Cycas macrocarpa è una grande cicadea delle foreste umide della penisola malese e della Thailandia, segnalata anche in Laos, che può superare i 10 m di altezza e cresce nel sottobosco, spesso su pendii e crinali. Descritta nel 1854 dal botanico britannico William Griffith da una pianta di Malacca, questa specie del genere Cycas deve il nome ai suoi grossi semi, paragonati a uova d’anatra. A lungo confusa con Cycas rumphii in Malesia e con Cycas circinalis in Thailandia, è classificata vulnerabile dalla IUCN. Nel 2025 ne sono state scoperte due popolazioni, fino ad allora sconosciute, sull’isola di Penang.
In sintesi: Cycas macrocarpa
- Nome accettato: Cycas macrocarpa Griff. (1854), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; chiamata per errore Cycas rumphii (Ridley 1911, 1925) e Cycas circinalis (Smitinand 1971, 1972)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «bogak» in malese, «prong pa» (ปรงป่า) in thailandese
- Distribuzione naturale: Malesia peninsulare (Kelantan, Pahang, Penang, Perak, Malacca, Terengganu), Thailandia (est, ovest e sud), Laos (provincia di Vientiane; presenza giudicata dubbia da chi ve l’ha segnalata)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd), valutazione pubblicata nel 2023
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: sottobosco di foresta densa umida di bassa e media quota (100-500 m in Thailandia, 300-1000 m in Laos), su pendii e crinali, su granito, argilla limosa o calcare
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 12 m, di 13-34 cm di diametro; foglie arcuate fino a 2,9 m (fino a 3,2 m secondo le misure raccolte in Laos)
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas macrocarpa?
Si riconosce dalla grande taglia, dalle lunghe foglie arcuate con foglioline larghe e flessibili, verde scuro lucido, i cui getti giovani hanno un riflesso verde bluastro, dal picciolo spinoso fino alla base e dai semi molto grossi, privi di strato spugnoso. I megasporofilli portano un lembo pettinato con 8-10 spine per lato. Ecco la descrizione aggiornata da Liew e Chacko (2026), basata sulle piante di Penang e sui campioni dell’erbario di Kepong:
- Fusto: eretto, talvolta coricato o ricadente, fino a 12 m, fino a 34 cm di diametro, talvolta ramificato, non rigonfio alla base; corteccia bruno-grigia.
- Foglie: arcuate, fino a 290 cm; gemme coperte di peli lanosi bruni che cadono quando la foglia si distende; getto nuovo con riflesso verde bluastro; picciolo di 25-100 cm, ingrossato alla base, spinoso fino alla base (spine di 3 mm al massimo).
- Foglioline: 25-118 paia, lineari, fino a 50 cm per 2,2 cm, inserite a 60-80°, sottili e flessibili, verde scuro lucido sopra, più chiare e opache sotto; base ristretta e ritorta; margini spesso ondulati, non arrotolati; punta acuta e morbida; nervatura mediana sporgente, verde chiaro.
- Catafilli (le squame che proteggono l’apice): fino a 14 cm per 1 cm, con peluria bruna.
- Coni maschili: di solito solitari, ovoidi, fino a 32 cm; microsporofilli fino a 45 mm per 17 mm, arancioni, con una spina apicale lineare, fortemente rialzata, fino a 28 mm.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): fino a 20 cm, densamente coperti di peli bruno-rossi, con 2-6 ovuli; lembo lanceolato, pettinato, con 8-10 spine acuminate per lato; spina terminale fino a 6,5 cm.
- Semi: obovoidi, appiattiti, di 50-60 mm per 40 mm, bruno-rossi a maturità; sarcotesta (lo strato carnoso esterno) di 4 mm, senza strato fibroso; nessuno strato spugnoso.
Le altre descrizioni danno misure un po’ diverse. De Laubenfels e Adema (1998) indicavano un fusto fino a 9 m, foglie di 100-250 cm, foglioline di 19-39 cm per 1,2-1,7 cm e semi gialli di 50-75 mm. Le piante osservate in Laos da Averyanov e colleghi (2014) avevano foglie di 2,2-3,2 m con 90-120 paia di foglioline di 15-25 cm, catafilli duri e pungenti, coni maschili giallo-arancio di 16-22 cm e semi gialli di 4,5-5 cm. Le piante di Penang superano le lunghezze di foglia e il numero di foglioline pubblicati fino ad allora. Il rapporto thailandese del dipartimento dell’Agricoltura (2019) paragona il seme, per forma e dimensioni, a un uovo d’anatra.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
Quattro Cycas del Sud-est asiatico possono essere confuse con Cycas macrocarpa:
- Cycas edentata, cicadea delle spiagge e delle mangrovie, presente sulle stesse coste: megasporofilli quasi privi di denti, semi con uno strato spugnoso che li fa galleggiare;
- Cycas clivicola, delle falesie calcaree di Thailandia e Malesia: pianta rupestre dalle foglioline più strette (5-9 mm);
- Cycas cantafolia, delle falesie di granito del Johor: altra grande cicadea della penisola malese, dall’areale molto ristretto;
- Cycas inermis, del Vietnam e del Laos, il suo parente più stretto secondo Hill e Stanberg (2009).
