Zamia soconuscensis

Zamia soconuscensis è una cicadea a tronco del Messico meridionale, endemica della Sierra del Soconusco, nel sud-ovest del Chiapas, dove cresce nel sottobosco tra la foresta tropicale sempreverde e la foresta nebulosa. Descritta nel 1988, questa specie del genere Zamia si riconosce dalle foglie nuove coperte di peluria bianca, dalle foglioline lunghe e strette e dai semi con involucro carnoso rosa salmone. Nella filogenesi più recente del genere forma da sola uno dei sette grandi cladi. La IUCN la classifica in pericolo (2022); in Italia non è citata in alcun orto botanico.

In sintesi: Zamia soconuscensis

  • Nome accettato: Zamia soconuscensis Schutzman, Vovides e Dehgan (1988), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; prima della descrizione, le raccolte erano state indicate come Zamia sp. o Zamia loddigesii
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome comune attestato
  • Distribuzione naturale: Messico, Chiapas (Sierra del Soconusco, detta anche Sierra Madre del Chiapas); tra 900 e 1400 m di quota secondo le raccolte d’erbario (Nicolalde-Morejón e colleghi, 2014)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri B1ab(iii,v), valutazione del 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; in Messico, «in pericolo di estinzione» (P) nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010
  • Rusticità documentata: nessuna; un vivaio specializzato colloca il suo gruppo tra le Zamia che tollerano inverni a 5-10 °C (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, sottobosco forestale, su argilla ricca di materia organica
  • Portamento e dimensioni adulte: pianta alta 0,3-0,5 m nella descrizione originale, con un tronco aereo di 5-25 cm di diametro, eretto da giovane e poi coricato; foglie lunghe 0,4-1,9 m
  • In Italia: nessun orto botanico; nessun riscontro di coltivazione
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia soconuscensis?

Le foglie nuove coperte di una peluria bianca, le foglioline lunghe e strette, senza denti, e il tronco aereo che si corica con l’età sono i caratteri più evidenti. La descrizione originale (Schutzman, Vovides e Dehgan, 1988) indica:

  • Portamento: piante maschili e femminili separate, dall’aspetto di una piccola palma, alte 0,3-0,5 m;
  • Tronco: grosso e aereo, eretto nelle piante giovani, poi coricato, raramente ramificato, con un diametro di 5-25 cm; la base del picciolo è massiccia e senza spine; i catafilli, triangolari e allungati, sono tomentosi e misurano circa 4,5 cm per 1,5 cm;
  • Foglie: da una a molte secondo le dimensioni e lo stato della pianta, aperte, lunghe 0,4-1,9 m e larghe 0,25-0,64 m; spuntano coperte da una peluria bianca e diventano verdi, coriacee e glabre;
  • Foglioline: da opposte a subopposte, lungamente lanceolate, da falciformi a quasi falciformi, lunghe 14-33 cm e larghe 0,6-1,4 cm, a margine intero e leggermente rivolto all’indietro, apice acuto;
  • Picciolo e rachide: spinosi in modo variabile, soprattutto verso la base del picciolo, con spine cilindriche di 0,5-4 mm;
  • Cono maschile: da cilindrico a conico, bruno scuro, 9,5 cm per 2,1 cm, su un peduncolo di 5,5 cm; ogni squama porta da 16 a 24 sacche polliniche;
  • Cono femminile: cilindrico, a forma di botte con apice acuminato, coperto da una fine peluria bruno scura, lungo 12-21 cm e largo 7-10 cm, su un peduncolo di 3,4 cm; due ovuli per squama;
  • Semi: ovoidi, regolari o angolosi; l’involucro carnoso (sarcotesta) è bianco da immaturo e diventa rosa salmone a maturità; il seme interno (sclerotesta), beige chiaro, misura 2,2-2,6 cm per 1,4-1,9 cm ed è percorso da 6-8 solchi longitudinali leggeri.

La specie ha 2n = 16 cromosomi, con un cariotipo relativamente simmetrico (indice di simmetria 2,08); gli autori notavano che i cromosomi, grandi, tendevano ad attaccarsi tra loro per le estremità e a frammentarsi durante la preparazione, difficoltà risolta con un trattamento al freddo di 12 ore (Schutzman e colleghi, 1988).

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido attuale di Zamia soconuscensis. La filogenesi di Lindstrom e collaboratori (2024), basata su dati di trascrittoma, ha però individuato alcuni eventi antichi di reticolazione, cioè di ibridazione tra linee evolutive. Secondo la loro analisi, gli antenati del clado dell’istmo (Costa Rica e Panama) avrebbero ereditato sia dalla linea di Zamia soconuscensis sia dall’antenato comune dei cladi sudamericani.

