Encephalartos cupidus è una piccola cicadea del Sudafrica, endemica della scarpata del Drakensberg nella provincia di Mpumalanga, tra i fiumi Blyde e Steelpoort, dove cresce su pendii rocciosi molto ripidi e su pareti erbose. Questa specie nana del genere Encephalartos ha foglie verde glauco armate di denti pungenti e coni verde mela; fu descritta nel 1971 con un nome che significa «bramato». Nel 2015 in natura ne restava una cinquantina di piante, contro più di mille nel 1984.
In sintesi: Encephalartos cupidus
- Nome accettato: Encephalartos cupidus R.A.Dyer (1971), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «Blyde River cycad» in inglese (Species+, SANBI)
- Distribuzione naturale: Sudafrica, Mpumalanga (scarpata tra i fiumi Blyde e Steelpoort); scomparso dalla provincia del Limpopo nel 2004 secondo il SANBI
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1977); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; specie «Specially Protected» in Mpumalanga; raccolta in natura vietata in tutto il Sudafrica dal 2007
- Rusticità documentata: nessuna osservazione datata; il SANBI la descrive come resistente al gelo, senza indicare valori (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura pendii rocciosi ripidi, pareti erbose, bordi di infiltrazioni d’acqua e boscaglia secca; in coltivazione pieno sole e suolo profondo secondo il SANBI
- Portamento e dimensioni adulte: pianta nana, con fusto semplice o ramificato alla base, spesso sotterraneo, alto fino a circa 75 cm e largo 20-30 cm; foglie di circa 1 m
- Tossicità: non documentata per la specie; tossine note nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Encephalartos cupidus?
Secondo l’autore che l’ha descritta, tre caratteri insieme la separano dalle specie sudafricane vicine: la taglia ridotta, le foglie più o meno glauche con foglioline molto spinose e la grande faccetta terminale delle squame dei coni femminili. La descrizione originale di Robert Allen Dyer (1971) riporta questi caratteri:
- Portamento: fusto semplice o ramificato alla base, alto fino a circa 75 cm e largo 20-30 cm, rivestito dalle basi delle foglie e da catafilli; catafilli lanceolati di circa 5 cm, coperti di lana biancastra;
- Foglie: lunghe circa 1 m, di contorno lineare o strettamente oblungo; rachide diritta oppure allargata e curva, con la punta rivolta verso l’alto piuttosto che ricurva, verde glauco;
- Foglioline: verde glauco, distanziate fino a 3 cm verso la base della foglia, più fitte e spesso un po’ sovrapposte nella metà superiore, disposte a V ai due lati della rachide; alla base si riducono a 2 o 3 spine; quelle mediane sono lineari-lanceolate, un po’ sollevate, lunghe 10-15 cm (raramente 19 cm) e larghe 10-13 mm, con 2-5 spine acute di 4-7 mm su ogni margine, rivolte in avanti, e una punta pungente;
- Coni: a quanto pare uno solo all’apice di ogni fusto, glabri; cono maschile quasi cilindrico, di circa 18 cm per 5 cm, su un peduncolo di 5-10 cm; cono femminile (immaturo) ovoide, di 18-20 cm per 10 cm, verde mela brillante;
- Squame femminili: faccetta terminale larga 2,5-3 cm e alta 1,5-2 cm, notevolmente grande.
Il SANBI (estratto di PlantZAfrica) descrive piante con il fusto spesso sotterraneo, foglioline larghe 10-16 mm con 3 o 4 denti per margine, coni maschili verde mela che ingialliscono a maturità, lunghi 18-30 cm e larghi 5-8 cm, e coni femminili di 18-20 cm per 12-14 cm. Ogni fusto produce un solo cono per stagione; il cono femminile si sfalda da maggio a luglio e libera circa 120 semi.
Ibridi
Non è descritto alcun ibrido naturale di Encephalartos cupidus. Sul forum francese Fous de palmiers alcuni partecipanti hanno discusso nel 2013 l’identità di una pianta con foglie attorcigliate, presentata come un possibile Encephalartos cupidus o come un ibrido; un collezionista esperto vi riconosceva piuttosto Encephalartos dyerianus. Lo scambio mostra quanto sia difficile identificare queste specie bluastre in assenza di coni.
