Macrozamia serpentina è una cicadea senza tronco visibile del Queensland centro-orientale, in Australia, limitata ai suoli derivati dalla serpentinite tra Marlborough e Yaamba, a nord di Rockhampton, dove cresce in boschi bassi di eucalipti. Questa specie del genere Macrozamia, vicina a Macrozamia miquelii ma più piccola, porta una corona rada di 5-12 foglie arcuate, verde scuro, con le foglioline inferiori ridotte a spine. Conosciuta dapprima con il nome provvisorio di Macrozamia sp. (Marlborough), fu descritta nel 2001 da David Jones e Paul Forster. È classificata quasi minacciata dalla IUCN e in pericolo nel Queensland.
In sintesi: Macrozamia serpentina
- Nome accettato: Macrozamia serpentina D.L.Jones & P.I.Forst. (2001), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dall’Australian Plant Census
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; nome provvisorio prima della descrizione: Macrozamia sp. (Marlborough P.I.Forster+ PIF12269A)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano né inglese attestato
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland centro-orientale, tra Marlborough e Yaamba, a nord di Rockhampton (distretti di Leichhardt e di Port Curtis)
- Stato IUCN: quasi minacciata (NT), valutazione datata 14 agosto 2020 e pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (tutto il genere); allegato B nell’Unione europea; in pericolo secondo la normativa del Queensland
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura boschi bassi di eucalipti su limi argillosi rossi derivati dalla serpentinite, tra 80 e 160 m di quota; in coltivazione suolo drenante
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo ovoide, lungo fino a 30 cm e di 15-25 cm di diametro; da 5 a 12 foglie di 0,2-1 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum italiani
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; genere molto tossico per l’uomo e gli animali (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia serpentina?
È un piccolo parente di Macrozamia miquelii: foglie poco numerose e arcuate, con il rachide diritto, foglioline distanziate, le più basse ridotte a spine rigide, e coni piccoli e sottili. Le misure indicate dalla descrizione originale (Jones, Forster e Sharma, 2001) sono le seguenti:
- Fusto: sotterraneo, ovoide, lungo fino a 30 cm e di 15-25 cm di diametro, non ramificato
- Foglie: da 5 a 12 in una corona rada, di 0,2-1 m, ellittiche nel contorno, erette in obliquo poi distese e arcuate, verde scuro un po’ lucido, piatte in sezione; foglie giovani verde chiaro; base allargata coperta di peli lanosi grigi; picciolo di 2-15 cm; rachide diritto, non attorcigliato o appena
- Foglioline: da 70 a 100 per foglia, lineari, di 15-45 cm per 4-8 mm, spesse, verde scuro e lucide sopra, un po’ più chiare sotto, con callo basale bianco e apice acuto; le più basse si riducono gradualmente a 5-8 paia di spine rigide
- Coni maschili: da 1 a 3, cilindrici, di 12-20 cm per 2,5-3,5 cm, verdi
- Coni femminili: 1 o 2, cilindrici o a forma di botte, di 14-22 cm per 6,5-8 cm, verdi, con spine terminali di 0,5-2 cm
- Semi: da oblunghi a ovoidi, di 1,8-2,5 cm per 1,5-2 cm, con polpa da arancione chiaro a rossa
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
La confusione principale è con Macrozamia miquelii, il suo parente più stretto secondo un’analisi parziale degli allozimi (Jones et al., 2001). La descrizione originale le separa così:
- numero di foglie: da 5 a 12 in Macrozamia serpentina, contro 20-80 in Macrozamia miquelii;
- foglioline: da 70 a 100, contro 80-180;
- coni maschili: 2,5-3,5 cm di diametro, contro 3,8-6,5 cm;
- coni femminili: 14-22 cm per 6,5-8 cm, contro 25-40 cm per 10-15 cm, con spine terminali più corte (1,5-2 cm, contro 2-4,5 cm).
Le altre specie dello stesso gruppo, come Macrozamia mountperriensis, Macrozamia longispina o Macrozamia douglasii, vivono più a sud; nella chiave del 2001 Macrozamia serpentina si riconosce dai coni maschili sottili (2,5-3,5 cm) e dalle piccole squame maschili (8-12 mm per 4-8 mm).
