Zamia acuminata

Zamia acuminata è una piccola cicadea del Costa Rica, nota nelle foreste umide del versante pacifico centrale, nella provincia di San José. Descritta nel 1884 a partire da una sola foglia, questa specie del genere Zamia è rimasta mal compresa per più di un secolo: il suo nome è stato a lungo dato a piante di Panama che oggi appartengono a Zamia nana. La IUCN la classifica come vulnerabile.

In sintesi: Zamia acuminata

  • Nome accettato: Zamia acuminata Oerst. ex Dyer (1884), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; le piante di El Valle de Antón (Panama), a lungo vendute o pubblicate con questo nome, sono state descritte nel 2013 come Zamia nana
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Costa Rica, versante pacifico centrale (provincia di San José; raccolte segnalate anche nella provincia di Puntarenas)
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU), valutazione del 2022, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foreste da umide a molto umide tra 100 e 1.200 m, spesso su suoli rocciosi in forte pendenza; nessun dato di coltivazione
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto da globoso a cilindrico, sotterraneo o alto al massimo 30 cm, largo 5 cm; meno di 8 foglie lunghe da 50 a 130 cm
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia acuminata?

Il carattere che le ha dato il nome è la punta delle foglioline, lunghissima e affilata: nelle piante del Costa Rica occupa più di un quarto della lunghezza della fogliolina. Secondo la revisione delle Zamia del Costa Rica pubblicata da Rafael Acuña-Castillo nel 2010, gli adulti hanno un fusto corto, da globoso a cilindrico, sotterraneo o alto al massimo 30 cm per 5 cm di diametro, con una corteccia biancastra e ruvida.

Le misure della revisione del 2010:

  • Foglie: meno di otto per pianta, lunghe da 50 a 130 cm; il picciolo (da 20 a 75 cm) e il rachide (da 30 a 90 cm) portano piccole spine.
  • Foglioline: da 8 a 16 paia per foglia, da lanceolate a falciformi, lisce e lucide, a margine intero, lunghe da 18 a 30 cm e larghe da 2,5 a 5 cm, con la caratteristica punta allungata.
  • Cono femminile: cilindrico, su un peduncolo di circa 7 cm, terminato da una punta sterile acuta lunga più di 1,5 cm.
  • Coni maturi e semi: non descritti nelle fonti consultate; il materiale riproduttivo conservato negli erbari è molto scarso.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.

Possibili confusioni

Più che la pianta, a creare confusione è stato il nome:

  • Zamia nana, del cratere di El Valle de Antón (provincia di Coclé, Panama), è stata pubblicata e diffusa con il nome di Zamia acuminata fino al 2013. Le foglioline hanno una forma simile, ma la pianta è molto più piccola; le due popolazioni distano circa 400 km e i coni femminili panamensi non hanno la punta sterile acuta delle piante costaricane.
  • Zamia fairchildiana, del sud del versante pacifico costaricano: alcuni esemplari d’erbario di Zamia acuminata erano stati identificati per errore con questo nome. Le sue foglioline sono fortemente asimmetriche e finemente dentate vicino all’apice, con una punta corta.
  • Nel commercio, piante vendute come «Zamia acuminata» si sono rivelate Zamia vazquezii o Zamia fischeri messicane, dalle piccole foglioline obovate: nel 2009 e nel 2010 alcuni partecipanti del forum francese Fous de palmiers hanno segnalato lotti del genere, arrivati dalla Thailandia tramite un sito di aste.

Tassonomia

Il nome è stato pubblicato nel 1884 dal botanico britannico William Thiselton-Dyer nella Biologia Centrali-Americana, sulla base di una foglia sterile raccolta dal danese Anders Sandøe Ørsted, probabilmente tra il 1846 e il 1848. L’etichetta indica «ad flumen S. Juan Nicaragua», vicino al río San Juan, al confine tra Costa Rica e Nicaragua. Non si conosce nessun’altra raccolta da quella regione, e The World List of Cycads considera questa località un probabile errore.