Possibili confusioni
Dyer considerava Encephalartos munchii, del Mozambico, il parente più stretto per i caratteri che aveva esaminato; questa specie se ne distingue per i coni molto più grandi, con coni maschili alti, lassi e spesso numerosi sulla stessa pianta. Nella regione d’origine lo scambio è possibile soprattutto con gli altri Encephalartos dal fogliame bluastro del nord-est del Sudafrica, come Encephalartos middelburgensis o Encephalartos dyerianus. Secondo Dyer, il portamento nano, le foglie glauche con foglioline molto spinose e la grande faccetta terminale delle squame femminili permettono di riconoscerlo; aiutano anche le foglioline strette (10-13 mm), armate di più spine su entrambi i margini, e i coni verde brillante e glabri.
La confusione esiste anche nel commercio. Un collezionista italiano riferisce sul forum Tropicamente, nel febbraio 2013, di aver ricevuto come Encephalartos nubimontanus una pianta che si è rivelata un Encephalartos cupidus con un caudice di quasi 20 cm. L’identificazione è sua e non è stata verificata, ma l’episodio ricorda che un’etichetta, da sola, non basta per queste specie rare e costose.
Tassonomia
Encephalartos cupidus è un nome accettato, senza sinonimi. Robert Allen Dyer, del Botanical Research Institute di Pretoria, lo pubblicò nel 1971 sulla rivista Bothalia (10(2): 379-383) con il titolo «A further new species of Cycad from the Transvaal». Il tipo è una pianta coltivata a White River, nella divisione di Pilgrim’s Rest (l’antico Transvaal), nel giardino di D. van Heerden (PRE 30546, olotipo nell’erbario di Pretoria). Il materiale è completato da piante della riserva naturale del fiume Blyde (fattoria Steenveld) raccolte dal guardiaparco G. Alberts (PRE 30545).
Dyer avvicinava la specie a Encephalartos munchii, descritto due anni prima. Da allora nessun cambio di nome e nessuna revisione hanno riguardato la specie.
Etimologia e storia
L’epiteto cupidus è un aggettivo latino che significa «desideroso, avido». Dyer spiega la scelta: l’interesse per gli Encephalartos nei giardini è tale che il nome si potrebbe dare, nel senso buono, a qualsiasi specie del genere; ma voleva anche richiamare il senso deteriore della parola, il desiderio spinto fino all’avidità, quella dei collezionisti che le leggi di tutela non bastavano a fermare. Haynes (2022) riassume: l’autore riteneva la pianta così appariscente che i collezionisti l’avrebbero desiderata.
La prima traccia della specie è una foglia inviata a Pretoria da J.S. Oliver, tagliata da una pianta del giardino di David van Heerden a White River. Quella pianta veniva dalla fattoria Steenveld, al confine tra i distretti di Pilgrim’s Rest e di Lydenburg, poi inglobata nella riserva naturale del fiume Blyde. La colonia studiata da G. Alberts si estendeva su qualche miglio quadrato e contava circa 120 piante, su un terreno molto accidentato («Steenveld» vuol dire «terreno pietroso»). Dyer sottolineava la sorpresa di scoprire una nuova specie appena cinque anni dopo Encephalartos inopinus.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano per Encephalartos cupidus. In inglese è chiamato «Blyde River cycad» (cicadea del fiume Blyde), nome usato da Species+ e dal SANBI. Non è stato trovato alcun nome afrikaans o in una lingua africana proprio della specie.
In natura
Encephalartos cupidus vive sulla scarpata del Drakensberg in Mpumalanga, tra i fiumi Blyde e Steelpoort. Secondo il SANBI cresce in posizioni erbose e aperte, su pendii rocciosi da ripidi a strapiombanti o su pareti, a volte anche lungo infiltrazioni d’acqua ai margini della foresta a galleria e nella boscaglia secca. The World List of Cycads lo indica ormai solo in Mpumalanga; il SANBI precisa che la specie è stata dichiarata scomparsa dalla provincia del Limpopo nel 2004.
