Dioon tomasellii

Dioon tomasellii è una cicadea del Messico occidentale, presente negli Stati di Durango, Jalisco, Nayarit e Sinaloa, dove cresce in foreste di querce, di pini e querce e in foreste tropicali, tra 600 e 1 900 m di altitudine. Questa specie del genere Dioon si riconosce dalle foglie arcuate, con foglioline a forma di falce che ricadono ai due lati del rachide. Porta il nome di un botanico italiano, Ruggero Tomaselli, direttore dell’Orto Botanico di Pavia, ed è stata descritta nel 1984 da botanici napoletani, con la grafia Dion tomasellii e due varietà, dopo le spedizioni in Messico dell’Orto Botanico di Napoli del 1979 e del 1980; l’olotipo è conservato a Napoli. Da allora ha perso una parte del suo areale: la varietà sonorense è diventata Dioon sonorense nel 1998, e le piante del Guerrero e del Michoacán sono state descritte nel 2009 con il nome di Dioon stevensonii. Classificata vulnerabile dalla IUCN e iscritta all’appendice II della CITES, è rara in coltivazione e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto in Italia.

In sintesi: Dioon tomasellii

  • Nome accettato: Dioon tomasellii De Luca, Sabato & Vázq.Torres (1984), secondo The World List of Cycads e IPNI; la scheda di POWO non ha potuto essere consultata
  • Nomi precedenti e sinonimi: Dion tomasellii De Luca, Sabato & Vázq.Torres (grafia originale); Dioon tomasellii var. tomasellii; l’antica Dioon tomasellii var. sonorense è oggi Dioon sonorense
  • Famiglia: Zamiaceae
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; palma de la virgen, palma del diablo, palma, palmita e peinetillo in Messico
  • Distribuzione naturale: Messico, versante pacifico occidentale: Durango, Jalisco, Nayarit e Sinaloa, tra 600 e 1 900 m
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU), criterio A2cd, valutazione del 2022
  • CITES e altre tutele: appendice II (iscrizione delle cicadee, annotazione #4: semi esenti); allegato B nell’Unione europea; «in pericolo di estinzione» (P) in Messico secondo la NOM-059-SEMARNAT-2010
  • Rusticità documentata: nessun riscontro datato; alcuni vivai la stimano tra circa −3 e −7 °C (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sole o mezz’ombra secondo i vivai; in natura, foreste di querce e di pini, foreste tropicali
  • Portamento e dimensioni: fusto di circa 1 m, raramente 2 m, per 25 cm di diametro; 10-15 foglie di 100-150 cm
  • In Italia: dedicata al botanico pavese Ruggero Tomaselli; descritta da botanici napoletani, olotipo a Napoli (NAP); coltivata nelle Serre Califano dell’Orto Botanico di Napoli (pubblicazione del 2019)
  • Tossicità: nessuna analisi specifica; tossine documentate nelle altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Dioon tomasellii?

Dioon tomasellii si riconosce dalle lunghe foglie arcuate e dalle numerose foglioline falciformi, distese o ricadenti, che danno alla corona un aspetto morbido, poco abituale nei Dioon. Alcuni vivai paragonano questo portamento a quello di Encephalartos inopinus, cicadea sudafricana dalle foglioline pendenti. La revisione del genere pubblicata nel 2020 da Hernández-Tapia, Jiménez-Ramírez e Vovides ne dà la descrizione seguente:

  • Portamento: pianta di 1 m, raramente 2 m; fusto di 25 cm di diametro; catafilli triangolari, lanosi, di 4-10 cm;
  • Foglie: 10-15 per corona, lunghe 100-150 cm, quasi glabre tranne sul rachide e sul picciolo, che conservano peli bruno-dorati; picciolo di 12,5-20 cm, lanoso alla base;
  • Foglioline: 83-110 paia, falciformi, acuminate, da distese a ricadenti, non embricate (talvolta un po’); quelle centrali lunghe 7,5-17 cm e larghe 0,6-1,1 cm; margine intero, talvolta con una-cinque piccole spine;
  • Coni maschili: cilindrici, di 35-50 cm per 8-10 cm, quasi sessili;
  • Coni femminili: ovoidi, di 20-30 cm per 15-20 cm; megasporofilli deltoidi allungati, interamente piatti;
  • Semi: da ovoidi a globosi, di 2,4-3 cm, con sarcotesta gialla.

