Zamia decumbens

Zamia decumbens è una cicadea del Belize, endemica dei Monti Maya, dove le popolazioni più grandi vivono sul fondo di doline carsiche. Questa specie del genere Zamia deve il nome, dal latino decumbens, «coricato», ai fusti delle piante vecchie, che si stendono a terra con l’estremità rialzata invece di crescere diritti, un carattere insolito nel genere. Per anni è stata chiamata per errore Zamia prasina, nei vivai come nelle pubblicazioni, prima di essere descritta come specie distinta nel 2009. La IUCN la classifica in pericolo.

In sintesi: Zamia decumbens

  • Nome accettato: Zamia decumbens Calonje, Meerman, M.P.Griff. & Hoese (2009), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; chiamata a torto Zamia prasina nell’orticoltura e in diverse pubblicazioni prima del 2009
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «sinkhole cycad» (cicadea delle doline) in inglese; «corn palm» per una guida naturalista del Belize, secondo la descrizione originale
  • Distribuzione naturale: Belize (distretti di Cayo, Stann Creek e Toledo), Monti Maya, tra 150 e 700 m
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione del 2022, criteri B1ab(v)+2ab(v); C2a(i)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato; nel suo areale la temperatura varia da 16 a 31 °C (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, fondo di doline e creste rocciose, di solito su calcare, in foresta tropicale sempreverde; nelle doline, all’ombra delle pareti
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusti coricati lunghi fino a 80 cm e larghi da 6,7 a 11 cm; da 5 a 17 foglie lunghe da 90 a 175 cm
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia decumbens?

Il carattere più evidente è il fusto: nelle piante vecchie si corica e corre orizzontalmente sul suolo, spesso marcendo alla base e mettendo nuove radici lungo il tratto disteso. Un secondo carattere è il lunghissimo peduncolo dei coni maschili, che li fa inclinare verso l’esterno. La descrizione originale (Calonje, Meerman, Griffith e Hoese, 2009) fornisce le misure seguenti:

  • Fusto: da globoso a cilindrico, lungo fino a 80 cm e largo da 6,7 a 11 cm, coricato e talvolta ramificato nelle piante vecchie.
  • Foglie: da 5 a 17 per corona, erette o arcuate, lunghe da 90 a 175 cm, verde chiaro quando spuntano e poi verde scuro; picciolo di 30-55 cm, con la base bruscamente rigonfia (2,2-3,2 cm) e spine fino a 5,3 mm, da moderate a fitte; rachide di 60-120 cm, inerme o con poche spine nel terzo inferiore.
  • Foglioline: fino a 28 paia per foglia, lunghe da 17,5 a 29 cm e larghe da 2,8 a 4,1 cm, cartacee, lanceolate, con l’apice che si assottiglia gradualmente e una piega longitudinale ben marcata; margine intero o con qualche dentino all’apice. Le prime foglie delle plantule hanno di solito una sola coppia di foglioline ovate.
  • Coni maschili: da conici a cilindrici, da crema a bruni, lunghi da 10 a 16,5 cm e larghi da 2,1 a 2,5 cm, solitari o in gruppi da 2 a 6 o più, su un peduncolo di 12-23 cm che si inclina progressivamente in orizzontale; da 12 a 18 sacche polliniche per scaglia, in due gruppi separati.
  • Cono femminile: solitario, cilindrico, eretto a maturità, lungo da 12 a 20 cm e largo da 5,7 a 6,4 cm; spunta coperto di un tomento crema e matura verde chiaro o scuro; peduncolo di 7-13 cm.
  • Semi: da ovoidali a ovoidi-piramidali, rossi a maturità, lunghi da 1,7 a 2 cm.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido. Gli autori hanno visto Zamia decumbens crescere insieme a Zamia variegata in una località del sud del distretto di Toledo, senza alcun segno di ibridazione.