Il suo declino è tra i meglio documentati del genere. Il documento NDF del SANBI (2012, aggiornato nel 2015) riporta circa 1.110 piante nel 1984 in una riserva naturale provinciale, 861 nel 1999 e poi soltanto una cinquantina. In due siti che nel 1999 contavano circa 200 e 61 piante, gli agenti della Mpumalanga Tourism and Parks Agency hanno ritrovato soltanto 19 piante (9 giovani e 10 adulte) e 30 piante (21 giovani e 9 adulte); nell’ottobre 2010, cinque ore di ricerche hanno permesso di vedere solo due giovani piante. Le poche piante che crescevano fuori dalla riserva sono state prelevate da tempo. Gli impollinatori della specie non sono stati studiati.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos cupidus è classificato in pericolo critico (CR) nella Lista rossa della IUCN (valutazione di Bösenberg pubblicata nel 2022), secondo i criteri A2acd+4acd; B1ab(ii,iii,v); C1+2a(i,ii): forte calo passato e previsto della popolazione, areale ridotto, declino continuo e numero molto basso di adulti. La pagina della IUCN non ha potuto essere letta (sito bloccato).
Le minacce sono il prelievo per l’orticoltura e per la medicina tradizionale: il SANBI stima che centinaia di piante siano state sradicate per uso medicinale. Un’operazione sotto copertura durata tre anni e conclusa nel 2007 ha portato al sequestro di 548 piante prelevate illegalmente, affidate all’agenzia per la conservazione di Mpumalanga e all’orto botanico nazionale del Lowveld, che raccoglie su queste piante circa 1.000 semi all’anno. Altri sequestri sono seguiti: 35 piante nel 2007, poi tutte morte, e 11 nel 2009.
Come tutte le specie del genere, è iscritto all’Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977 e, secondo Species+, all’Allegato A del regolamento europeo sul commercio delle specie selvatiche (elenco in vigore: regolamento (UE) 2026/1383), che si applica anche in Italia. In Sudafrica la raccolta di cicadee selvatiche è vietata dal febbraio 2007, e la specie è «Specially Protected» in base alla legge sulla conservazione della natura di Mpumalanga (n. 10 del 1998). Il SANBI rileva che tra il 1986 e il 2011 sono state esportate 1.180 piante, il 92 % delle quali dopo il 1995, proprio quando il declino in natura si è accelerato, e giudica questo commercio privo di benefici per la specie. In Italia una pianta in vendita deve provenire da coltivazione ed essere accompagnata dai documenti richiesti; per un’importazione ci si rivolge alle autorità CITES nazionali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri). Banche dati consultate il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto.
Coltivazione
Secondo il SANBI (estratto di PlantZAfrica), Encephalartos cupidus è una cicadea nana, a più fusti, resistente al gelo, adatta alle regioni temperate e tropicali; cresce molto bene in suolo profondo, in pieno sole, e tollera la siccità. Queste indicazioni corrispondono al suo ambiente: pendii rocciosi soleggiati, dove il fusto si ancora in fessure profonde.
La taglia ridotta la rende adatta alla coltivazione in vaso, purché il contenitore sia profondo e il substrato molto drenante. Nessuna fonte pubblicata precisa i suoi bisogni d’acqua o di concime.
In Italia
Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos cupidus negli orti botanici italiani non è documentata. La specie non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli pubblicato nel 1997 sulla rivista Delpinoa (dati del 1993-94), né nelle altre fonti consultate su Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola.
Riscontri di coltivazione. Sul forum italiano Tropicamente la specie compare solo in discussioni sul commercio: prezzi, difficoltà di reperimento e limiti di diametro del caudice imposti dal Sudafrica all’esportazione. Nel dicembre 2008 un collezionista vi affermava che la specie non avrebbe avuto «alcun problema» di freddo, aggiungendo però «ad averceli»: non la coltivava. Nessun dato esiste quindi per le riviere ligure e tirrenica, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole.