La descrizione originale (De Luca e collaboratori, 1984) riguardava una specie più ampia, dal Guerrero alla Sonora, ma i suoi caratteri restano utili. Le foglioline da falciformi a subfalciformi ne sono il tratto principale: lo sono dalla plantula all’adulto, mentre questa curvatura compare solo temporaneamente nei giovani Dioon edule e Dioon holmgrenii. Il testo descrive un fusto corto (meno di 100 cm), aereo o appena emergente dal suolo, raramente accompagnato da polloni alla base; foglie numerose di 1-2 m, piane, rigide ed erette, tomentose da giovani poi glabre o pubescenti; un picciolo inerme di 10-24 cm (6-35 cm agli estremi); più di 70 foglioline per lato, inserite ad angolo retto, di 10-18 cm per 4,5-12 mm, spinose o intere, verde chiaro o glauche; un cono maschile cilindrico allungato di 25-50 cm per 6-10 cm; un cono femminile ovoide di 20-30 cm per 15-20 cm, con megasporofilli lanceolati, densamente lanosi, lunghi 4-5 cm e larghi 7-8 cm alla base, la cui parte esterna è per lo più riflessa; semi color crema o rossi di 2-2,5 cm per 2,5-3,5 cm, con un volume di 6-10 cm³. Per la varietà tipo, la sola che conserva oggi questo nome, le foglioline sono verde chiaro e larghe 7-12 mm.

La punta riflessa delle squame del cono femminile contraddice la revisione del 2020, che le descrive interamente piatte: per gli autori del 1984 era proprio questo carattere a separare la specie da Dioon edule, il cui cono ha dimensioni simili. Notano anche semi più grossi di quelli di Dioon edule (5-10 cm³ contro 4-7 cm³), il cui volume varia secondo la provenienza: 8-10 cm³ nel Nayarit, 6-8 cm³ nel Guerrero e 5-7 cm³ in Sonora; queste due ultime provenienze rientrano oggi in Dioon stevensonii e in Dioon sonorense.

Ibridi

Nelle fonti consultate non è segnalato alcun ibrido di Dioon tomasellii.

Possibili confusioni

Le possibili confusioni riguardano soprattutto le specie separate da Dioon tomasellii o a lungo confuse con esso. Secondo la revisione del 2020:

  • Dioon stevensonii, del Guerrero e del Michoacán, ha foglioline lineari-lanceolate, molto raramente un po’ falciformi, e megasporofilli piatti soltanto all’estremità; secondo la sua descrizione del 2009, i suoi megasporofilli hanno una punta non riflessa, mentre quelli di Dioon tomasellii l’hanno riflessa;
  • Dioon sonorense, della Sonora e del Sinaloa settentrionale, ha megasporofilli oblunghi a forma di cazzuola; è una pianta più piccola, con foglioline strette;
  • Dioon vovidesii, della Sonora centrale, ha megasporofilli deltoidi ma non allungati e foglioline larghe 0,3-0,66 cm.

I coni sono dunque il criterio più sicuro, ma sono rari sulle piante coltivate. Spesso basta la provenienza: Dioon tomasellii è il solo di questi Dioon presente dal Durango al Jalisco. Le vecchie piante etichettate Dioon tomasellii senza origine nota possono corrispondere all’una o all’altra di queste specie.

Tassonomia

Dioon tomasellii è un nome accettato da The World List of Cycads e da IPNI; la scheda di POWO, autorità nomenclaturale del sito, non ha potuto essere letta (accesso bloccato). La specie fu descritta nel 1984 da Paolo De Luca, Sergio Sabato e Mario Vázquez Torres su Brittonia (volume 36, numero 3), con il titolo «Dion tomasellii (Zamiaceae), a new species with two varieties from western Mexico». Gli autori usavano allora la grafia Dion, quella di Lindley nel 1843, poi abbandonata a favore della forma conservata Dioon. Il tipo fu raccolto da Mario Vázquez Torres (numero 2307) il 12 giugno 1979 nel Nayarit, sull’arroyo Laurel, al cerro Caratón, a sud di Costilla, verso 950 m; l’olotipo è conservato a Napoli (NAP), con duplicati a ENCB, MEXU, NY e XALU.