Tassonomia
Macrozamia serpentina è un nome accettato da The World List of Cycads e dall’Australian Plant Census. La specie appartiene alla sezione Macrozamia, quella delle specie più grandi, con le foglioline inferiori ridotte a spine, e al gruppo di Macrozamia miquelii.
Fu descritta nel 2001 nella revisione di questo gruppo firmata da David Jones, Paul Forster e Ish Sharma, uscita sulla rivista Austrobaileya. Gli autori vi riconoscono sette specie, tutte del Queensland orientale: Macrozamia cardiacensis, Macrozamia douglasii, Macrozamia longispina, Macrozamia macleayi, Macrozamia miquelii, Macrozamia mountperriensis e la nuova Macrozamia serpentina, la cui descrizione è firmata da Jones e Forster. Prima della descrizione la pianta era nota con il nome provvisorio Macrozamia sp. (Marlborough P.I.Forster+ PIF12269A), usato nel censimento delle piante del Queensland (Forster, 1997). Da allora il nome non è cambiato.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino serpentinus, «che cresce sulla serpentina» (Jones et al., 2001): ricorda il suolo derivato dalla serpentinite della località tipo. Gli autori notano che lì la specie cresce accanto a diverse altre piante endemiche delle serpentiniti.
Il tipo fu raccolto il 4 novembre 1992 da Paul Forster e Peter Machin 1 km a ovest di Glen Geddes, nel distretto di Port Curtis (olotipo all’erbario del Queensland, BRI; isotipo a Canberra, CANB). La descrizione cita raccolte più antiche, tra cui una del dicembre 1966 tra Canoona e Glen Geddes. Non è documentata alcuna informazione sulla sua introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano, e nelle fonti pubblicate (The World List of Cycads, Flora of Australia, Species+, Atlas of Living Australia) non è attestato alcun nome inglese proprio della specie. Si usa il nome scientifico.
In natura
La specie vive nei distretti di Leichhardt e di Port Curtis, tra Marlborough e Yaamba, a nord di Rockhampton (Queensland). Secondo la scheda della Flora of Australia, redatta a partire dalla descrizione originale, cresce tra 80 e 160 m di quota, in boschi bassi di eucalipti con un sottobosco misto di erbe e arbusti, su limi argillosi rossi derivati dalla serpentinite. Tra gli alberi associati figurano Corymbia xanthope ed Eucalyptus fibrosa. Le raccolte citate provengono in particolare da Glen Geddes, dal monte Slopeaway, dalla stazione di Coorumburra e dalla strada Marlborough–Glenprairie.
Non è documentato alcuno studio sull’impollinazione o sulla fenologia proprie della specie.
Stato di conservazione e normativa
Gli stati di conservazione divergono. Macrozamia serpentina è classificata quasi minacciata (NT, criterio B1b(iii)) nella Lista Rossa della IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022; la valutazione è datata 14 agosto 2020 (The World List of Cycads, GBIF e Crossref, consultati il 26 ottobre 2026). È invece classificata in pericolo dalla normativa del Queensland, secondo la Flora of Australia e l’Atlas of Living Australia; l’Atlas non riporta alcuna iscrizione nell’elenco nazionale (legge EPBC).
Nel 2001 i suoi autori la giudicavano poco protetta, senza alcuna popolazione in una riserva, e notavano che le comunità vegetali su serpentinite in cui vive sono esse stesse minacciate dal disboscamento, dall’attività mineraria e dall’agricoltura.
Come tutte le specie del genere, figura nell’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 nella versione adottata dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026: le piante vive richiedono un permesso di esportazione, mentre semi, polline e plantule ottenute in vitro in contenitori sterili non sono soggetti alla convenzione. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Questi dati sono stati verificati su Species+ il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore, comprese le regole doganali e fitosanitarie, prima di qualsiasi acquisto all’estero.
In pratica acquistate soltanto piante nate da seme, di provenienza nota.
