Macrozamia viridis è una piccola cicadea senza tronco visibile, endemica di un settore molto ristretto del Queensland meridionale, in Australia: i dintorni di Girraween e di Wyberba, sui Darling Downs, dove cresce su sabbie granitiche profonde, in una foresta rada di eucalipti punteggiata di grandi affioramenti di granito. Questa specie del genere Macrozamia deve il nome alle foglioline verde vivo e lucide, portate da foglie corte il cui rachide si avvolge a spirale. Raccolta già nel 1933, fu descritta soltanto nel 1994 da David Jones e Paul Forster. È classificata in pericolo dalla IUCN.
In sintesi: Macrozamia viridis
- Nome accettato: Macrozamia viridis D.L.Jones & P.I.Forst. (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; prima della descrizione indicata con il nome provvisorio Macrozamia sp. (Wyberba S.T.Blake 4646)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano né inglese attestato nelle fonti consultate
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland meridionale, settore di Girraween e Wyberba (distretto dei Darling Downs)
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (tutto il genere); allegato B nell’Unione europea; in pericolo secondo la normativa del Queensland
- Rusticità documentata: nessun dato, né di coltivazione né sul clima del suo habitat (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura foresta rada di eucalipti moderatamente umida, su sabbie granitiche profonde; in coltivazione suolo molto drenante
- Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo di 10-20 cm di diametro, a volte ramificato in un cespo; da 1 a 8 foglie di 35-60 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum italiani consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; genere molto tossico per l’uomo e gli animali (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Macrozamia viridis?
Si riconosce dal portamento nano, dalle foglie corte, verde scuro e lucide, il cui rachide compie da uno a tre giri di spirale, e dai coni piccoli. Le misure indicate dalla descrizione originale (Jones e Forster, 1994) sono le seguenti:
- Fusto: sotterraneo, più o meno ovoide, di 10-20 cm di diametro, a volte ramificato fino a formare un cespo di sei fusti
- Foglie: da 1 a 5 in una corona rada secondo la descrizione originale (da 2 a 8 secondo la Flora of Australia), di 35-60 cm, verde scuro e lucide, distese; base allargata coperta da una lanugine fulva, fitta e morbida; picciolo di 9-21 cm, largo 8-14 mm alla prima fogliolina; rachide attorcigliato a spirale da una a tre volte
- Foglioline: da 80 a 160 per foglia, lineari, di 7-20 cm per 3-11 mm, verde scuro e lucide sopra, verdi sotto, scanalate, inserite a circa 60° dal rachide; callo basale da bianco giallastro ad arancione rossastro
- Coni maschili: più o meno cilindrici, di 9-18 cm per 3,5-5 cm
- Coni femminili: ovoidi, di 8-14 cm per 5,5-7 cm, con spine terminali fino a circa 1,5 cm
- Semi: ovoidi, di 20-24 mm per 17-23 mm secondo la Flora of Australia, con polpa da arancione a rossa a maturità
Gli autori la descrivono come «una specie molto distintiva», affine a Macrozamia plurinervia ma nana, con foglie molto più corte, foglioline verde vivo e lucide, coni molto più piccoli e semi più piccoli. La Flora of Australia la avvicina piuttosto a Macrozamia fawcettii, da cui si distingue per le dimensioni ridotte di tutte le parti e per un picciolo più nettamente appiattito.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Il rischio di confusione riguarda gli altri piccoli Macrozamia dal rachide a spirale del Queensland meridionale e del nord del Nuovo Galles del Sud:
- Macrozamia plurinervia: più robusta, con foglie di 85-115 cm, foglioline più opache e coni glauchi;
- Macrozamia fawcettii: più grande in tutte le sue parti, con il picciolo meno appiattito (Flora of Australia);
- Macrozamia cranei, Macrozamia occidua, Macrozamia machinii e Macrozamia conferta: piccole specie vicine dei Darling Downs, descritte nello stesso articolo del 1994; la provenienza è spesso l’indizio migliore.
