Zamia pygmaea è considerata la più piccola cicadea del mondo: una pianta a fusto sotterraneo, alta al massimo 25 cm circa, endemica di Cuba occidentale e dell’Isola della Gioventù (Isla de la Juventud), dove cresce nelle pinete e nei luoghi aperti, su sabbie bianche. Questa specie del genere Zamia fu descritta nel 1815 dal botanico inglese John Sims da una pianta coltivata a Londra. Ha ricevuto diversi altri nomi, tra cui Zamia kickxii, Zamia silicea e Zamia ottonis, che The World List of Cycads colloca oggi nella sua sinonimia; l’ultimo è però mantenuto come specie distinta dalla Flora de la República de Cuba e da uno studio genetico del 2024. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2022); in Italia è citata tra le cicadee delle serre dell’Orto Botanico di Napoli.
In sintesi: Zamia pygmaea
- Nome accettato: Zamia pygmaea Sims (1815), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Zamia kickxii Miq. (1842), Zamia ottonis Miq. (1844), Zamia pygmaea var. wrightii A.DC. (1868), Zamia silicea Britton (1916), Zamia chamberlainii J.Schust. (1932), Zamia pumila subsp. pygmaea (Sims) Eckenw. (1981), Palmifolium pygmaeum (Sims) Kuntze (1891); Zamia ottonis è trattata come specie distinta dalla flora di Cuba (vedi Tassonomia)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; «yuquilla de sabana» a Cuba (Roig, 1963, citato dalla Flora de la República de Cuba; Species+); «Least Zamia» in inglese in Sims (1815)
- Distribuzione naturale: Cuba, provincia di Pinar del Río e Isola della Gioventù
- Stato IUCN: in pericolo (EN), criteri B1ab(ii,iii,iv,v)+2ab(ii,iii,iv,v), valutazione del 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato misurato per la specie; un vivaio specializzato colloca il suo gruppo tra le Zamia che tollerano temperature vicine allo zero (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, pinete e luoghi aperti su sabbie bianche quarzose (Flora de la República de Cuba); in coltivazione, substrato molto minerale e drenante, piuttosto calcareo (consiglio di gruppo di Cycadales.eu)
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto sotterraneo; alta al massimo 25 cm circa secondo le fonti recenti, foglie lunghe una spanna in Sims; la flora di Cuba indica però foglie di circa 80 cm (vedi Come riconoscere)
- In Italia: nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli (pubblicazione del 2019)
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia pygmaea?
La piccola taglia è il carattere più citato: Gutiérrez-Ortega e Villarreal (2024) la presentano come la cicadea più piccola del mondo, alta al massimo 25 cm. La descrizione originale di John Sims (1815), fatta su una pianta maschile, indica:
- Foglie: pennate, lunghe circa una spanna, su piccioli arrotondati.
- Foglioline: una decina di paia, così ravvicinate da sovrapporsi in parte, non esattamente opposte, ovate e oblique, lucide, attaccate al rachide da un’articolazione cartilaginea; il margine superiore, più diritto, è finemente seghettato nel terzo verso la punta, quello inferiore, più curvo, fino a metà; il resto è intero.
- Rachide: con due solchi sulla faccia superiore, arrotondato su quella inferiore.
- Cono maschile: ovato, su un peduncolo corto e spesso piegato di lato, con squame vagamente esagonali che portano numerose antere globose e bianche. Sims non vide la pianta femminile.
La Flora de la República de Cuba (González Géigel, 2003), basata sulle piante cubane, dà una descrizione più completa, ma con dimensioni molto superiori a quelle di Sims e ai 25 cm spesso citati, senza spiegare la differenza:
- Fusto: sotterraneo, tuberoso, di 8 cm di diametro.
- Foglie: circa 6, erette, lunghe circa 80 cm; le giovani sono coperte da una peluria bruno ruggine che poi scompare; picciolo senza aculei, quasi cilindrico e piatto sopra, lungo da 20 a 80 cm.
- Foglioline: da alterne a subopposte, 10-12 per lato del rachide, da strettamente ovato-lanceolate a lanceolate, lunghe da 4 a 9 cm e larghe da 1 a 2 cm (talvolta 0,8), rigide, ottuse, con il margine munito di numerosi dentini.
