Cycas guizhouensis

Cycas guizhouensis

Cycas guizhouensis è una cicadea della Cina sud-occidentale, che cresce sui pendii calcarei delle valli del Nanpan e del Qingshui, dove si incontrano le province del Guizhou, dello Yunnan e del Guangxi. Questa piccola specie del genere Cycas, spesso senza fusto visibile, si riconosce dalle foglioline strette e ritorte sul rachide. È classificata vulnerabile e ha perso numerose popolazioni. In coltivazione viene spesso presentata come rustica, ma le osservazioni fatte nel sud della Francia mostrano un fogliame sensibile al gelo, anche se la pianta riparte dopo −6 °C. A seconda degli autori, parte delle piante è circolata anche con i nomi di Cycas szechuanensis, Cycas multiovula o Cycas longlinensis.

In sintesi: Cycas guizhouensis

  • Nome accettato: Cycas guizhouensis K.M.Lan & R.F.Zou (1983), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); accettato anche dalla WCVP, base di POWO (consultata tramite GBIF il 31 ottobre 2026)
  • Sinonimi: Cycas longlinensis Hung T.Chang & Y.C.Zhong (1997) secondo The World List of Cycads; Cycas multiovula D.Yue Wang (1996) secondo Hill (2008) e Species+, ma riferita a Cycas diannanensis da The World List of Cycads; la Flora of China (1999) includeva la specie in Cycas szechuanensis (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides (Hill 2008)
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese feng-wei-cao, Guizhou su-tie, Nanpan jiang su-tie (Hill 2008); «Guizhou sago palm» in inglese (Università statale del Mississippi)
  • Distribuzione naturale: Cina, Guizhou sud-occidentale, Yunnan orientale e Guangxi nord-occidentale, soprattutto nel bacino del fiume Nanpan
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU A4acd), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES; Allegato B nell’Unione europea; protezione statale di prima classe in Cina (elenco nazionale del 2021)
  • Rusticità documentata: al Jardin zoologique tropical (Var, Francia), fogliame fortemente danneggiato a −4 °C; tutte le foglie perse ma pianta sopravvissuta a −6 °C nel febbraio 2012; piena terra (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura boschi bassi e boscaglie su pendii ripidi, falesie e ghiaioni calcarei
  • Portamento e dimensioni: fusto fino a 1 m e 10-15 cm di diametro, spesso sotterraneo; 5-20 foglie di 1-1,8 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici consultati; coltivata da un appassionato a Sabaudia (2011)
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas guizhouensis?

Cycas guizhouensis si riconosce dalla taglia ridotta, dalle foglioline strette, di 8-12 mm, nettamente ritorte sul rachide, e dal picciolo che non è spinoso fino alla base ingrossata. Secondo Ken Hill (2008) questi caratteri, insieme alle foglie leggermente carenate e ai coni maschili piuttosto grandi, la distinguono dalle altre Cycas cinesi del suo gruppo.

Hill (2008) descrive un fusto aereo o sotterraneo, alto al massimo 1 m e largo 10-15 cm, con 5-20 foglie verde scuro e semilucide, lunghe 100-180 cm, con 110-210 foglioline. Il picciolo, di 30-60 cm, rappresenta il 25-40 % della foglia. Le foglioline mediane misurano 16-37 cm per 8-12 mm, con margini piatti o leggermente ricurvi. I catafilli, strettamente triangolari, sono morbidi e pelosi.

I coni maschili, fusiformi, da arancioni a bruno molto chiaro, misurano 20-40 cm per 6-14 cm. I megasporofilli, lunghi 10-20 cm e coperti da una peluria gialla o bruna, portano 4-8 ovuli glabri e una lamina arrotondata di 6-7 cm, divisa in 17-33 lacinie morbide, con una spina terminale distinta di 2,5-4,5 cm. I semi, quasi sferici, misurano 23-29 per 22-28 mm, con involucro carnoso giallo e guscio liscio o verrucoso.

Cycas guizhouensis
Megasporofilli di una Cycas guizhouensis

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido naturale. In commercio circola un ibrido Cycas guizhouensis × Cycas taitungensis: sul forum francese Fous de palmiers, nel 2011, un appassionato si diceva poco convinto del suo interesse, sia ornamentale sia per la rusticità, aggiungendo che molti ibridi nascono da una pianta femminile impollinata in mancanza di polline della sua stessa specie. Il Juniper Level Botanic Garden, in Carolina del Nord, segnala tuttavia che questo ibrido vi è sopravvissuto in piena terra senza protezione, mentre la specie pura figura tra le cicadee che non hanno resistito (vedi Rusticità).

