foglie: verde scuro, molto lucide, lunghe 120-380 cm, piatte o appena carenate, con 90-220 foglioline e un tomento bruno scuro che cade man mano che si distendono; rachide terminato da una coppia di foglioline o da una spina di 8-25 mm; picciolo di 50-130 cm (25-40 % della foglia), glabro, spinoso quasi per tutta la lunghezza.
  • Foglioline mediane: 230-440 mm per 14-21 mm, nettamente bicolori, distanziate di 10-24 mm e un po’ ruotate sul rachide; piatte, con margini piani, punta acuta non pungente e nervatura in rilievo sopra.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, di 50-60 mm e pelosi nella forma tipica, lineari, di 80-100 mm e quasi glabri nella forma fairylakea.
  • Coni maschili: non visti da Hill.
  • Macrosporofilli: 16-24 cm, con tomento bruno, portano 4-8 ovuli glabri; lamina orbicolare di 70-100 mm per 60-110 mm, profondamente pettinata, con 28-42 spine laterali morbide di 30-50 mm; spina apicale non distinta dalle laterali, oppure distinta ma stretta (12-40 mm per 2-8 mm alla base).
  • Semi: ovoidi, lunghi fino a 45 mm e larghi fino a 35 mm, senza strato fibroso, con guscio verrucoso.

Il protologo di Cheng e Fu (1975), molto breve, accostava la specie a Cycas siamensis e a Cycas rumphii, e la separava per le foglie di consistenza spessa, le foglioline lunghe al massimo 30 cm e larghe 1,2-1,3 cm, a base asimmetrica, e per i macrosporofilli di 19-23 cm, con la lamina arrotondata in cima e pettinata ai margini, portanti di solito 3-4 paia di ovuli.

Liang e colleghi (2024) aggiungono un’osservazione sul campo: nelle piante del Guangdong (la forma fairylakea) i macrosporofilli sono stretti in una struttura globosa compatta e hanno un lobo terminale ben distinto; nelle piante di Cycas szechuanensis in senso stretto sono più sparsi e spinosi, di forma ovata, con il lobo terminale poco evidente o piegato da un lato. Il valore tassonomico di queste differenze resta discusso.

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido naturale o orticolo. Uno studio genomico su sei Cycas della Cina meridionale (Tao et al. 2021) ha però rilevato antichi flussi genici tra Cycas szechuanensis e Cycas dolichophylla, una specie del Vietnam settentrionale e dell’estremo sud della Cina.

Possibili confusioni

  • Cycas taiwaniana: la specie più vicina, con la quale forma il cosiddetto «complesso di Cycas taiwaniana»; si distingue per la spina apicale larga dei macrosporofilli e per i semi più piccoli (Hill 2008). Le piante del giardino del Lago delle fate di Shenzhen, poi descritte come Cycas fairylakea, erano state identificate all’inizio, per errore, come Cycas taiwaniana.
  • Le Cycas di Hainan dello stesso complesso, come Cycas changjiangensis e Cycas hainanensis: nello studio genomico di Tao et al. (2021) Cycas szechuanensis forma un gruppo a sé, fratello di quello che riunisce Cycas changjiangensis e Cycas taiwaniana.
  • Cycas guizhouensis, delle valli secche del Nanpan Jiang: la Flora of China (1999) la includeva in Cycas szechuanensis, e prima della riscoperta in natura le due specie erano state talvolta confuse (Hill 2008). Le piante coltivate con il nome di Cycas szechuanensis possono quindi appartenere all’una o all’altra.
  • La cicade del Giappone (Cycas revoluta): foglie più corte e foglioline strette, rigide, con i margini arrotolati, contro foglioline piane larghe 14-21 mm.

Tassonomia

Cycas szechuanensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. W.C. Cheng e L.K. Fu la descrissero nel 1975 negli Acta Phytotaxonomica Sinica (13(4): 81, tav. 1, fig. 7-8), su piante coltivate al tempio di Fuhu, sul monte Emei, nel Sichuan; l’olotipo (Xiong Jihua e colleghi 33221) è conservato all’Istituto di botanica dell’Accademia cinese delle scienze (PE). Il protologo cita anche piante coltivate al tempio di Chunyang, sullo stesso monte, e a Leshan.