Possibili confusioni

Gli autori della descrizione avvicinavano la specie a Zamia inermis, del Veracruz, diverse centinaia di chilometri più a nord-ovest. Secondo la diagnosi latina, Zamia soconuscensis se ne distingue per le foglie nuove bianche e tomentose, le foglioline più falciformi e meno coriacee, il picciolo spinoso e poco peloso (inermis significa «senz’armi»), il tronco aereo, sottile e coricato, i coni bruni e i semi grandi, angolosi e finemente solcati. I coni di Zamia inermis sono bruno giallastri o beige, quelli di Zamia soconuscensis color caffè o bruno scuro a maturità (Schutzman e colleghi, 1988).

Gli autori citavano anche Zamia tuerckheimii, del Guatemala e dell’Honduras, e Zamia monticola: tutte specie arborescenti, con grandi coni, foglioline falciformi poco o per nulla dentate e 2n = 16. Zamia soconuscensis ha foglioline lunghe, strette, lanceolate, relativamente sottili e senza denti, mentre Zamia tuerckheimii ha foglioline più larghe, da ellittiche a oblanceolate, leggermente dentate all’apice. Nicolalde-Morejón e colleghi (2011) aggiungono che Zamia tuerckheimii, Zamia soconuscensis e Zamia inermis hanno in comune il fusto aereo e le foglioline a margine intero, ma non pongono problemi di identificazione.

Un’altra confusione è storica: nel Soconusco la specie convive con Ceratozamia matudae (allora scritta «matudai»), e gli esemplari sterili delle due piante si somigliano abbastanza da essere stati confusi in erbario (vedi Etimologia e storia).

Tassonomia

Zamia soconuscensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu descritta nel 1988 da Bart Schutzman, Andrew P. Vovides e Bijan Dehgan nella Botanical Gazette (volume 149, fascicolo 3), in un articolo che descriveva anche Zamia cremnophila (pp. 347-360; descrizione di Zamia soconuscensis alle pp. 347-351, figure 1-3). Il tipo è una raccolta di Eizi Matuda del febbraio 1939 (Matuda 2659) nel Chiapas: l’olotipo è al Field Museum di Chicago (F), gli isotipi a MICH e CR. Il nome non ha sinonimi.

Gli autori la ritenevano vicina a Zamia inermis. Nella filogenesi di Lindstrom e collaboratori (2024), che ha analizzato oltre 2900 loci in 77 specie, il genere si divide in sette grandi cladi corrispondenti a regioni geografiche, e Zamia soconuscensis forma da sola il clado IV (Gutiérrez-Ortega e Villarreal, 2024). La sua posizione è inattesa: è sorella delle specie dell’America centrale meridionale e dell’America del Sud (cladi V-VII), e non delle altre Zamia messicane e centroamericane settentrionali dei cladi II e III, che pure le sono geograficamente più vicine. Questa collocazione era già emersa nello studio di Calonje e colleghi (2019) ed è pienamente confermata da Lindstrom e collaboratori, che stimano la separazione di questa linea, propria del Chiapas, a circa 22,5 milioni di anni fa e descrivono la specie come morfologicamente molto distinta.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce alla Sierra del Soconusco, detta anche Sierra Madre del Chiapas, nel sud-ovest del Chiapas, dove la specie è endemica (Schutzman e colleghi, 1988; Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads).

Il botanico Eizi Matuda, durante il suo ampio studio del distretto del Soconusco, raccolse la pianta già nel dicembre 1937 senza riconoscerla come nuova: la indicava come Zamia sp. o Zamia loddigesii, e un suo esemplare sterile era stato confuso con la Ceratozamia che porta il suo nome, prima di essere rietichettato. Gli autori della descrizione ritrovarono la pianta nel gennaio 1985, durante la seconda di due spedizioni nel Chiapas meridionale; altri esemplari furono raccolti nel 1985 e nel 1986 (Schutzman e colleghi, 1988).

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome comune, né italiano né spagnolo; Species+ non ne indica.

In natura

Secondo The World List of Cycads, Zamia soconuscensis vive soltanto in Messico, nello Stato del Chiapas. La descrizione originale la colloca nel sottobosco della zona di transizione tra la «selva alta perennifolia» (foresta tropicale alta sempreverde) e il «bosque mesófilo de montaña» (foresta nebulosa), su un suolo argilloso ricco di materia organica. Gli autori la ritenevano probabilmente molto localizzata, nota solo in piccole aree della Sierra del Soconusco, e non hanno pubblicato le località precise per proteggerla dalla raccolta commerciale; segnalazioni non documentate parlavano di altre località nella stessa catena. Ricordavano anche che il Soconusco è stato indicato come uno dei cinque principali rifugi del Messico (Toledo, 1982). La descrizione originale non indica la quota; secondo le raccolte d’erbario, Nicolalde-Morejón e colleghi (2014) collocano la specie tra 900 e 1400 m. Lindstrom e collaboratori (2024) la descrivono in piccole sacche isolate di foresta nebulosa, su ripidi pendii montani.

