Encephalartos nubimontanus è una cicadea dal fogliame blu-grigio del Sudafrica, che viveva sulle pareti rocciose della provincia del Limpopo, nella regione del Wolkberg, ed è oggi estinta allo stato selvatico. Questa specie del genere Encephalartos fu descritta nel 1995 e una seconda volta nel 1996 con il nome di Encephalartos venetus, oggi sinonimo. I collezionisti hanno svuotato il suo unico sito noto in una decina d’anni: 66 piante osservate negli anni Novanta, nessuna nel 2010-2011. La specie sopravvive ormai solo in coltivazione, dove è piuttosto diffusa grazie ai vivai, senza alcuna popolazione selvatica conosciuta.
In sintesi: Encephalartos nubimontanus
- Nome accettato: Encephalartos nubimontanus P.J.H.Hurter (1995), secondo The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi antichi e sinonimi: Encephalartos venetus Vorster (1996)
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in inglese «Blue cycad» (SANBI)
- Distribuzione naturale: Sudafrica, provincia del Limpopo (regione del Wolkberg), verso 1.000 m di quota; estinto allo stato selvatico
- Stato IUCN: estinto in natura (EW), valutazione del 2022 (Bösenberg), secondo The World List of Cycads e il SANBI; la specie era già classificata EW nel 2006
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (iscrizione di tutto il genere, 1977); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; parere negativo dell’UE per le importazioni dal Sudafrica di piante riprodotte artificialmente
- Rusticità documentata: nessun valore misurato pubblicato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura pareti rocciose in pieno sole, in un bosco rado deciduo; natura del suolo non documentata
- Portamento e dimensioni adulte: tronco spesso coricato, lungo fino a 2,5 m e largo 35-40 cm; foglie glauche di 1,1-2 m (descrizione originale)
- Tossicità: non studiata per la specie; rischio documentato nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Encephalartos nubimontanus?
Si riconosce dal tronco arborescente, spesso coricato, e dalla corona fitta di foglie rigide, glauche, ricurve all’estremità, con foglioline in genere arcuate a falce e spesso dentate. La descrizione originale di Hurter (1995) ne riporta i caratteri seguenti. La pianta emette polloni alla base; il tronco, spesso decombente, raggiunge 2,5 m di lunghezza per 35-40 cm di diametro e conserva le basi delle foglie. I catafilli, piccole squame che proteggono la gemma, sono di un bianco vellutato e diventano quasi glabri con l’età.
Le foglie misurano 1,1-2 m (1,4 m in media). Il picciolo, di circa 23 cm, è rigonfio alla base, leggermente tomentoso, e porta un collare bruno-rosso a maturità; la rachide è glabra, rotonda in sezione e ingiallisce invecchiando. Le foglioline opposte formano tra loro un angolo di circa 70°, che dà alla foglia un profilo a V; sono rivolte verso l’apice della foglia. Le foglioline mediane misurano 18-25 cm di lunghezza per 15-25 mm di larghezza, arcuate, pungenti, intere o dentate; quelle della base si riducono a una serie di spine.
I coni sono glabri. I coni maschili, da uno a cinque per tronco, sono quasi conici, lunghi 25-40 cm e larghi 5-9 cm; le loro squame mediane si inclinano leggermente verso il basso e terminano con un labbro pendente, spesso un po’ crenulato. I coni femminili, da uno a tre per tronco, sono ovoidi, lunghi 36-40 cm e larghi 18-20 cm; le squame sterili della sommità sono allungate in labbra erette. Ogni cono femminile porta circa 200 semi, con involucro carnoso rosso aranciato; il seme nudo misura 35-38 mm per 23-30 mm. La descrizione originale definisce verde chiaro le facce delle squame, mentre il SANBI parla di coni blu-verdi: il colore può quindi essere descritto diversamente secondo le fonti.
Il SANBI aggiunge che la pianta ha per lo più un solo fusto, con talvolta polloni alla base, e che produrrebbe in media due coni alla volta ogni cinque anni, secondo una tesi non pubblicata (Konings, 2016).
Ibridi
Nelle fonti consultate non è descritto alcun ibrido di Encephalartos nubimontanus.