Tassonomia
Macrozamia viridis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie appartiene alla sezione Parazamia, quella delle piccole specie con fusto sotterraneo, senza foglioline spinose né canali mucillaginosi, e, secondo i suoi autori, al «complesso di Macrozamia plurinervia», che riunisce specie dalle foglioline piuttosto larghe e poco scanalate.
Fu descritta nel 1994 da David Jones, degli Australian National Botanic Gardens, e Paul Forster, dell’erbario del Queensland, in un articolo della rivista Austrobaileya dedicato a sette nuove specie della sezione Parazamia del Queensland. Gli autori spiegano che queste specie, molto localizzate, si sono differenziate in popolazioni isolate da lungo tempo, e che la loro descrizione doveva facilitarne la gestione e la conservazione. Prima del 1994 la pianta figurava nell’elenco delle piante rare del Queensland con il nome provvisorio Macrozamia sp. (Wyberba S.T.Blake 4646). Da allora il nome non è cambiato.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino viridis, «verde», con riferimento alle foglioline verdi (Jones e Forster, 1994), di un verde vivo secondo The World List of Cycads.
La pianta fu raccolta per la prima volta nel gennaio 1933 dal botanico S.T. Blake a Wyberba. Il tipo è una pianta maschile raccolta nello stesso luogo il 7 gennaio 1993 da Paul Forster e Peter Machin (olotipo all’erbario del Queensland, BRI; isotipo a Canberra, CBG). Non è stata trovata alcuna informazione sulla sua introduzione in coltivazione. La rivista della Cycad Society of South Africa le ha dedicato un articolo (Osborne e Forster, 2008), che non abbiamo potuto consultare.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano, e nelle fonti consultate (The World List of Cycads, Flora of Australia, Species+, Atlas of Living Australia) non è stato trovato alcun nome inglese proprio della specie. Si usa il nome scientifico.
In natura
La specie è nota soltanto nel settore di Girraween e Wyberba, nel sud del distretto dei Darling Downs (Queensland), vicino al confine con il Nuovo Galles del Sud. Secondo la descrizione originale cresce su sabbie granitiche profonde, in una foresta rada di eucalipti punteggiata di grandi affioramenti e lastroni di granito, insieme in particolare a Brachyloma daphnoides, Bossiaea rhombifolia, Stylidium graminifolium, Leucopogon melaleucoides e Persoonia tenuifolia. La Flora of Australia parla di boschi di eucalipti moderatamente umidi e la giudica «molto localizzata e probabilmente rara».
I coni maturano da ottobre a gennaio e i semi in marzo e aprile. Grazie al fusto sotterraneo, le piante adulte ricacciano dopo un incendio che ne ha distrutto le foglie, ma le plantule e i semi non interrati muoiono in genere nel fuoco (Flora of Australia). Non è stato trovato alcuno studio sull’impollinazione della specie.
Stato di conservazione e normativa
Macrozamia viridis è classificata in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)) nella Lista Rossa della IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022: l’areale e la superficie occupata sono molto ridotti, frammentati o limitati a poche località, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di piante. La Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente (stato rilevato su The World List of Cycads). La specie è classificata in pericolo anche dalla normativa del Queensland (Nature Conservation (Plants) Regulation 2020, elenco del novembre 2022), secondo la Flora of Australia e l’Atlas of Living Australia; l’Atlas non riporta alcuna iscrizione nell’elenco nazionale (legge EPBC). Nel 1994 i suoi autori conoscevano soltanto due popolazioni, una delle quali nel parco nazionale di Girraween.
Come tutte le specie del genere, figura nell’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 nella versione adottata dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026: le piante vive richiedono un permesso di esportazione, mentre semi, polline e plantule ottenute in vitro in contenitori sterili non sono soggetti alla convenzione. Nell’Unione europea, quindi anche in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Questi dati sono stati riletti su Species+ il 2 ottobre 2026; verificate la normativa in vigore, comprese le regole doganali e fitosanitarie, prima di qualsiasi acquisto all’estero.
In pratica acquistate soltanto piante nate da seme, di provenienza nota: una specie così localizzata non sopporta alcun prelievo in natura.
