Zamia angustifolia

Zamia angustifolia è una piccola cicadea delle Antille, presente nell’est di Cuba e alle Bahamas, dove cresce solo sull’isola di Eleuthera. Questa specie del genere Zamia, descritta da Nikolaus Joseph von Jacquin nel 1791, è una delle più antiche del genere e deve il nome alle foglioline strettissime, larghe circa mezzo centimetro, che le danno un aspetto quasi erbaceo. Il fusto è sotterraneo. Nei testi e nelle collezioni compare spesso con il nome di Zamia angustissima, oggi sinonimo, sotto cui è citata anche nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli. La IUCN la classifica vulnerabile.

In sintesi: Zamia angustifolia

  • Nome accettato: Zamia angustifolia Jacq. (1791), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Zamia angustissima Miq. (1851), Zamia angustifolia var. angustissima (Miq.) Regel (1878), Zamia yatesii Miq. (1851), Zamia multifoliolata A.DC. (1868), Zamia guggenheimiana Carabia (1941), Palmifolium angustifolium (Jacq.) Kuntze (1891) e altre combinazioni
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales; complesso Zamia pumila delle Antille
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; «Eleuthera coontie» in inglese alle Bahamas; in spagnolo cubano, secondo una fonte di compilazione, «yuquilla de ratón»
  • Distribuzione naturale: Bahamas (Eleuthera), Cuba orientale (Guantánamo, Oriente, Santiago de Cuba)
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU), criterio A2c, valutazione del 2022
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato misurato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, macchie costiere su sabbia e pinete alle Bahamas, foreste secche semidecidue a Cuba
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto sotterraneo largo fino a 10 cm; foglie lunghe fino a 1 m, con foglioline di 25 cm al massimo per 0,5 cm
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia angustifolia?

Le foglioline strette, quasi come fili d’erba, e i coni scuri sono i due caratteri da guardare. La scheda della Leon Levy Native Plant Preserve, la riserva del Bahamas National Trust a Eleuthera, ne dà la descrizione seguente:

  • Fusto: sotterraneo, verticale, a forma di tubero, lungo da 20 a 50 (la scheda non indica l’unità) e largo fino a 10 cm.
  • Foglie: pennate, lunghe fino a 1 m, coperte da giovani di peli bruno ruggine.
  • Foglioline: strette, lunghe fino a 25 cm (di solito meno) e larghe fino a 0,5 cm, con l’apice leggermente dentato e il margine intero, talvolta irregolare.
  • Coni maschili: solitari o a gruppi, lunghi fino a 8 cm e larghi 2 cm.
  • Cono femminile: solitario, lungo fino a 13 cm e largo 4 cm, interamente coperto di peli rossastri.

Daniel Ward (2016), riprendendo un lavoro di Dennis Stevenson del 1987, aggiunge che la vera Zamia angustifolia ha coni da grigio scuro a nerastri, con una corta punta sterile acuminata, mentre i coni femminili della vicina Zamia integrifolia sono bruno rossastri, con l’apice tronco o arrotondato.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo. Alle Bahamas Zamia integrifolia cresce anch’essa su Eleuthera, ma secondo i rilievi riportati da Salas-Leiva e collaboratori (2017) gli areali delle due specie sull’isola non si sovrappongono.

Possibili confusioni

Zamia angustifolia appartiene al complesso Zamia pumila, un insieme di Zamia molto vicine delle Antille e della Florida, difficili da separare. Le confusioni principali:

  • Zamia integrifolia, il coontie della Florida, presente anche alle Bahamas e a Cuba: foglioline in genere più larghe e coni femminili bruno rossastri a punta tronca. Nel 1933 il botanico John Kunkel Small chiamò Zamia angustifolia alcune piante delle Everglades a foglioline di 3-6 mm, ma secondo Ward (2016) nessuna pianta riconoscibile come vera Zamia angustifolia è nota ai botanici della Florida meridionale: in Florida il nome designa piante di Zamia integrifolia a foglie strette.
  • Le altre specie del complesso, come Zamia pumila, Zamia portoricensis o Zamia erosa, hanno foglioline più larghe.
  • Alle Bahamas, le Zamia delle isole di Andros e New Providence, un tempo attribuite a Zamia angustifolia, sono oggi assegnate a Zamia integrifolia.

Tassonomia

Jacquin pubblicò il nome nel terzo volume delle sue Collectanea (pagine 263-265), datato 1789 ma uscito nel 1791, e ne diede un’illustrazione l’anno seguente nelle Icones Plantarum Rariorum (tavola 636, 1792). Nel 1980 James Eckenwalder, citando per errore le Icones come pubblicazione originale, designò questa tavola come lectotipo; poiché l’illustrazione è posteriore al nome, The World List of Cycads considera questa designazione un neotipo.