Possibili confusioni
La confusione più frequente riguarda Encephalartos cupidus, il suo parente più stretto secondo il SANBI, che ha anch’esso foglie rigide, pungenti e glauche. Hurter (1995) ne indica le differenze: Encephalartos cupidus è una specie nana con il fusto in gran parte sotterraneo e foglioline mediane oblunghe, non arcuate; i suoi coni femminili non hanno squame sterili allungate alla sommità, e le squame dei suoi coni maschili sono distese, senza labbro pendente.
Questa somiglianza ha conseguenze pratiche. Il SANBI segnala che alcuni proprietari di piante di Encephalartos nubimontanus detengono permessi rilasciati per Encephalartos cupidus e sostengono di non aver saputo che si trattava di un’altra specie. Al contrario, un collezionista del Salento (che in altri messaggi scrive da Nardò, in provincia di Lecce) riferisce sul forum Tropicamente, nel febbraio 2013, di aver comprato come Encephalartos nubimontanus una pianta che si è rivelata un Encephalartos cupidus con un caudice di quasi 20 cm. Lo stesso coltivatore ricordava già nel 2009 che Encephalartos nubimontanus è interamente blu, mettendo in dubbio l’identità di una pianta fotografata.
Anche le altre specie blu dello stesso gruppo possono trarre in inganno. Sul forum francese Fous de palmiers, a proposito di una pianta presentata come Encephalartos middelburgensis, un appassionato riteneva nel 2013 che non somigliasse né a Encephalartos cupidus né davvero a Encephalartos nubimontanus, «ma ci sono molte varianti selvatiche», e propendeva per Encephalartos dyerianus. Infine, alcuni elenchi di vendita riprodotti su quel forum nel 2009 proponevano forme commerciali chiamate «nubimontanus robust», e nel 2013 un coltivatore di Ravenna citava su Tropicamente un «nubimontanus var robusta»: questi nomi non hanno alcun valore botanico e non sono riconosciuti da The World List of Cycads.
Tassonomia
Encephalartos nubimontanus è accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito bloccato). La specie fu descritta da P.J.H. Hurter, dell’orto botanico nazionale del Lowveld a Nelspruit, nella rivista Phytologia (78(6): 409-410, fig. 1), in un articolo che descriveva anche Encephalartos whitelockii. Il fascicolo porta la data del giugno 1995; l’IPNI indica il 29 novembre 1995 come data di pubblicazione effettiva. Il tipo (olotipo) è una foglia con un cono maschile raccolti da Hurter il 27 marzo 1995 nell’antica Provincia del Nord, a 1.000 m di quota (Hurter 95R/1), conservati nell’erbario nazionale di Pretoria (PRE). Sette altre raccolte, tra cui un cono femminile, accompagnano la descrizione; per proteggere le piante dai bracconieri, l’autore ne indicò la posizione solo alla scala di una carta 1:250.000 (foglio 2430, Pilgrim’s Rest).
Nel 1996 Piet Vorster descrisse la stessa pianta con il nome di Encephalartos venetus, nel South African Journal of Botany (62(2): 71). The World List of Cycads e l’IPNI trattano questo nome come sinonimo. Secondo la regola di priorità del codice di nomenclatura, si applica il nome pubblicato per primo, nubimontanus; le ragioni dettagliate della messa in sinonimia non sono state verificate nelle fonti consultate. Per il lettore, un’etichetta «Encephalartos venetus» indica quindi questa specie. Il SANBI presenta la specie come appartenente al complesso di Encephalartos eugene-maraisii, un gruppo di specie blu del nord del Sudafrica.
Etimologia e storia
L’epiteto rimanda ai «monti delle nuvole»: secondo Haynes (2022), ripreso da The World List of Cycads, è formato dalle parole latine nubilis («nuvola») e montanus («di montagna»), con riferimento alla regione del Wolkberg, il cui nome afrikaans significa «montagna delle nuvole». Il senso del nome venetus non è spiegato nelle fonti consultate.
