Zamia pseudomonticola è una cicadea delle montagne del Costa Rica meridionale e di Panama occidentale, che cresce nel sottobosco delle foreste molto umide e delle foreste pluviali di media quota, soprattutto tra 800 e 1 600 m, sul versante pacifico della cordigliera di Talamanca, nella Fila Costeña e nella provincia panamense di Chiriquí. Questa specie del genere Zamia somiglia tanto a Zamia fairchildiana, la specie delle vicine pianure, che la sua validità è discussa fin dalla descrizione fatta dal botanico costaricano Luis Diego Gómez nel 1982; il suo nome è stato pubblicato validamente soltanto nel 1986. The World List of Cycads la accetta e la IUCN la classifica a minor preoccupazione. In Italia non risulta coltivata in alcun orto botanico.
In sintesi: Zamia pseudomonticola
- Nome accettato: Zamia pseudomonticola L.D.Gómez ex D.W.Stev. & Sabato (1986), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; diversi autori l’hanno inclusa in Zamia fairchildiana, e piante di questa specie hanno circolato con quel nome
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Costa Rica (Puntarenas; anche San José secondo Acuña-Castillo, 2010) e Panama (Chiriquí); sottobosco di foreste premontane e montane basse, da 800 a 1 600 m
- Stato IUCN: minor preoccupazione (LC, 2022)
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (iscrizione della famiglia Zamiaceae, semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; quota di esportazione zero fissata da Panama per gli esemplari prelevati in natura
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foreste da molto umide a pluviali, su pendii da moderati a ripidi; nessuna indicazione di coltivazione propria della specie
- Portamento e dimensioni adulte: tronco alto fino a 2 m e largo 20 cm, da 6 a 18 foglie lunghe 80-250 cm (Acuña-Castillo, 2010); la descrizione originale indicava soltanto un tronco di 30 cm
- In Italia: nessun orto botanico; nessun riscontro di coltivazione
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia pseudomonticola?
Dal solo fogliame si distingue male da Zamia fairchildiana: i riferimenti migliori sono i coni, verdastri e portati da un peduncolo corto, le foglioline a margine intero vicino alla punta e la quota. La descrizione più completa è quella della revisione delle Zamia del Costa Rica di Acuña-Castillo (2010), una tesi universitaria basata su numerosi esemplari; differisce molto dalla descrizione originale di Gómez (1982), fondata su un solo esemplare (vedi più avanti).
Tronco e foglie
Secondo Acuña-Castillo (2010), le piante adulte hanno un tronco cilindrico, semi-interrato o eretto fuori dal suolo, alto fino a 2 m e largo 20 cm, con corteccia bruna e ruvida; anche Lindström e collaboratori (2013) parlano di fusti di oltre 2 m. La pianta porta da 6 a 18 foglie lunghe 80-250 cm. Il picciolo, diritto o un po’ arcuato, misura 29-95 cm e il rachide, arcuato, 51-150 cm; entrambi sono inermi o armati di spine. Ogni foglia ha da 10 a 40 paia di foglioline. Le foglioline mediane, di 16-33 cm per 3-6 cm, da quattro a sette volte più lunghe che larghe, sono da lanceolate a falcato-lanceolate, asimmetriche, lisce e lucide, a margine intero, a volte con una profonda incisione; la punta, corta (meno del 20 % della lunghezza), è acuta e sottile.
Taylor Blake e Holzman (2012) descrivono per le piante panamensi un picciolo e un rachide nettamente spinosi fino alla base del rachide, foglioline con una marcata piega longitudinale, quasi intere, e una punta spesso lunga meno di 3 cm, contro più di 3 cm in Zamia fairchildiana.