- Coni maschili: cilindrici, di circa 5 cm per 1 cm, su un peduncolo di 2-2,5 cm.
- Coni femminili: di 3-6 cm per 1,5-2 cm, con apice conico brevemente acuminato, su un peduncolo di 2-4 cm, coperti da una peluria bruno rossastra.
- Semi: ovoidi, di circa 1,5 cm per 1 cm, con polpa da rossastra a rosa scuro. Coni e semi sono segnalati da ottobre ad agosto.
La stessa flora osserva che nei luoghi disturbati o dopo gli incendi le foglie nuove non crescono erette ma un po’ arcuate, con meno foglioline: sono queste le piante a cui era stato dato il nome di Zamia silicea.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido di Zamia pygmaea, né naturale né orticolo, nelle fonti consultate. Per l’insieme delle Zamia delle Antille e della Florida, Lindstrom e collaboratori (2024) ricordano che studi genetici hanno messo in evidenza scambi di geni complessi tra popolazioni e perfino tra isole, senza citare casi propri di questa specie.
Possibili confusioni
A Cuba vivono diverse Zamia a fusto sotterraneo. La chiave della Flora de la República de Cuba le separa così:
- Zamia angustifolia, Zamia stricta e Zamia integrifolia: foglioline strettamente lineari, larghe meno di 7 mm, intere tranne vicino alla punta;
- Zamia pumila: meno di 10 foglioline per lato e coni più grandi (coni maschili di 6-11 cm, femminili di 8-14 cm);
- la pianta che la flora chiama Zamia amblyphyllidia (oggi riunita a Zamia erosa da The World List of Cycads): foglioline larghe più di 2 cm;
- Zamia ottonis, che la flora mantiene come specie: foglioline da lanceolate a spatolate, crenate soprattutto verso la punta, e coni femminili cilindrici, contro foglioline da ovato-lanceolate a lanceolate, munite di numerosi dentini, in Zamia pygmaea.
Simon Lavaud, del vivaio francese Cycadales.eu, osserva che a Cuba la diversità delle Zamia è grande e che finora nessuno è riuscito a descriverla con precisione, e pubblica fotografie di piante cubane di «tipo erosa», «tipo integrifolia» e «tipo pygmaea» (Lavaud, 2023). Fuori da una popolazione nota, le piante giovani possono quindi essere difficili da attribuire. Nessuna confusione è invece possibile con l’altra cicadea endemica di Cuba occidentale, Microcycas calocoma, che forma un tronco.
Tassonomia
Zamia pygmaea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie fu pubblicata da John Sims nel 1815 nel Botanical Magazine (volume 42, tavola 1741), con il nome inglese di «Least Zamia». L’olotipo, conservato al Natural History Museum di Londra (BM), fu prelevato da Salisbury su una pianta coltivata da Loddiges; la Flora de la República de Cuba la dice originaria di Cuba, mentre Sims scriveva soltanto «importata, originaria delle Indie occidentali».
The World List of Cycads e Species+ collocano nella sua sinonimia diversi nomi, descritti da piante variabili:
- Zamia kickxii Miq. (Monographia Cycadearum: 71, tav. 8, 1842), descritta da una pianta coltivata nell’orto botanico di Gand e proveniente da Cuba secondo la flora di Cuba, con Palmifolium kickxii e Zamia pygmaea var. kickxii;
- Zamia ottonis Miq. (Linnaea 17: 740, 1844), il cui tipo viene da San Antonio Fundador de Canímar, nella provincia di Matanzas, con Palmifolium ottonis e Zamia pygmaea var. ottonis;
- Zamia pygmaea var. wrightii A.DC. (Prodromus 16(2): 543-544, 1868), basata su una raccolta di Charles Wright nelle «sabanas Chirigota» di Pinar del Río (1861-1864); secondo la flora di Cuba Zamia chamberlainii J.Schust. (1932) ne è un sinonimo omotipico;
- Zamia silicea Britton (Bulletin of the Torrey Botanical Club 43: 462, 1916), da una raccolta del 13 febbraio 1916 presso Los Indios, sull’Isola della Gioventù, con Zamia media f. silicea;
- Palmifolium pygmaeum (Sims) Kuntze (1891), frutto del tentativo di Otto Kuntze di sostituire il nome di genere Zamia;
- Zamia pumila subsp. pygmaea (Sims) Eckenw. (Journal of the Arnold Arboretum 61: 719, 1981).