Il concetto della specie si è molto ristretto dal 1984:

  • 1984: descrizione di due varietà, var. tomasellii e var. sonorense;
  • 1992: la varietà sonorense viene ricondotta a Dioon edule da McVaugh e Pérez de la Rosa;
  • 1998: Chemnick, Gregory e Salas-Morales la elevano al rango di specie, Dioon sonorense (Phytologia 83(1), datato 1997, uscito nel 1998);
  • 2009: le popolazioni del Guerrero e del Michoacán, fino ad allora classificate come Dioon tomasellii, sono descritte con il nome di Dioon stevensonii da Nicolalde-Morejón e Vovides;
  • 2018: le popolazioni più settentrionali di Dioon sonorense sono a loro volta descritte con il nome di Dioon vovidesii.

In pratica, una pianta venduta un tempo con il nome di Dioon tomasellii può appartenere a una di queste quattro specie, secondo la provenienza. Nella revisione del 2020, che riprende la filogenesi di Dorsey e collaboratori (2018), queste quattro specie formano insieme il clade occidentale (Western) del genere.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Ruggero Tomaselli (1920-1982), professore di botanica all’Università di Pavia ed ex presidente della Società Botanica Italiana (The World List of Cycads, sulla base di Haynes, 2022). Gli autori del 1984 gli dedicano la specie alla memoria, per il suo costante sostegno all’esplorazione botanica del Messico. Il nome fa parte della serie di epiteti dedicati a botanici italiani dall’équipe di Paolo De Luca e Sergio Sabato, come califanoi, caputoi e merolae. Il nome del genere viene dal greco dis, «due», e ōon, «uovo», per i due semi di ogni squama del cono femminile.

Prima del 1984, le raccolte di Dioon del Messico occidentale (Nayarit, Sonora), segnalate da Paul C. Standley (1920) e da Howard S. Gentry (1942), erano state attribuite per errore a Dioon purpusii o classificate da Joseph N. Rose con nomi mai pubblicati; gli autori del 1984 scelsero come tipo piante del Nayarit, al centro dell’areale, perché rappresentavano meglio la variabilità della specie. Due articoli del Cycad Newsletter (2008) sono stati dedicati alla storia, all’ecologia, all’etnobotanica e alla conservazione della specie (Gregory e Osborne; Argyros); non hanno potuto essere consultati. Non è stata trovata alcuna data di introduzione in coltivazione.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano per Dioon tomasellii. In Messico Species+ riporta in spagnolo palma del diablo, palma de la virgen, palmita e peinetillo, e la revisione del 2020 aggiunge palma, sulla base di Bonta e Osborne (2007). La norma messicana NOM-059-SEMARNAT-2010 precisa l’uso regionale: palma de la virgen nel Sinaloa e nel Durango, palma e palmita nel Guerrero, nel Michoacán e nel Nayarit. La descrizione originale del 1984 indicava già «palma de la virgen» nel Durango, e «palma» e «palmita» nel Guerrero, nel Michoacán e nel Nayarit. Questi nomi sono ambigui: palma de la virgen designa anche Dioon sonorense, e palma o palmita si applicano ad altre cicadee. Le menzioni del Guerrero e del Michoacán rimandano oggi a Dioon stevensonii. Nomi inglesi come «Tomaselli’s cycad» non sono stati trovati in alcuna fonte di riferimento.

In natura

Dioon tomasellii vive sul versante pacifico del Messico occidentale. The World List of Cycads lo segnala nel Durango, nel Jalisco, nel Nayarit e nel Sinaloa. Gli esemplari citati dalla revisione del 2020 provengono in particolare da Tamazula (Durango), da Cabo Corrientes, Puerto Vallarta, San Sebastián del Oeste e Talpa de Allende (Jalisco), da Compostela (Nayarit) e da Concordia (Sinaloa), tra 400 e 1 900 m.

Secondo la revisione, la specie cresce in foresta tropicale decidua, in foresta di pini e querce, in pineta, in querceto e in foresta tropicale umida, con climi caldi e umidi o temperati, tra 600 e 1 900 m. La descrizione originale citava, per la varietà tipo, soltanto il querceto e la foresta di pini e querce. Non è stato trovato alcun dato numerico verificabile sulle temperature del suo habitat.