Stato di conservazione e normativa

Zamia soconuscensis è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo il criterio B1ab(iii,v), in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Questo criterio indica un areale ridotto, frammentato o limitato a poche località, con un declino continuo della qualità dell’habitat e del numero di piante adulte. Già nel 1988 gli autori segnalavano che lo studio dell’habitat era stato interrotto dalla conversione dei terreni a caffè e mais, e che piante vive erano state prelevate per salvarle e coltivarle negli orti botanici e nella stazione biologica dell’INIREB (l’istituto di ricerca di Xalapa, nel Veracruz) e altrove.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia soconuscensis rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ nomina la specie (consultazione dell’11 ottobre 2026). In Messico è classificata «in pericolo di estinzione» (P) nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010 (Nicolalde-Morejón e colleghi, 2014). Esiste anche una valutazione IUCN precedente, di A. Vovides e J. Chemnick, pubblicata nel 2010.

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie da parte di un orto botanico. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca Zamia soconuscensis nel gruppo delle Zamia del Messico, del Guatemala, del Salvador e dell’Honduras, che giudica di difficoltà media: la maggior parte viene da climi con una stagione secca marcata e tollera l’aria secca e un substrato piuttosto asciutto d’inverno (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:

  • substrato drenante, leggermente calcareo o neutro; acqua: tutti i tipi;
  • inverno: 5-10 °C con risalite diurne verso 20-25 °C; tolleranza media ai periodi freschi prolungati, senza risalite oltre 20 °C, con un substrato piuttosto asciutto ma non secco;
  • estate: 15-20 °C di notte e 25-30 °C di giorno, fino a 40 °C con annaffiature abbondanti;
  • durata: temperature estive per almeno 4-6 mesi all’anno; coltivate a temperature «invernali» tutto l’anno, queste piante tropicali deperiscono.

Sono consigli d’esperienza validi per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia soconuscensis. Lo stesso autore colloca invece Zamia tuerckheimii e Zamia monticola, le parenti citate nella descrizione originale, nel gruppo più esigente delle foreste di bassa quota; nessuna fonte spiega la differenza.

In Italia

Zamia soconuscensis non figura nella lista del 2009 dell’Orto Botanico di Messina, né tra le cicadee delle serre di Napoli, né negli elenchi dei Giardini Hanbury, né, per l’Italia, in BGCI PlantSearch; le collezioni italiane di cicadee sono presentate nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.

Non esiste quindi alcun riscontro italiano di coltivazione.

Moltiplicazione

Come tutte le Zamia, la specie ha piante maschili e piante femminili e si moltiplica per seme; per ottenere semi in coltivazione serve una pianta di ciascun sesso. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie; la descrizione originale illustra una plantula. I semi sono esentati dal permesso CITES; assicuratevi che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. Il vivaio Cycadales.eu ricorda che un substrato molto umido favorisce i marciumi quando fa freddo, e che le specie del gruppo messicano hanno il vantaggio di tollerare un substrato più asciutto d’inverno (Lavaud, 2023). Le Zamia in coltivazione possono anche ospitare cocciniglie.

Rusticità

Non esiste alcun dato misurato di resistenza al freddo per Zamia soconuscensis, e nessun episodio di gelo la riguarda. Il vivaio Cycadales.eu indica per il suo gruppo una tolleranza invernale di 5-10 °C con risalite diurne (Lavaud, 2023): non è una soglia misurata sulla specie, e nessuna fonte indica che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia o nel sud della Francia. Le indicazioni di Cycadales.eu, vivaio di Montpellier, il cui clima è vicino a quello di molte regioni costiere italiane, fanno pensare a una pianta da vaso, all’aperto d’estate e d’inverno in un ambiente luminoso e riparato, con minime intorno a 5-10 °C e un substrato tenuto piuttosto asciutto: è una deduzione dai consigli per il gruppo, non un’esperienza sulla specie.

Riferimenti internazionali

Non è stata pubblicata alcuna rilevazione di freddo per la specie, né sui forum né dagli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato pubblicato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia soconuscensis. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e per il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso proprio di Zamia soconuscensis.

Domande frequenti

Dove cresce?

Soltanto in Messico, nella Sierra del Soconusco (Chiapas), nel sottobosco tra la foresta tropicale sempreverde e la foresta nebulosa, su argilla ricca di materia organica, tra 900 e 1400 m di quota secondo le raccolte d’erbario.

Come si riconosce?

Dalle foglie nuove coperte di peluria bianca, dalle foglioline lunghe e strette (14-33 cm per 0,6-1,4 cm) senza denti, dal tronco aereo che si corica e dai semi con involucro rosa salmone a maturità.