In Laos, nella chiave delle Cycas del paese pubblicata nel 2014, Cycas macrocarpa si separa dalle specie arborescenti vicine per i catafilli lunghi 8-17 cm, rigidi, pungenti e con densa peluria rossiccia, e per i semi di 4,5-5 cm; Cycas laotica, endemica del Laos centrale, si distingue invece per il fusto rigonfio alla base e il picciolo senza spine.
Tassonomia
Cycas macrocarpa è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. William Griffith la descrisse nelle sue Notulae ad Plantas Asiaticas (volume 4, 1854, pp. 11-14, tavola 362), da un campione raccolto vicino a Tabong, nell’attuale Stato di Malacca (n. 6361 dell’erbario della Compagnia delle Indie orientali, olotipo a Kew). Il nome fu poi dimenticato: Ridley applicò alle piante malesi il nome di Cycas rumphii (1911, 1925), e Smitinand quello di Cycas circinalis alle piante della Thailandia (1971; Flora of Thailand, 1972).
Ken Hill l’ha trattata nella rivista Palms & Cycads (1995), poi nella revisione delle Cycas della Thailandia firmata con S.L. Yang (Brittonia, 1999). Anche de Laubenfels e Adema (1998) la accettano. Secondo Hill e Stanberg (2009) il suo parente più stretto è Cycas inermis, del Vietnam. Per i suoi caratteri (ovuli glabri, semi senza strato spugnoso) rientra nella sezione Cycas; la filogenesi molecolare di Liu e colleghi (2018) la colloca però nel clado della sezione Indosinenses, insieme a Cycas pranburiensis, come ricorda la pagina del genere.
Nel 2014 Averyanov e colleghi la segnalarono per la prima volta in Laos, a più di 1000 km a nord della località tipo. Gli stessi autori giudicavano dubbia la presenza di una specie «malese» nelle regioni continentali del nord dell’Indocina: solo nuove esplorazioni e raccolte permetteranno di verificarla; The World List of Cycads include oggi il Laos nella sua distribuzione.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal greco makros, «grande», e karpos, «frutto», in riferimento ai grossi semi (Haynes 2022, citato da The World List of Cycads).
Nel 2025 due membri della Malaysian Nature Society hanno scoperto sull’isola di Penang due piccole popolazioni, prima segnalazione del genere Cycas in questo Stato, pur esplorato a fondo fin dall’epoca coloniale; la loro identificazione è stata confermata dalla specialista Jutta Poetz (Liew e Chacko 2026).
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune italiano. In malese la specie è chiamata comunemente «bogak» (Liew e Chacko 2026). In Thailandia il dipartimento dell’Agricoltura la chiama «prong pa» (ปรงป่า), letteralmente «cicadea della foresta»; «prong» indica le Cycas in generale. La Lista rossa della IUCN usa il nome «pakoo galowe», la cui lingua non è precisata nelle fonti consultate.
In natura
Cycas macrocarpa è presente nella Malesia peninsulare, dove era nota negli Stati di Perak, Malacca, Kelantan, Terengganu e Pahang prima della scoperta a Penang, nel sud e nell’ovest della Thailandia e nell’est di questo paese (provincia di Chanthaburi), e in Laos, nella provincia di Vientiane. De Laubenfels e Adema la descrivono come una pianta di sottobosco delle foreste dense umide di pianura, spesso su colline calcaree. In Thailandia cresce nella foresta densa umida tra 100 e 500 m di quota; un’indagine del dipartimento dell’Agricoltura (2015-2019) vi ha censito 110 piante in tre siti, nel distretto di Makham (Chanthaburi) e a Khura e Kapong (Phang Nga), senza tracce di prelievo illegale.
In Laos Averyanov e colleghi l’hanno osservata nel 2013 nel massiccio calcareo di Vang Vieng, a ovest della città omonima, come pianta litofita, cioè che vive sulla roccia, in foreste sempreverdi di latifoglie primarie e secondarie e in boscaglie secondarie su calcare roccioso, tra 300 e 1000 m di quota, talvolta in condizioni umide e a mezz’ombra. Vi hanno trovato sottopopolazioni abbastanza grandi, con una rinnovazione naturale più o meno riuscita, e osservano che la specie può sopravvivere in comunità vegetali secondarie dopo la distruzione degli habitat intatti. Sono però gli stessi autori a giudicare dubbia questa presenza, a più di 1000 km a nord della località tipo; The World List of Cycads accoglie comunque il Laos nella distribuzione della specie.
