Cycas laotica è una cicadea endemica del Laos centrale, dove cresce sulle colline calcaree erose della provincia di Khammouane, tra 150 e 400 m di quota. Questa specie del genere Cycas è stata descritta soltanto nel 2014, nell’ambito di un inventario delle gimnosperme del Laos, ed è una delle pochissime Cycas note unicamente di questo paese. La riconoscono il fusto rigonfio alla base in un caudice in parte sotterraneo e le grandi foglie piatte e lucide, portate da piccioli corti e privi di spine. La IUCN la classifica vulnerabile.
In sintesi: Cycas laotica
- Nome accettato: Cycas laotica Aver., T.H.Nguyên & S.K.Nguyên (2014), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato
- Distribuzione naturale: Laos centrale, provincia di Khammouane (due sottopopolazioni note nella descrizione originale)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU, criterio D2); valutazione di Nguyễn Tiến Hiệp e Leonid Averyanov pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa; gli autori della descrizione proponevano nel 2014 lo stato VU o EN
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES come tutte le Cycadaceae (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: affioramenti rocciosi, falesie e boscaglie su colline calcaree, spesso in pieno sole
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 2 m, eccezionalmente 3 m, di 10-20 cm di diametro, rigonfio alla base in un caudice ovoide fino a 40 cm; 30-45 foglie lunghe 0,6-1,4 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas laotica?
La combinazione di due caratteri basta a riconoscerla tra le Cycas del Laos: il fusto delle piante adulte, nettamente rigonfio alla base in un caudice ovoide, e il picciolo del tutto privo di spine. È il primo bivio della chiave delle Cycas laotiane pubblicata con la descrizione originale. Il resto della descrizione, ripreso da Averyanov e colleghi (2014), è il seguente:
- Fusto: pianta da acaule ad arborescente, con un fusto alto fino a 2 m, raramente 3 m, di 10-20 cm di diametro, rigonfio alla base in un caudice ovoide sotterraneo che raggiunge 40 cm di diametro. Gli esemplari più vecchi arrivano a 2-2,5 m, ma alcune piante diventano fertili prima di aver formato un fusto aereo.
- Foglie: 30-45 per corona, lucide, glabre, piatte, lunghe 0,6-1,4 m, con 60-100 paia di foglioline.
- Foglioline: lineari e acuminate, con il margine revoluto; quelle basali misurano 8-10 cm (talvolta 6 cm) e si riducono progressivamente a spine, quelle mediane 12-15 cm.
- Picciolo: lungo appena 10-15 cm, glabro, senza spine.
- Catafilli (le squame che proteggono l’apice): strettamente triangolari, acuti, di 3-5 cm, con una peluria bruno-arancio, persistenti.
- Coni maschili: sconosciuti al momento della descrizione.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): lunghi 14-16 cm (talvolta 8 cm), tomentosi, da bruno opaco a bianco-giallastri, con 4 ovuli glabri e un peduncolo di 5-10 cm; il lembo sterile, obtriangolare, misura 5-6,5 cm di lunghezza e di larghezza ed è profondamente pettinato, con 24-34 spine più o meno rigide di 1,5-2 cm.
- Semi: gialli, globosi, di 1-1,5 cm secondo la descrizione.
Sul lembo dei megasporofilli la descrizione originale non è del tutto coerente: la diagnosi parla di una spina apicale distinta, mentre le note che seguono indicano, tra i caratteri distintivi, un apice tronco e pettinato senza una spina apicale prominente. Le fonti consultate non chiariscono questo punto.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né in natura né in coltivazione.
Possibili confusioni
Gli autori della descrizione avvicinano Cycas laotica a tre specie che formano anch’esse una base del fusto rigonfia: Cycas elephantipes e Cycas siamensis, della Thailandia e dei paesi vicini, e Cycas pachypoda, del Vietnam. Se ne distingue nettamente per le grandi foglie diritte, piatte e lucide, per i piccioli molto corti e inermi e per il largo lembo obtriangolare dei megasporofilli.
In Laos la stessa revisione registra altre otto Cycas: Cycas dolichophylla, Cycas inermis, Cycas macrocarpa, Cycas micholitzii, Cycas nongnoochiae, Cycas petraea, Cycas siamensis e Cycas simplicipinna. Secondo la chiave pubblicata nel 2014, nessuna di queste ha il fusto rigonfio alla base, e tutte hanno un picciolo più o meno spinoso; Cycas micholitzii si riconosce inoltre subito dalle foglioline biforcate.
Tassonomia
Cycas laotica è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata pubblicata nel 2014 da Leonid V. Averyanov, Nguyen Tien Hiep e Nguyen Sinh Khang nel Nordic Journal of Botany (32(6): 783), all’interno di una revisione delle gimnosperme del Laos firmata da dieci autori russi, vietnamiti e laotiani. La stessa revisione segnalava per la prima volta nel paese altre sei Cycas. L’IPNI scrive l’ultimo autore «K.S.Nguyen», The World List of Cycads «S.K.Nguyên»: si tratta della stessa persona.
