Zamia tuerckheimii è una grande cicadea del Guatemala, nota nel dipartimento di Alta Verapaz, dove fu scoperta nel 1900 su pareti rocciose umide e ombreggiate. Questa specie del genere Zamia ha un fusto che cresce dapprima pendente sulle rocce, poi si raddrizza fino a 1,5-3 m, e foglie lunghe fino a 2 m con poche foglioline larghe, intere e leggermente lucide. Fu descritta nel 1903 dal botanico americano John Donnell Smith e dedicata a Hans von Türckheim, che dirigeva una piantagione di caffè a Cobán. La IUCN la classifica quasi minacciata.
In sintesi: Zamia tuerckheimii
- Nome accettato: Zamia tuerckheimii Donn.Sm. (1903), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in spagnolo
- Distribuzione naturale: Guatemala, dipartimento di Alta Verapaz (The World List of Cycads); località tipica a 350 m di quota
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT), criterio B1b(v), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura pareti rocciose umide e ombreggiate (descrizione originale), nella foresta tropicale sempreverde (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2011); in coltivazione, secondo un vivaio specializzato francese, substrato drenante da neutro ad acido, caldo costante e aria umida
- Portamento e dimensioni adulte: fusto eretto o inclinato, lungo 1,5-3 m e spesso circa 20 cm, talvolta ramificato; fino a 20 foglie lunghe fino a 2 m, con al massimo 14 paia di foglioline di 19-30 cm per 4-9 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia tuerckheimii?
È una Zamia arborescente, con un fusto aereo che può superare la statura di un uomo e un ciuffo di grandi foglie che portano poche foglioline larghe, cartacee e intere, appena dentellate all’apice; il picciolo è inerme o porta qualche piccolo aculeo. La descrizione originale di John Donnell Smith (1903), in latino, è stata redatta su una raccolta di Hans von Türckheim e su note inviate dallo stesso raccoglitore:
- Fusto: «saxifragus», cresciuto sulle rocce, dapprima pendente e poi ascendente, lungo 1,5-3 m e spesso 2 dm (circa 20 cm), talvolta biforcato.
- Foglie: glabre, con 14 paia di foglioline; picciolo con aculei radi e minuti; rachide trigono, lungo circa 9 dm, più del doppio del picciolo, prolungato oltre le foglioline in una punta di 1,5 cm; foglioline distanti 5-7 cm l’una dall’altra.
- Foglioline: quasi opposte, oblanceolate, bruscamente e brevemente acuminate, ristrette in una base strettissima (3 mm), a margine intero; di consistenza cartacea compatta, leggermente lucide sopra e più chiare sotto; lunghe 19-24 cm e larghe 4-5 cm a metà; più di 40 nervature a metà della fogliolina, circa 8 alla base.
- Coni maschili: lineari-cilindrici, lunghi 14 cm e larghi 2,5 cm, lunghi il doppio del peduncolo; scaglie coperte di una farina grigiastra; 18-26 sacche polliniche per scaglia.
- Coni femminili: su un peduncolo cortissimo (2 cm), lunghi 18 cm e larghi 6 cm, con una punta sottile di 3 cm e circa 9 file di scaglie, coperte di un feltro grigio cenere.
- Semi: scarlatti, obovoidi, lunghi 2 cm e larghi 13 mm.