A Penang le due popolazioni scoperte crescono in foresta di dipterocarpacee di collina, tra 200 e 250 m, su pendii ripidi esposti a ovest, saldamente ancorate a massi di granito, talvolta su argilla limosa. Formano gruppi isolati molto densi e contano soltanto 15 piante adulte. Un cono maschile secco vi è stato osservato nel febbraio 2025 e un megasporofillo in sviluppo nell’ottobre 2025; una femmina era circondata da plantule, segno di una riproduzione recente. Gli autori ricordano che le Cycas sono impollinate da piccoli curculionidi che passano quasi tutta la vita nei coni maschili; la loro assenza nel cono maschile esaminato fa temere per la vitalità di questa popolazione.
Stato di conservazione e normativa
Cycas macrocarpa è classificata vulnerabile (VU) dalla IUCN, secondo i criteri A2cd+4cd, nella valutazione di John Donald Bösenberg pubblicata nel 2023: la sua popolazione sarebbe diminuita di oltre il 30 % in cinquant’anni a causa del disboscamento, e il declino dovrebbe raggiungere il 30-50 % nelle prossime due generazioni (Liew e Chacko 2026); una valutazione precedente di Ken Hill risaliva al 2010. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Le minacce citate sono la distruzione dell’habitat per l’agricoltura e la raccolta a scopo ornamentale.
È classificata vulnerabile anche nelle liste nazionali: in Malesia, secondo il criterio B1b(iii)+c(iv) (Jutta 2012, Flora of Peninsular Malaysia), e in Thailandia, secondo il rapporto del dipartimento dell’Agricoltura (2019). Per il Laos, Averyanov e colleghi (2014) giudicavano la specie non minacciata nell’immediato nelle zone studiate, ma raccomandavano di classificarla vulnerabile a livello nazionale per il declino continuo delle popolazioni e di proteggerla in via prioritaria, come elemento pittoresco della flora importante per i paesaggi dell’ecoturismo. Le popolazioni di Penang non godono di alcuna protezione; nel settembre 2025 una pianta lungo un sentiero escursionistico è stata potata pesantemente, probabilmente da escursionisti infastiditi dai piccioli spinosi.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas macrocarpa rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Cycas macrocarpa. Averyanov e colleghi (2014) scrivono soltanto che la specie «si coltiva facilmente», senza dettagli. La pianta circola nel commercio: sul forum francese Fous de palmiers un coltivatore di Bordeaux (Gironda, Francia) segnalava nel giugno 2011 l’arrivo di piante vendute con questo nome in un centro di giardinaggio di Le Bouscat, senza notizie successive sul loro comportamento. L’ambiente naturale della specie, la foresta umida tropicale, indica una pianta da serra calda e umida, a mezz’ombra e su substrato drenante; la grande taglia adulta la riserva alle serre più ampie.
In Italia
Cycas macrocarpa non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). I nomi che le furono applicati per errore, Cycas rumphii e Cycas circinalis, figurano invece negli elenchi di diversi orti italiani (tra cui Napoli e Messina), ma nessuna fonte permette di collegare quelle piante a Cycas macrocarpa. Sul forum Tropicamente le ricerche «macrocarpa» e «cycas macrocarpa» restituiscono soltanto discussioni su altre piante, come la palma Chambeyronia macrocarpa e Carissa macrocarpa (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro in piena terra o in vaso è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. In Thailandia trascorre più di un anno tra la fioritura e la maturazione dei semi (dipartimento dell’Agricoltura 2019); in Laos Averyanov e colleghi indicano un’impollinazione in giugno-luglio e semi maturi in febbraio-marzo. A Penang alcuni semi sono germinati nei detriti accumulati tra le foglie di una pianta femminile. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione in coltivazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas macrocarpa non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale, dal Laos e dalla Thailandia alla penisola malese, ha un clima tropicale umido senza gelo, e nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: sul forum Fous de palmiers l’unico messaggio trovato su questa cicadea riguarda la vendita del 2011 in Gironda, senza riscontri di coltivazione, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas macrocarpa, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie. Il rapporto thailandese del 2019 segnala in generale che le Cycas selvatiche del paese vengono prelevate e vendute, ma non ha rilevato tracce di prelievo nei siti di questa specie.
Domande frequenti
Che cosa significa macrocarpa?