Possibili confusioni

La confusione più duratura è stata di nome: dopo la riscoperta nell’erbario di Kew del tipo di Zamia prasina, descritta da Bull nel 1881, le piante delle doline furono attribuite a quella specie, e il nome «Zamia prasina» circolò nell’orticoltura e in diverse pubblicazioni. Nel 2008 una spedizione del Montgomery Botanical Center ha mostrato che le foglioline delle piante delle doline (cartacee, con piega longitudinale, quasi intere) erano molto diverse da quelle del tipo di Zamia prasina (coriacee, fortemente seghettate, senza piega): Zamia prasina è in realtà il nome valido più antico della specie chiamata prima Zamia polymorpha, e le piante delle doline formavano una specie nuova.

Tra le specie vicine, la descrizione originale la confronta con:

  • Zamia tuerckheimii del Guatemala, considerata la parente più stretta: fusti eretti o inclinati fino a 3 m, foglioline più larghe (in genere da 4 a 9 cm), picciolo inerme o con poche spine, coni maschili su peduncoli di 6,5 cm al massimo;
  • la specie dell’Honduras pubblicata come Zamia bussellii e come Zamia onan-reyesii (allora la priorità era contestata): fusti eretti fino a 2 m, foglioline papiracee con denti marcati, coni più grandi;
  • Zamia monticola, descritta da un’unica pianta maschile coltivata, che sembra avere un fusto eretto largo 14 cm.

Nel Belize, Ceratozamia robusta vive in tutto l’areale di Zamia decumbens, e le due specie sono state viste crescere insieme in una località del nord del distretto di Cayo.

Tassonomia

Zamia decumbens è stata descritta nel 2009 da Michael Calonje, Jan Meerman, M. Patrick Griffith e Geoffrey Hoese nel Journal of the Botanical Research Institute of Texas (volume 3, fascicolo 1, pagine 31-41). L’olotipo è stato raccolto il 2 settembre 2008 sul fondo di una dolina del distretto di Toledo, tra 350 e 400 m di quota (Calonje, Meerman e Griffith BZ08-201); è conservato nell’erbario del Belize (BRH), con isotipi a FTG, MO, NY e XAL. Nello stesso fascicolo, Calonje e Meerman chiarivano l’identità di Zamia prasina.

Secondo la descrizione originale, la parente più stretta è Zamia tuerckheimii del Guatemala. Gli studi filogenetici successivi (Calonje e collaboratori, 2019) collocano la specie in un gruppo di circa sei specie del Belize, del Guatemala e dell’Honduras settentrionale, chiamato clade «Tuerckheimii»; la vera Zamia prasina appartiene invece a un altro gruppo, il che conferma che l’antica confusione riguardava solo i nomi.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino decumbens, «disteso a terra con le estremità rialzate», per il portamento dei fusti vecchi (Haynes, 2022). La storia comincia nel dicembre 1997: due ricercatori che studiavano le noci moscate selvatiche furono condotti da una guida naturalista sul fondo di una grande dolina dei Monti Maya, per vedere un gruppo di piante che la guida chiamava «corn palms». Sul fondo trovarono un antico forno maya, molti cocci di ceramica e una fitta popolazione di Zamia, che non corrispondeva ad alcuna specie allora nota del Belize. La spedizione del Montgomery Botanical Center del 2008 ha poi permesso di descriverla. The World List of Cycads conserva fotografie scattate in natura nel 2008, nel 2010 e nel 2014.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano. In inglese è chiamata «sinkhole cycad», cicadea delle doline (nome riportato da Wikipedia in inglese). Secondo la descrizione originale, la guida che condusse i primi ricercatori alla dolina chiamava queste piante «corn palms», «palme del mais».

In natura

Zamia decumbens è nota in diverse località dei Monti Maya, nei distretti di Toledo, Cayo e Stann Creek, tra 150 e 700 m di quota, in varianti di foresta tropicale sempreverde di pianura, su diverse formazioni geologiche, soprattutto calcari del Cretaceo superiore. Alcune popolazioni si trovano vicino al confine con il Guatemala, e gli autori ritengono probabile la sua presenza anche nel Petén.