Coni e semi
La specie è dioica. I coni maschili, quasi cilindrici, misurano 9,5-14 cm per 2,7-4,7 cm, su un peduncolo pubescente bruno di 8-10 cm; le loro squame fertili, bruno-verdastre, portano sacche polliniche su entrambe le facce, un carattere condiviso con Zamia fairchildiana e raro nel genere (Lindström e collaboratori, 2013). Il cono femminile, solitario, a forma di botte, misura 10-35 cm per 8-11 cm, su un peduncolo corto, di 4-5 cm; le sue squame esagonali sono verdastre, con una rada e fine peluria bruno-rossastra (Acuña-Castillo, 2010). Lindström e collaboratori (2013) lo descrivono glabro, verde scuro, con una punta sterile corta e ottusa e un peduncolo nascosto dai catafilli, mentre Acuña-Castillo (2010) gli attribuisce una punta sterile conica e lunga, a volte oltre 3 cm. I semi sono «color albicocca» e quasi sferici, di 1,3-1,7 cm di diametro, secondo la descrizione originale, da arancioni a rosati secondo Acuña-Castillo (2010); Taylor e colleghi (2012) scrivono invece che tutti i semi delle Zamia dell’istmo sono rossi, tranne quelli di Zamia pseudoparasitica.
Che cosa diceva la descrizione originale
La descrizione di Gómez (1982), basata sul solo esemplare tipo, presenta una pianta molto più piccola: tronco eretto di 30 cm al massimo per 5-7 cm di diametro, da 3 a 10 foglie di 80 cm-1 m con 9-14 paia di foglioline opposte, ellittico-lanceolate, falcate e acuminate, a punta diritta o ricurva all’indietro, intere, di 15-22 cm per 3,5-4,5 cm, e soprattutto un picciolo glabro e senza spine. I coni maschili, eretti, misurano 8-9,5 cm su un peduncolo di 4-6 cm. Acuña-Castillo (2010) spiega che questo picciolo inerme, esatto per l’olotipo, è molto variabile in natura come in coltivazione, anche nella località tipo: piante coltivate senza spine sulle prime foglie le sviluppano anni dopo. Questa indicazione ha contribuito molto alla confusione con Zamia fairchildiana.
Ibridi
Nessun ibrido è dimostrato, ma si sospetta un’ibridazione con Zamia fairchildiana. Secondo L.D. Gómez, citato da Acuña-Castillo (2010), potrebbe avvenire sulle pendici della Fila Costeña Sur, tra 800 e 1 200 m, dove alcuni esemplari sterili non si possono attribuire con certezza all’una o all’altra specie. Acuña-Castillo non la ritiene frequente, perché le due specie occupano in genere quote diverse, e ricorda che soltanto un’analisi genetica potrebbe confermarla.
Possibili confusioni
La confusione principale riguarda Zamia fairchildiana. Acuña-Castillo (2010) indica queste differenze:
- foglioline: margine inferiore intero vicino alla punta in Zamia pseudomonticola, finemente dentato in Zamia fairchildiana, la cui punta si assottiglia anche più gradualmente;
- coni maschili maturi: meno di 14 cm, contro in genere oltre 20 cm;
- coni femminili: peduncolo di meno di 5 cm e squame verdastre, contro un peduncolo di 5 cm o più e squame grigiastre;
- quota: soprattutto sopra i 1 000 m, contro soprattutto sotto i 1 000 m per Zamia fairchildiana;
- anatomia: peli e fasci di fibre delle foglie diversi, secondo lavori inediti.
Anche altre specie possono trarre in inganno:
- Zamia acuminata (versante pacifico del Costa Rica, provincia di San José): più piccola, con fusto sotterraneo o corto, sacche polliniche soltanto sulla faccia inferiore delle squame maschili e coni femminili grigio-bruni pubescenti (Lindström e collaboratori, 2013); Gómez (1982) la distingueva già per le foglioline meno numerose, a punta caudata, e il picciolo spinoso;
- Zamia gomeziana (Costa Rica): foglioline più allungate, a margine inferiore diritto e con una punta molto più lunga; in Zamia pseudomonticola le foglioline sono meno di sette volte più lunghe che larghe, con margine inferiore convesso, e i coni, verdastri, hanno peduncoli più corti (Acuña-Castillo, 2010);
- Zamia elegantissima e Zamia stevensonii (Panama centrale): picciolo quasi senza spine, foglioline piane senza piega longitudinale, sacche polliniche soltanto sulla faccia inferiore (Taylor Blake e Holzman, 2012);
- Zamia monticola (Guatemala): soltanto per il nome; Gómez (1982) la riteneva vicina, ma la distingueva per il picciolo glabro e inerme, l’assenza di basi fogliari persistenti e i coni.