«Dai grandi frutti», in greco: il nome descrive i semi, che raggiungono 5-7 cm, delle dimensioni di un uovo d’anatra.
Dove cresce Cycas macrocarpa?
In Malesia peninsulare e in Thailandia, nel sottobosco della foresta densa umida, spesso su pendii e crinali, su granito, argilla o calcare. È stata segnalata anche in Laos, su rocce calcaree, ma chi ve l’ha trovata giudica questa presenza dubbia, da confermare con nuove raccolte.
È una Cycas circinalis o una Cycas rumphii?
No. Questi nomi le sono stati applicati per errore in Thailandia e in Malesia; è una specie distinta, descritta già nel 1854.
Come si distingue da Cycas edentata?
Dai megasporofilli pettinati, dai semi senza strato spugnoso e dall’ambiente di foresta interna; Cycas edentata vive sulle spiagge.
Cresce davvero a Penang?
Sì. Vi sono state scoperte due piccole popolazioni nel 2025, su pendii di granito in foresta di collina: è la prima segnalazione del genere in questo Stato.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica vulnerabile, come le liste rosse di Malesia e Thailandia, a causa del disboscamento e delle raccolte.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo: è una pianta di foresta tropicale umida, da serra calda.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Seminare le cicadali: dalla germinazione dei semi alla coltivazione delle giovani piante
- Irrigazione delle cycas: errori comuni e come evitarli
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas macrocarpa: https://cycadlist.org/scientific_name/157 — autori, protologo, tipo, distribuzione (Laos, Malesia compresa Penang, Thailandia), statuto IUCN (VU), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas macrocarpa: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/16615/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Dipartimento dell’Agricoltura della Thailandia (2019), rapporto «Non-Detriment Findings for Cycas spp.» (in thailandese): https://info.doa.go.th/research/pdf/2562/499_2562.pdf — nome thailandese, ambiente, siti e numero di piante censite, statuto nazionale, maturazione dei semi. Rapporto istituzionale dell’autorità scientifica CITES thailandese; testo integrale consultato.
- Rufford Foundation, Gymnosperms of Laos (versione Early View, Nordic Journal of Botany 2014): https://media.rufford.org/media/project_reports/Nordic%20Journal%20of%20Botany%20000%20001%E2%80%93041%2C%202014.pdf — prima segnalazione in Laos, raccolte di Vang Vieng, descrizione, ecologia, raccomandazione di statuto nazionale. Copia dell’articolo pubblicata sul sito della fondazione, fonte primaria; consultata il 12 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, «Arrivage jardinerie du Bouscat (33)» (giugno 2011): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=132990#p132990 — piante vendute con questo nome in Gironda. Forum di coltivatori francesi, informazione indicativa; consultato il 3 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Griffith, W. (1854). Notulae ad Plantas Asiaticas 4: 11-14, tav. 362, fig. 2. Bishop’s College Press, Calcutta. [Protologo; non consultato, citato secondo Liew e Chacko (2026) e The World List of Cycads.]
- Liew, H.-H. & Chacko, R.P. (2026). Discovery of Cycas macrocarpa Griff. in Penang: a new locality record for the genus and species. Malayan Nature Journal 78(2): 129-136. doi:10.62613/mnj.26782.04 [Descrizione aggiornata, ecologia, statuto, popolazioni di Penang; testo integrale consultato.]
- Averyanov, L.V., Nguyen, T.H., Nguyen, S.K. e colleghi (2014). Gymnosperms of Laos. Nordic Journal of Botany 32(6): 765-805. doi:10.1111/njb.00498 [Prima segnalazione in Laos, descrizione, ecologia e statuto proposto; testo integrale letto nella versione Early View.]
- Hill, K.D. & Yang, S.L. (1999). The genus Cycas (Cycadaceae) in Thailand. Brittonia 51(1): 48-73. [Revisione thailandese, descrizione alle pp. 66-68; non consultata (JSTOR), citata secondo The World List of Cycads.]
- Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). Notes on Cycas truncata de Laub. and related matters. Telopea 12(3): 447-450. doi:10.7751/telopea20095832 [Parentela con Cycas inermis; testo integrale consultato.]
- Jutta, M. (2012). Cycadaceae. In: Kiew, R., Chung, R.C.K., Saw, L.G. & Soepadmo, E. (a cura di), Flora of Peninsular Malaysia, ser. II, vol. 3: 149-160. FRIM, Kepong. [Distribuzione in Malesia e statuto nazionale; non consultato, citato secondo Liew e Chacko (2026).]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Descrizione alle pp. 381-382; concezione molto ampia delle specie; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas macrocarpa. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42057A68904566. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]