Il nome non ha sinonimi. Nessuna fonte consultata colloca la specie in una sezione del genere: gli autori si limitano a confrontarla con le Cycas dal fusto rigonfio citate sopra, e la sua posizione nelle analisi filogenetiche non è stata verificata. Species+, la banca dati della CITES, non le dedica una scheda propria: il nome vi è registrato soltanto come rinvio al genere Cycas.
Etimologia e storia
L’epiteto laotica si riferisce al Laos, il paese di cui la specie è endemica (Haynes 2022, citato da The World List of Cycads). Il tipo (Averyanov et al. LA-VN 234) è stato raccolto il 9 marzo 2013 vicino al villaggio di Than En, nel distretto di Mahaxay (provincia di Khammouane), a 300 m di quota; l’olotipo è conservato all’erbario dell’Università nazionale del Laos (NUOL), gli isotipi a San Pietroburgo (LE), all’erbario nazionale del Laos (NHOL) e al Center for Plant Conservation di Hanoi. Una seconda raccolta, fatta tre giorni prima a una decina di chilometri a est della città di Thakhek, a 150 m, è citata nella stessa descrizione.
La scoperta è frutto delle spedizioni condotte in Laos tra il 2009 e il 2013. Nel 2018 Averyanov e colleghi citavano ancora Cycas laotica tra le scoperte notevoli delle zone carsiche del Laos, regioni che descrivono come in gran parte inesplorate dal punto di vista botanico. Nessuna storia della sua introduzione in coltivazione è documentata.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in altre lingue. Espressioni come «cycas del Laos» sono semplici traduzioni del nome scientifico e non nomi in uso: in Italia la pianta si indica soltanto con il nome scientifico.
In natura
Cycas laotica è nota soltanto dalla provincia di Khammouane, nel Laos centrale, dove la descrizione originale cita due sottopopolazioni, giudicate abbastanza grandi. Cresce in foreste primarie e secondarie secche di latifoglie, semidecidue o decidue, in boscaglie secondarie dense o aperte e sugli affioramenti rocciosi e le falesie di colline calcaree residue molto erose, tra 150 e 400 m di quota, spesso in pieno sole. Gli autori la descrivono come una pianta litofita, cioè che vive sulla roccia, e osservano che la rinnovazione naturale è normale. The World List of Cycads presenta fotografie scattate nella stessa provincia nel 2020 e nel 2024.
Secondo la descrizione, l’impollinazione avviene probabilmente tra giugno e agosto e i semi maturano in aprile-maggio. Impollinatori e dispersori dei semi non sono documentati.
Stato di conservazione e normativa
La specie è classificata vulnerabile (VU) dalla IUCN. Nel 2014 gli autori della descrizione indicavano che non era ancora stata valutata e proponevano, in via preliminare, la categoria vulnerabile (VU) o in pericolo (EN) secondo i criteri B1 e B2ab(i-v): le due sottopopolazioni sono abbastanza grandi e si rinnovano bene, ma l’areale è molto ristretto. I suoi ambienti possono essere facilmente alterati o distrutti dagli incendi, dalle miniere, dalla costruzione di strade, dallo sfruttamento del territorio e dalla raccolta commerciale eccessiva; per gli autori la specie merita una protezione completa in tutto il suo areale. La categoria attuale, ripresa da GBIF dai dati della IUCN (consultazione del 18 ottobre 2026), è vulnerabile (VU), e The World List of Cycads indica il criterio D2, che corrisponde a un areale o a un numero di località molto ristretti. La valutazione, di Nguyễn Tiến Hiệp e Leonid Averyanov, è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref); la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas laotica rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, consultata il 12 ottobre 2026, non ha una scheda propria della specie, che è coperta dall’iscrizione del genere e della famiglia. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Per Cycas laotica non è stata pubblicata alcuna esperienza di coltivazione: nel 2014 gli autori scrivevano di non avere alcuna informazione in merito, pur giudicando la specie molto promettente come piccolo albero ornamentale dal portamento di palma, per la sua bella chioma. Sui forum francesi e italiani consultati non è stato trovato alcun riscontro: il forum Fous de palmiers non dà alcun risultato per questo nome (verifica del 13 ottobre 2026), e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato nulla sulla specie.
L’ambiente naturale, colline calcaree con affioramenti rocciosi e un clima tropicale a stagione secca, a bassa quota, fa pensare a una pianta da pieno sole o da luce forte, da substrato molto drenante, e da caldo: sono deduzioni dall’habitat, non risultati di coltivazione. Il terreno calcareo dell’habitat suggerisce che un substrato alcalino non le sia sfavorevole, ma nessuna prova di coltivazione lo conferma. In Italia la scelta più prudente è la serra calda o un grande vaso da ritirare in inverno, con annaffiature molto distanziate durante la stagione fredda.