Coltivazione
Nessuna fonte descrive la coltivazione di questa specie, e sui forum non è stata segnalata alcuna coltivazione: i consigli seguenti si basano sul suo ambiente naturale e sulle regole generali del genere. Nulla indica che in coltivazione serva un suolo di serpentinite.
- Suolo: drenante; in natura limi argillosi rossi, il che distingue la specie dai numerosi Macrozamia delle sabbie; un vaso profondo si adatta al fusto sotterraneo.
- Luce: in natura cresce sotto una copertura bassa e rada di eucalipti; un’esposizione luminosa le si addice. La tolleranza al pieno sole in Europa non è documentata.
- Clima: la specie vive a bassa quota nel Queensland subtropicale; non esiste alcun dato sulla sua resistenza al freddo (vedi Rusticità).
- Crescita: nessun dato proprio della specie.
In Italia
In Italia non è documentato alcun riscontro: nessun orto botanico italiano segnala la specie nelle fonti pubblicate nell’ottobre 2026 (l’elenco delle nove specie di Macrozamia coltivate nel 1984 all’Orto Botanico di Napoli è anteriore alla sua descrizione). Nel 2008 un partecipante si chiedeva se una pianta del suo giardino di Sabaudia, nel Lazio, potesse appartenere a questa specie; notava però lui stesso che il callo alla base delle foglioline non aveva il colore atteso, e gli altri partecipanti proposero altre specie. La pianta non fu identificata con certezza e il caso non è stato considerato un riscontro.
Moltiplicazione
Si moltiplica per seme. Le piante sono maschili o femminili: servono entrambi i sessi e, in coltivazione, un’impollinazione manuale per ottenere semi fertili. Non è documentato alcun dato di germinazione proprio della specie.
Malattie e parassiti
Nessun problema proprio della specie è documentato. Per i Macrozamia coltivati in Europa, i forum citano soprattutto le cocciniglie e il marciume in un terreno freddo e bagnato (vedi la pagina del genere).
Rusticità
Non esiste alcun dato: né riscontri di coltivazione, né rilevamenti climatici pubblicati per il suo habitat. La sua rusticità è sconosciuta.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stata segnalata alcuna coltivazione della specie, né in Italia né in Francia: non esiste quindi alcun dato per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico, la Sicilia o la Sardegna, né per il sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. Sul forum francese Fous de palmiers, nel marzo 2014, un coltivatore riferiva il parere di un vivaista australiano specializzato in cicadee, che collocava Macrozamia serpentina nell’ultimo gruppo, quello delle specie «poco rustiche» delle coste del Queensland, senza indicare temperature. Si tratta di un parere, non di una prova.
Riferimenti internazionali
Sui forum anglofoni, italofoni e ispanofoni non è documentato alcun riscontro datato, e nessuna fonte pubblica valori di freddo per il suo habitat. Qualsiasi valore di rusticità sarebbe una stima: preferiamo non indicarne.
Tossicità e precauzioni
Non è documentato alcun dato di tossicità proprio di Macrozamia serpentina, ma il rischio è documentato in altre specie del genere, tra cui il suo stretto parente Macrozamia miquelii, e la pianta va considerata molto tossica, soprattutto i semi e le foglie giovani. Nei Macrozamia i semi contengono macrozamina, che nell’intestino libera un potente tossico per il fegato, e le foglie giovani provocano nei bovini una paralisi irreversibile del treno posteriore, la «zamia staggers» (McKenzie, 2006; vedi la pagina del genere). Usate i guanti per maneggiare i semi, teneteli fuori dalla portata di bambini, cani e bestiame e, in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso proprio di Macrozamia serpentina. La sintesi di Asmussen (2011) sul consumo dei semi di Macrozamia da parte degli Aborigeni non cita questa specie (vedi la pagina del genere).
Domande frequenti
Perché si chiama serpentina?
Per il suo suolo. L’epiteto significa «che cresce sulla serpentina»: la specie vive su suoli derivati dalla serpentinite, una roccia che ospita una flora particolare nella regione di Marlborough.