Nel 1981 James Eckenwalder aveva riunito tutte le Zamia delle Antille in un’unica specie, Zamia pumila, con due sottospecie, tra cui la sottospecie pygmaea, propria di Cuba occidentale; secondo la flora di Cuba, i lavori di Stevenson (1987) hanno mostrato che questa riduzione era troppo drastica. Nella filogenesi di Lindstrom e collaboratori (2024) le Zamia delle Antille e della Florida formano un clado ben sostenuto (clado I), che secondo la lista più recente conta otto specie e una varietà.
Il caso di Zamia ottonis
Su un punto le fonti divergono. The World List of Cycads colloca Zamia ottonis in Zamia pygmaea, ma la Flora de la República de Cuba (González Géigel, 2003) la tratta come specie a sé, presente nell’ovest, nel centro e nell’est dell’isola, nelle boscaglie xerofile su serpentino. Lo studio filogenetico di Lindstrom e collaboratori (2024), che ha analizzato piante di Zamia pygmaea e di Zamia kickxii di Cuba occidentale e una Zamia ottonis della provincia di Sancti Spíritus, va nella stessa direzione: Zamia ottonis vi risulta una specie valida, separatasi prima, mentre Zamia kickxii è sorella di Zamia pygmaea. Gli autori notano che la località d’origine di questi ultimi due nomi è sconosciuta, perché furono descritti da piante coltivate, ma concludono che a Cuba esistono almeno due specie distinte, e ricordano che l’ipotesi era già stata avanzata da González Géigel nel 2003 senza essere mai stata accettata in modo ampio. Le tre formano, all’interno del clado delle Antille e della Florida, un piccolo gruppo che riunisce le specie più piccole del genere, nel quale la grandezza dei semi segue quella delle piante. Il sito segue The World List of Cycads, riferimento attuale, segnalando questa divergenza.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino pygmaeus, «pigmeo» o «nano», con riferimento evidente alla piccola statura della pianta (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads).
La pianta descritta da Sims era stata comunicata dal vivaio Loddiges e figlio, a Hackney (Londra), dove fiorì all’inizio di maggio. Lo stesso testo riporta i consigli di coltivazione dei Loddiges per tutta la famiglia: un terriccio sabbioso e leggero che lasci defluire l’acqua, la «testa» delle piante in un’atmosfera calda e umida, e nessun tentativo di mantenere la serra a temperatura costante, perché le loro serre passavano spesso, nello stesso giorno, da 120 a 60 gradi Fahrenheit (circa 49 e 16 °C), con evidente beneficio per le piante. I Loddiges aggiungevano che, dei quarantadue «palmizi», cicadee comprese, che coltivavano, solo nove si potevano moltiplicare per divisione, mentre gli altri andavano seminati appena raccolti (Sims, 1815).
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano; Sims la chiamava in inglese «Least Zamia». A Cuba, la Flora de la República de Cuba indica per questa specie il nome di «yuquilla de sabana», secondo Roig (1963), ripreso da Species+. Per il genere in generale, la stessa flora cita a Cuba «guáyara», «yuca cimarrona» e «yuquilla» (León, 1946; Roig, 1963), mentre il nome «yuquilla de ratón» vi designa altre specie, tra cui Zamia ottonis.
In natura
Zamia pygmaea è endemica di Cuba: The World List of Cycads ne limita la distribuzione all’ovest dell’isola e all’Isola della Gioventù (l’antica Isla de Pinos), e la Flora de la República de Cuba precisa la provincia di Pinar del Río e l’Isola della Gioventù. Secondo questa flora cresce nelle pinete e nei luoghi aperti, su sabbie bianche quarzose.
Una scheda compilativa del Botanical Survey of India descrive ambienti aperti e secchi che vanno dal serpentino agli affioramenti calcarei fino alla sabbia quasi pura, e colloca la specie, con Zamia angustifolia, tra le più xerofile del genere. Questo quadro corrisponde alla specie in senso ampio: il serpentino è l’ambiente che la flora di Cuba attribuisce a Zamia ottonis. Impollinatori e consistenza delle popolazioni non sono documentati per la specie nelle fonti consultate; per il genere, la flora di Cuba cita un’impollinazione da parte di piccoli coleotteri dei generi Rhopalotria e Pharaxonotha.