Possibili confusioni

Un nome mescolato a molti altri

Cycas guizhouensis è stata confusa con diversi nomi vicini. De Laubenfels e Adema (1998), e poi la Flora of China (1999), la mettevano in sinonimia di Cycas szechuanensis, descritta dalla Flora come una specie ampia delle valli calde e secche del Nanpan; Hill (2008) e The World List of Cycads riservano oggi quel nome ad altre piante. Hill (2008) segnala anche che la Lista rossa del 1997 classificava Cycas guizhouensis come vulnerabile citando szechuanensis tra i sinonimi, e poi elencava quest’ultima a parte come estinta.

Il nome Cycas multiovula, descritto da una pianta coltivata, è posto in Cycas guizhouensis da Hill (2008), da Species+ e dalla classificazione di Kew diffusa da GBIF, ma in Cycas diannanensis da The World List of Cycads, dopo lo studio genetico di Liu, Zhou e Gong (2015). Infine Cycas longlinensis, descritta del distretto di Longlin (Guangxi), è stata riunita a Cycas guizhouensis da Feng, Liu e Gong (2016) dopo uno studio molecolare del complesso Cycas segmentifida.

Come distinguerla dalle specie vicine

  • Cycas segmentifida: foglioline più larghe (9-20 mm), piatte sul rachide (Hill 2008); secondo Feng, Liu e Gong (2016) le due specie occupano bacini diversi, il fiume You per segmentifida e il Nanpan per guizhouensis.
  • Cycas revoluta: foglie nettamente carenate, foglioline rigide a margini arrotolati verso il basso, apice del fusto lanoso e ovuli pelosi (chiave di Hill 2008).
  • Cycas panzhihuaensis: foglioline di 5-7 mm, piatte e non ritorte, foglie bluastre, coni maschili cerosi e semi da rossi ad arancioni (Hill 2008).
  • Cycas taiwaniana: foglioline più larghe (9-16 mm) e picciolo spinoso fino alla base ingrossata (Hill 2008).

Tassonomia

K.M. Lan e R.F. Zou descrissero Cycas guizhouensis nel 1983 in Acta Phytotaxonomica Sinica 21(2): 209-210. Il tipo fu raccolto il 10 agosto 1981 da una pianta coltivata nel cortile dell’ospedale di Xingyi (Guizhou), a sua volta portata da Wantun, vicino a Xingyi; l’olotipo è conservato al collegio agrario del Guizhou, con un isotipo a Pechino (PE) (Hill 2008; The World List of Cycads).

Gli autori confrontavano la specie con Cycas pectinata, ma Hill (2008) la avvicina piuttosto al gruppo di Cycas balansae e di Cycas taiwaniana, nella sezione Stangerioides: coni maschili morbidi, semi gialli con polpa non fibrosa, ovuli glabri. Secondo Hill il tipo di Cycas multiovula proveniva «dallo stesso luogo» di quello di Cycas guizhouensis, mentre altrove lo cita come coltivato a Gejiu (Yunnan): la contraddizione non ha potuto essere risolta.

Gli studi genetici confermano l’unità della specie nel bacino del Nanpan. Feng, Zheng e Gong (2016) hanno analizzato 209 piante di 11 popolazioni: vi trovano una diversità genetica elevata, due unità evolutive separatesi nel Pleistocene medio o superiore e una riduzione antica degli effettivi. Xiao e colleghi (2004), con altri marcatori, avevano invece misurato una diversità bassa in 12 popolazioni.

Etimologia e storia

L’epiteto deriva dalla provincia del Guizhou, con il suffisso latino -ensis, «originario di» (Hill 2008; Haynes 2022, tramite The World List of Cycads). Caso insolito, la specie fu descritta da una pianta coltivata, quando erano già note raccolte selvatiche (Hill 2008).