Nell’Ottocento la specie ricevette diversi altri nomi, oggi tutti sinonimi secondo The World List of Cycads: Zamia angustissima e Zamia yatesii (Miquel, 1851), Zamia multifoliolata (Alphonse de Candolle, 1868), le varietà angustissima e yatesii di Regel (1878), le combinazioni in Palmifolium di Kuntze (1891) e infine Zamia guggenheimiana Carabia (1941). Per il lettore la conseguenza è pratica: una pianta etichettata «Zamia angustissima», come quelle delle collezioni italiane, è secondo la tassonomia attuale una Zamia angustifolia.

La specie fa parte del complesso Zamia pumila, le cui popolazioni sono state studiate con marcatori molecolari (Meerow e collaboratori, 2003; Salas-Leiva e collaboratori, 2017). Secondo la sintesi di questi lavori riportata da Wikipedia in inglese, il rapporto tra le popolazioni delle Bahamas e quelle di Cuba richiede ancora studi.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino angustus, «stretto», e folium, «foglia», per le foglioline strette (Haynes, 2022). Nel 1889 Gardiner e Brace citavano una sola Zamia alle Bahamas, che chiamavano Zamia angustifolia e «bay rush»: le piante venivano raccolte sulle isole di Andros e New Providence per ricavarne un amido venduto ai mercati di Nassau. Quelle popolazioni sono oggi attribuite a Zamia integrifolia. The World List of Cycads conserva fotografie di piante di Eleuthera scattate da Michael Calonje nel 2010 e nel 2011.

Nomi comuni

Non esiste un nome italiano. La riserva Leon Levy di Eleuthera la chiama in inglese «Eleuthera coontie». Il nome «bay rush» del 1889 riguarda piante oggi attribuite a Zamia integrifolia. L’enciclopedia LLIFLE, fonte di compilazione, riporta per Cuba i nomi spagnoli «yuquilla de ratón», «guayacancillo» e «camarón guayaru», senza indicarne l’origine: vanno presi con prudenza.

In natura

The World List of Cycads colloca la specie alle Bahamas (Eleuthera) e nell’est di Cuba (province di Guantánamo, Santiago de Cuba e dell’antica provincia di Oriente). A Eleuthera cresce nelle formazioni costiere di sempreverdi a foglia larga, in macchie basse su sabbie oloceniche non consolidate, e nelle pinete (Leon Levy Native Plant Preserve). Secondo la sintesi di Salas-Leiva e collaboratori (2017), alle Bahamas è nota solo in due località di Eleuthera, su dune costiere, con circa 150 piante censite all’inizio degli anni 2010. A Cuba cresce nelle foreste secche semidecidue dell’est, dove è abbondante.

Stato di conservazione e normativa

Zamia angustifolia è classificata vulnerabile (VU) nella Lista rossa della IUCN, con il criterio A2c (riduzione della popolazione legata al declino dell’habitat), secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022, che conferma la categoria già attribuita nel 2010. Alle Bahamas il numero ridotto di piante e di località e l’urbanizzazione delle zone vicine sono i motivi di maggiore preoccupazione.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, rientra nell’Appendice II della CITES, in cui le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97: l’importazione di piante vive richiede un permesso. Stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente; verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.

Coltivazione

La specie è presente nel commercio orticolo, secondo la riserva Leon Levy, ma nelle fonti consultate non è stata trovata alcuna raccomandazione di coltivazione verificata e propria della specie. Le indicazioni talvolta pubblicate (substrato, crescita rapida, fioritura precoce, soglia di freddo) non sono sostenute da fonti identificabili e non vengono riprese qui. L’ambiente d’origine indica soltanto una pianta di suoli sabbiosi e ben drenati, in macchie costiere o pinete aperte alle Bahamas e in foreste secche a Cuba.

In Italia

Nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli la specie è citata come Zamia angustifolia var. angustissima nella pubblicazione più recente sulle serre del giardino (Sibilio, Delpinoa 56-57, volume 2014-2015 uscito in linea nel 2019); la presenza attuale non è stata verificata. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) ha pubblicato fotografie delle foglie nuove della sua «Zamia angustissima» nel luglio 2012 e, nel gennaio 2014, di una «Zamia angustissima da Cuba»: secondo la tassonomia attuale si tratta di Zamia angustifolia. I messaggi non indicano le condizioni di coltivazione (vaso, serra o piena terra) né alcuna temperatura.

Moltiplicazione

Nessun dato specifico verificato. Come tutte le Zamia la specie è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile, e in coltivazione un’impollinazione a mano.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie.

Rusticità

Non esiste alcun dato misurato sulla resistenza al freddo di Zamia angustifolia. Il valore di circa −3 °C talvolta indicato per le piante adulte non è legato ad alcuna osservazione datata né ad alcuna fonte verificabile, e non viene ripreso qui. La specie vive in un clima tropicale e subtropicale marittimo, a Cuba orientale e alle Bahamas.

