Cycas papuana è una cicadea delle savane alberate del sud della Nuova Guinea: cresce nella Provincia Occidentale della Papua Nuova Guinea, dalle pianure del fiume Fly al fiume Bensbach, e oltre il confine indonesiano, nel parco nazionale di Wasur. Questa specie del genere Cycas fu descritta già nel 1876 da Ferdinand von Mueller, su piante raccolte dall’esploratore italiano Luigi Maria D’Albertis; per oltre mezzo secolo fu poi considerata parte di Cycas circinalis, con il nome di Cycas circinalis subsp. papuana, prima di tornare al rango di specie. Le foglie giovani bluastre, il picciolo senza spine e le foglioline piccole la avvicinano alle Cycas del nord dell’Australia. La IUCN la classifica a rischio minimo.
In sintesi: Cycas papuana
- Nome accettato: Cycas papuana F.Muell. (1876), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas circinalis subsp. papuana (F.Muell.) J.Schust. (1932); Cycas rumphii f. papuana (F.Muell.) Kaneh. (1938); messa in sinonimia con Cycas armstrongii da de Laubenfels e Adema (1998)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; warnara (lingua non identificata)
- Distribuzione naturale: sud della Nuova Guinea (Provincia Occidentale della Papua Nuova Guinea; Papua indonesiana); The World List of Cycads aggiunge l’isola Prince of Wales, nello stretto di Torres (Queensland, Australia): presenza da confermare
- Stato IUCN: a rischio minimo (LC), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (versione 2023-1 della Lista rossa)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, savane alberate su terreno pianeggiante; terreno molto drenante secondo la PACSOA
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 2,8 m; foglie di 1-1,30 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas papuana?
Quattro caratteri la identificano: le foglie giovani bluastre che diventano poi verde vivo, il picciolo lungo e del tutto inerme (privo di spine), le foglioline numerose, corte e piatte, e i piccoli coni maschili arancioni. Ecco la descrizione di Lindström, Hill e Stanberg (2009):
- Fusto: alto fino a 2,8 m.
- Foglie: semilucide, lunghe 1-1,30 m, leggermente carenate in sezione, con 180-250 foglioline; una peluria bianca e arancione cade man mano che si distendono; il rachide termina di solito con una spina.
- Picciolo: lungo 30-40 cm, glabro e senza spine.
- Foglioline: quelle mediane misurano 8-13 cm per 6-9 mm, con margini piatti e nervatura mediana sporgente sulle due facce.
- Catafilli: stretti e pungenti, coperti da una fitta peluria arancione.
- Coni maschili: ovoidi e arancioni, lunghi 15-20 cm; i microsporofilli, piccoli (circa 24 mm), hanno una spina terminale rudimentale.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): lunghi 16-20 cm, coperti da una peluria bruna, con 2-6 ovuli glabri; lembo lanceolato di 3,5-5 cm, regolarmente dentato (14-20 spine di 2-4 mm) e terminato da una spina di 8-15 mm.
- Semi: da appiattiti a ovoidi, di 32-35 mm per 25-29 mm, con involucro bruno-arancio, senza strato fibroso né tessuto spugnoso.
Ibridi
Per questa specie non è documentato alcun ibrido.
Possibili confusioni
Le parenti più strette vivono dall’altra parte del mare degli Arafura, nel Territorio del Nord australiano. Secondo Lindström, Hill e Stanberg (2009), Cycas papuana è molto vicina ad Cycas armstrongii, che ha però foglie più corte (55-90 cm), piccioli più corti (10-25 cm) e meno foglioline (160-220). Il lungo picciolo inerme ricorda anche Cycas conferta, le cui foglie sono più corte (70-110 cm), le foglioline più fitte (4-7 mm di distanza sul rachide) e i semi più grossi (36-40 mm). Hill (1996) osserva inoltre che i coni maschili di Cycas papuana sono più robusti di quelli di Cycas conferta, con microsporofilli allungati e ricurvi.
Nella stessa Nuova Guinea, Cycas apoa e Cycas scratchleyana hanno un picciolo spinoso e foglie giovani non bluastre, secondo la chiave di Lindström e colleghi (2009). Cycas campestris, dei dintorni di Port Moresby, appartiene allo stesso gruppo di Cycas papuana (Hill 1994); i caratteri che le separano non compaiono nelle fonti consultate.