I coni maschili ospitano insetti che si nutrono di polline. Nel Jalisco, nel santuario delle Guacamayas, a Cabo Corrientes, un querceto associato a una foresta tropicale decidua, vi è stato trovato un coleottero descritto nel 2022, Pharaxonotha novoai, insieme a un curculionide, Parallocorynus andrewsi (Skelley e collaboratori, 2022). I coleotteri associati alla specie nel Jalisco sono stati oggetto di uno studio di Navarrete-Heredia (2018).

Stato di conservazione e normativa

Dioon tomasellii è classificato vulnerabile (VU) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio A2cd: riduzione della popolazione di almeno il 30 % in tre generazioni, dovuta al declino dell’habitat e allo sfruttamento. La valutazione, firmata da J.D. Bösenberg, risale al 2022 (riferimento e.T179414474A69832173); è stata rilevata su The World List of Cycads, perché la Lista Rossa non ha potuto essere consultata. Il dettaglio delle minacce non è stato verificato.

La specie rientra nell’appendice II della CITES per l’iscrizione dell’insieme delle cicadee dal 1977 (Species+, scheda 65535). L’annotazione #4, nella versione del 5 marzo 2026, esenta i semi, il polline, le colture in vitro in contenitori sterili e i fiori recisi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, figura nell’allegato B (regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026).

In Messico la norma NOM-059-SEMARNAT-2010 classifica la specie «in pericolo di estinzione» (P), nel senso del 2010, che comprendeva ancora le popolazioni del Guerrero e del Michoacán. L’aggiornamento del 2019 non è stato consultato. Species+ è stato consultato il 2 ottobre 2026; verificate la normativa prima di qualsiasi acquisto o importazione e chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione.

Coltivazione

Dioon tomasellii è coltivato da alcuni collezionisti, in particolare in California, ma non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione dettagliato e datato. Le indicazioni che seguono provengono da vivai specializzati e vanno lette come tali:

  • Jungle Music (California meridionale) lo descrive come una pianta di taglia media, con foglie di 0,9-1,8 m e un fusto che raramente supera 1,8 m, che sulla costa accetta il sole o la mezz’ombra e il cui fogliame può diventare di un verde quasi limone al sole; la specie vi è giudicata estremamente rara;
  • Cycadales.eu, vivaio europeo, lo descrive come una pianta a crescita lenta, che ama il caldo e l’acqua in estate, e lo propone per il pieno sole;
  • un articolo divulgativo sui Dioon, rilevato soltanto tramite un estratto di ricerca, indica che nella California meridionale le piante crescono molto lentamente e talvolta si comportano come se fossero caducifoglie: perdono le foglie prima di produrre una nuova corona, e poche ne portano più di una o due alla volta.

Queste indicazioni non sono tutte concordanti e non sono state verificate nel clima italiano. Per i principi generali di coltivazione dei Dioon, vedi la pagina del genere.

In Italia

Un nome italiano e una descrizione napoletana. La specie è legata all’Italia due volte: per il nome, che onora il botanico Ruggero Tomaselli, e per gli autori, che lavoravano all’Orto Botanico di Napoli. Nel resoconto della spedizione in Messico del 1979, pubblicato nel 2022 sulla rivista Delpinoa, Aldo Moretti racconta che le piante che portarono alla descrizione furono esaminate in diverse località del versante pacifico: vicino ad Achotla, nel Guerrero, dove i contadini le chiamavano Palma de la Virgen e ne raccoglievano le foglie per le occasioni religiose; a Cabo Corrientes, a sud di Puerto Vallarta, nel Jalisco; a Miravalles, vicino a Compostela, nel Nayarit. Più a nord, nella Sonora, presso Álamos e Mazatán, i botanici trovarono piante dalle foglioline più sottili, per le quali istituirono la varietà sonorense. Le piante di Achotla rientrano oggi nell’areale di Dioon stevensonii, e quelle della Sonora in Dioon sonorense e Dioon vovidesii.