Calonje e colleghi (2009), riunendo i dati della descrizione originale, della Flora of Guatemala (Standley e Steyermark, 1958), di un articolo di Vannini (2008) e misure proprie, danno intervalli più ampi per le piante adulte: fusto eretto o inclinato fino a 3 m; fino a 20 foglie lunghe fino a 2 m; picciolo inerme o con pochi aculei; al massimo 14 paia di foglioline cartacee, lunghe 19-30 cm e larghe di solito 4-9 cm, a margine intero o con pochi dentini all’estremità; coni maschili di 14-17 cm per 2,5-4 cm, su un peduncolo lungo al massimo 6,5 cm, eretti o appena inclinati, con scaglie a triangolo allungato portanti 18-26 sacche polliniche in due gruppi; coni femminili di 16,3-22 cm per 8,3-10 cm; un solo paio di foglioline sulle prime foglie delle plantule. Gli stessi autori notano sulle foglioline di questo gruppo di specie una piega longitudinale marcata, più visibile presso il punto d’inserzione sul rachide.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
Le specie più vicine sono Zamia decumbens, del Belize, e Zamia onan-reyesii, dell’Honduras: Calonje e colleghi (2009), descrivendo Zamia decumbens, considerano Zamia tuerckheimii la sua parente più stretta e propongono una chiave per separare le tre specie, che non vivono nelle stesse zone:
- Zamia onan-reyesii (allora indicata anche come Zamia bussellii): foglioline papiracee, con denti marcati sul margine inferiore; fusto eretto o inclinato fino a 2 m; coni maschili più grandi, fino a 27,5 cm, con più di 40 sacche polliniche in un solo gruppo;
- Zamia decumbens: foglioline cartacee e intere, ma più strette (2,8-4,1 cm); picciolo da moderatamente a fortemente spinoso; fusto decombente, lungo fino a 80 cm, che spesso marcisce alla base e radica di nuovo in orizzontale; coni maschili su peduncoli lunghi 11-23 cm, che li fanno pendere verso l’esterno;
- Zamia tuerckheimii: foglioline cartacee e intere, larghe di solito 4-9 cm; picciolo inerme o con pochi aculei; fusto eretto o inclinato fino a 3 m; coni maschili su peduncoli lunghi al massimo 6,5 cm.
In Alta Verapaz crescono altre Zamia. Secondo Calonje e colleghi (2009), materiale raccolto nel sud del dipartimento è attribuito a Zamia monticola, ma resta poco conosciuto; nel dubbio, il portamento e le foglioline vanno confrontati con le descrizioni di ciascuna specie. Zamia variegata, presente anch’essa in Alta Verapaz, si riconosce dalle foglioline macchiate di giallo. Nicolalde-Morejón e collaboratori (2011) avvicinano inoltre Zamia tuerckheimii a Zamia soconuscensis, del Chiapas, e a Zamia inermis, del Veracruz: le tre specie condividono un fusto aereo e foglioline a margine intero, ma secondo gli autori non pongono problemi di identificazione.
Il nome è stato applicato in passato anche a piante di altri paesi. Secondo Schutzman (1989), una pianta del Fairchild Tropical Garden proveniente da Olanchito, in Honduras, studiata nel 1980 per i suoi cromosomi con il nome di Zamia tuerckheimii, apparteneva in realtà a Zamia standleyi. Gli autori di Zamia soconuscensis, descritta nel 1988, citavano ancora Zamia tuerckheimii «del Guatemala e dell’Honduras»; The World List of Cycads la limita oggi all’Alta Verapaz. Le segnalazioni honduregne vanno quindi prese con prudenza.
Tassonomia
The World List of Cycads accetta Zamia tuerckheimii Donn.Sm.; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu pubblicata nel gennaio 1903 da John Donnell Smith nella Botanical Gazette (volume 35, fascicolo 1, pagine 8-10, tavola 1), nella ventiquattresima puntata della sua serie «Undescribed plants from Guatemala and other Central American republics». Il tipo fu raccolto da Hans von Türckheim nel luglio 1900 «sulle pareti rocciose umide e ombreggiate presso Cubilquitz», in Alta Verapaz, a 350 m di quota (numero 7786 della serie di piante guatemalteche distribuite da Donnell Smith); secondo The World List of Cycads l’olotipo è conservato a Washington (US). Il nome non ha sinonimi.