Tassonomia
Cycas papuana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Lindström, Hill e Stanberg (2009) la collocano nella sezione Cycas, sottosezione Endemicae, il gruppo delle Cycas australiane, i cui semi non hanno né tessuto spugnoso né strato fibroso. Hill (1996) la colloca più precisamente nella serie Armstrongianosae, che aveva creato nel 1994 e che ha per specie tipo Cycas armstrongii. Le altre specie della serie, Cycas armstrongii, Cycas conferta, Cycas orientis, Cycas canalis, Cycas lane-poolei e Cycas xipholepis, vivono tutte nel nord dell’Australia, dal centro della penisola di Capo York al nord dell’Australia Occidentale, su suoli sabbiosi lateritici profondi di terreni pianeggianti; Hill precisa che anche Cycas papuana appartiene a questo gruppo. Sono Cycas dai catafilli pungenti e dalle foglioline a margini non ricurvi.
Il nome ha conosciuto diverse collocazioni. Nel 1932 Julius Schuster lo ridusse a sottospecie di Cycas circinalis, e nel 1938 Kanehira ne fece una forma di Cycas rumphii: in entrambi i casi si trattava di concezioni molto ampie di queste specie, oggi abbandonate. De Laubenfels e Adema (1998) la misero in sinonimia con Cycas armstrongii. Hill (1994), nel suo studio sul gruppo di Cycas media in Nuova Guinea, la ristabilì come specie, mentre descriveva Cycas campestris, e ne designò il lectotipo; Lindström e colleghi (2009) hanno confermato questa impostazione, seguita da The World List of Cycads. In pratica, le vecchie citazioni di Cycas circinalis o di Cycas rumphii per il sud-ovest della Nuova Guinea possono riferirsi a questa specie.
Etimologia e storia
L’epiteto ricorda la prima raccolta della specie in Papua, allora territorio britannico della Nuova Guinea (Lindström e colleghi 2009; Haynes 2022).
Ferdinand von Mueller descrisse la specie nel 1876 nelle sue Descriptive Notes on Papuan Plants, da materiale raccolto «sul fiume Fly» dall’esploratore italiano Luigi Maria D’Albertis. I due fogli d’erbario conservati a Melbourne non portano il nome di D’Albertis, ma soltanto le annotazioni di Mueller; il più completo (MEL 68056) è stato scelto come lectotipo da Hill (1994), e un frammento fu inviato a Kew dallo stesso Mueller. Non è documentata alcuna storia di introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. L’unico nome vernacolare rilevato è warnara, citato da Bailey (1909) e poi da Bonta e Osborne (2007), in una lingua non identificata (Lindström e colleghi 2009).
In natura
Cycas papuana vive nella Provincia Occidentale della Papua Nuova Guinea, dalle pianure alluvionali del Fly e dai dintorni di Daru almeno fino al fiume Bensbach, e oltre il confine, in Indonesia, nel parco nazionale di Wasur, vicino a Merauke. È una presenza sparsa ma diffusa, a tratti localmente abbondante, delle savane alberate su terreno pianeggiante (Lindström e colleghi 2009). La PACSOA ricorda il clima tropicale monsonico della regione.
The World List of Cycads cita inoltre l’isola Prince of Wales, nello stretto di Torres, che appartiene al Queensland. Questa segnalazione australiana non compare né nella revisione delle Cycas australiane di Hill (1996), che colloca la specie soltanto in Nuova Guinea, né nella Flora of Australia in rete, che non ha una scheda per questo nome, né in Species+, che indica soltanto l’Indonesia e la Papua Nuova Guinea: resta da confermare. L’impollinazione e la fenologia non sono documentate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas papuana a rischio minimo (LC), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023 (versione 2023-1 della Lista rossa); sostituisce una valutazione di K.D. Hill del 2010. Lindström e colleghi (2009) giudicavano la specie abbondante e apparentemente non minacciata, pur citando la categoria «quasi minacciata» (NT) adottata nel 2003 e segnalando una forte pressione sui terreni intorno al parco di Wasur, che rende incerta la sua protezione in quella zona. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas papuana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 e il 13 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Nessuna istituzione consultata documenta la coltivazione di Cycas papuana. Il wiki della PACSOA, l’associazione australiana degli appassionati di palme e cicadee, consiglia soltanto un terreno molto drenante e ricorda il clima tropicale monsonico d’origine. In Europa, l’unica traccia trovata è un messaggio del forum francese Fous de palmiers: nel dicembre 2010 un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) segnalava la germinazione in casa di semi di questa specie, senza seguito pubblicato. In mancanza di qualsiasi dato di coltivazione, si può soltanto dedurre dal clima d’origine che la pianta vada tenuta in vaso, in serra calda: è una deduzione, non un risultato documentato.
