Cycas ferruginea

Cycas ferruginea è una cicadea delle pareti calcaree del Guangxi, nella Cina meridionale, e del Vietnam settentrionale, dove cresce nelle fessure della roccia sulle falesie carsiche. Questa specie del genere Cycas, descritta nel 1994 da Wei Fanan su una pianta coltivata a Guilin, deve il nome al fitto tomento rosso ruggine che ricopre i getti giovani. È parente stretta di Cycas sexseminifera e di Cycas tropophylla, che condividono lo stesso ambiente. La IUCN la considera quasi minacciata, e in Cina è protetta al massimo livello.

In sintesi: Cycas ferruginea

  • Nome accettato: Cycas ferruginea F.N.Wei (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; citata per errore come Cycas miquelii in un’opera cinese del 1996 (Hill, 2008)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides
  • Nomi comuni: nessun nome attestato in italiano; in cinese 锈毛苏铁 (xiu mao su tie, «cicade dai peli color ruggine»)
  • Distribuzione naturale: Cina (Guangxi occidentale) e Vietnam settentrionale (province di Lạng Sơn e Thái Nguyên)
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT); rivalutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, dopo la valutazione del 2010 (criteri B1ab(iii,v))
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; in Cina, pianta selvatica protetta di prima classe, come tutte le Cycas cinesi
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, fessure e pareti di roccia calcarea nuda, in posizione da esposta a semiombreggiata, tra 200 e 500 m di altitudine
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto spesso sotterraneo o corto, fino a 1,2 m; foglie di 1,3-2,1 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas ferruginea?

Il carattere più evidente è il tomento: le foglie giovani, il picciolo e gli organi in crescita sono coperti da una peluria fitta di un rosso ruggine intenso, che resta in parte sulle foglie più vecchie. Secondo Hill (2008) la specie si distingue dalla vicina Cycas sexseminifera proprio per questo tomento scuro, per le foglie più lunghe, per le foglioline più lunghe, spesso falcate e con i margini ricurvi, e per la lamina dei megasporofilli più grande. Nel dettaglio, secondo la descrizione di Hill:

  • Fusto: arborescente o senza fusto aereo, alto fino a 1,2 m, di 12-18 cm di diametro; corona di 10-25 foglie.
  • Foglie: verde scuro o grigio-verdi, da molto lucide a semilucide, lunghe 130-210 cm, piatte o appena carenate, con 120-200 foglioline; tomento bianco, arancio o bruno, caduco o persistente sulla pagina inferiore; picciolo di 35-80 cm, glabro o pubescente, spinoso per il 30-100% della lunghezza.
  • Foglioline mediane: semplici, spesso falcate, di 190-380 mm per 8-13 mm, ristrette a 2,5-4 mm alla base, con margini ricurvi e apice acuto e pungente; nervatura centrale in rilievo sulla pagina superiore.
  • Catafilli: strettamente triangolari, pungenti, pelosi, di 90-120 mm.
  • Coni maschili: fusiformi, arancioni, di 25-45 cm per 4-6 cm; microsporofilli morbidi.
  • Megasporofilli: di 11-19 cm, con tomento bruno e 2-6 ovuli glabri; lamina orbicolare di 70-110 mm per 50-80 mm, profondamente pettinata, con 28-42 spine laterali morbide di 18-40 mm e una spina apicale distinta di 15-50 mm.
  • Semi: ovoidi, di 19-24 mm per 15-21 mm; sarcotesta gialla, non pruinosa, senza strato fibroso; sclerotesta verrucosa.

Le fonti non concordano su tutti i dettagli. La Flora of China (Chen e Stevenson, 1999) descrive un fusto in genere sotterraneo, al massimo di 60 cm fuori terra con la base ingrossata, 25-40 foglie, foglioline di 13-18 cm con il margine fortemente revoluto, una lamina dei megasporofilli di 3,5-5,5 cm per 3-5 cm (cioè le dimensioni che Hill attribuisce a Cycas sexseminifera), una sclerotesta liscia (verrucosa secondo Hill) e semi di 2-2,8 cm, gialli da freschi e bruni da secchi. La descrizione originale di Wei (1994), breve, indica foglie fino a 1,95 m, un picciolo di 50-70 cm con corte spine sui due lati, 56-80 foglioline per lato lunghe 15-25 cm e larghe circa 1 cm, e megasporofilli coperti su entrambe le facce da un fitto vello rossiccio.

Ibridi

Non è descritto alcun ibrido orticolo. In natura, Hill (2008) segnala nella provincia di Thái Nguyên, in Vietnam, piante coltivate nei villaggi di Vo Nhai e Yen Son, intermedie tra Cycas dolichophylla e Cycas ferruginea, che interpreta come ibridi: in quella regione Cycas ferruginea è abbondante sulle pareti calcaree esposte, mentre Cycas dolichophylla vive nelle foreste vicine su suoli profondi.

