Zamia skinneri

Zamia skinneri è una grande cicadea a tronco della costa caraibica di Panama, nella provincia di Bocas del Toro, con foglie che superano i 2 m e foglioline larghe e pieghettate. Descritta nel 1851 da un disegno del raccoglitore polacco Józef Warszewicz, questa specie del genere Zamia ha dato il nome a tutto un gruppo di Zamia centroamericane a foglioline plissettate; per oltre un secolo il nome è stato applicato a piante diverse, finché una revisione del 2008 lo ha riservato alle piante di Bocas del Toro le cui foglie nuove spuntano verdi. La IUCN la classifica in pericolo (2022). In Italia non è citata in alcun orto botanico.

In sintesi: Zamia skinneri

  • Nome accettato: Zamia skinneri Warsz. (1851), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); altre fonti scrivono «Warsz. ex A.Dietr.»; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Aulacophyllum skinneri Regel, Palmifolium skinneri Kuntze
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «cebolla roja» (spagnolo, nome indicato da Species+)
  • Distribuzione naturale: Panama, provincia di Bocas del Toro (costa caraibica continentale)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri A2cd+4cd, valutazione del 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessuna; specie di foresta pluviale tropicale di pianura (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foresta tropicale umida, spesso su pendii ripidi, dal livello del mare a 400 m
  • Portamento e dimensioni adulte: tronco fino a 2,4 m e oltre; foglie lunghe 1,1-2,3 m, con 4-10 paia di foglioline lunghe fino a 51 cm
  • In Italia: nessun orto botanico; nessun riscontro di coltivazione verificabile
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia skinneri?

Le foglie nuove che spuntano verde brillante e glabre, senza alcuna tinta rossa o bruna, sono il primo carattere da guardare. La descrizione seguente viene dalla revisione di Taylor, Haynes e Holzman (2008), basata su più di cento piante di tre popolazioni vicino a Chiriquí Grande (Bocas del Toro):

  • Fusto: arbusto o piccolo albero con tronco eretto, di solito solitario, alto fino a 2,4 m e oltre, con un diametro di 7,5-20 cm; in alcune popolazioni i tronchi restano piccoli;
  • Foglie: lunghe 106-227 cm, fino a 27 per corona (in media 9,6), con 4-10 paia di foglioline (in media 7); spuntano verde brillante e glabre e diventano verde medio lucido;
  • Picciolo: lungo 48-110,5 cm, verde medio; in media il picciolo è lungo quanto il rachide (rapporto 0,97);
  • Foglioline: da ellittiche a oblungo-ellittiche, pieghettate tra le nervature sulla pagina superiore, a margine seghettato; quelle mediane misurano 25,5-51,4 cm per 7-16,6 cm, circa quattro volte più lunghe che larghe;
  • Coni maschili: da 1 a 6, lunghi 10-20 cm e larghi 2-2,7 cm, coperti da una peluria da rosso dorata a giallo bruna, su un peduncolo di 4,5-8 cm;
  • Coni femminili: solitari, coperti da una peluria da giallo bruna a fulva; vicino alla ricettività misurano 8-12 cm per 4 cm, su un peduncolo di 3-6 cm. Gli autori non hanno mai visto un cono femminile maturo.

La descrizione originale (Dietrich, 1851), fatta sulle note e sul disegno di Warszewicz e tradotta da Taylor e colleghi, indicava un tronco eretto di 4-6 piedi (1,2-1,8 m), più spesso alla base, da 6 a 9 foglie un po’ più corte del tronco, un picciolo armato di robuste spine, foglioline opposte lunghe un piede e mezzo (45 cm) e larghe mezzo piede (15 cm), ellittico-lanceolate, quasi intere ma acutamente seghettate verso la punta, e un cono solitario a forma di botte, «con squame verdi su fondo arancione». Le piante di Chiriquí Grande corrispondono bene a queste misure: tronco di 1,83 m, foglioline mediane di 44 cm per 16 cm.

Nessun numero cromosomico è stato pubblicato per Zamia skinneri nel senso attuale: i conteggi pubblicati sotto questo nome (2n = 18 e 2n = 22) riguardano piante del Costa Rica e di Panama centrale oggi attribuite ad altre specie (Taylor e colleghi, 2008).