In Italia
Cycas laotica non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca «laotica» non dà alcun risultato (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro in piena terra o in vaso è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili, e in coltivazione l’impollinazione va di solito fatta a mano. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; data la rarità della specie e la fragilità dei suoi ambienti, accettate soltanto semi o piante di provenienza legale e coltivata.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate, e un ristagno d’acqua al freddo espone al marciume del fusto e delle radici.
Rusticità
Per Cycas laotica non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale, tra 150 e 400 m di quota nel Laos centrale, ha un clima tropicale, e nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo. Nessun vivaio consultato le attribuisce una zona di rusticità USDA.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas laotica, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie. La ristrettezza del suo areale e la fragilità dei suoi ambienti sconsigliano comunque qualsiasi prelievo in natura, e il commercio internazionale delle piante è regolato dalla CITES.
Domande frequenti
Da dove viene il nome laotica?
Dal Laos. L’epiteto ricorda il paese di cui la specie è endemica.
Dove cresce Cycas laotica?
Soltanto nel Laos centrale, nella provincia di Khammouane, su colline calcaree tra 150 e 400 m di quota, spesso in pieno sole.
Come si riconosce?
Dal fusto rigonfio alla base in un caudice ovoide e dal picciolo senza spine, una combinazione unica tra le Cycas del Laos. Le grandi foglie piatte e lucide, con 60-100 paia di foglioline, completano il quadro.
Quanto diventa grande?
Poco. Il fusto raggiunge di solito 2-2,5 m negli esemplari più vecchi, eccezionalmente 3 m, e alcune piante diventano fertili prima ancora di formare un fusto aereo.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica vulnerabile (VU, valutazione pubblicata nel 2023) per via del suo areale molto ristretto; nel 2014 gli autori della descrizione proponevano VU o EN, e i suoi ambienti sono esposti a incendi, miniere, strade e raccolta commerciale.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo né alcun riscontro di coltivazione: è una pianta tropicale da serra calda o da vaso ritirato in inverno.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas laotica: https://cycadlist.org/scientific_name/653 — autori, pubblicazione, tipo, distribuzione, statuto IUCN (VU D2), etimologia, fotografie di Khammouane (2020 e 2024). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026, riletta il 18 ottobre 2026.
- GBIF (API), Cycas laotica: https://api.gbif.org/v1/species/8215636/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (VU), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
- International Plant Names Index (IPNI), Cycas laotica: https://www.ipni.org/n/77144557-1 — riferimento bibliografico esatto (32(6): 783) e luoghi di conservazione del tipo. Indice nomenclaturale di riferimento, affidabile; consultato il 12 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), genere Cycas: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/12839/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea; il nome Cycas laotica vi è registrato senza scheda propria. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 12 ottobre 2026.
- Rufford Foundation, Gymnosperms of Laos (versione Early View, Nordic Journal of Botany 2014): https://media.rufford.org/media/project_reports/Nordic%20Journal%20of%20Botany%20000%20001%E2%80%93041%2C%202014.pdf — testo integrale del protologo e della chiave delle Cycas del Laos, nella versione anticipata dell’articolo (impaginazione 1-41, diversa da quella definitiva). Copia dell’articolo pubblicata sul sito della fondazione, fonte primaria; consultata il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Averyanov, L.V., Nguyen, T.H., Nguyen, S.K., Pham, T.V., Lamxay, V., Bounphanmy, S., Lorphengsy, S., Phan, L.K., Lanorsavanh, S. & Chantthavongsa, K. (2014). Gymnosperms of Laos. Nordic Journal of Botany 32(6): 765-805. doi:10.1111/njb.00498 [Protologo di Cycas laotica (p. 783): descrizione, raccolte, ecologia, note, stato di conservazione proposto; chiave delle Cycas del Laos. Fonte primaria; testo integrale letto nella versione Early View diffusa dalla Rufford Foundation, indicata tra i siti di riferimento.]
- Averyanov, L.V., Nguyen, K.S. & Maisak, T.V. (2018). Xylacanthus laotica (Acanthaceae, Acanthoideae), a new genus and species from Laos. Turczaninowia 21(2): 101-110. doi:10.14258/turczaninowia.21.2.11 [Cita Cycas laotica tra le scoperte delle zone carsiche del Laos; testo integrale consultato.]
- Nguyễn, T.H. & Averyanov, L. (2023). Cycas laotica. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T66909904A66909936. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T66909904A66909936.en [Valutazione della Lista rossa; riferimento verificato su Crossref, categoria attuale VU ripresa da GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]