Coltivazione
Nessuna fonte descrive la coltivazione di questa specie, e sui forum consultati non è stata segnalata alcuna coltivazione: i consigli seguenti si basano sul suo ambiente naturale e sulle regole generali del genere.
- Suolo: molto drenante, sabbioso, come le sabbie granitiche profonde del suo habitat; un vaso profondo si adatta al fusto sotterraneo.
- Luce: in natura cresce in una foresta rada di eucalipti; un’esposizione luminosa le si addice. La tolleranza al pieno sole in Europa non è documentata.
- Acqua: il suo habitat è descritto come moderatamente umido; annaffiate durante la crescita, lasciate asciugare il substrato tra due annaffiature ed evitate un terreno freddo e fradicio in inverno.
- Crescita: nessun dato proprio della specie; i piccoli Macrozamia con fusto sotterraneo sono in genere molto lenti.
In Italia
In Italia non è stato trovato alcun riscontro: nessun orto botanico italiano segnala la specie nelle fonti pubblicate consultate nell’ottobre 2026 (l’elenco delle nove specie di Macrozamia coltivate nel 1984 all’Orto Botanico di Napoli è anteriore alla sua descrizione), e sul forum Tropicamente il suo nome non compare. Data la taglia ridotta, la rarità e l’assenza di dati sul freddo, la coltivazione in vaso, con un substrato sabbioso molto drenante, sembra la soluzione più adatta.
Moltiplicazione
Si moltiplica per seme; in natura i semi maturano in marzo-aprile. Le piante sono maschili o femminili: servono entrambi i sessi e, in coltivazione, un’impollinazione manuale per ottenere semi fertili. Poiché le piante formano a volte cespi di più fusti, la separazione di un fusto è teoricamente possibile, ma nessuna fonte la descrive per questa specie. Non è stato trovato alcun dato di germinazione.
Malattie e parassiti
Nessun problema proprio della specie è documentato. Per i Macrozamia coltivati in Europa, i forum citano soprattutto le cocciniglie e il marciume in un terreno freddo e bagnato (vedi la pagina del genere).
Rusticità
Non esiste alcun dato: né riscontri di coltivazione, né rilevamenti climatici pubblicati per il suo habitat nelle fonti consultate.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stata segnalata alcuna coltivazione della specie, né in Italia né in Francia: non esiste quindi alcun dato per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico, la Sicilia o la Sardegna, né per il sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. Sul forum francese Fous de palmiers, nel marzo 2014, un coltivatore riferiva il parere di un vivaista australiano specializzato in cicadee, che collocava Macrozamia viridis tra le specie «meno rustiche» dell’interno del Queensland, un gradino sotto quelle del Nuovo Galles del Sud, senza indicare temperature. Si tratta di un parere, non di una prova.
Riferimenti internazionali
Sui forum anglofoni, italofoni e ispanofoni consultati non è stato trovato alcun riscontro datato, e nessuna fonte consultata fornisce dati climatici per il settore di Girraween e Wyberba. La sua rusticità resta quindi sconosciuta.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato di tossicità proprio di Macrozamia viridis, ma il rischio è documentato in altre specie del genere e la pianta va considerata molto tossica, soprattutto i semi e le foglie giovani. Nei Macrozamia i semi contengono macrozamina, che nell’intestino libera un potente tossico per il fegato, e le foglie giovani provocano nei bovini una paralisi irreversibile del treno posteriore, la «zamia staggers» (vedi la pagina del genere). Usate i guanti per maneggiare i semi, teneteli fuori dalla portata di bambini, cani e bestiame e, in caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Non è stato trovato alcun uso proprio di Macrozamia viridis. La sintesi di Asmussen (2011) sul consumo dei semi di Macrozamia da parte degli Aborigeni non cita questa specie (vedi la pagina del genere).
Domande frequenti
Da dove viene il nome?
Dal latino viridis, «verde». Si riferisce alle foglioline verde vivo e lucide, uno dei caratteri che la distinguono dalle specie vicine.