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido di Zamia skinneri. Schutzman (2004), citato da Taylor e colleghi (2008), aveva ipotizzato che Zamia neurophyllidia e Zamia skinneri facessero parte di un complesso ibrido. Un coltivatore e vivaista francese che ha visto la specie nel suo ambiente riferisce sul forum Fous de Palmiers (dicembre 2014) di ritenere probabile un’ibridazione locale con Zamia imperialis, che ha un’area ampia, e parla di possibili sciami ibridi con Zamia hamannii: sono opinioni, non verificate da uno studio.

Possibili confusioni

Zamia skinneri appartiene a un gruppo di Zamia panamensi arborescenti a foglioline pieghettate, separate soltanto nel 2008. La chiave di Taylor e colleghi (2008) le distingue così:

  • Zamia dressleri: fusto sotterraneo e foglie di solito solitarie;
  • Zamia imperialis, di Panama centrale: di solito 3 foglie, foglioline mediane lunghe 27-75 cm e larghe 6,5-21 cm, foglie nuove rosso scuro, poi bronzee, che maturano verde scuro opaco, mai verde brillante;
  • Zamia hamannii, dell’isola Escudo de Veraguas: foglie nuove da rosso arancio a rosa, coperte di peluria argentea;
  • Zamia nesophila, delle isole dell’arcipelago di Bocas del Toro, e Zamia neurophyllidia, dell’interno della stessa provincia: foglie nuove verdi come in Zamia skinneri, ma foglioline mediane più corte (al massimo 38 cm) e più larghe in proporzione (rapporto lunghezza/larghezza non oltre 3,6), da 5 a 12 paia, e picciolo di solito più corto del rachide.

In coltivazione la confusione più frequente riguarda il colore delle foglie nuove. Per decenni le piante a foglie nuove rosse di Panama centrale sono state chiamate «Zamia skinneri», a volte «vera skinneri»; oggi sono Zamia imperialis. Lo stesso coltivatore francese ricorda sul forum Fous de Palmiers che Zamia skinneri, Zamia nesophila e Zamia neurophyllidia mettono foglie nuove verdi, mentre Zamia hamannii e Zamia imperialis le mettono brune o rosse; nel 2014 giudicava probabilmente una Zamia imperialis una pianta coltivata in Polonia da semi venduti come Zamia skinneri, le cui foglie nuove diventavano per qualche tempo bruno chiaro. Il nome in etichetta, da solo, non basta.

Fuori da Panama, Zamia amplifolia della Colombia ha foglioline pieghettate simili ed è stata confusa con Zamia skinneri (Whitelock, 2002, citato da Taylor e colleghi).

Tassonomia

Zamia skinneri è un nome accettato da The World List of Cycads, che lo attribuisce a Warszewicz; Taylor e colleghi (2008) e Species+ scrivono «Warsz. ex A.Dietr.»; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu pubblicata nel 1851 da Albert Gottfried Dietrich nell’Allgemeine Gartenzeitung (volume 19, p. 146), insieme a Zamia lindleyi, sulla base delle note e del disegno di Józef Warszewicz, che aveva esplorato la «Veraguas» nel 1850. In mancanza di un campione d’erbario, Stevenson e Sabato (1986) hanno scelto come lectotipo il disegno pubblicato da Dietrich.

Sinonimi secondo The World List of Cycads: Aulacophyllum skinneri (Regel, Gartenflora 25: 143), nato dal genere Aulacophyllum in cui Regel riuniva le Zamia a foglioline pieghettate, e Palmifolium skinneri (Kuntze, Revisio generum plantarum 2: 803).