Tassonomia
Zamia pseudomonticola L.D.Gómez ex D.W.Stev. & Sabato è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Luis Diego Gómez ha descritto la specie nel 1982 su Phytologia (volume 50, pagina 402), in un articolo in cui descriveva anche Zamia fairchildiana. La sua citazione del tipo non indicava né raccoglitore né numero, un riferimento richiesto dal Codice di nomenclatura; Stevenson e Sabato l’hanno fornito nel 1986, su Taxon (volume 35, pagina 141), dopo aver visto l’olotipo, il che fissa al 1986 la data di pubblicazione valida e spiega la formula «ex D.W.Stev. & Sabato» (The World List of Cycads, sulla base di Tropicos). L’olotipo, raccolto da Gómez con il numero 18118 secondo Acuña-Castillo (2010), proviene dalla località di Cotón, ai piedi sud-occidentali del cerro Pando, a Sabalito (Coto Brus, provincia di Puntarenas), a 1 300 m, in una foresta mista di querce (Quercus), Wimmeria e Symplocos; è conservato nell’erbario nazionale del Costa Rica (CR), con isotipi negli erbari F e ND.
Una specie discussa
La validità della specie è in discussione fin dalla descrizione. Schutzman, Vovides e Adams (1998) la ritenevano conspecifica di Zamia fairchildiana: secondo loro ne differiva soltanto per un carattere delle foglioline, che varia in modo continuo da una popolazione all’altra, e Gómez aveva citato un solo esemplare. Anche la trattazione delle Zamiaceae del Manual de plantas de Costa Rica (Merello, 2003 secondo The World List of Cycads, 2004 secondo Acuña-Castillo) l’ha messa in dubbio. Jay Vannini (2019) riferisce, sulla base di Whitelock (2002) e Calonje (2006), che ricerche nella località tipo non avevano ritrovato piante conformi alla descrizione, il che faceva pensare a una semplice forma di Zamia fairchildiana; Acuña-Castillo (2010) scrive invece che la specie è localmente comune sui pendii del cerro Pando.
Altri autori la mantengono. Con un’analisi statistica delle proporzioni delle foglie, Acuña-Castillo (2010) ha trovato differenze significative tra le due specie, che si aggiungono a quelle dei coni, e cita il parere di Gómez e di Stevenson (2007) a favore di due specie distinte. Lindström e collaboratori (2013) la presentano come specie sorella di Zamia fairchildiana, e The World List of Cycads la accetta. Nel 2014, sul forum francese Fous de palmiers, un coltivatore specializzato restava scettico: a suo parere le differenze di foglioline e coni potrebbero dipendere dalle condizioni ambientali. Per il lettore la conseguenza è che una pianta del Costa Rica meridionale etichettata «Zamia fairchildiana» può appartenere a questa specie, soprattutto se proviene da oltre 1 000 m.
Etimologia e storia
L’epiteto unisce il greco pseudo-, «falso», al nome di Zamia monticola, cicadea del Guatemala: richiama la somiglianza e la presunta parentela tra le due specie (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads; Acuña-Castillo, 2010). Gómez (1982) scriveva infatti che la sua nuova specie era affine a Zamia monticola, pur distinguendola per diversi caratteri.
La specie è stata descritta nell’ambito di una revisione delle Zamia del Costa Rica e di Panama, fino ad allora classificate negli erbari come Zamia skinneri o Zamia pseudoparasitica. Gómez prevedeva la sua presenza nelle vicine regioni di Panama; Acuña-Castillo (2010) segnala, sulla base di Taylor (2007), che vi è stata raccolta di recente, nell’ovest della provincia di Chiriquí, vicino al confine. Gómez e i suoi collaboratori l’hanno studiata alla stazione biologica di Las Cruces dal 1985 al 1995, ma quei lavori sono rimasti inediti.
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano, e non è attestato alcun nome vernacolare in altre lingue; Species+ non ne cita nessuno.
