Zamia variegata

Zamia variegata è una cicadea delle foreste di bassa quota dell’America centrale settentrionale, presente nel Chiapas (Messico), in Guatemala e nel sud del Belize. Questa specie del genere Zamia si riconosce subito dalle foglioline sottili, papiracee e seghettate, macchiettate di giallo: un carattere che i botanici definiscono unico nel genere e che le ha valso il nome. Nei vivai è stata a lungo venduta come Zamia picta, un nome del 1884 oggi considerato sinonimo. La IUCN la classifica in pericolo.

In sintesi: Zamia variegata

  • Nome accettato: Zamia variegata Warsz. (1845), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Zamia picta Dyer (1884), nome ancora usato nel commercio
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in spagnolo
  • Distribuzione naturale: Belize (Toledo), Guatemala (Alta Verapaz, Izabal), Messico (Chiapas), secondo The World List of Cycads; fino a circa 300 m di quota (80-150 m nel Chiapas, secondo gli esemplari d’erbario)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri A2cd+4cd, valutazione pubblicata nel 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; in Messico, «soggetta a protezione speciale» (Pr) secondo la norma NOM-059-SEMARNAT-2010
  • Rusticità documentata: nessun dato misurato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foresta tropicale sempreverde secondo i dati d’erbario; in coltivazione, secondo un vivaio specializzato francese, substrato drenante leggermente calcareo o neutro, inverni tra 5 e 10 °C con giornate più calde
  • Portamento e dimensioni adulte: misure non documentate; foglioline ellittiche, papiracee, fortemente seghettate e macchiate di giallo
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; una pianta citata a Ravenna (2013) e un tentativo di semina fallito (2010) sul forum Tropicamente
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia variegata?

Dalle foglioline: sono sottili, papiracee, ellittiche, fortemente seghettate e, sulla pagina superiore, macchiettate di giallo. Nessun’altra Zamia descritta presenta queste macchie, che Calonje e Meerman (2009) definiscono «un carattere unico e attraente per l’orticoltura»; nella chiave delle Zamia del Messico pubblicata nel 2024 basta questo carattere, insieme alle foglioline papiracee ed ellittiche, a identificare la specie (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024).

Una descrizione completa e misurata della pianta (fusto, foglie, coni) non ha potuto essere consultata: la revisione delle Zamia del «Mega-Messico» di Nicolalde-Morejón, Vovides e Stevenson (2009), che la contiene con ogni probabilità, è ad accesso a pagamento, e la pubblicazione originale del 1845 si riduce a una menzione di una riga (vedi Tassonomia).

Le macchie gialle non vanno confuse con i difetti di colorazione di altre cicadee. Sul forum francese Fous de palmiers, un collezionista specializzato metteva in guardia nel 2012 contro piante di Cycas revoluta e di Zamia furfuracea vendute come «variegate» che erano soltanto bruciate dal sole, e nel 2015 ricordava che nelle giovani Zamia integrifolia le prime foglie screziate tornano spesso verdi in seguito. Nel caso di Zamia variegata, invece, la macchiettatura è il carattere stesso con cui la specie è descritta e distinta.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido. Calonje e colleghi (2009) hanno osservato Zamia variegata crescere insieme a Zamia decumbens in una località del sud del distretto di Toledo, in Belize, senza alcun segno di ibridazione.

Possibili confusioni

Una pianta adulta con le foglioline macchiate di giallo non si confonde. Le confusioni riguardano soprattutto la storia dei nomi e le specie vicine prive di macchie.

  • Zamia prasina, del Belize e della penisola dello Yucatán: foglioline anch’esse fortemente seghettate, ma coriacee e senza macchie. Calonje e Meerman (2009) hanno escluso che il nome Zamia prasina, descritto nel 1881 dal vivaista William Bull, potesse indicare Zamia variegata: Bull non avrebbe mancato di segnalare foglioline macchiate, carattere così attraente per l’orticoltura.
  • Zamia decumbens, dei Monti Maya del Belize: foglioline cartacee, intere o con pochi dentini all’apice, fusto sdraiato; vive per lo più sopra i 300 m, quota massima di Zamia variegata secondo Calonje e colleghi (2009).
  • Le altre Zamia messicane a foglioline papiracee, come Zamia stenophyllidia o Zamia lawsoniana, hanno foglioline da lineari a lanceolate e senza macchie gialle (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024).