Stato di conservazione e normativa
Zamia pygmaea è classificata in pericolo (EN) nella Lista Rossa della IUCN, secondo i criteri B1ab(ii,iii,iv,v)+2ab(ii,iii,iv,v), in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (secondo The World List of Cycads; la Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Questi criteri indicano un areale e una superficie occupata ridotti, con un declino continuo della superficie occupata, della qualità dell’habitat, del numero di località e del numero di piante adulte. La scheda del Botanical Survey of India indica ancora «in pericolo critico», secondo una valutazione precedente.
Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia pygmaea rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026), che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, e i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ nomina la specie e ne elenca i sinonimi (consultazioni dell’11 e del 13 ottobre 2026).
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie da parte di un orto botanico. Simon Lavaud, del vivaio specializzato Cycadales.eu di Montpellier, colloca Zamia pygmaea nel gruppo delle Zamia della Florida e dei Caraibi, che giudica di coltivazione facile: specie che tollerano temperature vicine allo zero e gli inverni di tipo mediterraneo, provengono quasi tutte da ambienti calcarei e sopportano bene la siccità (Lavaud, 2023). Per questo gruppo consiglia:
- substrato drenante, da leggermente a molto calcareo (un minimo di calcare gli sembra indispensabile), con circa l’80 % di materiale minerale;
- acqua: tutti i tipi;
- inverno: 1-10 °C con risalite diurne verso 15-20 °C, e una buona tolleranza ai periodi freschi prolungati se il substrato resta piuttosto asciutto ma non completamente secco;
- estate: 15-20 °C di notte e 25-30 °C di giorno, fino a 40 °C con annaffiature abbondanti; temperature estive per almeno 4-6 mesi all’anno.
Sono consigli d’esperienza validi per un gruppo di specie, non misure fatte su Zamia pygmaea. In natura, del resto, la flora di Cuba la segnala su sabbie quarzose, non calcaree: l’esigenza di calcare, valida per il gruppo, non è dimostrata per questa specie.
In Italia
Zamia pygmaea è citata tra le Zamia delle serre dell’Orto Botanico di Napoli, insieme a Zamia angustifolia var. angustissima, Zamia vazquezii e Zamia prasina (citata come Zamia polymorpha), nell’articolo di G. Sibilio sulle serre del giardino (Delpinoa 56-57, volume 2014-2015, pubblicato online nel 2019). Le cicadee di Napoli sono coltivate soprattutto nelle Serre Califano; la presenza attuale della pianta non è stata verificata, e non si può sapere da questa fonte se si tratti di una pianta corrispondente a Zamia pygmaea in senso stretto o a una delle forme che alcuni autori separano. La specie non figura nella lista del 2009 dell’Orto Botanico di Messina né negli altri elenchi consultati (Hanbury, BGCI). Le collezioni di cicadee degli orti italiani sono presentate nell’articolo sulle cicadee negli orti botanici italiani.
Sul forum Tropicamente non è stato trovato alcun messaggio su questa specie (ricerche «pygmaea», «pygmea» e «pigmea» dell’11 ottobre 2026, «pygmaea» e «ottonis» del 17 ottobre 2026). Non esiste quindi alcun riscontro italiano di coltivazione all’aperto.
Moltiplicazione
Come tutte le Zamia, la specie ha piante maschili e piante femminili e si moltiplica per seme; per ottenere semi in coltivazione serve una pianta di ciascun sesso. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. Nel 1815 i Loddiges notavano già che la maggior parte delle cicadee andava seminata appena raccolta (Sims, 1815). I semi sono esentati dal permesso CITES; assicuratevi che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. Il vivaio Cycadales.eu insiste, per tutto il suo gruppo, su un substrato molto minerale, perché un terriccio che resta umido per settimane d’inverno favorisce i marciumi (Lavaud, 2023). Le Zamia in coltivazione possono anche ospitare cocciniglie.