La storia del nome è lunga e confusa. Taylor e colleghi (2008) elencano più di un secolo di interpretazioni contraddittorie: il nome è stato applicato a piante dal Guatemala o dal Nicaragua meridionale fino a Panama centrale, e le grandi piante a foglie nuove rosse di Panama centrale erano considerate la «vera skinneri». La loro revisione, basata su ricerche sul campo dal 2004 al 2008, conclude che:

  • nel 1850 la «Veraguas» indicava tutta la metà occidentale di Panama, quindi la località tipo resta aperta; la spiegazione più semplice è che Warszewicz abbia visto le piante, abbondanti, delle colline vicino a Chiriquí Grande, sulla pista che portava al passo dove cresce Zamia lindleyi;
  • la pianta viva che Warszewicz mandò nel 1850 al collezionista inglese James Yates aveva foglie «verde brillante e lucenti», incompatibili con le piante a foglie nuove rosse;
  • la litografia del Botanical Magazine (Hooker, 1861), ripresa nel 1875 da Van Houtte, somiglia molto alle piante di Chiriquí Grande;
  • il nome va quindi riservato alle piante a foglie nuove verdi della costa continentale di Bocas del Toro, mentre le piante a foglie nuove rosse sono state descritte come Zamia imperialis; nello stesso lavoro sono state descritte Zamia hamannii e Zamia nesophila.

Ne consegue che molti dati pubblicati sotto il nome di Zamia skinneri prima del 2008 riguardano altre piante: per esempio gli studi di ecologia di Clark e Clark alla stazione biologica La Selva, in Costa Rica, o il censimento di Osborne (1995), che contava circa 2000 piante in natura. Nel 2006 Michael Calonje aveva notato popolazioni molto simili sulla costa caraibica del Costa Rica sud-orientale, vicino al confine panamense; resta da stabilire se appartengano a Zamia skinneri.

Sul piano filogenetico, Caputo e colleghi (2004), citati da Taylor e colleghi, collocavano Zamia skinneri e Zamia neurophyllidia in un «clade di pseudoparasitica» con Zamia pseudoparasitica, Zamia acuminata e Zamia obliqua; questi risultati precedono la revisione del 2008 e non indicano su quali piante si basavano.

Etimologia e storia

L’epiteto onora George Ure Skinner (1804-1867), botanico dilettante e raccoglitore di piante scozzese attivo in America centrale (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads).

La specie arrivò in Europa con Warszewicz, che secondo Dietrich (1851) portò dall’America centrale semi e tronchi vivi, distribuiti in Inghilterra e in Germania; i semi, benché freschi in apparenza, non germinarono. Dietrich riferisce anche che Warszewicz aveva trovato Zamia skinneri e Zamia lindleyi insieme, nelle cordigliere della Veraguas. James Yates, che possedeva una delle maggiori collezioni di cicadee del tempo, ricevette nel 1850 una pianta con un fusto di 30 cm e 7,6 cm di diametro, a cui erano state tagliate dodici foglie; la pianta mise tre foglie nuove nel 1852 e quattro nel 1853 (Seemann, 1857, citato da Taylor e colleghi). Nel 1861 il Botanical Magazine pubblicò una tavola a colori di una pianta maschile con coni coltivata a Kew, ricevuta da un coltivatore di Berlino.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. Species+ indica il nome spagnolo «cebolla roja» («cipolla rossa»), senza spiegarne l’origine.

In natura

Secondo The World List of Cycads, Zamia skinneri vive soltanto a Panama, nella provincia di Bocas del Toro. Taylor e colleghi (2008) la descrivevano comune e diffusa, con numerose popolazioni grandi lungo la costa continentale della provincia: una specie soprattutto di pianura, che cresce spesso su pendii ripidi, in foresta tropicale umida primaria e secondaria, dal livello del mare a 400 m. Gli autori considerano un errore l’altitudine di oltre 2100 m riferita da Dietrich, perché nessuna cicadea di Panama supera i 1500 m e nessuna Zamia a foglioline pieghettate i 750 m. Species+ indica ancora Colombia, Costa Rica e Panama, secondo l’interpretazione larga del nome.

Il clima della regione è tropicale, con piogge abbastanza regolari tutto l’anno. Lo stesso coltivatore francese riferisce sul forum Fous de Palmiers (febbraio 2014) che le piante viste in natura crescevano in una valle molto scoscesa, sotto alberi altissimi, con pochissima luce.

I coni spuntano probabilmente verso maggio o giugno; i coni maschili liberano il polline e quelli femminili diventano ricettivi in settembre-ottobre. La produzione di coni sembra poco frequente: nessun cono femminile maturo era stato osservato. Si ritiene che le Zamia di Panama siano impollinate da piccoli coleotteri del genere Pharaxonotha (Erotylidae). Nessun parassita o malattia evidente era stato notato (Taylor e colleghi, 2008).