In Guatemala la specie convive, in Alta Verapaz, con Zamia tuerckheimii, una Zamia arborescente dalle foglioline intere e senza macchie, e, nell’Izabal, con Zamia standleyi, dal fusto sotterraneo.

Tassonomia

The World List of Cycads accetta Zamia variegata Warsz., pubblicata nel 1845 nell’Allgemeine Gartenzeitung di Berlino (citata «32: 253» da The World List of Cycads), in una lettera del raccoglitore Józef Warszewicz, che esplorava allora il Guatemala per il vivaista di Gand Louis Van Houtte. Scrivendo da Santo Tomás, sulla costa caraibica del Guatemala, nel marzo 1845, egli elenca tra le piante appena spedite in Europa «eine Zamia variegata Nob., mit hübschen bunten Blättern», cioè una Zamia variegata da lui nominata, «dalle graziose foglie variegate»; la lettera non contiene altra descrizione. Il fascicolo porta la data del 9 agosto 1845. POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Poiché non è stato conservato alcun materiale originale utilizzabile, il nome è oggi fissato da un neotipo: la raccolta di Dennis Stevenson numero 685, fatta nella regione Lacandona, nel Chiapas, il 12 gennaio 1987, conservata a New York (NY), con isoneotipi a Utrecht (U) e Xalapa (XAL). The World List of Cycads precisa che le indicazioni anteriori sulla tipificazione e sulla storia di Warszewicz sono superate, e rinvia per questo punto alla revisione di Nicolalde-Morejón e colleghi (2009), non consultata.

Il sinonimo è Zamia picta, pubblicato da William Thiselton-Dyer nel 1884 nella Biologia Centrali-Americana (Botany, volume 3, pagina 194). Il nome di Warszewicz, più antico, ha la priorità, ma Zamia picta («dipinta») è rimasto in uso nel commercio: sul forum italiano Tropicamente e su quello francese Fous de palmiers la pianta compare ancora con questo nome tra il 2009 e il 2013.

Lo studio basato sui trascrittomi di Lindstrom e collaboratori (2024) ha campionato due piante, una del distretto di Toledo (Belize) e una dell’Alta Verapaz (Guatemala). Zamia variegata vi risulta, insieme a Zamia prasina, tra le specie del sud-est del Messico il cui areale si estende al Belize e al Guatemala, nel sottoclade III-A, e non con le specie dell’Honduras e del Guatemala orientale (sottoclade III-B). Gli autori descrivono il sottoclade III-A come un gruppo di specie dal fusto sotterraneo, dai caratteri morfologici piuttosto uniformi.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino variegatus, «variegato, screziato», e si riferisce alle macchiette gialle delle foglioline (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads). Il sinonimo picta, dal latino pictus, «dipinto», allude allo stesso carattere.

Józef Warszewicz, già giardiniere dell’orto botanico di Berlino, era partito da Ostenda sulla nave Minerva e aveva raggiunto Santo Tomás il 1º febbraio 1845, secondo la sua lettera; la Zamia era tra i circa 2.000 esemplari di palme, orchidee, bromeliacee, felci e altre piante spediti in Europa dopo le prime escursioni. La lettera non precisa dove la pianta sia stata trovata; The World List of Cycads considera superate le ricostruzioni anteriori della storia di Warszewicz.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome comune attestato per Zamia variegata, né in italiano né in spagnolo. Nel commercio il nome più diffuso dopo quello accettato è il sinonimo latino Zamia picta.

In natura

The World List of Cycads indica Zamia variegata in tre paesi: Belize (distretto di Toledo), Guatemala (Alta Verapaz, Izabal) e Messico (Chiapas), dove si trova la località del neotipo, nella regione Lacandona. Calonje e colleghi (2009) collocano il limite superiore della specie intorno ai 300 m di quota; per il Chiapas, gli esemplari d’erbario riuniti da Nicolalde-Morejón e collaboratori (2014) indicano da 80 a 150 m, nella regione biogeografica del Golfo del Messico.