Possibili confusioni

Le confusioni riguardano soprattutto le altre Cycas delle rocce calcaree e, in commercio, alcune forme lanose di specie comuni:

  • Cycas sexseminifera, che vive nello stesso tipo di ambiente: tomento meno scuro, foglie e foglioline più corte, lamina dei megasporofilli molto più piccola (35-55 mm per 30-50 mm, contro 70-110 mm per 50-80 mm), proporzioni generalmente minori (Hill, 2008).
  • Cycas tropophylla, la cicadea della baia di Ha Long, anch’essa rupicola su calcare: Hill la associa alle stesse preferenze di habitat.
  • Cycas siamensis: sul forum francese Fous de palmiers, nel 2009, un appassionato segnalava che un venditore proponeva come Cycas ferruginea piante che erano in realtà Cycas siamensis o altre specie comuni; nel 2010, in un’altra discussione, un partecipante ricondusse a una forma di Cycas siamensis della provincia di Kanchanaburi, in Thailandia, una pianta dalle foglie lanose che si pensava potesse essere una ferruginea.

Uno studio del genoma dei cloroplasti (Yang e colleghi, 2022) avvicina inoltre Cycas ferruginea a Cycas debaoensis, Cycas bifida e Cycas szechuanensis: specie dall’aspetto ben diverso, ma della stessa linea evolutiva della Cina meridionale.

Tassonomia

Cycas ferruginea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Wei Fanan la descrisse nel 1994 sulla rivista Guihaia (14(4): 300, fig. 1). L’olotipo è un campione femminile raccolto il 31 agosto 1994 (F.N. Wei 2220) su una pianta coltivata al giardino botanico di Guilin, ritenuta originaria della contea di Longzhou, nel sud-ovest del Guangxi; è conservato all’erbario dell’Istituto di botanica del Guangxi (IBK). The World List of Cycads cita come raccoglitore il numero 1986, una raccolta fatta nello stesso luogo il 22 giugno 1994, ma la descrizione originale indica il numero 2220 come olotipo.

La specie appartiene alla sezione Stangerioides, il gruppo di Cycas della Cina meridionale e dell’Indocina settentrionale con coni maschili piccoli e morbidi, ovuli glabri, sarcotesta senza strato fibroso e sclerotesta verrucosa (Hill, 2008). In un’opera cinese del 1996 era stata citata con il nome di Cycas miquelii, un’identificazione errata secondo Hill.

Etimologia e storia

L’epiteto ferruginea viene dal latino e significa «color ruggine»: allude al tomento rosso scuro abbondante sui getti giovani. Wei descrisse la specie da una sola pianta coltivata a Guilin, di cui all’epoca non si conosceva la provenienza selvatica. Secondo Hill (2008), ricerche sul campo condotte in Vietnam nel 1997 trovarono nella provincia di Lạng Sơn grandi popolazioni di una cicadea corrispondente alla pianta tipo; in seguito furono scoperte piante selvatiche anche nella contea di Tiandong, nel Guangxi occidentale.

Nomi comuni

Non esiste un nome comune italiano attestato. In cinese la specie si chiama 锈毛苏铁 (xiu mao su tie), letteralmente «cicade dai peli color ruggine» (Flora of China; Xi e colleghi, 2022). Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun nome vietnamita o inglese.

In natura

Cycas ferruginea è una specie a distribuzione ristretta. In Cina, una rassegna del 2022 (Xi e colleghi) la segnala nel Guangxi nelle contee di Dahua, Longzhou, Mashan, Pingguo, Tiandong, Tianyang e Yizhou; in Vietnam è nota nelle province di Lạng Sơn (riserva naturale di Hữu Liên) e Thái Nguyên.

È una pianta rupicola delle rocce calcaree. Hill (2008) la descrive su pareti di calcare nudo, su falesie ripide, senza suolo visibile intorno alle radici, come Cycas sexseminifera e Cycas tropophylla. La Flora of China la indica nelle fessure rocciose semiombreggiate delle foreste di latifoglie sui rilievi calcarei, tra 200 e 500 m di altitudine, con impollinazione in marzo-aprile e maturazione dei semi in agosto-ottobre.