Nella diagnosi Donnell Smith riferisce l’opinione di William Thiselton-Dyer, direttore dei Kew Gardens, che avvicinava la nuova specie a Zamia acuminata e a una «Zamia houtteana» rimasta manoscritta nell’erbario di Kew; l’autore la separa dalla prima per le foglioline più numerose, dalla seconda per le foglioline non falciformi, e da entrambe per le nervature più fitte.
Oggi la specie è collocata in un gruppo centroamericano con Zamia decumbens e Zamia onan-reyesii, secondo Calonje e colleghi (2009). Lo studio basato sui trascrittomi di Lindstrom e collaboratori (2024), che ha campionato una pianta dell’Alta Verapaz, colloca la specie nel loro clado III, in cui le specie dell’Honduras, del Guatemala e del Belize formano un sottoclado (III-B) di otto specie, sette descritte e una forse non descritta, molto diverse per morfologia ed ecologia: alcune adattate alle foreste nebbiose umide, altre alle foreste decidue più secche, altre ancora litofite a foglie pendenti. Il testo dello studio non precisa la posizione propria di Zamia tuerckheimii.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Hans von Türckheim (1853-1920), raccoglitore di piante tedesco che dirigeva una piantagione di caffè a Cobán, in Guatemala, e al quale si attribuisce la scoperta della specie (The World List of Cycads, da Haynes, 2022). La raccolta tipo porta il numero 7786 della serie di piante del Guatemala distribuita da Donnell Smith; per questa specie Türckheim inviò anche osservazioni sul campo («De Tuerckheim in litt.»), come la crescita del fusto, prima pendente e poi ascendente.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome comune attestato per Zamia tuerckheimii, né in italiano né in spagnolo.
In natura
Zamia tuerckheimii è endemica del Guatemala, nel dipartimento di Alta Verapaz (The World List of Cycads). La descrizione originale ne indica l’habitat con precisione: pareti rocciose umide e ombreggiate, a 350 m di quota presso Cubilquitz; il fusto vi cresce aggrappato alla roccia, dapprima pendente e poi ascendente. Nicolalde-Morejón e collaboratori (2011) la attribuiscono alla foresta tropicale sempreverde, in una zona di grande diversità di Zamia che va dall’Alta Verapaz e dall’Izabal al nord dell’Honduras, dal clima caldo e umido (temperatura media annua di 25 °C, 3000-4000 mm di pioggia all’anno); notano anche che la specie è rappresentata negli erbari da appena sei raccolte. Le fonti pubblicate non danno né l’estensione dell’areale né il numero di popolazioni; impollinatori e fenologia non sono documentati.
The World List of Cycads ne mostra una serie di fotografie scattate in Alta Verapaz nel dicembre 2014, con una carta volutamente imprecisa (circa 11 km) per proteggere le popolazioni.
Stato di conservazione e normativa
Zamia tuerckheimii è classificata quasi minacciata (NT) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio B1b(v), in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). La categoria NT indica una specie vicina alle soglie delle categorie minacciate senza raggiungerle; il criterio citato riguarda un’area di presenza ristretta con un declino continuo del numero di individui maturi.
Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia tuerckheimii rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. L’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e quindi comprende la specie.
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non esiste una guida di coltivazione pubblicata da un orto botanico. L’unica indicazione pubblicata viene da Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, che classifica le Zamia per gruppi di esigenze (Lavaud, 2023). Zamia tuerckheimii vi figura come un’eccezione tra le specie del Messico e del Guatemala: invece che con loro, la colloca con Zamia decumbens, Zamia monticola e Zamia onan-reyesii nel gruppo delle foreste di bassa quota dell’America centrale e del Sudamerica, che giudica «difficile». Per questo gruppo consiglia:
- substrato drenante, da neutro ad acido, e acqua da neutra ad acida;
- notte: circa 22 °C, con brevi discese tollerate verso 15 °C;
- giorno: 28-30 °C, fino a 34-35 °C per la maggior parte delle specie, con possibili danni alle foglie nuove durante i picchi di calore;
- umidità dell’aria elevata, tra il 70 e il 90 %, per uno sviluppo ottimale.