Secondo Walters e colleghi (1995), citati da Hill (2008), la specie fu ampiamente distrutta durante la Rivoluzione culturale, tanto che la consideravano la più minacciata delle Cycas cinesi; il servizio forestale della prefettura di Xingyi aveva rinunciato a proteggerla in situ per puntare su collezioni ex situ. Ricerche più recenti hanno mostrato che resta abbastanza abbondante su un’area estesa, al confine tra Guizhou, Guangxi e Yunnan (Hill 2008). Nessuna pubblicazione riguarda la sua introduzione in coltivazione in Europa; appassionati francesi la cercavano già nel 2008 e ne coltivavano giovani piante nel 2011, e un appassionato del forum italiano Tropicamente la elencava nel 2009 tra le sue giovani cicadee.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano attestato. Hill (2008), secondo Walters e Yang (1994) e Bonta e Osborne (2007), riporta numerosi nomi cinesi: feng-wei-cao («erba coda di fenice»), feng-wei su-tie, Guizhou su-tie («cicadea del Guizhou»), Nanpan jiang su-tie («cicadea del fiume Nanpan»), guan-yin-lian, shan-bo-lou e su-tie, quest’ultimo riferito alle Cycas in generale. Species+ cita anche Shan-bo-lu, Feng-wei-cao, Su-tie e Guan-yin-lian. In inglese l’Università statale del Mississippi usa «Guizhou sago palm», un nome orticolo.

In natura

Cycas guizhouensis vive nelle valli del Nanpan e del Qingshui, nel Guizhou sud-occidentale, nello Yunnan orientale e nel Guangxi nord-occidentale (Hill 2008). È tipica dei boschi bassi e cespugliosi su pendii ripidi, falesie o ghiaioni calcarei; Feng, Zheng e Gong (2016) segnalano anche suoli sabbiosi. Con il nome di Cycas szechuanensis, la Flora of China colloca queste piante tra 400 e 1300 m, in boscaglie e boschi radi delle valli calde e secche del Nanpan.

Le fonti divergono sul clima. Secondo Whitelock (2002), ripreso dal sito Useful Tropical Plants, la regione ha una media annua di 18,5 °C, massime estive di circa 38,5 °C, minime invernali di circa −2,5 °C e 1000 mm di pioggia, soprattutto in estate, con inverni secchi e gelate occasionali. Feng, Zheng e Gong (2016), citando Jones (1993), descrivono invece inverni umidi e senza gelo. Non sono documentate serie di misure pubblicate sulle stazioni.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas guizhouensis come vulnerabile (VU A4acd) nella valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022: il criterio A4 indica un declino di almeno il 30 % su un periodo che comprende passato e futuro, dedotto qui dall’osservazione diretta, dalla perdita di habitat e dai prelievi (categoria verificata tramite GBIF e The World List of Cycads). La valutazione precedente, di K.D. Hill, risale al 2010; Hill (2008) la considerava quasi minacciata, secondo Donaldson (2003).

Le minacce citate sono la distruzione degli habitat per colture commerciali e i prelievi, per il fusto commestibile e per uso ornamentale (Feng, Zheng e Gong 2016). Due popolazioni contavano meno di 20 piante, e cinque popolazioni studiate da Xiao e colleghi nel 2004 non sono state ritrovate. Zheng e colleghi (2017) segnalano un forte declino, con meno di 50 piante per popolazione, nonostante diverse riserve, in particolare nello Yunnan e nel Guangxi, tra cui quella del monte Jinzhong a Longlin.

In Cina tutte le specie di Cycas figurano in prima classe nell’elenco nazionale delle piante selvatiche protette del 2021. Come tutta la famiglia delle Cycadaceae, la specie è iscritta nell’Appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline e plantule in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES. Nell’Unione europea rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97 (allegati fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026). Banche dati consultate il 19 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas guizhouensis cresce in piena terra al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, sulla costa mediterranea francese, dove ha superato gli inverni perdendo talvolta le foglie (vedi Rusticità). Le osservazioni pubblicate su questo sito la descrivono come abbastanza robusta, ma meno vigorosa di Cycas taitungensis e con un fogliame più sensibile al gelo di quello di Cycas revoluta.

Le altre fonti non descrivono la coltivazione in dettaglio. Valgono le regole generali delle Cycas: substrato molto drenante, sole o mezz’ombra luminosa, annaffiature regolari durante la crescita estiva e terreno più asciutto d’inverno. La taglia ridotta e il fusto corto o sotterraneo facilitano la protezione invernale, con pacciamatura o tessuto, durante le ondate di freddo: è una deduzione tratta dal portamento.