La specie appartiene alla sezione Stangerioides, il grande gruppo delle Cycas cinesi e indocinesi con coni maschili morbidi, ovuli glabri e semi gialli dal guscio verrucoso (Hill 2008; Zheng et al. 2017). Il suo contenuto è cambiato molto nel tempo:

  • la Flora of China (Chen e Stevenson 1999) ne faceva una specie ampia delle valli del Nanpan Jiang (Guangxi nord-occidentale, Guizhou sud-occidentale, Yunnan orientale), che includeva Cycas guizhouensis, e riteneva che il tipo provenisse da piante sterili introdotte nel Sichuan da quella regione;
  • Hill (2008) ha separato di nuovo Cycas guizhouensis e ha riconosciuto in Cycas szechuanensis due sottospecie: la forma tipica, nota allora solo nel Fujian orientale, e la sottospecie fairylakea del Guangdong orientale, distinta per la spina apicale stretta ma netta dei macrosporofilli e per i catafilli più lunghi e meno pelosi;
  • Feng e colleghi (2021, Taxon), con metodi di delimitazione delle specie basati su dati molecolari, hanno incluso fairylakea in Cycas szechuanensis senza distinguerla; The World List of Cycads e Species+ seguono questo trattamento. Lo studio del 2021 non ha potuto essere letto direttamente: le sue conclusioni sono riportate qui secondo Liang et al. (2024) e The World List of Cycads.

Il nome Cycas fairylakea resta però in uso: nel 2024 Liang e colleghi hanno scelto di mantenerlo perché figura nell’elenco ufficiale cinese delle piante protette, perché gli studi precedenti disponevano di campionamenti incompleti e perché le osservazioni sul campo mostrerebbero differenze nei macrosporofilli. La pagina dedicata a questo nome descrive in dettaglio la forma del Guangdong.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce allo Szechuan, oggi Sichuan, la regione da cui proveniva il campione tipo coltivato (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads); Hill (2008) precisa che il nome fu dato nell’errata convinzione che la specie fosse originaria di quella regione.

La storia della specie è segnata da questa origine in coltivazione. Per Hill (2008), la forma tipica fu ritrovata in natura solo nel 1999, nel Fujian orientale, dopo essere stata considerata estinta: la Lista rossa del 1997 la classificava addirittura come estinta (Ex), in una trattazione confusa che la includeva anche, come sinonimo, in Cycas guizhouensis. Le piante del Guangdong furono scoperte allo stato selvatico nel novembre 1999 a Shenzhen, al bacino idrico di Meilin e nel parco di Tanglangshan (Liang et al. 2024; Hill data la riscoperta al 2000). Altre fonti cinesi sono più pessimiste sulla forma tipica: Zheng et al. (2017) non segnalano alcuna popolazione selvatica, ma solo piante femminili coltivate (nel Sichuan, nel Guizhou, nel Fujian e nello Yunnan), e Tao et al. (2021), citandoli, parlano di circa 300 piante coltivate nel Guangdong, nel Fujian e nel Sichuan. La divergenza dipende probabilmente dal concetto di specie adottato, ma nessuna fonte la chiarisce esplicitamente.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. La Flora of China riporta il nome cinese 四川苏铁 (si chuan su tie), ma nel concetto ampio della specie adottato nel 1999.

In natura

Secondo The World List of Cycads, Cycas szechuanensis vive in Cina nelle province del Fujian e del Guangdong. Hill (2008) la descrive nelle foreste chiuse umide o nei boschi umidi. Le popolazioni meglio conosciute sono quelle del Guangdong, studiate con il nome di Cycas fairylakea: Shenzhen (più di 2000 piante al bacino di Meilin, meno di 700 a Tanglangshan), Taishan (circa 450 piante) e Yangjiang (più di 2000), secondo Liang et al. (2024). Gli stessi autori citano altre località nel Guangdong (Shaoguan, Meizhou, Zhaoqing con la riserva di Dinghushan, Yangchun) e fuori provincia, a Zhao’an nel Fujian e a Wuzhou nel Guangxi; ma la maggior parte di queste popolazioni conta solo piante femminili della stessa età, senza rigenerazione, e gli autori le considerano resti piuttosto che popolazioni vitali.