Secondo lo stesso autore, i climi europei sono in genere troppo freschi e troppo secchi per queste specie, anche d’estate, e la coltivazione in serra, veranda o interno luminoso e riscaldato è la soluzione consigliata; il substrato asciutto d’inverno, che protegge dai marciumi le specie dei climi con stagione secca, funziona meno bene per quelle dei tropici umidi. Sono consigli d’esperienza validi per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia tuerckheimii.
L’habitat descritto nel 1903, pareti rocciose umide e ombreggiate, suggerisce una pianta che ama l’ombra, l’umidità costante e un drenaggio perfetto; è una deduzione dall’habitat, non un risultato di coltivazione pubblicato.
In Italia
Non è documentata alcuna pianta in Italia. La specie non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch). Lo stesso vale per il forum francese Fous de palmiers.
Moltiplicazione
Non esistono dati di moltiplicazione propri della specie. Come tutte le Zamia, ha piante maschili e piante femminili distinte e si moltiplica per seme fresco, dopo impollinazione; i semi, scarlatti, misurano circa 2 cm, e le plantule portano un solo paio di foglioline sulle prime foglie. Il fusto talvolta biforcato lascia supporre la possibilità di prelevare una ramificazione, ma nessuna fonte lo documenta. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Lavaud (2023) segnala che le specie dei tropici umidi, coltivate in condizioni non ottimali (troppo fresche o troppo secche), crescono poco, sono meno robuste e più esposte al marciume delle radici; le cocciniglie sono, come per tutte le cicadee, il parassita più comune in coltivazione.
Rusticità
Per Zamia tuerckheimii non esiste alcun dato di resistenza al freddo, né in natura né in coltivazione. Le sole indicazioni sono quelle di Lavaud (2023) per il gruppo delle specie di bassa quota dei tropici umidi: notti intorno ai 22 °C, con brevi discese tollerate verso 15 °C. Non si tratta di un limite di sopravvivenza, ma delle condizioni per una crescita sana.
In Italia e nel sud della Francia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane; secondo Lavaud, che vive a Montpellier, anche le estati della costa mediterranea francese restano un po’ fresche di notte per questo gruppo di specie.
Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, l’unico dato sul genere riguarda Zamia integrifolia, della Florida, sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012 con danni alle foglie, un’esperienza francese trasferibile a molte regioni italiane dal clima simile. Nulla permette di estendere questo risultato a Zamia tuerckheimii, una specie dei tropici umidi mai provata al freddo.
Riferimenti internazionali
Non è documentata alcuna misura di freddo, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è documentato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia tuerckheimii. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale proprio di questa specie.
Domande frequenti
Da dove viene?
Dal Guatemala, dal dipartimento di Alta Verapaz. Il tipo fu raccolto nel 1900 su pareti rocciose umide presso Cubilquitz, a 350 m di quota.
Quanto diventa grande?
Abbastanza grande per una Zamia. Il fusto raggiunge 1,5-3 m e circa 20 cm di spessore, e le foglie arrivano a 2 m, con foglioline di 19-30 cm.
Come distinguerla da Zamia decumbens?
Dal fusto e dai coni maschili. Zamia tuerckheimii ha un fusto eretto o inclinato e coni su peduncoli corti (al massimo 6,5 cm); Zamia decumbens ha un fusto sdraiato e coni su peduncoli di 11-23 cm. Le foglioline di Zamia decumbens sono anche più strette.
Chi era Türckheim?
Hans von Türckheim (1853-1920), raccoglitore di piante tedesco, dirigeva una piantagione di caffè a Cobán e raccolse il tipo della specie nel 1900.
È minacciata?
Non gravemente, ma è sotto osservazione. La IUCN la classifica quasi minacciata (2022), per un areale ristretto con un declino del numero di individui maturi.
Si può coltivare in Italia?