Stato di conservazione e normativa

Zamia skinneri è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri A2cd+4cd, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Questi criteri indicano una riduzione della popolazione di almeno il 50 % su tre generazioni, osservata o prevista, dovuta al declino dell’habitat e allo sfruttamento. Nel 2008 Taylor e colleghi proponevano ancora la categoria quasi minacciata (NT): la specie era comune, ma molte popolazioni erano già colpite dalla distruzione dell’habitat.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia skinneri rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ nomina la specie e ne indica il nome spagnolo (consultazione dell’11 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie nel senso attuale. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca Zamia skinneri nel gruppo delle Zamia delle foreste di bassa quota dell’America centrale e del Sudamerica, che giudica di coltivazione difficile fuori dai tropici: i climi europei sono troppo freschi e troppo secchi per queste specie, anche in estate, e consiglia serra, veranda, interno luminoso e riscaldato o una camera di coltivazione (Lavaud, 2023). Per questo gruppo indica:

  • substrato drenante, da neutro ad acido, e acqua da neutra ad acida;
  • notte: 22 °C, con passaggi brevi tollerati verso 15 °C;
  • giorno: 28-30 °C, fino a 34-35 °C per la maggior parte delle specie;
  • umidità dell’aria tra 70 e 90 % per uno sviluppo ottimale.

Lavaud osserva anche che, nello stesso gruppo, Zamia imperialis tollera molto male le variazioni di temperatura, a differenza di Zamia neurophyllidia. Il coltivatore francese già citato riferisce sul forum Fous de Palmiers (febbraio 2014) che, secondo lui, la luce non è il fattore principale per questa specie, che cresce in forte ombra: contano soprattutto temperatura e umidità, e le piante soffrono spesso della scarsa circolazione dell’aria; in condizioni tropicali raggiungerebbero la maturità verso 4-6 anni. Sono pareri d’esperienza, non misure.

In Italia

Zamia skinneri non figura nella lista del 2009 dell’Orto Botanico di Messina, né tra le cicadee delle serre di Napoli, né negli altri elenchi consultati (Hanbury, BGCI); le collezioni italiane di cicadee sono presentate nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.

Sul forum Tropicamente il nome compare soltanto in menzioni di passaggio (una pianta maschile citata nel 2011, la specie indicata come facile da trovare nel 2008), senza dati di coltivazione né località, e con un’identificazione che non si può verificare: prima del 2008 e anche dopo, molte piante vendute come Zamia skinneri erano altre specie. Non esiste quindi alcun riscontro italiano verificabile.

Moltiplicazione

Come tutte le Zamia, la specie ha piante maschili e piante femminili e si moltiplica per seme; per ottenere semi in coltivazione serve una pianta di ciascun sesso. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. Dato il rischio di confusione con Zamia imperialis e con gli ibridi, conviene acquistare semi di provenienza documentata. I semi sono esentati dal permesso CITES; assicuratevi che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

In natura Taylor e colleghi (2008) non hanno osservato parassiti né malattie evidenti. Per il suo gruppo, il vivaio Cycadales.eu osserva che in condizioni non ottimali, troppo fresche e troppo secche, le piante crescono poco, sono poco robuste e rischiano il marciume delle radici, e che ridurre le annaffiature d’inverno funziona poco per le specie dei tropici umidi (Lavaud, 2023). Le Zamia in coltivazione possono anche ospitare cocciniglie.

Rusticità

Non esiste alcun dato misurato di resistenza al freddo per Zamia skinneri. La specie vive in foresta tropicale di pianura, con piogge regolari tutto l’anno, e il vivaio Cycadales.eu indica per il suo gruppo una temperatura notturna di 22 °C, con brevi passaggi tollerati verso 15 °C (Lavaud, 2023).