Nel 2013 Anders Lindström, Michael Calonje, Dennis Stevenson, Chad Husby e Alberto Taylor hanno pubblicato su Phytotaxa un chiarimento sulla specie. Hanno giudicato identiche al tipo alcune raccolte recenti della provincia di San José e considerano Zamia acuminata un endemismo del Costa Rica, limitato a ovest della cordigliera di Talamanca. Le piante di El Valle de Antón, a Panama, attribuite fino ad allora a questa specie, sono state descritte come Zamia nana. In pratica, i libri e le etichette anteriori al 2013 che collocano Zamia acuminata a Panama o in Nicaragua parlano di un’altra pianta.

La revisione di Acuña-Castillo del 2010 arrivava già alla stessa conclusione: le popolazioni panamensi non corrispondono né al tipo né alla descrizione originale. Quel lavoro indica anche un areale un po’ più ampio di quello di The World List of Cycads, con raccolte nella provincia di Puntarenas, tra i bacini dei fiumi Tárcoles e Parrita; The World List of Cycads cita soltanto la provincia di San José.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino acuminatus, «che termina con una punta affilata», e descrive l’apice delle foglioline. Il tipo è la foglia raccolta da Ørsted, conservata nell’erbario di Copenaghen (C). La storia della specie si riassume in questo equivoco: descritta da una sola foglia sterile, senza coni né fusto e forse con una località sbagliata, è stata attribuita per decenni a piante che non le appartenevano. The World List of Cycads conserva fotografie di piante del Costa Rica scattate da Michael Calonje nel 2004 e nel 2008 e da Anders Lindström nel 2008.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome volgare proprio della specie, né in spagnolo né in italiano: si usa il nome scientifico.

In natura

Secondo la revisione di Acuña-Castillo (2010), la specie vive nelle foreste tropicali da umide a molto umide e nelle foreste premontane da umide a pluviali del Pacifico centrale costaricano, tra 100 e 1.200 m di quota, spesso su suoli rocciosi e pendii ripidi. È stata raccolta nelle regioni di Puriscal-Los Santos, di Turrubares e di Tárcoles-Térraba, dove può essere localmente comune. Si osserva in particolare nella zona protetta El Rodeo, nel parco nazionale La Cangreja e sui contrafforti delle colline di Turrubares, nella foresta primaria ma anche nella foresta secondaria matura.

La sua biologia è quasi sconosciuta: sono stati visti coni in marzo, ottobre e novembre, ma né gli impollinatori né i dispersori dei semi sono documentati, e non è stato pubblicato alcun dato sulla germinazione.

Stato di conservazione e normativa

Zamia acuminata è classificata vulnerabile (VU) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 di Dennis Stevenson e Michael Calonje, con i criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v): areale e superficie occupata ridotti, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, rientra nell’Appendice II della CITES, in cui le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. Il commercio internazionale delle piante è quindi permesso, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4: semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.

Species+ non ha una scheda propria per questa specie, coperta dall’iscrizione «Zamia spp.». Stato CITES ed europeo verificati su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e chiedete al venditore i documenti di provenienza.

Coltivazione

Nelle fonti consultate non è documentata alcuna coltivazione di Zamia acuminata in senso stretto, né in un orto botanico né presso amatori. Buona parte delle piante vendute con questo nome prima del 2013 erano in realtà Zamia nana di Panama, o perfino specie messicane: qualsiasi acquisto dovrebbe quindi avere una provenienza precisa (Costa Rica, provincia di San José).

In mancanza di riscontri, si può soltanto ricordare l’ambiente d’origine: sottobosco di foreste umide tra 100 e 1.200 m, su suoli rocciosi ben drenati. Per i consigli generali sulle Zamia di foresta si rimanda alla pagina del genere.