In natura
Secondo Acuña-Castillo (2010), Zamia pseudomonticola è endemica delle cordigliere del Costa Rica meridionale (versante pacifico della cordigliera di Talamanca, nelle province di San José e di Puntarenas, e Fila Costeña Sur, nella provincia di Puntarenas) e di Panama occidentale (Chiriquí). In Costa Rica vive nel sottobosco delle foreste premontane e montane basse, da molto umide a pluviali, tra 800 e 1 600 m, su pendii da moderati a ripidi. È localmente comune nella riserva biologica di Las Cruces e sui pendii del cerro Pando, più rara verso nord lungo la Talamanca, almeno fino ai piedi del cerro Chirripó. The World List of Cycads cita soltanto la provincia di Puntarenas per il Costa Rica.
A Panama, Taylor Blake e Holzman (2012) la collocano sopra i 1 000 m nella provincia di Chiriquí, ora nel nord-ovest, ora nel nord-est della provincia secondo i passaggi del loro articolo. Taylor e colleghi (2012) la annoverano tra le specie delle foreste sempreverdi submontane, tra 700 e 1 200 m, con piogge di oltre 3 000 mm all’anno e temperature di 21-24 °C, ma altrove la citano come esempio di specie d’altitudine, sopra i 1 500 m.
Ecologia
Acuña-Castillo (2010) riporta diverse osservazioni. A Las Cruces la pianta accumula tra le basi delle foglie molti detriti vegetali, come alcune palme a rosetta, il che favorisce funghi saprofiti all’apice del fusto e sui piccioli. I bruchi delle farfalle del genere Eumaeus ne mangiano le foglie e talvolta possono defogliare completamente una pianta e danneggiarne gemme e coni. Il suo ciclo riproduttivo non è strettamente stagionale e dipende soprattutto dalla luce disponibile nel sottobosco. Le plantule portano una sola foglia con quattro foglioline, su un picciolo inerme o con poche piccole spine.
In un esperimento inedito a Las Cruces, L.D. Gómez ha ottenuto tanti semi da coni protetti dagli insetti quanti da coni lasciati liberi, il che secondo lui suggerisce un ruolo importante del vento nell’impollinazione, benché coleotteri (erotilidi e curculionidi) siano frequenti nei coni; Acuña-Castillo ricorda che gli specialisti considerano oggi i coleotteri i principali impollinatori delle cicadee. Un altro studio di Gómez (1993), nel giardino Wilson, attribuisce la dispersione dei semi, a qualche decina di metri, a uccelli: un tangara (Ramphocelus costaricensis), un saltatore (Saltator striatipectus) e un tordo (Turdus grayi). Pubblicato con il nome di Zamia fairchildiana, secondo Acuña-Castillo riguarda piante di Zamia pseudomonticola, e l’autore ritiene probabile che gran parte delle osservazioni inedite di Gómez su Zamia fairchildiana si riferisca in realtà a questa specie.
Stato di conservazione e normativa
Zamia pseudomonticola è classificata a minor preoccupazione (LC) nella Lista Rossa della IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg datata 26 giugno 2020 e pubblicata nel 2022 (categoria confermata da GBIF il 18 ottobre 2026; la pagina della Lista Rossa non ha potuto essere consultata, accesso bloccato). Una valutazione precedente, di D.W. Stevenson, era stata pubblicata nel 2010; la sua categoria non ha potuto essere verificata. La specie è localmente comune a Las Cruces e sul cerro Pando (Acuña-Castillo, 2010); non è stata descritta alcuna minaccia propria della specie.
Sul piano normativo, Zamia pseudomonticola rientra nell’Appendice II della CITES in virtù dell’iscrizione della famiglia Zamiaceae (escluse le specie dell’Appendice I), in vigore dal 4 febbraio 1977 secondo Species+. L’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026) esclude dai controlli, tra l’altro, i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente; il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie figura nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026; Species+ indica l’Allegato A fino al febbraio 2017. Per le piante di Panama, Species+ segnala anche, dal 19 giugno 2025, una quota di esportazione pari a zero fissata da quel paese per gli esemplari selvatici prelevati in natura (notificazione CITES n. 2025/079), salvo usi scientifici, personali, medici, educativi o giudiziari.