In Italia

Il clima del Jardin zoologique tropical e del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le coste liguri e tirreniche, la Sicilia, la Sardegna e la Puglia: le osservazioni francesi riportate più sotto sono quindi utili anche ai coltivatori italiani, pur trattandosi di esperienze francesi. In Italia, un coltivatore di Sabaudia (Lazio) la coltiva in giardino (vedi Rusticità), e un altro appassionato del forum Tropicamente la elencava nel 2009 tra le sue giovani cicadee, senza indicare la località. Nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Firenze, Roma, Pisa, La Mortola, Messina).

Moltiplicazione

Cycas guizhouensis si moltiplica per seme; servono una pianta maschile e una femminile. Non è pubblicato alcun protocollo specifico, e nessuna fonte affidabile conferma la formazione di polloni in coltivazione. Alcuni articoli cinesi del 1995 trattano della sua moltiplicazione e del suo innesto, ma ne sono stati verificati solo i titoli.

Malattie e parassiti

Non sono documentati parassiti o malattie propri di Cycas guizhouensis. Come le altre Cycas può ospitare cocciniglie, tra cui la cocciniglia asiatica delle cycas, Aulacaspis yasumatsui, e soffrire di marciumi in terreno fradicio: è un rischio noto a livello di genere.

Rusticità

Il fogliame di Cycas guizhouensis sopporta male il gelo, ma la pianta può sopravvivere a −6 °C e rifare le foglie. Lo mostrano le osservazioni del Jardin zoologique tropical, gli unici dati datati raccolti in un clima mediterraneo vicino a quello italiano.

In Italia e nel sud della Francia

  • Francia, costa del Var, Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures: un esemplare in piena terra ha avuto il fogliame fortemente danneggiato da una gelata prolungata fino a −4 °C e ha prodotto una nuova corona di foglie l’estate seguente. Lo stesso esemplare è sopravvissuto a una minima di −6 °C nel febbraio 2012, perdendo però tutte le foglie. Quell’inverno il giardino ha conosciuto −6 °C e la neve a gennaio e febbraio 2012, secondo l’articolo pubblicato su questo sito a proposito di Cycas panzhihuaensis.
  • Lazio, Sabaudia: un coltivatore riferisce sul forum Tropicamente (novembre 2011) che le sue Cycas guizhouensis, come le sue Cycas panzhihuaensis e Cycas diannanensis, non hanno avuto «nessun problema» con i −7 °C del dicembre precedente; non indica né la taglia delle piante né eventuali protezioni.
Cycas guizhouensis
Fogliame di Cycas guizhouensis dopo una gelata prolungata fino a −4 °C

Non sono documentati riscontri dalla Sicilia, dalla Sardegna, dalla Puglia, dalle coste liguri, dalla pianura padana o dai laghi prealpini. I due riscontri disponibili, francese e laziale, non sono del tutto concordi: a −6 °C la pianta del Var ha perso tutte le foglie, quella di Sabaudia, a −7 °C, apparentemente no, ma le condizioni non sono note.

Riferimenti internazionali

In Francia sud-occidentale, un coltivatore di Saint-Médard-de-Guizières (Gironda) riferisce sul forum Fous de palmiers (agosto 2018) che la specie perde il fogliame verso −3/−4 °C con un gelo un po’ persistente ed è molto provata già a −5/−6 °C, senza datare l’episodio. Negli Stati Uniti una pubblicazione dell’Università statale del Mississippi (Maddox e Kelly) la colloca in zona USDA 8b e la dice «ritenuta rustica fino a circa 17 °F» (−8 °C), senza citare prove. Il Juniper Level Botanic Garden, vicino a Raleigh (Carolina del Nord), elenca invece Cycas guizhouensis tra le cicadee che non sono sopravvissute in piena terra ai suoi inverni (elenco pubblicato nel 2014), mentre gli ibridi Cycas revoluta × Cycas guizhouensis e Cycas taitungensis × Cycas guizhouensis vi hanno superato senza protezione minime di 4-9 °F (da −16 a −13 °C).

Tossicità e precauzioni

Non è documentata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas guizhouensis, ma tutte le specie di Cycas studiate contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA, soprattutto nei semi. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Considerate la pianta tossica: semi fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per maneggiarli e, in caso di ingestione, chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Feng, Zheng e Gong (2016) riferiscono che la specie viene raccolta per il fusto commestibile e per uso ornamentale, il che ha contribuito al suo declino. Le fonti pubblicate non descrivono le preparazioni; come per le altre Cycas, ogni consumo richiede una lunga detossificazione, da non tentare mai da soli.