La storia della specie è breve. Hurter la descrisse nel 1995 su una sola piccola zona, dove le piante crescevano sparse sulle pareti rocciose. Secondo il documento del SANBI che fonda il parere sul commercio del Sudafrica (2023, aggiornato nel 2025), negli anni Novanta sono state osservate 66 piante, otto nel 2000 o nel 2001 secondo i passaggi del documento, solo pochi fusti nel 2003-2004 e nessuno nel 2010-2011. Gli ultimi fusti sono stati prelevati dai servizi di conservazione per metterli al sicuro in collezione. Sorvoli in elicottero nell’ultimo decennio non hanno ritrovato alcuna pianta, anche se resta necessaria una verifica a terra.
Il SANBI ritiene molto probabile che le grandi piante in collezione siano state prelevate illegalmente in natura e poi legalizzate in altre province: un solo collezionista ne deteneva da 50 a 60, polloni compresi. Piante selvatiche, forse femminili, potrebbero trovarsi ancora in collezioni private; al momento della redazione del documento era in corso un censimento.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano attestato. In inglese il SANBI usa «Blue cycad»; il nome «cloud mountain cycad» compare solo in estratti di ricerca (Wikipedia in inglese), senza fonte primaria. Questi nomi inglesi sono applicati anche, in modo generico, alle cicadee blu, il che li rende ambigui.
In natura
Encephalartos nubimontanus non esiste più in natura. Hurter (1995) lo descrive come noto in una sola piccola zona dell’antica Provincia del Nord (oggi Limpopo), a 1.000 m di quota, dove le piante crescevano sparse in un bosco misto deciduo, soprattutto su pareti rocciose. Il SANBI lo classifica come specie di savana: le piante vivevano in un bosco rado, basso e deciduo, su pareti rocciose, in pieno sole. L’unica popolazione nota si trovava su terre comunitarie, fuori da qualsiasi area protetta.
Il clima del sito, la natura della roccia e dei suoli, gli impollinatori e la dispersione dei semi non sono documentati per la specie nelle fonti consultate. Il SANBI ricorda soltanto che la dispersione delle cicadee è poco conosciuta e in genere debole.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos nubimontanus è estinto in natura (EW) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads e dal SANBI; il SANBI precisa che la specie figura in questa categoria dal 2006. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. La causa è il bracconaggio per l’orticoltura e l’ornamento; il SANBI segnala anche prelievi per la medicina tradizionale, secondo la valutazione del 2006 (Rogers e Pillay).
In Sudafrica tutte le specie di Encephalartos sono specialmente protette nel Limpopo (Limpopo Environmental Management Act del 2003), e la raccolta di cicadee selvatiche è vietata a livello nazionale dal 2007, poi dall’avviso governativo n. 371 del 2012. Non sarebbe mai stato rilasciato alcun permesso di raccolta per questa specie. Tra il 1995 e il 2020 sono stati esportati legalmente dal Sudafrica 4.092 esemplari (piante e semi); il SANBI ritiene probabile che questo commercio abbia incoraggiato il saccheggio delle piante selvatiche per costituire piante madri. Otto vivai sudafricani sono registrati presso il segretariato della CITES per questa specie, e durante il censimento nazionale dei vivai sono state contate 52 piante madri riprodotte artificialmente. Dal parere del 2023, solo questi vivai registrati possono esportare piantine, a determinate condizioni.
Come tutte le specie del genere, Encephalartos nubimontanus è iscritto nell’Appendice I della CITES, per un’iscrizione dell’intero genere Encephalartos in vigore dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale a fini commerciali di piante prelevate in natura è vietato. Nell’Unione europea, Italia compresa, la specie figura nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, nell’elenco fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, in vigore dal 29 giugno 2026. Il gruppo di esame scientifico dell’Unione europea ha espresso il 7 febbraio 2013 un parere negativo, ancora in vigore secondo Species+, per le importazioni dal Sudafrica di piante riprodotte artificialmente (codici di origine A e D). Le piante riprodotte artificialmente possono essere commercializzate a determinate condizioni, con i permessi richiesti; per un’importazione in Italia ci si rivolge alle autorità CITES nazionali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri). Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, è stata consultata il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, ed esigete la prova che la pianta proviene da coltivazione. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.