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia o nel sud della Francia, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Simon Lavaud nota che a Montpellier, perfino a luglio e agosto, le minime notturne si aggirano intorno a 19 °C, al limite per le specie del suo gruppo, e che i climi europei sono troppo secchi: un confronto che vale anche per le regioni italiane. In Italia Zamia skinneri va quindi considerata una pianta da serra calda o da interno riscaldato tutto l’anno.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo per la specie, né sui forum né negli orti botanici. The World List of Cycads cita un articolo di G. Holzman (2009) sulla coltivazione del complesso di Zamia skinneri alle Hawaii, che non è stato consultato.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia skinneri. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e per il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso proprio di Zamia skinneri nelle fonti consultate.

Domande frequenti

Le foglie nuove sono rosse?

No. In Zamia skinneri spuntano verde brillante e glabre. Le grandi Zamia panamensi a foglie nuove rosse, a lungo vendute come «Zamia skinneri», sono oggi Zamia imperialis (Taylor e colleghi, 2008).

Dove cresce?

Soltanto a Panama, nella provincia di Bocas del Toro, sulla costa caraibica continentale, dal livello del mare a 400 m, in foresta tropicale umida.

Quanto diventa grande?

Il tronco supera i 2,4 m, le foglie misurano fino a 2,3 m e le foglioline mediane fino a 51 cm per 16,6 cm.

Come si distingue da Zamia neurophyllidia?

Entrambe hanno foglie nuove verdi, ma Zamia skinneri ha foglioline mediane più lunghe (25,5-51,4 cm), più strette in proporzione, al massimo 10 paia, e un picciolo lungo quanto il rachide.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022), per un declino della popolazione legato alla perdita dell’habitat e allo sfruttamento. Rientra nell’Appendice II della CITES.

Si può coltivare in Italia?

Soltanto in serra calda o in casa, al caldo e all’umido tutto l’anno. Non esiste alcun riscontro italiano verificabile.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia skinneri: https://cycadlist.org/scientific_name/552 — autore, protologo, lectotipo (disegno), distribuzione, stato IUCN e criteri, etimologia, sinonimi. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
  • Botanical Journal of the Linnean Society, Taylor, Haynes e Holzman (2008), revisione del complesso di Zamia skinneri: https://academic.oup.com/botlinnean/article/158/3/399/2418451 — ricaratterizzazione della specie, storia del nome, protologo tradotto, distribuzione, habitat, fenologia, chiave delle specie panamensi. Rivista con revisione paritaria; testo integrale letto.
  • The Cycad Society, protologo di Zamia skinneri (Dietrich, Allgemeine Gartenzeitung 19: 145-146, 1851): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-skinneri.pdf — descrizione originale in tedesco. Fonte primaria; copia digitalizzata letta per riconoscimento ottico dei caratteri.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Zamia skinneri: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/24300/legal — Appendice II della CITES (iscrizione del genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), Allegato B dell’Unione europea, nome spagnolo «cebolla roja» e distribuzione nel senso largo. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata l’11 ottobre 2026 (API pubblica).
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • Cycadales.eu (Simon Lavaud), «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — gruppo delle Zamia delle foreste di bassa quota, substrato, temperature, umidità, confronto con i climi europei. Vivaio specializzato: consigli d’esperienza per gruppo di specie; letto direttamente.
  • Forum Fous de Palmiers, discussione «Zamia skinneri»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=12464 — colore delle foglie nuove nel complesso, habitat a Panama, identificazione dubbia di una pianta da seme (2012-2015). Testimonianze datate di amatori.
  • Tropicamente, ricerca «skinneri»: https://www.tropicamente.it/forums/search/skinneri/ — solo menzioni di passaggio, senza dati di coltivazione (11 ottobre 2026). Principale forum italiano di piante tropicali.

Bibliografia

  • Dietrich, A. (1851). Bericht über zwei neue Zamien, nebst Abbildung derselben. Allgemeine Gartenzeitung 19: 145-146, con figura. [Protologo; copia digitalizzata letta e traduzione di Taylor e colleghi (2008).]
  • Taylor B., A.S., Haynes, J.L. & Holzman, G. (2008). Taxonomical, nomenclatural and biogeographical revelations in the Zamia skinneri complex of Central America (Cycadales: Zamiaceae). Botanical Journal of the Linnean Society 158(3): 399-429. [Revisione di riferimento; testo integrale letto.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia skinneri. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T213256203A69836346. [Valutazione in vigore; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu. [Consigli di coltivazione per gruppo di specie; letto direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]