Ruggero Tomaselli e la spedizione del 1980. Moretti ricorda Tomaselli come un illustre geobotanico, allora direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Pavia, che partecipò alla spedizione in Messico del 1980 con il suo collaboratore Alberto Balduzzi. Tomaselli morì nel 1982 in un incidente stradale, e la specie fu pubblicata in sua memoria nel 1984. Moretti spiega anche il ritardo di cinque anni tra la spedizione e la pubblicazione: servivano sia i coni maschili sia quelli femminili. Nel 1980 i botanici tornarono a Miravalles, raggiungendo la località con i piedi quasi sempre nell’acqua per le piogge autunnali, e vi trovarono piante con coni femminili ma non ancora con coni maschili; a Cabo Corrientes, quell’anno, non trovarono alcun cono.

Napoli. L’olotipo della specie è conservato nell’erbario di Napoli (NAP). La descrizione originale mostra plantule di un anno allevate all’Orto Botanico di Napoli da semi del Nayarit, e la descrizione delle serre pubblicata nel 2019 (volume 2014-2015 di Delpinoa) cita Dioon tomasellii tra le specie descritte dai botanici napoletani a partire da piante raccolte in Messico e trasferite nelle Serre Califano. Queste serre sono destinate alla conservazione e non sempre visitabili. Non è stata trovata alcuna segnalazione della specie in altri orti botanici italiani, nemmeno a Pavia.

Riscontri di coltivatori. Sul forum Tropicamente la specie compare soltanto in discussioni d’acquisto del 2011: gli appassionati vi constatavano che era rara e costosa nel commercio europeo, offerta da pochi venditori stranieri, e fu proposto un gruppo d’acquisto di semenzali presso un vivaio australiano. Nessun messaggio descrive una pianta coltivata in Italia, né il suo comportamento al freddo.

Moltiplicazione

Non è stato trovato alcun dato di moltiplicazione specifico per Dioon tomasellii, a parte le plantule ottenute a Napoli da semi del Nayarit citate nella descrizione originale. La semina di semi freschi è la via normale nelle cicadee; i semi sono esenti dai permessi CITES. Le giovani piante proposte in Europa sono semenzali, per esempio in vaso da 1,4 litri con due foglie presso Cycadales.eu.

Malattie e parassiti

Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita per Dioon tomasellii. I coleotteri dei coni citati più sopra si nutrono di polline e non sono descritti come parassiti.

Rusticità

La rusticità di Dioon tomasellii non è mai stata misurata in un riscontro datato: i soli valori disponibili sono stime di vivai, comprese tra circa −3 e −7 °C.

In Italia

Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto in Italia, in nessuna regione: le sole piante documentate, quelle di Napoli, crescono in serra, e le discussioni di Tropicamente non descrivono alcuna pianta coltivata. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, con ricovero al riparo dal gelo in inverno, resta la scelta prudente.

Esperienze in Francia, utili per l’Italia

I riscontri del sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, sono spesso utili al coltivatore italiano. Per questa specie, però, non ne esiste alcuno: il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio su Dioon tomasellii. Per i risultati ottenuti in Francia con altre specie del genere, in particolare Dioon edule, vedi la pagina del genere.

Riferimenti internazionali

  • Jungle Music, nella California meridionale, lo stima rustico fino alla metà, forse fino alla parte bassa della ventina di gradi Fahrenheit, cioè circa −4 / −7 °C; la stima non è datata né collegata a un luogo di misura;
  • Cycadales.eu lo stima «probabilmente rustico in zona 9b con il caudice interrato» (zona USDA 9b: minime medie da −3,9 a −1,1 °C);
  • Ice Blue Cycads, vivaio statunitense, dichiara una resistenza fino a 26 °F, cioè circa −3 °C; questo valore, rilevato soltanto tramite un estratto di ricerca, non è accompagnato da alcuna osservazione.

Non è stato trovato alcun insuccesso né alcun successo di fronte al freddo, al caldo o all’eccesso d’acqua in forma datata e localizzata.

Tossicità e precauzioni

Per Dioon tomasellii non è stata pubblicata alcuna analisi di tossicità, ma va considerato tossico. Le cicadee contengono cicasina, trasformata nell’organismo in metilazossimetanolo (MAM), una tossina del fegato e del sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, la BMAA. Il rischio è documentato soprattutto in altre cicadee, per i cani che masticano i semi e per il bestiame. Usate i guanti per maneggiare i semi e teneteli fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Secondo la revisione del 2020, Dioon tomasellii non ha altri usi noti oltre a quello ornamentale. L’uso religioso delle foglie descritto da Aldo Moretti nel 1979 ad Achotla riguarda piante del Guerrero, oggi attribuite a Dioon stevensonii. Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun uso alimentare o rituale delle popolazioni che conservano il nome di Dioon tomasellii.