Stato di conservazione e normativa

Cycas ferruginea è classificata quasi minacciata (NT) dalla IUCN: è la categoria attuale ripresa da GBIF dai dati della Lista rossa (consultazione del 18 ottobre 2026). La prima valutazione, di Osborne, Hill, Nguyen e Phan, pubblicata nel 2010, adottava i criteri B1ab(iii,v), che The World List of Cycads riporta ancora; una rivalutazione di J.D. Bösenberg è stata poi pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), e la categoria è rimasta NT. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. In Cina tutte le specie del genere Cycas sono iscritte tra le piante selvatiche protette di prima classe nell’elenco nazionale (Xi e colleghi, 2022); Yang e colleghi (2022) lo confermano per questa specie.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas ferruginea rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante vive richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, elenca la specie con questo statuto e una distribuzione in Cina e in Vietnam (ricerca del 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Non sono state pubblicate raccomandazioni di coltivazione proprie di Cycas ferruginea, e la specie resta rara in coltivazione: sul forum Fous de palmiers un appassionato la citava nel 2013 tra le specie cinesi «molto difficili da trovare». Il suo ambiente naturale (pareti calcaree senza suolo, acqua che non ristagna, clima subtropicale monsonico) suggerisce un substrato minerale molto drenante, eventualmente calcareo, una buona luminosità e innaffiature che non lascino mai il substrato inzuppato; si tratta di una deduzione dall’habitat, non di un dato documentato. Nel 1998 la pianta tipo era ancora coltivata all’Istituto di botanica di Guilin (Hill, 2008).

In Italia

Cycas ferruginea non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca di «ferruginea» porta solo a una discussione su altre piante, mai a questa cicadea. Non è documentata alcuna pianta coltivata in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; data la rarità della specie e la sua protezione in Cina, cercate solo semi o piante di provenienza legale e coltivata.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate, e il marciume delle radici e del fusto è il rischio principale in un substrato troppo umido.

Rusticità

Per Cycas ferruginea non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Vive tra 200 e 500 m in un clima subtropicale monsonico, e nessuna fonte permette di dire quanto gelo sopporti. Il vivaio britannico Trebrown la classifica nella zona USDA 9b (minime medie annue da −3,9 a −1,1 °C): è una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers la specie compare in una discussione del 2013 sulla rusticità delle Cycas cinesi, ma solo in un elenco di specie su cui si cercavano informazioni, senza alcun risultato; il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, al riparo dal gelo in inverno, è la scelta più prudente.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas ferruginea. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la cicade del Giappone (Cycas revoluta) tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire ferruginea?

«Color ruggine», in latino. Il nome si riferisce al fitto tomento rosso scuro che copre i getti giovani della pianta.

Dove cresce?

Sulle pareti calcaree del Guangxi occidentale, in Cina, e delle province di Lạng Sơn e Thái Nguyên, nel Vietnam settentrionale, tra 200 e 500 m di altitudine.

Come distinguerla da Cycas sexseminifera?

Dal tomento rosso ruggine molto fitto sui getti giovani, dalle foglie e dalle foglioline più lunghe e dalla lamina dei megasporofilli molto più grande. Le due specie vivono nello stesso tipo di ambiente.

È minacciata?

In parte. La IUCN la classifica quasi minacciata (valutazione del 2010, categoria mantenuta dalla rivalutazione pubblicata nel 2023), e in Cina è protetta di prima classe, come tutte le Cycas cinesi.

Le piante vendute come Cycas ferruginea sono affidabili?

Non sempre. Su un forum francese sono state segnalate piante vendute con questo nome che erano in realtà Cycas siamensis, la cui forma di Kanchanaburi ha anch’essa foglie lanose. Prima dell’acquisto conviene chiedere la provenienza e confrontare i caratteri dei megasporofilli e delle foglioline.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato sul freddo né alcun riscontro di coltivazione in Italia; la coltivazione in vaso, al riparo in inverno, è la scelta più prudente.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Wei, F.N. (1994). Cycas ferruginea F.N.Wei. Guihaia 14(4): 300, fig. 1. [Descrizione originale (diagnosi latina, tipi, figura); scansione consultata il 10 ottobre 2026.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Descrizione, habitat e fenologia; versione online consultata.]
  • Hill, K.D., Nguyên, T.H. & Lôc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. [Trattamento delle popolazioni vietnamite; citato secondo The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. [Descrizione completa (pp. 107-108), chiave, storia, distribuzione, ibridi con Cycas dolichophylla (p. 87); testo integrale consultato.]
  • Osborne, R., Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Phan, K.L. (2010). Cycas ferruginea. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42075A10619883. [Valutazione NT; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista rossa non consultata.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas ferruginea. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42075A68901141. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42075A68901141.en [Rivalutazione, NT; riferimento verificato su Crossref, categoria attuale ripresa da GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
  • Xi, H.-H., Wang, Y.-Q., Pan, Y.-Z., Xu, T., Zhan, Q.-Q., Liu, J., Feng, X.-Y. & Gong, X. (2022). Resources and protection of Cycas plants in China. Biodiversity Science 30(7): 21495. doi:10.17520/biods.2021495 [Rassegna in cinese con riassunto inglese; tabelle consultate.]
  • Yang, X., Deng, T., Tang, W. & Wu, T. (2022). Characterization of the complete chloroplast genome of Cycas ferruginea, a vulnerable species. Mitochondrial DNA Part B 7(6): 1048-1049. doi:10.1080/23802359.2022.2082894 [Genoma dei cloroplasti, parentele con Cycas debaoensis, Cycas bifida e Cycas szechuanensis; riassunto consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]