Esperienze in Francia, utili per l’Italia
Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le riviere ligure e tirrenica, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano. Per questa specie ce n’è una sola, in vaso. Un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) riferisce sul forum Fous de palmiers che un pollone di Encephalartos cupidus, acquistato verso il 2010-2011 con pochissime radici e coltivato in vaso, ha perso le sue due foglie dopo un anno e mezzo, perché la loro base era marcita; il pollone, secco ma duro, è rimasto senza segni di vita per quasi due anni, poi ha emesso nuove radici e due foglie nuove tra l’autunno e l’inverno 2013-2014. La testimonianza mostra che un pollone poco radicato può ripartire dopo un lungo riposo.
Moltiplicazione
La specie si moltiplica per seme e per polloni. Il SANBI segnala la produzione regolare di semi da parte delle piante sequestrate conservate all’orto botanico nazionale del Lowveld. Sul forum Fous de palmiers un collezionista descrive, nel 2011, la pulizia di 300 semi in un vivaio sudafricano. Un pollone va separato solo quando è ben radicato: la testimonianza citata sopra mostra quanto sia lenta la ripresa di un pollone debole. Per il metodo generale si può consultare l’articolo del sito dedicato alla semina delle cicadee.
Malattie e parassiti
Nessuna malattia e nessun parassita propri di Encephalartos cupidus sono documentati. In coltivazione il rischio principale segnalato è il marciume della base delle foglie e delle radici in un substrato troppo umido, come nella testimonianza citata sopra; anche le cocciniglie possono attaccare le cicadee coltivate.
Rusticità
La resistenza al freddo di Encephalartos cupidus non è mai stata misurata con dati datati. Il SANBI lo dice resistente al gelo, senza indicare alcun valore.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in piena terra, né in Italia (forum Tropicamente) né in Francia (sedici messaggi sul forum Fous de palmiers, dedicati soprattutto al commercio e all’identificazione), per nessuna zona climatica. L’unica pianta di cui è descritta la coltivazione vive in vaso, e il suo proprietario non indica temperature. In mancanza di dati, la coltivazione in vaso, con un inverno all’asciutto e al riparo dal gelo, resta la scelta prudente.
Come per tutto il genere, un’eventuale tenuta al gelo di una pianta nana con il fusto interrato non vale per una pianta più vecchia con il fusto scoperto: il suolo protegge il fusto sotterraneo, non le foglie.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun riscontro datato fuori dalla Francia. L’opinione espressa nel 2008 sul forum Tropicamente, citata sopra, non si basa su una coltivazione. Non sono stati trovati nemmeno dati di temperatura minima propri delle stazioni della specie, sulla scarpata di Mpumalanga.
Tossicità e precauzioni
Non esistono dati pubblicati sulla tossicità di Encephalartos cupidus. Il rischio è però documentato nel genere: la tossicità di Encephalartos horridus è stata dimostrata già nel 1944, e i semi degli Encephalartos contengono glicosidi tipici delle cicadee, la cicasina e la macrozamina, che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. La specie va quindi considerata tossica: usate i guanti per maneggiare i semi e teneteli lontano da bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Secondo il SANBI, centinaia di piante di Encephalartos cupidus sono state prelevate per la medicina tradizionale («muthi»). Le fonti consultate non precisano né le parti usate né gli impieghi. Questo commercio è una delle cause del suo declino.
Domande frequenti
Che cosa significa il nome cupidus?
«Desideroso, avido» in latino. Robert Allen Dyer lo scelse nel 1971 giocando sui due sensi della parola: l’attrazione legittima dei giardinieri per gli Encephalartos e l’avidità dei collezionisti che li sradicano in natura.
Quante piante restano in natura?
Una cinquantina, secondo il SANBI nel 2015, tutte in una riserva di Mpumalanga. Erano circa 1.110 nel 1984 e 861 nel 1999.
Quanto diventa grande?
Resta piccolo. Il fusto, spesso sotterraneo, non supera i 75 cm circa e misura 20-30 cm di diametro; le foglie sono lunghe circa 1 m. Può formare più fusti a partire dalla base.
È rustico in Italia?
Non si sa. Il SANBI lo descrive come resistente al gelo, ma nessuna prova datata è stata pubblicata, né in Italia né altrove. Conviene coltivarlo in vaso e ripararlo dal gelo in inverno.
Si può coltivare in vaso?
Sì. La taglia ridotta si presta bene, con un vaso profondo e un substrato molto drenante. Annaffiate con moderazione ed evitate che la base delle foglie resti bagnata.