Come distinguerla da Macrozamia miquelii?
Dalla taglia. Macrozamia serpentina ha soltanto 5-12 foglie e 70-100 foglioline per foglia, e i suoi coni sono più piccoli e sottili, con spine più corte.
È minacciata?
Dipende dall’elenco. La IUCN la classifica quasi minacciata (valutazione pubblicata nel 2022), ma il Queensland la classifica in pericolo. Nel 2001 nessuna popolazione era protetta in una riserva.
Resiste al freddo?
Non si sa. Non è documentato alcun riscontro di coltivazione né alcun dato climatico del suo habitat; un vivaista australiano, citato su un forum francese, la colloca tra i Macrozamia poco rustici, senza cifre.
Serve un suolo di serpentino per coltivarla?
Nulla lo indica. Nessuna fonte descrive la sua coltivazione; un suolo drenante resta la regola di base per i Macrozamia.
Si trova in Italia?
Non risulta. Nessun orto botanico italiano la elenca nelle fonti pubblicate.
È tossica?
Probabilmente sì, come tutti i Macrozamia. Non esistono analisi proprie della specie, ma i semi e le foglie giovani del genere sono molto tossici per l’uomo, gli animali domestici e il bestiame.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia serpentina: https://cycadlist.org/scientific_name/422 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN del 2022, etimologia; PDF della revisione del 2001. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata il 2 ottobre 2026.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia serpentina: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20serpentina — distribuzione, quota, habitat, alberi associati, stato nel Queensland, nome provvisorio (scheda provvisoria del 2026 redatta secondo Jones et al., 2001). Flora nazionale, affidabile.
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia serpentina: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/28881/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- EUR-Lex, regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R0338 — quadro giuridico dell’allegato B nell’Unione europea. Testo ufficiale.
- Atlas of Living Australia, Macrozamia serpentina: https://api.ala.org.au/species/species/Macrozamia%20serpentina — iscrizione «Endangered» nell’elenco del Queensland. Aggregatore nazionale di dati.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Notes concernant la rusticité des Macrozamia» (2014): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17538 — classifica di rusticità attribuita a un vivaista australiano (#p323061). Forum francese di coltivatori, a valore indicativo.
Bibliografia
- Jones, D.L., Forster, P.I. & Sharma, I.K. (2001). Revision of the Macrozamia miquelii (F.Muell.) A.DC. (Zamiaceae section Macrozamia) group. Austrobaileya 6(1): 67-94 (pp. 90-92, figg. 19-21, per questa specie). doi:10.5962/p.299651 [Descrizione originale, tipo, confronto con Macrozamia miquelii, stato, etimologia; testo integrale (PDF messo a disposizione da The World List of Cycads).]
- Forster, P.I. (1997). Spermatophyta – Gymnospermae. In: Henderson, R.J.F. (a cura di), Queensland Plants: Names & Distribution: 211-212. Department of Environment, Indooroopilly. [Nome provvisorio Macrozamia sp. (Marlborough); citato da Jones et al. (2001).]
- Batianoff, G.N., Reeves, R.D. & Specht, R.L. (1991). The serpentinite flora of the humid subtropics of eastern Australia. Proceedings of the Royal Society of Queensland 101: 137-157. [Flora delle serpentiniti; citato da Jones et al. (2001).]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia serpentina. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T178872A50525981. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T178872A50525981.en [Categoria NT; valutazione datata 14 agosto 2020 (Crossref).]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» a comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. doi:10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Usi aborigeni; la specie non vi figura.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento.]
- McKenzie, R.A. (2006). Toxicology for Australian Veterinarians: cicadee (Cycas, Macrozamia, Lepidozamia, Bowenia), pp. 282-288. Animal Health Australia, Australian Animal Pathology Standards Program (PDF): https://aapspextranet.animalhealthaustralia.com.au/wp-content/uploads/2019/04/tav7_17_unknowntoxins_pt2.pdf [Testo veterinario australiano di riferimento; descrive la sindrome dei bovini come irreversibile, fino alla paralisi del treno posteriore, senza terapia.]