Domande frequenti

Dove cresce Cycas guizhouensis?

In Cina, nel Guizhou sud-occidentale, nello Yunnan orientale e nel Guangxi nord-occidentale, soprattutto nel bacino del fiume Nanpan, su pendii e ghiaioni calcarei.

È più rustica di Cycas revoluta?

No, secondo le osservazioni francesi. Al Jardin zoologique tropical il suo fogliame ha sofferto già a −4 °C ed è andato completamente perso a −6 °C, ma la pianta è sopravvissuta e ha rifatto le foglie.

Come si riconosce?

Dalle foglioline strette (8-12 mm) e ritorte sul rachide, dal picciolo non spinoso alla base e dalla taglia ridotta, spesso senza fusto visibile. I semi sono gialli.

Cycas multiovula e Cycas longlinensis sono sinonimi?

Dipende dalle fonti. Cycas longlinensis è effettivamente un sinonimo. Cycas multiovula è posta in Cycas guizhouensis da Hill (2008) e da Species+, ma in Cycas diannanensis da The World List of Cycads.

Si può coltivare in piena terra in Italia?

Probabilmente sì nelle zone costiere più miti, come mostrano l’esperienza del Var e quella di Sabaudia, accettando la perdita del fogliame negli inverni freddi. Altrove è più sicura la coltivazione in vaso, al riparo dal gelo.

È minacciata?

Sì, è classificata vulnerabile (2022): molte popolazioni sono scomparse o contano meno di 50 piante. È protetta in Cina e soggetta alla CITES.

È velenosa?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi proprie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Lan, K.M. & Zou, R.F. (1983). Acta Phytotaxonomica Sinica 21(2): 209-210. [Protologo; riferimento verificato su The World List of Cycads.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Descrizione, tipo, sinonimia (C. multiovula), nomi cinesi, distribuzione, habitat, storia e conservazione.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [C. guizhouensis in sinonimia di C. szechuanensis; testo integrale consultato.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4. Science Press, Pechino e Missouri Botanical Garden Press, Saint Louis. [C. guizhouensis in C. szechuanensis; versione online letta.]
  • Xiao, L.Q., Ge, X.J., Gong, X., Hao, G. & Zheng, S.X. (2004). ISSR variation in the endemic and endangered plant Cycas guizhouensis (Cycadaceae). Annals of Botany 94(1): 133-138. doi:10.1093/aob/mch119 [12 popolazioni, diversità bassa; riassunto.]
  • Liu, J., Zhou, W. & Gong, X. (2015). Species delimitation, genetic diversity and population historical dynamics of Cycas diannanensis (Cycadaceae) occurring sympatrically in the Red River region of China. Frontiers in Plant Science 6: 696. doi:10.3389/fpls.2015.00696 [C. multiovula riunita a C. diannanensis.]
  • Feng, X., Liu, J. & Gong, X. (2016). Species delimitation of the Cycas segmentifida complex (Cycadaceae) resolved by phylogenetic and distance analyses of molecular data. Frontiers in Plant Science 7: 134. doi:10.3389/fpls.2016.00134 [C. longlinensis riunita a C. guizhouensis; bacini del You e del Nanpan.]
  • Feng, X.Y., Zheng, Y. & Gong, X. (2016). Middle-Upper Pleistocene climate changes shaped the divergence and demography of Cycas guizhouensis (Cycadaceae): evidence from DNA sequences and microsatellite markers. Scientific Reports 6: 27368. doi:10.1038/srep27368 [11 popolazioni, diversità, storia demografica, minacce, popolazioni scomparse.]
  • Zheng, Y., Liu, J., Feng, X. & Gong, X. (2017). The distribution, diversity, and conservation status of Cycas in China. Ecology and Evolution 7(9): 3212-3224. doi:10.1002/ece3.2910 [Riserve, stato delle popolazioni.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas guizhouensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42076A68901944. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42076A68901944.en [Valutazione attuale (VU); riferimento verificato su Crossref.]
  • Hill, K.D. (2010). Cycas guizhouensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42076A10620376. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42076A10620376.en [Valutazione precedente; riferimento verificato su Crossref.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; usato tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]