La tabella di Nicolalde-Morejón e collaboratori (2011) colloca la specie nella foresta tropicale sempreverde, nel senso di Rzedowski (1978), e la elenca tra le sette Zamia della zona di grande diversità che va dall’Alta Verapaz e dall’Izabal al nord dell’Honduras, dal clima caldo e umido (media annua di 25 °C, da 3 000 a 4 000 mm di pioggia all’anno). Il suolo, gli impollinatori e la fenologia non sono documentati per la specie.

Stato di conservazione e normativa

Zamia variegata è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri A2cd+4cd, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Secondo le definizioni della IUCN, questi criteri indicano per la categoria EN una riduzione della popolazione di almeno il 50 %, già avvenuta e prevista, dovuta al declino dell’habitat e al prelievo. In Messico la specie figura nella categoria «soggetta a protezione speciale» (Pr) della norma NOM-059-SEMARNAT-2010 (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2014).

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia variegata rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. L’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e quindi comprende la specie.

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non esiste una guida di coltivazione pubblicata da un orto botanico. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca Zamia variegata nel gruppo delle Zamia del Messico, del Guatemala, del Salvador e dell’Honduras, che giudica di difficoltà media: la maggior parte viene da climi con una stagione secca marcata e tollera l’aria secca e un substrato piuttosto asciutto d’inverno, che limita il rischio di marciume (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:

  • substrato drenante, leggermente calcareo o neutro; acqua: tutti i tipi;
  • inverno: 5-10 °C con risalite diurne verso 20-25 °C; tolleranza media ai periodi freschi prolungati, senza risalite oltre i 20 °C, con un substrato piuttosto asciutto ma non secco;
  • estate: 15-20 °C di notte e 25-30 °C di giorno, fino a 40 °C con annaffiature abbondanti;
  • durata: temperature estive per almeno 4-6 mesi all’anno; coltivate a temperature «invernali» tutto l’anno, queste piante tropicali deperiscono.

Sono consigli d’esperienza validi per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia variegata. I dati d’erbario collocano però la specie nella foresta tropicale sempreverde, in una regione calda e molto piovosa (vedi In natura), mentre Lavaud descrive il suo gruppo come originario per lo più di climi con una stagione secca marcata: nessuna fonte pubblicata dice se, e come, questa differenza debba cambiare la coltivazione.

In Italia

La specie non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici italiani (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente compare con il nome di Zamia picta:

  • un partecipante, che non indica la località, racconta nel maggio 2010 di aver comprato su eBay cinque semi di «Zamia picta» con la polpa, nessuno dei quali è germinato: i semi erano vuoti. A luglio, dopo cinque mesi, confermava che non era nato nulla. L’identità dei semi non è verificabile;
  • un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona USDA 8a/8b secondo la sua firma) elenca nel giugno 2013 una «Zamia picta» tra le cicadee della sua collezione che non avevano ancora emesso foglie nuove quell’anno; non fornisce altri dati di coltivazione.

Nessun riscontro di coltivazione in piena terra in Italia è documentato, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole).

Moltiplicazione

Si moltiplica per seme, che si ottiene soltanto se una pianta femmina viene impollinata da una pianta maschile. Il caso italiano del 2010 mostra il rischio principale dei semi acquistati: semi formati ma vuoti, cioè non fecondati. Sul forum Fous de palmiers, a chi chiedeva se semi di Zamia variegata che galleggiano possano essere vitali, un collezionista specializzato rispondeva nel 2010 che i semi che galleggiano sono in genere morti, a meno che l’aria non provenga dall’estremità da cui sta uscendo il germe; consigliava comunque di seminarli a parte.

I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma devono provenire da piante coltivate di origine legale.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto i marciumi in terreno freddo e zuppo d’acqua e le cocciniglie; per il gruppo di specie a cui appartiene Zamia variegata, Lavaud (2023) consiglia di ridurre l’umidità del substrato d’inverno per limitare i marciumi.

Rusticità

Per Zamia variegata non esiste alcuna misura di resistenza al freddo, né in natura né in coltivazione. L’unica indicazione è quella di Lavaud (2023) per il suo gruppo di specie: inverni tra 5 e 10 °C con risalite diurne, e una tolleranza media ai periodi freschi prolungati se il substrato resta piuttosto asciutto. Non si tratta di un limite di sopravvivenza, ma delle condizioni per una crescita sana.