In Italia e nel sud della Francia

I messaggi del coltivatore di Ravenna su Tropicamente mostrano che la specie è coltivata in Emilia-Romagna, ma non dicono nulla del suo comportamento in inverno. Il clima del Sud-Est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, dalle riviere ligure e tirrenica alla Sicilia, alla Sardegna e alla Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il lettore italiano; per Zamia angustifolia, però, non ne è stata trovata alcuna. Per confronto, e senza poterlo trasferire a questa specie: al Jardin zoologique tropical di La Londe-les-Maures (Var) una Zamia integrifolia, specie dello stesso complesso, è sopravvissuta a −7 °C nel febbraio 2012, con danni alle foglie.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione datato all’aperto. In natura le popolazioni bahamensi vivono su sabbie costiere, in un clima senza gelo.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia angustifolia. Il rischio è però documentato nel genere: per Zamia furfuracea l’ASPCA cita la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. Considerate la pianta tossica e tenetela lontano da bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Alle Bahamas, secondo la riserva Leon Levy, la specie non ha usi medicinali o culturali noti, ma è entrata nel commercio orticolo. L’amido «bay rush» venduto a Nassau nel 1889 veniva da piante oggi attribuite a Zamia integrifolia. Per Cuba non è stata trovata alcuna fonte verificabile su un uso tradizionale.

Domande frequenti

Zamia angustissima e Zamia angustifolia sono la stessa pianta?

Sì, secondo The World List of Cycads: Zamia angustissima, descritta da Miquel nel 1851, è un sinonimo di Zamia angustifolia, così come la varietà angustissima di Regel.

Come si distingue da Zamia integrifolia?

Dalle foglioline molto strette, circa mezzo centimetro, e dai coni da grigio scuro a nerastri con una corta punta acuminata; Zamia integrifolia ha in genere foglioline più larghe e coni femminili bruno rossastri a punta tronca.

Dove cresce?

Alle Bahamas, soltanto sull’isola di Eleuthera, e nell’est di Cuba (Guantánamo, Santiago de Cuba).

Si trova in Italia?

Sì, in collezione: è citata nelle serre dell’Orto Botanico di Napoli (pubblicazione uscita nel 2019) e un coltivatore di Ravenna ne ha mostrato le foglie sul forum Tropicamente nel 2012 e nel 2014, con il nome di Zamia angustissima.

Resiste al freddo?

Non si sa: non esiste alcun dato misurato. La cifra di −3 °C talvolta indicata non è documentata. In Italia, in mancanza di dati, la scelta prudente è il vaso, con svernamento al riparo.

È minacciata?

Sì. È classificata vulnerabile dalla IUCN: alle Bahamas ne restano poche piante in due località, minacciate dall’urbanizzazione.

È tossica?

Sì, come tutte le cicadee: in mancanza di dati specifici va considerata tossica, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Jacquin, N.J. von (1791). Zamia angustifolia. Collectanea ad botanicam, chemiam, et historiam naturalem spectantia 3: 263-265. Vienna. [Protologo; non consultato, citato da The World List of Cycads.]
  • Jacquin, N.J. von (1792). Icones Plantarum Rariorum 3: tav. 636. Vienna. [Illustrazione designata come tipo; non consultata.]
  • Eckenwalder, J.E. (1980). Taxonomy of the West Indian cycads. Journal of the Arnold Arboretum 61: 701-722. [Designazione del tipo; citato da The World List of Cycads.]
  • Ward, D.B. (2016). Keys to the flora of Florida: 32, Zamia (Zamiaceae). Phytologia 98(3): 170-178. [Testo integrale letto.]
  • Salas-Leiva, D.E., Meerow, A.W., Calonje, M. e coll. (2017). Shifting Quaternary migration patterns in the Bahamian archipelago: evidence from the Zamia pumila complex at the northern limits of the Caribbean island biodiversity hotspot. American Journal of Botany 104(5): 757-771. doi:10.3732/ajb.1700054 [Riassunto letto.]
  • Meerow, A.W., Stevenson, D.W., Moynihan, J. & Francisco-Ortega, J. (2003). Unlocking the coontie conundrum: the potential of microsatellite DNA studies in the Caribbean Zamia pumila complex (Zamiaceae). Memoirs of the New York Botanical Garden 97: 484-518. [Non consultato; citato tramite Wikipedia.]
  • Sibilio, G. (2019). The greenhouses of the Botanical Garden of Naples, Italy. Delpinoa 56-57: 69-103. [Pubblicazione dell’Orto Botanico di Napoli; letta.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia angustifolia. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42185A69843707. [Valutazione vulnerabile; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia, ripresa da The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]