Gli autori hanno osservato sette popolazioni, su un’area di circa 2.600 km², tutte molto piccole e limitate a creste e cime rocciose o al fondo di doline. Le più grandi vivono in due doline del distretto di Toledo, larghe da 50 a 80 m e profonde da 30 a 60 m, con circa 150 grandi piante in età riproduttiva ciascuna; le popolazioni di cresta contano al massimo 20 piante, molto più piccole. Secondo gli autori il fattore limitante sembra essere l’umidità del suolo: nelle doline le piante crescono vicino alle pareti, sotto lo strapiombo, dove la luce è minore e la pioggia non le colpisce direttamente.

Il clima del suo areale è stimato a 1.800-2.800 mm di pioggia all’anno, con una stagione secca da febbraio a maggio; la temperatura varia da 16 a 31 °C, con una media annua di 22-25 °C, gennaio come mese più fresco e maggio come mese più caldo. Nei coni maschili sono stati osservati numerosi curculionidi di una specie non identificata di Rhopalotria e coleotteri di una specie di Pharaxonotha, due generi ritenuti impollinatori delle Zamia.

Uno studio di genetica delle popolazioni pubblicato nel 2025 (Calonje e collaboratori, Plant Species Biology) ha analizzato quattro popolazioni: tre in doline (una all’ingresso di una grotta e due sul fondo di doline) e una su una cima rocciosa. Secondo il riassunto, la variazione genetica riflette la storia del carsismo del calcare più che la geografia o il tipo di habitat; il flusso genico attuale tra le popolazioni è scarso, le popolazioni delle doline mostrano tracce di recenti colli di bottiglia e quella della cima un forte inbreeding.

Stato di conservazione e normativa

Zamia decumbens è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa della IUCN, con i criteri B1ab(v)+2ab(v); C2a(i), secondo la valutazione pubblicata nel 2022. Gli autori della descrizione avevano contato meno di 350 piante su un’area occupata inferiore a un chilometro quadrato; secondo gli abitanti, piante della specie sono state prelevate per il commercio in passato, e i semi lo sono ancora. Nelle doline gli autori hanno trovato tracce dell’asportazione di coni femminili e pochissime plantule e piante giovani, forse a causa della raccolta continua dei semi. Le località precise non sono state pubblicate.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, rientra nell’Appendice II della CITES, in cui le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97: l’importazione di piante vive richiede un permesso. Stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.

Coltivazione

La specie è stata in commercio, prima del 2009, con il nome errato di Zamia prasina. Dopo la descrizione è stata introdotta nelle collezioni di conservazione del Montgomery Botanical Center, a Coral Gables (Florida), e di altri orti botanici: un articolo del Curtis’s Botanical Magazine del 2022 la illustra a partire da osservazioni in natura e da queste piante coltivate, e ne discute la coltivazione (riassunto letto; il testo completo, che potrebbe contenere indicazioni pratiche, non è stato consultato). L’habitat descritto dagli autori dà qualche indicazione: ombra delle pareti delle doline, suolo umido ma riparato dalla pioggia diretta, calcare. Il portamento coricato dei fusti vecchi richiede spazio in larghezza.

In Italia

Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI). Le piante vendute in passato come «Zamia prasina» del Belize potrebbero essere Zamia decumbens, ma nessuna fonte lo afferma per piante coltivate in Italia.

Moltiplicazione

Nessun dato di coltivazione. Come tutte le Zamia la specie è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile, e in coltivazione un’impollinazione a mano. Per una specie minacciata dalla raccolta dei semi in natura, la riproduzione in coltivazione ha un vero interesse per la conservazione.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia della specie in coltivazione. In natura, secondo la descrizione originale, i fusti vecchi marciscono spesso alla base e mettono nuove radici lungo il tratto disteso.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia decumbens al freddo. Nel suo areale la temperatura varia da 16 a 31 °C secondo i dati climatici citati nella descrizione originale: niente indica un’esposizione al gelo, e nessuna soglia può essere proposta.