In Italia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né sulle riviere ligure e tirrenica, né nella pianura padana, sui laghi prealpini, sul versante adriatico o nelle isole. Sul forum Tropicamente l’unico messaggio che contiene la parola «acuminata» riguarda una palma, Carpentaria acuminata (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).

Moltiplicazione

Nessun dato specifico. Come tutte le Zamia, la specie è dioica: la moltiplicazione passa per la semina di semi fecondati, provenienti da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita della specie. I bruchi delle farfalle del genere Eumaeus, che si nutrono di Zamia in tutta l’America centrale, sono segnalati su altre specie del Costa Rica.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia acuminata al freddo, al caldo o alla siccità. Il suo ambiente è tropicale e umido, senza gelo.

In Italia e nel sud della Francia

In Italia non è nota alcuna prova all’aperto. Il clima del Sud-Est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, dalle riviere ligure e tirrenica alla Sicilia e alla Sardegna, ma nemmeno lì è stata segnalata alcuna coltivazione in piena terra né alcun episodio di gelo che riguardi la specie: gli unici messaggi del forum Fous de palmiers che la citano riguardano piante identificate male (in realtà Zamia vazquezii, 2009-2010) o Zamia nana di Panama, e nessuno può essere ripreso qui.

Riferimenti internazionali

Nessun riscontro è stato trovato con le ricerche sul web. Venendo da foreste tropicali umide senza gelo, la pianta andrebbe coltivata in serra riscaldata o in casa; nessuna fonte indica una temperatura minima.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia acuminata. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: nelle Zamia sono stati trovati glicosidi tossici (cicasina, macrozamina, metilazossimetanolo), e l’ASPCA cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso.

Domande frequenti

Zamia acuminata cresce a Panama?

No, secondo i lavori pubblicati dal 2013. Le piante di El Valle de Antón, a lungo chiamate così, sono Zamia nana; Zamia acuminata è considerata endemica del Costa Rica.

Perché «acuminata»?

Dal latino acuminatus, «che termina con una punta affilata»: la punta delle foglioline è molto lunga, più di un quarto della fogliolina.

È minacciata?

Sì. È classificata vulnerabile dalla IUCN (valutazione del 2022), per un areale ridotto e il declino del suo habitat.

La Zamia acuminata che ho comprato è quella vera?

Non necessariamente. Lotti venduti con questo nome si sono rivelati Zamia vazquezii o Zamia fischeri messicane, oppure Zamia nana di Panama. Solo una provenienza documentata dal Costa Rica permette di esserne sicuri.

Resiste al freddo?

Non si sa: non esiste alcun dato. Viene da foreste tropicali umide senza gelo, e in Italia l’unica scelta ragionevole è la coltivazione al riparo, in un ambiente riscaldato.

Serve un permesso CITES?

Per le piante sì, nel commercio internazionale (Appendice II della CITES, Allegato B nell’Unione europea). I semi sono esclusi dall’annotazione #4.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Lindström, A.J., Calonje, M., Stevenson, D.W., Husby, C. & Taylor, A. (2013). Clarification of Zamia acuminata and a new Zamia species from Coclé Province, Panama. Phytotaxa 98(2): 27-42. doi:10.11646/phytotaxa.98.2.1 [Articolo di riferimento sulla specie; prima pagina e riassunto consultati.]
  • Acuña-Castillo, R.H. (2010). Revisión taxonómica y morfológica y distribución de Zamia (Zamiaceae) en Costa Rica. Tesi di master (Maestría Académica en Biología), Universidad de Costa Rica, San José. hdl:10669/84075 [Revisione non pubblicata in rivista; testo integrale consultato.]
  • Thiselton-Dyer, W.T. (1884). Zamia acuminata. In: Hemsley, W.B., Biologia Centrali-Americana, Botany 3: 194. [Protologo; non consultato (Biodiversity Heritage Library inaccessibile).]
  • Stevenson, D.W. & Calonje, M. (2022). Zamia acuminata. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T66910559A66910337. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]