Solo al caldo e al riparo, secondo le indicazioni disponibili. Un vivaio specializzato la classifica tra le Zamia difficili, che chiedono notti intorno ai 22 °C e aria umida; non è documentata alcuna pianta in Italia.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia tuerckheimii: https://cycadlist.org/scientific_name/562 — autore, pubblicazione, tipo (Cubilquitz, luglio 1900, olotipo US), distribuzione (Alta Verapaz), statuto IUCN (NT B1b(v)), etimologia, bibliografia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 12 ottobre 2026.
- Botanical Gazette 35(1), gennaio 1903, scansione dell’Internet Archive: https://archive.org/details/sim_international-journal-of-plant-sciences_1903-01_35_1 — protologo di Donnell Smith: diagnosi latina, misure, habitat, tipo, affinità secondo Thiselton-Dyer. Fonte primaria, letta alle pagine 8-10.
- Calonje M. et al. (2009), A new species of Zamia (Zamiaceae) from the Maya Mountains of Belize (PDF libero su The World List of Cycads): https://cycadlist.org/storage/references/open/d384fe59-2aca-4441-a57f-0ab19a8029d1.pdf — confronto dettagliato e chiave con Zamia decumbens e Zamia onan-reyesii, tabella delle misure, nota sul materiale di Zamia monticola dell’Alta Verapaz. Articolo scientifico, testo integrale letto.
- Revista Mexicana de Biodiversidad, Perspectivas sistemáticas de Zamia en Megaméxico (2011): https://doi.org/10.22201/ib.20078706e.2011.2.487 — tipo di vegetazione, zona di grande diversità Alta Verapaz-Honduras e suo clima, numero di raccolte d’erbario, avvicinamento a Zamia soconuscensis e Zamia inermis. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato, passaggi riletti il 17 ottobre 2026.
- PubMed Central, Lindstrom e collaboratori (2024), Annals of Botany: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — pianta dell’Alta Verapaz campionata, clado III e sottoclado delle specie dell’Honduras, del Guatemala e del Belize. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato, passaggi riletti il 17 ottobre 2026.
- Cycadales.eu, «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (Simon Lavaud, 6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — gruppi di coltivazione, Zamia tuerckheimii nel gruppo delle foreste di bassa quota, condizioni consigliate. Vivaio specializzato; consigli d’esperienza per gruppi di specie.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — appendice II della CITES per tutto il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
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- Calonje, M., Meerman, J., Griffith, M.P. & Hoese, G. (2009). A new species of Zamia (Zamiaceae) from the Maya Mountains of Belize. Journal of the Botanical Research Institute of Texas 3(1): 31-41. [Confronto con Zamia decumbens e Zamia onan-reyesii; testo integrale letto.]
- Standley, P.C. & Steyermark, J.A. (1958). Zamiaceae. In: Flora of Guatemala, Part I. Field Museum of Natural History, Botanical Series 24: 19-20. [Citato da Calonje et al. (2009) come fonte delle misure; non consultato.]
- Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F. & Vovides, A.P. (2011). Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico: de la taxonomía alfa a los códigos de barras genéticos. Revista Mexicana de Biodiversidad 82: 341-355. [Testo integrale consultato.]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Filogenesi del genere; testo integrale consultato su PubMed Central.]
- Vannini, J.P. (2008). Notes on the Guatemalan cycad Zamia tuerckheimii Donn. Sm. The Cycad Newsletter 30(3): 4-7. [Citato da Calonje et al. (2009); non consultato.]
- Schutzman, B. (1989). A new species of Zamia from Honduras. Systematic Botany 14(2): 214-219. [Pianta di Olanchito già studiata come Zamia tuerckheimii; non riletto.]
- Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu, 6 gennaio 2023. [Consigli di coltivazione per gruppi di specie; letto.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Zamia tuerckheimii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42179A69845263. [Valutazione in vigore, NT B1b(v); riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]