Dove cresce?
Soltanto nel settore di Girraween e Wyberba, nel Queensland meridionale, su sabbie granitiche profonde, in una foresta rada di eucalipti punteggiata di affioramenti di granito.
È minacciata?
Sì, è classificata in pericolo dalla IUCN (valutazione pubblicata nel 2022) e dalla normativa del Queensland. Nel 1994 i suoi autori conoscevano soltanto due popolazioni, una delle quali in un parco nazionale.
Resiste al freddo?
Non si sa. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione né alcun dato climatico del suo habitat. Un vivaista australiano, citato su un forum francese, la colloca tra i Macrozamia meno rustici, senza cifre.
Come distinguerla da Macrozamia plurinervia?
Dalla taglia. Macrozamia viridis è nana, con foglie di 35-60 cm, foglioline verde vivo e lucide e coni piccoli; Macrozamia plurinervia ha foglie di 85-115 cm e coni glauchi.
Si trova in Italia?
Non risulta. Nessun orto botanico italiano la elenca nelle fonti pubblicate consultate, e nessun coltivatore ne parla sul forum Tropicamente.
È tossica?
Probabilmente sì, come tutti i Macrozamia. Non esistono analisi proprie della specie, ma i semi e le foglie giovani del genere sono molto tossici per l’uomo, gli animali domestici e il bestiame.
Leggi anche su Succulentes
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
- Le cicadali producono fiori o coni? Maschi, femmine e riproduzione
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Macrozamia viridis: https://cycadlist.org/scientific_name/425 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN del 2022, etimologia; PDF della descrizione originale. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Flora of Australia (ABRS), Macrozamia viridis: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Macrozamia%20viridis — descrizione, fenologia, distribuzione, habitat, ecologia del fuoco, stato nel Queensland, note tassonomiche (testo di K.D. Hill, dal volume 48 del 1998). Flora nazionale, affidabile; consultata direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Macrozamia viridis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/14588/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale; consultata il 2 ottobre 2026.
- EUR-Lex, regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:31997R0338 — quadro giuridico dell’allegato B nell’Unione europea. Testo ufficiale.
- Atlas of Living Australia, Macrozamia viridis: https://api.ala.org.au/species/species/Macrozamia%20viridis — iscrizione «Endangered» nell’elenco del Queensland. Aggregatore nazionale di dati; consultato tramite la sua interfaccia di programmazione.
- Forum Fous de palmiers, discussione «Notes concernant la rusticité des Macrozamia» (2014): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17538 — classifica di rusticità attribuita a un vivaista australiano (#p323061). Forum francese di coltivatori, a valore indicativo.
Bibliografia
- Jones, D.L. & Forster, P.I. (1994). Seven new species of Macrozamia section Parazamia (Miq.) Miq. (Zamiaceae section Parazamia) from Queensland. Austrobaileya 4(2): 268-288 (pp. 281-284, fig. 7, per questa specie). [Descrizione originale, tipo, habitat, fenologia, stato, etimologia; testo integrale consultato (PDF messo a disposizione da The World List of Cycads).]
- Hill, K.D. (1998). Cycadophyta. In: Flora of Australia 48. ABRS/CSIRO, Melbourne. [Descrizione, distribuzione, ecologia; consultate nella versione online della flora.]
- Osborne, R. & Forster, P.I. (2008). Focus on Macrozamia viridis. Encephalartos 95: 11-14. [Riferimento rilevato su The World List of Cycads; non consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Macrozamia viridis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41968A50526564. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T41968A50526564.en [Categoria EN; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista Rossa non consultata.]
- Asmussen, B. (2011). «There is likewise a nut…» a comparative ethnobotany of Aboriginal processing methods and consumption of Australian Bowenia, Cycas, Macrozamia and Lepidozamia species. Technical Reports of the Australian Museum, Online 23(10): 147-163. doi:10.3853/j.1835-4211.23.2011.1575 [Usi aborigeni; la specie non vi figura; testo letto per la pagina del genere.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]