Queste informazioni generali, rilevate il 18 ottobre 2026, non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna guida di coltivazione propria di Zamia pseudomonticola. Gli unici dati di coltivazione sono indiretti:
- in Costa Rica la specie è coltivata nel giardino botanico Wilson, vicino a San Vito: Acuña-Castillo (2010) pubblica la fotografia di un cono femminile di una pianta di questo giardino; un visitatore vi ha visto nel 2009 numerose Zamia piantate in tutto il giardino, presentate come Zamia fairchildiana, identificazione che Acuña-Castillo contesta per le piante di quel giardino;
- in coltivazione, piante senza spine sulle prime foglie le sviluppano anni dopo (Acuña-Castillo, 2010);
- Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca la specie nel gruppo delle Zamia dell’America centrale e delle foreste di bassa quota, che giudica «difficile» fuori dai tropici, e per questo gruppo consiglia un substrato drenante da neutro ad acido, circa 22 °C di notte (con brevi passaggi tollerati verso 15 °C), 28-30 °C di giorno e un’umidità dell’aria tra 70 e 90 % (Lavaud, 2023). Questa collocazione sorprende per una specie di 800-1 600 m, e i consigli di gruppo non si basano su alcuna misura fatta su Zamia pseudomonticola.
L’ambiente naturale suggerisce una pianta d’ombra, di suolo umido e di aria molto umida, ma nessuna fonte lo ha verificato in coltivazione. L’accumulo di detriti al centro della pianta osservato in natura, che favorisce i funghi, invita a tenere pulito e arieggiato l’apice del fusto: è una deduzione, non un consiglio pubblicato.
In Italia
Zamia pseudomonticola non figura negli elenchi pubblicati degli orti botanici italiani (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, lista del 2009 dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi dei Giardini Botanici Hanbury alla Mortola, BGCI PlantSearch); le collezioni italiane di cicadee sono presentate nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.
I messaggi del forum francese Fous de palmiers che citano la specie (2012-2014) riguardano la sua validità, senza dati di coltivazione. Non esiste quindi alcun riscontro di coltivazione in Italia.
Moltiplicazione
La specie si moltiplica per seme, dopo l’impollinazione di una pianta femminile da parte di una pianta maschile con coni maturi nello stesso momento; in coltivazione l’impollinazione è di solito manuale, anche se l’esperimento di Gómez suggerisce un ruolo del vento. Non è stato pubblicato alcun protocollo di semina proprio della specie; come per le altre Zamia, bisogna seminare semi freschi, liberati dall’involucro carnoso indossando i guanti. Le plantule portano una prima foglia con quattro foglioline (Acuña-Castillo, 2010). I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale; vista la confusione dei nomi, conviene verificare l’identità dei semi venduti con questo nome.
Malattie e parassiti
In natura i bruchi di Eumaeus possono defogliare completamente una pianta, e funghi saprofiti si sviluppano sui detriti accumulati all’apice del fusto e sui piccioli (Acuña-Castillo, 2010). Non è documentata alcuna malattia di coltivazione propria della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume delle radici e del fusto in un substrato freddo e fradicio, e le cocciniglie. Tra queste, Aulacaspis yasumatsui, la cocciniglia asiatica delle cycas, capace di uccidere una cycas adulta in pochi mesi, annovera il genere Zamia tra le sue piante ospiti secondo la banca dati dell’OEPP, sulla base di Marler, Lindström e Watson (2021); non è stato segnalato alcun attacco su Zamia pseudomonticola in particolare.
Rusticità
Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Zamia pseudomonticola, né in natura né in coltivazione. È una specie tropicale di media montagna: l’unica indicazione climatica pubblicata è l’intervallo di 21-24 °C dato da Taylor e colleghi (2012) per le foreste submontane di Panama in cui la collocano. Non permette di stimare un limite di sopravvivenza, e nulla dimostra che la quota del suo areale le dia una resistenza al gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione, né all’aperto né in vaso, in Italia (coste liguri e tirreniche, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole) o nel sud della Francia, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stata pubblicata alcuna osservazione su questa specie. Per il gruppo in cui colloca Zamia pseudomonticola, Simon Lavaud nota che a Montpellier, perfino a luglio e agosto, le minime notturne si aggirano intorno a 19 °C, già al limite, e che i climi europei sono troppo secchi: un’esperienza francese che vale anche per le regioni italiane, benché la provenienza montana della specie renda incerta questa collocazione. In mancanza di dati, in Italia l’unica coltivazione prudente resta al riparo riscaldato, in serra o in veranda.