In Italia e nel sud della Francia

Nessun episodio di gelo datato riguarda la specie in Italia: il riscontro di Ravenna non fornisce temperature. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane.

Al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, l’unico dato sul genere riguarda Zamia integrifolia, della Florida, sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012 con danni alle foglie, un’esperienza francese trasferibile a molte regioni italiane dal clima simile. Nulla permette di estendere questo risultato a Zamia variegata, una specie di un’altra regione mai provata al freddo.

Riferimenti internazionali

Non è documentata alcuna misura di freddo, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è documentato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia variegata. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso tradizionale proprio di questa specie. L’uso noto è ornamentale, nelle collezioni di cicadee.

Domande frequenti

Le macchie gialle sono una malattia?

No. Le macchiette gialle sono il carattere con cui la specie è descritta e riconosciuta nelle chiavi botaniche. Attenzione invece alle piante di altre specie vendute come «variegate» che sono soltanto bruciate dal sole.

Zamia picta e Zamia variegata sono la stessa pianta?

Sì. Zamia picta Dyer (1884) è un sinonimo di Zamia variegata Warsz. (1845), che ha la priorità. Il nome Zamia picta resta però frequente nel commercio.

Dove vive?

In Belize (Toledo), Guatemala (Alta Verapaz, Izabal) e Messico (Chiapas), a bassa quota, fino a circa 300 m, nella foresta tropicale sempreverde.

Come distinguerla da Zamia prasina?

Dalle foglioline. In Zamia variegata sono papiracee e macchiate di giallo; in Zamia prasina sono coriacee e verdi. Entrambe hanno foglioline fortemente seghettate.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022), per una riduzione della popolazione di almeno il 50 % legata al declino dell’habitat e al prelievo. In Messico è inoltre «soggetta a protezione speciale» secondo la norma NOM-059-SEMARNAT-2010.

Si può coltivare in Italia?

In vaso, al riparo d’inverno, secondo le indicazioni disponibili. Un vivaio specializzato la colloca tra le Zamia di difficoltà media, con inverni tra 5 e 10 °C e substrato piuttosto asciutto; in Italia è citata soltanto in una collezione di Ravenna.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Warszewicz, J. (1845). [Lettera al giardiniere di corte Sello, Santo Tomás, Guatemala.] Allgemeine Gartenzeitung, 9 agosto 1845: 252-253 (citata «32: 253» da The World List of Cycads). [Pubblicazione originale del nome; letta nella copia della Cycad Society.]
  • Dyer, W.T.T. (1884). Zamia picta. Biologia Centrali-Americana, Botany 3: 194. [Sinonimo; riferimento rilevato su The World List of Cycads, non consultato.]
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  • Calonje, M., Meerman, J., Griffith, M.P. & Hoese, G. (2009). A new species of Zamia (Zamiaceae) from the Maya Mountains of Belize. Journal of the Botanical Research Institute of Texas 3(1): 31-41. [Simpatria con Zamia decumbens, quota; letto.]
  • Nicolalde-Morejón, F., Martínez-Domínguez, L., González-Aguilar, M.A. & Stevenson, D.W. (2024). Reestablishment of Zamia lawsoniana (Zamiaceae, Cycadales), an endemic species of Mexico, with first description of the ovulate strobilus. Acta Botanica Mexicana 131: e2262. doi:10.21829/abm131.2024.2262 [Chiave d’identificazione; letta.]
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  • Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F. & Vovides, A.P. (2011). Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico: de la taxonomía alfa a los códigos de barras genéticos. Revista Mexicana de Biodiversidad 82: 341-355. [Tipo di vegetazione e zona di diversità; testo integrale letto.]
  • Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Posizione nel sottoclade III-A; testo integrale consultato su PubMed Central.]
  • Nicolalde-Morejón, F., Vovides, A.P. & Stevenson, D.W. (2009). Taxonomic revision of Zamia in Mega-Mexico. Brittonia 61(4): 301-335. doi:10.1007/s12228-009-9077-9 [Tipificazione e descrizione citate da The World List of Cycads; accesso a pagamento, non consultata.]
  • Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu, 6 gennaio 2023. [Consigli di coltivazione per gruppi di specie; letto.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia variegata. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T213254735A69836567. [Valutazione in vigore, EN A2cd+4cd; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]