Domande frequenti

Chi era Ruggero Tomaselli?

Un botanico italiano. Ruggero Tomaselli (1920-1982) fu professore di botanica all’Università di Pavia, direttore del suo orto botanico e presidente della Società Botanica Italiana. Partecipò alla spedizione napoletana in Messico del 1980, e la specie gli fu dedicata alla memoria nel 1984.

Dioon tomasellii resiste al freddo in Italia?

Non si sa. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto in Italia né in Francia, e i soli valori, tra −3 e −7 °C circa, sono stime di vivai. La coltivazione in vaso, ricoverata al riparo dal gelo in inverno, resta la scelta prudente.

Qual è la differenza con Dioon sonorense?

È netta. Dioon tomasellii ha foglioline larghe, falciformi e ricadenti; Dioon sonorense, a lungo trattato come sua varietà, è più piccolo, con foglioline strette e megasporofilli a forma di cazzuola. Le due specie sono separate dal 1998.

Perché le sue foglie ricadono?

È un carattere della specie. Le foglioline sono descritte come distese o ricadenti e falciformi: la corona appare morbida, il che la distingue dalla maggior parte dei Dioon, dalle foglioline più rigide.

Dove vederlo in Italia?

All’Orto Botanico di Napoli, nelle Serre Califano, secondo la pubblicazione del 2019. Queste serre sono destinate alla conservazione e non sempre aperte al pubblico: informatevi prima della visita.

È una specie protetta?

Sì. È classificata vulnerabile dalla IUCN (2022), iscritta all’appendice II della CITES e all’allegato B dell’Unione europea, e «in pericolo di estinzione» in Messico. I semi sono esenti dai permessi CITES, le piante no.

È tossico?

Sì, per precauzione. Non esistono analisi sulla specie, ma le cicadee studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi. In caso di ingestione chiamate un centro antiveleni o un veterinario.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • De Luca, P., Sabato, S. & Vázquez Torres, M. (1984). Dion tomasellii (Zamiaceae), a new species with two varieties from western Mexico. Brittonia 36(3): 223-227. doi:10.2307/2806511 [Protologo; testo integrale letto (nome pubblicato a pagina 225): descrizione, varietà e chiave, habitat, nomi locali, tipo, etimologia. Fonte primaria.]
  • Chemnick, J., Gregory, T.J. & Salas-Morales, S. (1998). [Elevazione di Dioon tomasellii var. sonorense al rango di specie]. Phytologia 83(1): 1-6 (volume datato 1997). [Riferimento rilevato su The World List of Cycads; titolo e testo non consultati.]
  • Hernández-Tapia, J.E., Jiménez-Ramírez, J. & Vovides, A.P. (2020). Taxonomic revision of the genus Dioon (Zamiaceae). Phytotaxa 442(4): 267-290. doi:10.11646/phytotaxa.442.4.2 [Descrizione, habitat, altitudini, nomi locali, cladi; articolo con revisione paritaria, trattamento della specie letto su Plazi.]
  • Moretti, A. (2020 [2022]). Spedizioni scientifiche dell’Orto Botanico di Napoli – Messico 1979. Delpinoa 62: 7-48. [Racconto delle località visitate e della dedica; testo integrale letto.]
  • Moretti, A. (2021-2022 [2023]). Spedizioni scientifiche dell’Orto Botanico di Napoli – Messico 1980. Delpinoa 63-64: 5-38. [Spedizione con Ruggero Tomaselli, ricerca dei coni; testo integrale letto.]
  • Sibilio, G. (2014-2015 [2019]). The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy. Delpinoa 56-57: 69-103. [Specie coltivata nelle Serre Califano; testo integrale letto.]
  • Skelley, P.E., Tang, W. & Pérez-Farrera, M.A. (2022). Review of Pharaxonotha Reitter (Coleoptera: Erotylidae: Pharaxonothinae) inhabiting the cycad genus Dioon Lindl. (Cycadales), with descriptions of nine new species and comments on Pharaxonotha kirschii Reitter. Insecta Mundi 917: 1-41. zenodo.org/records/6391973 [Pharaxonotha novoai nel Jalisco; articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
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