Riferimenti internazionali
Non è stata pubblicata alcuna rilevazione di freddo per la specie, in nessun paese. L’unica coltivazione documentata è quella del giardino Wilson, in Costa Rica, all’interno dell’areale naturale della specie.
Tossicità e precauzioni
Non è stato pubblicato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia pseudomonticola. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: studi farmacologici citati da The Gymnosperm Database hanno trovato nelle Zamia glicosidi tossici (cicasina, macrozamina), da cui deriva il metilazossimetanolo (vedi anche l’articolo del sito sulla tossicità delle cicadee, collegato più in basso), e l’ASPCA cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato in cani, gatti e cavalli; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nessun uso tradizionale di Zamia pseudomonticola è documentato.
Domande frequenti
Zamia pseudomonticola è una vera specie?
Sì, per The World List of Cycads, che la accetta, ma il dibattito non è chiuso. Diversi autori l’hanno inclusa in Zamia fairchildiana; altri, tra cui Acuña-Castillo (2010) e Lindström e collaboratori (2013), la mantengono sulla base dei coni e delle proporzioni delle foglie.
Come si distingue da Zamia fairchildiana?
Soprattutto dai coni e dalla quota. Zamia pseudomonticola ha coni maschili di meno di 14 cm e coni femminili verdastri su un peduncolo di meno di 5 cm, e vive soprattutto sopra i 1 000 m; Zamia fairchildiana, delle pianure, ha coni più grandi, squame femminili grigiastre e foglioline finemente dentate vicino alla punta.
Il picciolo è spinoso?
Dipende dalle piante. La descrizione originale parlava di un picciolo senza spine, ma era il caso del solo esemplare tipo; Acuña-Castillo (2010) lo descrive inerme o spinoso, e Taylor Blake e Holzman (2012) spinoso fino alla base del rachide a Panama. Piante coltivate acquistano spine con l’età.
Da dove viene il nome?
Dal greco pseudo-, «falso», e da Zamia monticola, una cicadea del Guatemala a cui Gómez la riteneva affine. Il nome significa quindi «falsa monticola».
È minacciata?
No, secondo la IUCN, che la classifica a minor preoccupazione (LC, 2022). È localmente comune in alcune foreste di montagna del Costa Rica meridionale, come la riserva biologica di Las Cruces.
Si può coltivare in Italia?
Soltanto al riparo riscaldato, e senza riferimenti pubblicati. Non si conosce alcuna resistenza al freddo: pur provenendo da foreste di media montagna, non è mai stata messa alla prova del freddo, la piena terra non è concepibile in nessuna regione italiana e non esiste alcun riscontro di coltivazione nel paese.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia pseudomonticola: https://cycadlist.org/scientific_name/540 — autori, pubblicazione (Taxon 35(1): 141, 1986), spiegazione della convalida (sulla base di Tropicos), tipo (Sitio Cotón, cerro Pando, 1 300 m, olotipo CR, isotipi F e ND), distribuzione, stato IUCN, etimologia (Haynes 2022). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 18 ottobre 2026.
- The Cycad Society, Gómez 1982, «Plantae mesoamericanae novae II» (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-pseudomonticola.pdf — descrizione originale: diagnosi latina, dimensioni, colore dei semi, tipo, confronto con Zamia monticola e Zamia acuminata, chiave delle Zamia del Costa Rica e di Panama. Fonte primaria (Phytologia 50: 401-404); testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
- Repositorio Kérwá (Università del Costa Rica), Acuña-Castillo 2010, Revisión taxonómica y morfológica y distribución de Zamia (Zamiaceae) en Costa Rica: https://kerwa.ucr.ac.cr/handle/10669/84075 — descrizione dettagliata, numero dell’olotipo, distribuzione, quote, ecologia, impollinazione, dispersione, differenze con Zamia fairchildiana e Zamia gomeziana, possibile ibridazione, analisi morfometrica. Tesi di laurea magistrale ad accesso libero, non pubblicata in rivista; testo integrale riletto il 18 ottobre 2026.