Si può vedere in un orto botanico italiano?
Non risulta. Nessuna fonte consultata lo segnala negli orti botanici italiani, e manca nell’elenco degli Encephalartos di Napoli pubblicato nel 1997.
È tossico?
Va considerato tale. Non esistono dati per la specie, ma i semi degli Encephalartos contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads, Encephalartos cupidus: https://cycadlist.org/scientific_name/284 — nome accettato, autore, pubblicazione, tipo, distribuzione, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN e criteri. Lista di riferimento delle cicadee (versione 2026.08.15), affidabile; consultata direttamente.
- The World List of Cycads, descrizione originale (PDF): https://cycadlist.org/storage/references/open/ef29d800-f8da-4c60-996a-c7ad9501f8a4.pdf — testo integrale di Dyer (1971): descrizione, tipo, storia, scelta del nome. Articolo pubblicato, fonte primaria; consultato direttamente.
- SANBI, NDF Encephalartos cupidus (PDF): https://www.sanbi.org/wp-content/uploads/2026/03/Encephalartos-cupidus-NDF-supporting-document.pdf — effettivi dal 1984 al 2015, ambiente, minacce, sequestri, commercio, normativa. Documento ufficiale dell’autorità scientifica sudafricana (2012, aggiornato nel 2015), affidabile; consultato direttamente.
- SANBI, PlantZAfrica, Encephalartos cupidus: https://pza.sanbi.org/node/11515 — descrizione, ambiente, coltivazione. Scheda di un istituto nazionale, affidabile; rilevata da un estratto di ricerca (sito bloccato).
- Species+ (UNEP-WCMC), Encephalartos cupidus: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13860/legal — Appendice I della CITES, Allegato A dell’Unione europea, nome inglese. Banca dati ufficiale, affidabile; consultata direttamente.
- Forum Fous de palmiers, discussione sulla ripresa di un pollone di Encephalartos cupidus (2014): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=17506 — ripresa di un pollone in vaso dopo un marciume. Forum francese di coltivatori, testimonianza isolata; consultato direttamente.
- Tropicamente, discussione «Encephalartos» (dicembre 2008): https://www.tropicamente.it/forums/topic/encephalartos/#post-37580 — opinione sulla resistenza al freddo, senza coltivazione della specie. Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; messaggio letto direttamente.
- Tropicamente, discussione «Formazione gruppo d’acquisto» (febbraio 2013): https://www.tropicamente.it/forums/topic/formazione-gruppo-dacquisto/page/2/#post-47682 — pianta venduta come Encephalartos nubimontanus e identificata come Encephalartos cupidus dal suo proprietario. Forum italiano di coltivatori, testimonianza non verificata; messaggio letto direttamente.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36 (1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli nel 1993-94, senza Encephalartos cupidus. Rivista dell’Orto botanico, fonte datata; tabella letta direttamente.
Bibliografia
- Dyer, R.A. (1971). A further new species of Cycad from the Transvaal. Bothalia 10(2): 379-383. [Protologo; descrizione, tipo, storia della scoperta, significato del nome; testo integrale consultato.]
- South African National Biodiversity Institute (2015). NDF assessment for Encephalartos cupidus. Supporting document, Scientific Authority of South Africa (aggiornato nel maggio 2015). [Effettivi, minacce, sequestri, commercio, tutela legale; testo integrale consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos cupidus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41884A50904838. [Categoria CR e criteri; riferimento ripreso da The World List of Cycads, pagina della Lista rossa non consultata.]
- Slabbert, R. & Hurter, P.J.H. (1993). Focus on Encephalartos cupidus. Encephalartos 36: 5-10. [Articolo della rivista della Cycad Society of South Africa citato da The World List of Cycads; non consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Coral Gables, Montgomery Botanical Center. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
- Gaudio, L., Aceto, S., Caputo, P., Cozzolino, S., Siniscalco Gigliano, G., Moretti, A. & De Luca, P. (1997). Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae). Delpinoa n.s. 35-36 (1993-1994): 55-64. [Specie coltivate all’Orto Botanico di Napoli; tabella 1 consultata.]
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