In Italia
Cycas papuana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca «papuana» non restituisce alcun risultato (verifica del 13 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia. Il legame con l’Italia è soltanto storico: le piante su cui Mueller descrisse la specie erano state raccolte da D’Albertis durante le sue esplorazioni del fiume Fly.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. La semina è l’unico metodo documentato, attraverso la germinazione citata sopra; non sono stati pubblicati né tempi né percentuali di germinazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas papuana non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il sud della Nuova Guinea ha un clima tropicale monsonico (PACSOA), e nessuna fonte consultata dice se la pianta sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: il forum Fous de palmiers contiene soltanto la germinazione in casa del 2010 citata sopra, senza alcun dato di freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas papuana, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Il wiki della PACSOA riferisce che gli abitanti usano i semi schiacciati per curare le piaghe, senza citare né una fonte né una comunità precisa: nessuna pubblicazione etnobotanica consultata lo conferma. Data la tossicità dei semi delle Cycas, questa notizia non ha alcun valore di consiglio.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas papuana?
Nel sud della Nuova Guinea: Provincia Occidentale della Papua Nuova Guinea, dal fiume Fly al fiume Bensbach, e parco nazionale di Wasur sul lato indonesiano. La sua presenza sull’isola Prince of Wales (Queensland) resta da confermare.
È una sottospecie di Cycas circinalis?
No. Schuster la trattò così nel 1932, ma oggi è accettata come specie, imparentata con le Cycas del nord dell’Australia e non con Cycas circinalis, che vive in India.
Qual è la parente più stretta?
Cycas armstrongii, del Territorio del Nord australiano, da cui si distingue per foglie e piccioli più lunghi e per un numero maggiore di foglioline.
Come si riconosce?
Dal picciolo lungo e senza spine, dalle foglie giovani bluastre, dalle foglioline corte, larghe 6-9 mm, e dai piccoli coni maschili arancioni.
È minacciata?
No, secondo la IUCN, che la classifica a rischio minimo; è abbondante nelle savane del Fly, ma la pressione sui terreni intorno al parco di Wasur preoccupa.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo clima d’origine è tropicale monsonico: per prudenza conviene coltivarla in vaso, al riparo in inverno.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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- Il metodo Simon Lavaud: innestare le cicadali su Cycas revoluta per coltivare specie impossibili: perché le Cycas australiane deperiscono spesso in Europa sulle proprie radici, e come il vivaista francese Simon Lavaud le innesta su Cycas revoluta, con Cycas couttsiana e Cycas siamensis «Silver» come esempi; Cycas papuana, parente neoguineana delle Cycas del nord dell’Australia, non vi è citata.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas papuana: https://cycadlist.org/scientific_name/181 — autore, protologo, lectotipo, distribuzione (inclusa l’isola Prince of Wales), statuto IUCN (LC), sinonimi, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 e il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas papuana: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/24094/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, distribuzione (Indonesia, Papua Nuova Guinea). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Lista rossa della IUCN, Cycas papuana (Bösenberg, valutazione pubblicata nel 2023): https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42079A69154308.en — categoria LC. Riferimento rilevato tramite Crossref; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).
- PACSOA Wiki, Cycas papuana: https://pacsoa.org.au/wiki/index.php?title=Cycas_papuana — consigli di coltivazione sommari e notizia di un uso dei semi. Sito di un’associazione di appassionati; affidabilità media, informazioni non documentate.
- Forum Fous de palmiers, «Joyeuses fêtes aux fous de Cycadales» (24 dicembre 2010): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=115282#p115282 — germinazione di semi in casa. Forum francese di collezionisti; riscontro isolato.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). The genus Cycas (Cycadaceae) in Indonesia. Telopea 12(3): 385-418. https://doi.org/10.7751/telopea20095826 [Descrizione (pp. 413-415), lectotipo, distribuzione, statuto; testo integrale consultato.]
- Mueller, F. von (1876). Descriptive Notes on Papuan Plants 4: 71-72. Melbourne. [Protologo; non consultato direttamente, citato secondo The World List of Cycads e Lindström e colleghi (2009).]
- Hill, K.D. (1994). The Cycas media group (Cycadaceae) in New Guinea. Australian Systematic Botany 7(6): 527-541. https://doi.org/10.1071/SB9940527 [Ristabilimento della specie, lectotipificazione, serie Armstrongianosae; letto soltanto il riassunto (Crossref).]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. https://doi.org/10.7751/telopea19963040 [Serie Armstrongianosae (pp. 4, 31; l’intestazione della serie, a p. 31, porta il refuso «Armstrongiosae», mentre la chiave e le figure scrivono Armstrongianosae, grafia adottata da IPNI), specie tipo e specie della serie, confronto con Cycas conferta; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas papuana. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42079A69154308. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42079A69154308.en [Valutazione della Lista rossa, datata 15 ottobre 2020 nei metadati Crossref e pubblicata nella versione 2023-1; riferimento rilevato tramite Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie: Cycas papuana messa in sinonimia con Cycas armstrongii (p. 362); testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]