La pianta predilige gli ambienti umidi, i bordi dei ruscelli e dei fossi e i suoli piuttosto fertili, ed è rara nei luoghi aridi e poveri (studi cinesi citati da Liang et al. 2024). A Taishan cresceva un tempo nel sottobosco e ai margini della foresta sotto i 100 m, prima delle piantagioni di eucalipti, e oggi sopravvive soprattutto su pendii ripidi tra 150 e 300 m; a Yangjiang occupa pendii dolci tra 25 e 300 m. Il Guangdong ha un clima subtropicale umido, con una temperatura media annua di 18-24 °C e 1300-2500 mm di pioggia, esposto ai tifoni. Nelle due popolazioni di Taishan e Yangjiang il rapporto tra i sessi, determinato con un marcatore genetico, è vicino a 1:1, ma la struttura per età indica una forte mortalità delle giovani piante e una scarsa rigenerazione naturale.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas szechuanensis in pericolo critico (CR). La valutazione di K.D. Hill del 2010 si basava sul criterio A2acd, cioè un forte declino osservato o stimato della popolazione (The World List of Cycads); una nuova valutazione di M. Calonje, del 2024, è registrata da Crossref, e GBIF indica sempre la categoria CR. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Secondo Liang e colleghi (2024) la IUCN accetta ormai l’inclusione di fairylakea nella specie.

Le minacce citate sono la frammentazione dell’habitat, il disturbo umano, le piante invasive e la selvicoltura (piantagioni di Cunninghamia lanceolata, pini ed eucalipti); il prelievo illegale sarebbe diminuito da quando il pubblico la conosce come pianta protetta (Liang et al. 2024). Lo studio genomico di Tao et al. (2021) ha trovato in Cycas szechuanensis la diversità genetica più bassa delle sei specie studiate e un forte tasso di inincrocio, segno di un lungo declino delle popolazioni. In Cina il nome Cycas fairylakea figura al primo livello nell’elenco nazionale delle piante selvatiche protette del 2021, e la città di Shenzhen ha istituito un’area protetta al bacino di Meilin.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas szechuanensis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ registra la specie, con Cycas fairylakea come sinonimo, e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione, tanto più per una specie in pericolo critico.

Coltivazione

La specie è nota da tempo come pianta coltivata: il suo tipo proviene da un tempio del Sichuan, e Liang e colleghi (2024) riferiscono che gli abitanti di Yangjiang la coltivano come pianta ornamentale nei loro cortili. Nessuna istituzione consultata ha però pubblicato consigli di coltivazione propri della specie. L’habitat naturale, umido e su suoli fertili, suggerisce un substrato drenante ma non arido e annaffiature regolari durante la crescita, senza ristagni; è una deduzione dall’ambiente, non un risultato di prove. Le indicazioni di coltivazione e di rusticità diffuse in rete (percentuali di substrato, zone USDA) non sono sostenute da fonti verificabili.

In Italia

Cycas szechuanensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), né con il suo nome né come Cycas fairylakea. Sul forum Tropicamente compare in alcuni messaggi del 2009 di un coltivatore di Ravenna: in marzo osserva che la specie, venduta allora in semi da un commerciante specializzato, dovrebbe essere più resistente al freddo di altre, ma che mancano dati certi; in luglio dice di aver appena comprato piccole piantine da mettere alla prova; in ottobre racconta che i semi, rimasti fermi per tutta l’estate, sono germinati solo dopo la rimozione del tegumento carnoso e una settimana su una fonte di calore costante, che stima intorno a 35 °C. Non è stato pubblicato alcun risultato successivo, e l’identità di quelle piante non è verificabile: semi e piantine del commercio venduti con questo nome possono corrispondere anche al concetto ampio della Flora of China.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati dati di germinazione controllata propri della specie; l’unico riscontro trovato è quello del coltivatore di Ravenna (2009), per cui i semi puliti sono germinati rapidamente al caldo costante. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: per una specie in pericolo critico, chiedete sempre che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato nelle fonti consultate.

Rusticità

Per Cycas szechuanensis non esiste alcun dato pubblicato e verificabile di resistenza al freddo. Vive in un clima subtropicale umido, con inverni miti; le zone USDA che le si attribuiscono in rete non sono sostenute da misure, e l’idea che sia più rustica di altre Cycas cinesi, diffusa sui forum nel 2009, non è stata confermata da alcun risultato.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stato trovato alcun dato utilizzabile: sul forum Fous de palmiers la specie compare in elenchi di collezioni e di semi, senza temperature né risultati, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Nemmeno fuori dall’Europa è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione all’aperto datato. In mancanza di dati, il consiglio prudente è coltivarla in vaso e ripararla dal gelo.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas szechuanensis. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Secondo gli abitanti intervistati da Liang e colleghi (2024) a Taishan e a Yangjiang, nei periodi di carestia i fusti venivano ridotti in farina o tagliati a fette per essere mangiati. Questo uso non dimostra che la pianta sia innocua (vedi Tossicità e precauzioni). Oggi la specie è coltivata soprattutto come pianta ornamentale.