Rusticità
Non esiste alcun dato misurato di resistenza al freddo per Zamia pygmaea. Il vivaio Cycadales.eu attribuisce all’insieme delle Zamia caraibiche una tolleranza a temperature vicine allo zero, e a temperature negative soltanto per Zamia integrifolia (Lavaud, 2023): per Zamia pygmaea non è indicata alcuna soglia.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia, in nessuna zona, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie: l’unica presenza documentata è in serra, a Napoli. Anche in Francia non è stato pubblicato alcun risultato in piena terra; sul forum francese Fous de palmiers la specie compare solo a proposito di scambi di semi. Per una specie dello stesso gruppo, l’esperienza del sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane (coste liguri e tirreniche, Sicilia, Sardegna, Puglia), fornisce un termine di paragone: al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures, nel Var, Zamia integrifolia è sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012, con danni alle foglie. Non è un dato su Zamia pygmaea, la cui resistenza può essere diversa, e non permette di stabilire una soglia per questa specie. In mancanza di prove, conviene coltivarla in vaso, riparata dal gelo d’inverno.
Riferimenti internazionali
Non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo per la specie, né sui forum né negli orti botanici. La scheda del Botanical Survey of India segnala una pianta coltivata nell’orto botanico del NBRI di Lucknow, in India, senza dati climatici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia pygmaea. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e per il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Secondo la Flora de la República de Cuba, a Cuba la specie è usata soprattutto come veleno per topi (Roig, 1963), senza che il suo effetto sia stato verificato. Per il genere, la stessa flora riferisce che nel centro e nell’est di Cuba si estraeva l’amido dal fusto sotterraneo per nutrire i bambini piccoli; nessuna fonte attribuisce questo uso a Zamia pygmaea, e queste preparazioni, pericolose senza una lunga eliminazione delle tossine, non vanno in alcun caso riprodotte.
Domande frequenti
È davvero la cicadea più piccola del mondo?
Sì, è presentata così: al massimo 25 cm circa di altezza, con foglie lunghe una spanna in Sims. La flora di Cuba indica però foglie molto più lunghe (circa 80 cm), senza spiegare la differenza. Con Zamia kickxii e Zamia ottonis forma il piccolo gruppo cubano delle specie più piccole del genere.
Dove cresce?
Soltanto a Cuba, nella provincia di Pinar del Río e sull’Isola della Gioventù, nelle pinete e nei luoghi aperti, su sabbie bianche quarzose.
Zamia kickxii e Zamia ottonis sono la stessa pianta?
Per The World List of Cycads e Species+ sì: sono sinonimi. Lo studio genetico del 2024 trova Zamia kickxii vicinissima a Zamia pygmaea, ma separa invece Zamia ottonis, che anche la flora di Cuba mantiene come specie.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022), per un areale ridotto e in declino. Rientra nell’Appendice II della CITES e nell’Allegato B nell’Unione europea.
Si può vedere in Italia?
Sì, nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli, dove era citata nel 2019; la presenza attuale non è stata verificata. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione privata in Italia.
È rustica?
Non si sa. Non esiste alcun dato misurato; un vivaio specializzato colloca il suo gruppo tra le Zamia che tollerano temperature vicine allo zero. Prudenza: vaso e riparo dal gelo.
Serve un substrato calcareo?
Non necessariamente. Cycadales.eu consiglia un substrato molto minerale e un po’ calcareo per tutto il gruppo delle Zamia caraibiche, ma la flora di Cuba colloca questa specie su sabbie quarzose. Conta soprattutto il drenaggio.
È tossica?
Bisogna supporlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi; a Cuba, del resto, la pianta è usata come veleno per topi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia pygmaea: https://cycadlist.org/scientific_name/545 — autore, protologo, olotipo (BM), distribuzione, stato IUCN e criteri, etimologia, sinonimi. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 e il 13 ottobre 2026.
- The Cycad Society, protologo di Zamia pygmaea (Sims, Botanical Magazine 42: t. 1741, 1815): https://www.cycad.org/documents/descriptions/Zamia/Zamia-pygmaea.pdf — descrizione della pianta maschile, origine («Indie occidentali»), consigli di coltivazione dei Loddiges. Fonte primaria; copia digitalizzata letta per riconoscimento ottico dei caratteri.