In Italia e nel sud della Francia

Non è nota alcuna prova all’aperto in Italia. Nemmeno nel Sud-Est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è stata trovata alcuna coltivazione o osservazione di freddo che la riguardi.

Riferimenti internazionali

Nessun riscontro di coltivazione datato è stato trovato, né nella letteratura orticola né sui forum consultati. In mancanza di dati, la pianta andrebbe coltivata al riparo, in un ambiente riscaldato.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia decumbens. Il rischio è però documentato nel genere: per Zamia furfuracea l’ASPCA cita la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. Considerate la pianta tossica e tenetela lontano da bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale proprio della specie. Il forno maya e i cocci di ceramica trovati sul fondo della prima dolina esplorata non dicono nulla di un eventuale uso della pianta.

Domande frequenti

Perché si chiama «decumbens»?

Dal latino decumbens, «coricato con le estremità rialzate»: i fusti delle piante vecchie si stendono a terra invece di crescere diritti.

Dove cresce?

Solo nel Belize, nei Monti Maya (distretti di Toledo, Cayo e Stann Creek), tra 150 e 700 m, soprattutto sul fondo di doline carsiche.

Che rapporto ha con Zamia prasina?

Nessuno, se non un errore di nome: per anni le piante delle doline sono state vendute e pubblicate come Zamia prasina. Nel 2009 si è chiarito che Zamia prasina è il nome valido della specie chiamata un tempo Zamia polymorpha, e che le piante delle doline erano una specie nuova.

Qual è la sua parente più stretta?

Secondo la descrizione originale, Zamia tuerckheimii del Guatemala, che però ha fusti eretti fino a 3 m e foglioline più larghe.

È minacciata?

Sì. È classificata in pericolo dalla IUCN: meno di 350 piante censite nel 2009, popolazioni piccole e prelievi di semi per il commercio.

È tossica?

Sì, come tutte le cicadee: in mancanza di dati specifici va considerata tossica, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Calonje, M.A., Meerman, J., Griffith, M.P. & Hoese, G. (2009). A new species of Zamia (Zamiaceae) from the Maya Mountains of Belize. Journal of the Botanical Research Institute of Texas 3(1): 31-41. [Descrizione originale; testo integrale letto.]
  • Calonje, M. & Meerman, J. (2009). What is Zamia prasina (Zamiaceae: Cycadales)? Journal of the Botanical Research Institute of Texas 3(1): 43-49. [Chiarimento nomenclaturale; citato dalla descrizione originale, non consultato.]
  • Calonje, M., Meerow, A.W., Griffith, M.P., Salas-Leiva, D., Vovides, A.P., Coiro, M. & Francisco-Ortega, J. (2019). A time-calibrated species tree phylogeny of the New World cycad genus Zamia L. (Zamiaceae, Cycadales). International Journal of Plant Sciences 180(4): 286-314. [Quadro filogenetico; clade «Tuerckheimii»; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Meerow, A.W., Meerman, J. e coll. (2025). Population genetics of Zamia decumbens (Zamiaceae, Cycadales), an endangered cycad from the Maya Mountains of Belize. Plant Species Biology 40(4): 324-340. doi:10.1111/1442-1984.12473 [Genetica delle popolazioni; riassunto letto.]
  • Herrera-Blitman, J., Calonje, M., Meerman, J., Aguilar, J., Meerow, A.W., Francisco-Ortega, J. & Griffith, M.P. (2022). Zamia decumbens: Cycadales, Zamiaceae. Curtis’s Botanical Magazine 39: 517-539. doi:10.1111/curt.12459 [Illustrazione e coltivazione nelle collezioni ex situ del Montgomery Botanical Center; riassunto letto.]
  • Griffith, M.P. & Calonje, M. (2022). Zamia decumbens. The IUCN Red List of Threatened Species 2022. [Valutazione in pericolo; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia, ripresa da The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]