Domande frequenti

Viene davvero dal Sichuan?

No. Il tipo fu raccolto su piante coltivate in un tempio del monte Emei, nel Sichuan, ma la specie vive allo stato selvatico molto più a est, nel Guangdong e nel Fujian.

Cycas szechuanensis e Cycas fairylakea sono la stessa pianta?

Sì, secondo la tassonomia attuale (The World List of Cycads, dopo Feng et al. 2021): Cycas fairylakea è un sinonimo. Alcuni botanici cinesi continuano però a usarlo come nome di specie, e il nome figura nell’elenco cinese delle piante protette.

Come distinguerla da Cycas taiwaniana?

Dalla lamina rotonda dei macrosporofilli, senza una spina apicale larga, e dai semi più grandi, fino a 45 mm (Hill 2008).

È minacciata?

Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico, e in Cina è protetta al primo livello con il nome di Cycas fairylakea.

Ha bisogno di più acqua di Cycas revoluta?

Probabilmente sì, ma è una deduzione. Vive in foreste umide, vicino ai ruscelli e su suoli fertili; nessuna prova di coltivazione pubblicata lo conferma.

È rustica in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato verificabile sul freddo: in mancanza di prove, tenetela in vaso e al riparo dal gelo.

Dove si possono trovare piante o semi?

Solo da fonti legali, con piante o semi nati in coltivazione. La specie è in pericolo critico e iscritta alla CITES; i semi venduti con questo nome possono inoltre corrispondere a piante diverse.

È velenosa?

Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Cheng, W.C., Fu, L.K. et al. (1975). [Cycas szechuanensis W.C.Cheng & L.K.Fu]. Acta Phytotaxonomica Sinica 13(4): 81-82, tav. 1, fig. 7-8. [Protologo: diagnosi, tipo e piante coltivate citate; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Descrizione (pp. 94-96), sottospecie, distinzione da Cycas taiwaniana, storia, sezione Stangerioides; testo integrale consultato.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino, e Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Concetto ampio della specie; consultata nella versione online.]
  • Feng, X.Y. et al. (2021). Species delimitation with distinct methods based on molecular data to elucidate species boundaries in the Cycas taiwaniana complex (Cycadaceae). Taxon 70(3): 477-491. doi:10.1002/tax.12457 [Inclusione di Cycas fairylakea in Cycas szechuanensis; non consultato, conclusioni riportate da Liang et al. (2024).]
  • Liang, D., Wei, Y., Wang, P., Liu, X., Wang, P., Liu, Y., Zeng, S. & Wang, R. (2024). Comparative ecological traits and environmental responses of two distinct populations of the critically endangered Cycas fairylakea in Guangdong, China. Frontiers in Ecology and Evolution 12: 1490107. doi:10.3389/fevo.2024.1490107 https://www.frontiersin.org/journals/ecology-and-evolution/articles/10.3389/fevo.2024.1490107/full [Popolazioni, habitat, clima, rapporto tra i sessi, minacce, usi, scelta del nome; testo integrale consultato.]
  • Tao, Y., Chen, B., Kang, M., Liu, Y. & Wang, J. (2021). Genome-wide evidence for complex hybridization and demographic history in a group of Cycas from China. Frontiers in Genetics 12: 717200. doi:10.3389/fgene.2021.717200 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8435751/ [Diversità genetica, flussi genici, storia demografica; testo integrale consultato.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5415521/ [Sezione, piante coltivate note, assenza di popolazioni selvatiche segnalate; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas szechuanensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42041A10635911. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42041A10635911.en [Valutazione CR A2acd; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata.]
  • Calonje, M. (2024). Cycas szechuanensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2024-2: e.T42041A260590101. doi:10.2305/IUCN.UK.2024-2.RLTS.T42041A260590101.en [Valutazione più recente; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]