- Orto botanico di Berlino, Flora de la República de Cuba, fascicolo 8(4), Zamiaceae (González Géigel, 2003, edizione online 2024): https://www.bgbm.org/sites/default/files/2024-04/flora_de_la_republica_de_cuba_fasciculo_8-4_zamiaceae.pdf — chiave delle Zamia cubane, descrizione, tipi e sinonimi, distribuzione, habitat, variabilità, nome locale, uso, trattamento di Zamia ottonis come specie. Flora nazionale, fonte primaria; testo integrale letto il 13 ottobre 2026 e ricontrollato il 17 ottobre 2026.
- PubMed Central, Lindstrom e collaboratori (2024), Annals of Botany: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — Zamia ottonis specie valida, Zamia kickxii sorella di Zamia pygmaea, gruppo delle specie più piccole, clado caraibico e scambi di geni. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Annals of Botany, commento di Gutiérrez-Ortega e Villarreal (2024): https://villarreal-lab.ibis.ulaval.ca/wp-content/uploads/sites/6/2024/11/Gutierrez-OrtegaVillarreal.2024.AnnBot.pdf — Zamia pygmaea cicadea più piccola del mondo (fino a 25 cm). Commento in una rivista con revisione paritaria; letto direttamente.
- Botanical Survey of India, Species datasheet Zamia pygmaea: https://bsi.gov.in/uploads/userfiles/file/Chromosome%20Database/Species%20data/Gymnosperms/Zamia%20pygmaea.pdf — ambienti (serpentino, calcare, sabbia), coltivazione a Lucknow, vecchio stato IUCN. Istituzione scientifica; scheda compilativa, letta direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia pygmaea: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/16394/legal — Appendice II della CITES (iscrizione del genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), Allegato B dell’Unione europea, sinonimi e nome spagnolo «yuquilla de sabana». Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata l’11 e il 13 ottobre 2026 (API pubblica).
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Cycadales.eu (Simon Lavaud), «Comment cultiver les Zamia en climat tempéré» (6 gennaio 2023, aggiornato il 27 maggio 2023): https://cycadales.eu/comment-cultiver-les-zamia-en-climat-tempere/ — gruppo delle Zamia della Florida e dei Caraibi, substrato, temperature, diversità delle Zamia cubane. Vivaio specializzato: consigli d’esperienza per gruppo di specie; letto direttamente.
- Delpinoa 56-57, Sibilio G., «The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy» (volume 2014-2015, online nel 2019): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D/Delpinoa_n_s_56-57_2014-15_%5B2019%5D_069-103.pdf — Zamia pygmaea tra le Zamia delle serre di Napoli. Rivista dell’Orto Botanico di Napoli; citata secondo l’inventario degli orti italiani del sito.
- Tropicamente, ricerche «pygmaea», «pygmea», «pigmea», «ottonis»: https://www.tropicamente.it/forums/search/pygmaea/ — nessun messaggio sulla specie (11 e 17 ottobre 2026). Principale forum italiano di piante tropicali.
- ASPCA Animal Poison Control, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Sims, J. (1815). Zamia pygmaea. Least Zamia. Curtis’s Botanical Magazine 42: t. 1741. [Protologo; copia digitalizzata letta.]
- González Géigel, L. (2003). Zamiaceae. In: Greuter, W. & Rankin Rodríguez, R. (a cura di), Flora de la República de Cuba, serie A, fascicolo 8(4). Edizione online, Orto botanico di Berlino, 2024. doi:10.3372/frc.8.4 [Flora nazionale; testo integrale letto.]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Filogenesi del genere; testo integrale consultato su PubMed Central.]
- Gutiérrez-Ortega, J.S. & Villarreal A., J.C. (2024). A possible case of adaptive radiation in cycads. Annals of Botany 134(5): i-ii. doi:10.1093/aob/mcae110 [Commento su Lindstrom e collaboratori (2024); letto direttamente.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Zamia pygmaea. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T213253786A69843909. [Valutazione in vigore; riferimento rilevato su The World List of Cycads, pagina della Lista Rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Lavaud, S. (2023). Comment cultiver les Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu. [Consigli di coltivazione per gruppo di specie; letto direttamente.]
- Sibilio, G. (2019). The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy. Delpinoa 56-57 (2014-2015): 69-103. [Elenco delle cicadee delle serre; citato secondo l’inventario del sito.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]