- The Cycad Society, Lindström e collaboratori 2013 (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-nana.pdf — Zamia pseudomonticola specie sorella di Zamia fairchildiana, fusti di oltre 2 m, sacche polliniche su entrambe le facce, coni femminili glabri verde scuro. Articolo con revisione paritaria (Phytotaxa); testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
- The Cycad Society, Taylor Blake e Holzman 2012 (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-stevensonii.pdf — distribuzione a Panama (Chiriquí, sopra i 1 000 m), chiave (spine, piega delle foglioline, lunghezza della punta). Articolo con revisione paritaria (Botanical Review); testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
- IntechOpen, Taylor e colleghi 2012, «Biogeographic Insights in Central American Cycad Biology»: https://doi.org/10.5772/32253 — presenza a Panama e in Costa Rica, foreste sempreverdi submontane (700-1 200 m, 21-24 °C), colore dei semi delle Zamia dell’istmo. Capitolo di opera scientifica ad accesso libero; testo integrale letto il 18 ottobre 2026.
- The Cycad Society, Schutzman, Vovides e Adams 1998 (PDF): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-elegantissima.pdf — messa in sinonimia di Zamia pseudomonticola con Zamia fairchildiana. Articolo di rivista botanica; testo integrale letto (scansione, riconoscimento ottico dei caratteri) il 18 ottobre 2026.
- Exotica Esoterica, «Central American and Panamanian Cycads in Field and Greenhouse» (Jay Vannini, 17 febbraio 2019): https://www.exoticaesoterica.com/magazine/central-american-and-panamanian-cycads-in-field-and-greenhouse — dubbi sulla validità della specie, ricerche infruttuose nella località tipo (secondo Whitelock 2002 e Calonje 2006). Articolo di un naturalista e collezionista; valore indicativo; letto il 18 ottobre 2026.
- Cycadales.eu (Simon Lavaud), «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — Zamia pseudomonticola nel gruppo delle foreste di bassa quota, condizioni consigliate per il gruppo, minime estive di Montpellier. Vivaio specializzato francese: consigli d’esperienza per gruppo di specie; riletto il 18 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, messaggi su Zamia pseudomonticola e sul giardino Wilson: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=319831#p319831 ; https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=70410#p70410 — scetticismo di un coltivatore specializzato sulla distinzione da Zamia fairchildiana (febbraio 2014); Zamia piantate in tutto il giardino Wilson (novembre 2009). Forum francese di appassionati; valore indicativo.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia pseudomonticola: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/17745/legal — Appendice II della CITES (iscrizione delle Zamiaceae) dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea; quota di esportazione zero di Panama (2025); distribuzione (Costa Rica, Panama). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata tramite la sua API pubblica il 18 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- GBIF (API), Zamia pseudomonticola: https://api.gbif.org/v1/species/8148495/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista Rossa della IUCN (LC), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
- The Gymnosperm Database (archivio dell’Università di Amburgo), Zamia: https://www-archiv.fdm.uni-hamburg.de/b-online/earle/za/za/index.htm — glicosidi del metilazossimetanolo (cicasina, macrozamina) trovati nel genere da studi farmacologici. Pagina datata (1999) di una banca dati specializzata seria; dato a livello di genere.
- Banca dati mondiale dell’OEPP, Aulacaspis yasumatsui, piante ospiti: https://gd.eppo.int/taxon/AULSYA/hosts — il genere Zamia figura tra le piante ospiti, secondo Marler, Lindström e Watson (2021). Organizzazione intergovernativa, affidabile.
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea per cani, gatti e cavalli (cicasina, BMAA), citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
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- Vannini, J. (2019). Central American and Panamanian cycads in field and greenhouse. Exotica Esoterica, 17 febbraio 2019. [Articolo in linea di un naturalista e collezionista; letto.]
- Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu. [Note di coltivazione di un vivaio specializzato; consultate in linea.]
- Marler, T.E., Lindström, A.J. & Watson, G.W. (2021). Aulacaspis yasumatsui delivers a blow to international cycad horticulture. Horticulturae 7(6): 147. doi:10.3390/horticulturae7060147 [Piante ospiti citate secondo l’OEPP; testo integrale non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]