Perché è importante per la filogenesi del genere?

Perché nella filogenesi di Lindstrom e collaboratori (2024) forma da sola uno dei sette grandi cladi del genere, più vicino alle specie del sud che alle Zamia messicane vicine, e perché un antico evento di ibridazione lega la sua linea a quella delle Zamia del Costa Rica e di Panama.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022), per un areale ridotto e il declino dell’habitat, convertito in piantagioni di caffè e in campi di mais. Rientra nell’Appendice II della CITES.

Si può coltivare in Italia?

Probabilmente sì, in vaso e al riparo d’inverno, secondo i consigli di un vivaio specializzato per il suo gruppo; non esiste però alcun riscontro italiano.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia soconuscensis: https://cycadlist.org/scientific_name/553 — autori, protologo, tipo (Matuda 2659, F; MICH, CR), distribuzione, stato IUCN e criteri, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
  • The Cycad Society, protologo di Zamia soconuscensis (Schutzman, Vovides e Dehgan, Botanical Gazette 149(3): 347-360, 1988): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-soconuscensis.pdf — descrizione, storia della scoperta, tipo, habitat, minacce, affinità, cariotipo. Fonte primaria; file in parte danneggiato, immagini delle pagine estratte e lette per riconoscimento ottico dei caratteri.
  • Annals of Botany, commento di Gutiérrez-Ortega e Villarreal (2024): https://villarreal-lab.ibis.ulaval.ca/wp-content/uploads/sites/6/2024/11/Gutierrez-OrtegaVillarreal.2024.AnnBot.pdf — Zamia soconuscensis unica specie del clade IV; reticolazione antica che coinvolge il suo antenato (Lindstrom e collaboratori, 2024). Commento in una rivista con revisione paritaria; letto direttamente.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Zamia soconuscensis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/25664/legal — Appendice II della CITES (iscrizione del genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata l’11 ottobre 2026 (API pubblica).
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • Cycadales.eu (Simon Lavaud), «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — gruppo delle Zamia del Messico, del Guatemala, del Salvador e dell’Honduras, substrato, temperature. Vivaio specializzato: consigli d’esperienza per gruppo di specie; letto direttamente.
  • PubMed Central, Lindstrom e collaboratori (2024), Annals of Botany: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — clado IV con una sola specie, posizione inattesa, separazione verso 22,5 milioni di anni fa, ambiente (foresta nebulosa su pendii ripidi), reticolazione antica. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
  • Revista Mexicana de Biodiversidad, Biodiversidad de Zamiaceae en México (2014): https://doi.org/10.7550/rmb.38114 — Stato, quota (900-1400 m), categoria della NOM-059-SEMARNAT-2010. Articolo con revisione paritaria; testo integrale letto.
  • Revista Mexicana de Biodiversidad, Perspectivas sistemáticas de Zamia en Megaméxico (2011): https://www.redalyc.org/pdf/425/42521043001.pdf — gruppo Zamia tuerckheimii, Zamia soconuscensis e Zamia inermis (fusto aereo, foglioline a margine intero). Articolo con revisione paritaria; testo integrale letto.

Bibliografia

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  • Gutiérrez-Ortega, J.S. & Villarreal A., J.C. (2024). A possible case of adaptive radiation in cycads. Annals of Botany 134(5): i-ii. doi:10.1093/aob/mcae110 [Commento su Lindstrom e collaboratori (2024); letto direttamente.]
  • Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Filogenesi del genere; testo integrale consultato su PubMed Central.]
  • Calonje, M., Meerow, A.W., Griffith, M.P., Salas-Leiva, D., Vovides, A.P., Coiro, M. & Francisco-Ortega, J. (2019). A time-calibrated species tree phylogeny of the New World cycad genus Zamia L. (Zamiaceae, Cycadales). International Journal of Plant Sciences 180(4): 286-314. [Non consultato; posizione di Zamia soconuscensis citata secondo Lindstrom e collaboratori (2024).]
  • Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F., Stevenson, D.W., Rojas-Soto, O. & Medina-Villarreal, A. (2014). Biodiversidad de Zamiaceae en México. Revista Mexicana de Biodiversidad, Supl. 85: S114-S125. doi:10.7550/rmb.38114 [Testo integrale letto.]
  • Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F. & Vovides, A.P. (2011). Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico: de la taxonomía alfa a los códigos de barras genéticos. Revista Mexicana de Biodiversidad 82: 341-355. [Testo integrale letto.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia soconuscensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42156A69838890. [Valutazione in vigore; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Vovides, A. & Chemnick, J. (2010). Zamia soconuscensis. The IUCN Red List of Threatened Species. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42156A10669906.en [Valutazione precedente; esistenza verificata su Crossref, contenuto non consultato.]
  • Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu. [Consigli di coltivazione per gruppo di specie; letto direttamente.]
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  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]