Coltivazione
Encephalartos nubimontanus è coltivato in collezione, ma non è stato possibile consultare alcuna scheda di coltivazione affidabile propria della specie. Il SANBI lo dice comune in coltivazione, con numerose piante madri riprodotte artificialmente nei vivai. Una scheda PlantZAfrica del SANBI, nota solo tramite un estratto di ricerca (sito bloccato), lo descrive come una cicadea a crescita rapida, di taglia da piccola a media. In mancanza di regole proprie, si applicano i consigli generali per gli Encephalartos blu sudafricani: sole, substrato minerale molto drenante, annaffiature in estate e riposo asciutto in inverno.
In Francia non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione sul forum Fous de palmiers: la specie vi compare solo in elenchi di vendita (2009) e in fotografie di collezione.
In Italia
Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos nubimontanus negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 1995, non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli pubblicato nel 1997 su Delpinoa (dati del 1993-94), né nell’elenco delle cicadee di Messina (2009), né nelle altre fonti consultate su Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola.
Riscontri di coltivazione. Sul forum Tropicamente, un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, Italia), che tiene i suoi Encephalartos in vaso e un po’ riparati dalla pioggia in inverno, elenca nel settembre 2012 un Encephalartos nubimontanus tra le sue piante: si tratta di un semenzale che aveva fatto due foglie nel 2011 e nessuna nell’estate 2012; nel giugno 2013 la pianta non aveva ancora vegetato, poi nel settembre 2013 ha prodotto una foglia nuova (il coltivatore precisa di aver spostato il vaso prima che la foglia si fosse consolidata). Non riferisce alcun dato sul freddo per questa pianta. All’epoca la specie era cara in Italia: nel gennaio 2009 un collezionista del Salento citava un prezzo di oltre 1.500 euro per un caudice di 15 cm, e sconsigliava l’acquisto per corrispondenza di piantine con meno di 6-7 cm di caudice. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in piena terra in Italia.
Moltiplicazione
La moltiplicazione avviene soprattutto per semina, con semi prodotti in coltivazione; le esportazioni sudafricane di semi e di piantine ne sono la prova. I polloni, che compaiono talvolta alla base, permettono anche una moltiplicazione vegetativa. Non è stato verificato alcun protocollo proprio della specie; si applicano i metodi generali di semina delle cicadee. Il SANBI ricorda che le piantine destinate all’esportazione devono provenire da piante madri acquisite legalmente.
Malattie e parassiti
Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun dato proprio di Encephalartos nubimontanus. Come le altre cicadee, teme soprattutto il marciume delle radici e del tronco in un substrato fradicio.
Rusticità
Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo per Encephalartos nubimontanus.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in piena terra né in Italia né in Francia: sul forum Fous de palmiers, i messaggi che citano la specie non indicano né il luogo di piantagione, né una temperatura, né un risultato dopo un inverno, e il clima del sud-est della Francia, vicino a quello di molte regioni italiane, non offre quindi alcuna esperienza da trasporre. Sul forum Tropicamente circolano solo pareri senza prova datata: nel dicembre 2008 il collezionista del Salento aggiungeva Encephalartos nubimontanus alle specie che, secondo lui, non hanno «alcun problema» al freddo, e nel luglio 2009 il coltivatore di Ravenna lo citava tra le specie, non ancora provate, che «dovrebbero resistere a buone dosi di freddo». Questi pareri non sono misure e non permettono di consigliare alcuna zona italiana. In pratica la specie si coltiva in vaso, riparata in inverno.
Riferimenti internazionali
Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo per la specie. Il sito naturale si trovava verso 1.000 m di quota nel nord-est del Sudafrica, ma le sue temperature invernali non sono documentate nelle fonti consultate. Negli Encephalartos, le sopravvivenze nelle zone fredde riguardano spesso giovani piante con il caudice interrato, protette dall’inerzia termica del suolo e talvolta dalla neve; una pianta adulta con il tronco aereo, come può esserlo Encephalartos nubimontanus, non beneficia di questa protezione.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato sulla tossicità propria di Encephalartos nubimontanus, ma il rischio è documentato nel genere: gli Encephalartos sono tossici, e i loro semi lo sono in modo particolare. La tossicità di una specie del genere, Encephalartos horridus, fu dimostrata già nel 1944 da Van der Walt; nelle cicadee i semi contengono glicosidi propri del gruppo, tra cui la cicasina, che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. Per un’altra cicadea, Cycas revoluta, l’ASPCA segnala nel cane, nel gatto e nel cavallo vomito, feci nere, ittero, gastroenteriti emorragiche, danni al fegato e casi mortali, dovuti alla cicasina.
Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi lontano dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione, rivolgetevi senza attendere a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Il SANBI segnala che la specie è stata raccolta per la medicina tradizionale, secondo la valutazione della Lista rossa del 2006; precisa che in Sudafrica i raccoglitori e i guaritori non distinguono le diverse specie di cicadee. La natura di questo uso non è precisata.
Domande frequenti
Encephalartos nubimontanus esiste ancora in natura?
No. Nessuna pianta è stata ritrovata dal 2010-2011, e la specie è classificata estinta in natura. Sopravvive solo nelle collezioni e nei vivai, e il SANBI non esclude una futura reintroduzione.
Encephalartos nubimontanus ed Encephalartos venetus sono la stessa pianta?
Sì. Encephalartos venetus, descritto nel 1996, è un sinonimo; il nome del 1995, nubimontanus, ha la priorità.
Come distinguerlo da Encephalartos cupidus?
Dal portamento e dai coni. Encephalartos nubimontanus ha un tronco aereo che arriva a 2,5 m e foglioline arcuate spesso dentate; Encephalartos cupidus è nano, con il fusto soprattutto sotterraneo. I coni femminili di Encephalartos nubimontanus hanno squame sterili allungate alla sommità. In Italia è stato venduto un Encephalartos cupidus come Encephalartos nubimontanus.
Che cosa vuol dire nubimontanus?
«Dei monti delle nuvole». Il nome traduce quello del Wolkberg, la regione del Limpopo in cui viveva la specie.
È rustico in Italia?
Non si sa. Non esiste alcun riscontro datato né alcun valore misurato, solo pareri di coltivatori; in pratica si coltiva in vaso, riparato in inverno.
Si può acquistare legalmente?
Sì, a certe condizioni. Possono circolare solo piante riprodotte artificialmente, con i permessi CITES; l’Unione europea ha espresso un parere negativo per le importazioni dal Sudafrica. Diffidate delle grandi piante, spesso di origine selvatica secondo il SANBI.
È tossico?
Sì, molto probabilmente. La specie non è stata studiata, ma gli Encephalartos sono tossici, soprattutto i loro semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Encephalartos nubimontanus: https://cycadlist.org/scientific_name/334 — autore, descrizione originale (Phytologia 78(6): 409-410), tipo Hurter 95R/1 (PRE), 1.000 m, 27 marzo 1995, distribuzione (Limpopo), sinonimo Encephalartos venetus, stato IUCN EW (Bösenberg, 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- IPNI, Encephalartos nubimontanus: https://www.ipni.org/n/986593-1 — pubblicazione in Phytologia 78(6): 409, datata 29 novembre 1995; Encephalartos venetus Vorster (989159-1). Indice internazionale dei nomi delle piante, affidabile; consultato direttamente.
- Internet Archive, Phytologia 78(6), giugno 1995: https://archive.org/details/phytologia786glea — testo integrale della descrizione originale (Hurter, Two newly described cycads from Africa, p. 409-416): descrizione, differenze con Encephalartos cupidus, habitat. Letteratura primaria, affidabile; consultata direttamente (testo digitalizzato).
- SANBI, NDF supporting document for Encephalartos nubimontanus (approvato l’8 febbraio 2023, aggiornato nel giugno 2025): https://www.sanbi.org/wp-content/uploads/2026/03/Encephalartos-nubimontanus-NDF-supporting-document.pdf — storia della popolazione, bracconaggio, collezioni, commercio, legislazione sudafricana, nome Blue cycad. Documento ufficiale dell’autorità scientifica sudafricana, affidabile; consultato direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Encephalartos nubimontanus: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/15649/legal — Appendice I della CITES (iscrizione del genere, 4 febbraio 1977), Allegato A dell’UE (regolamento (UE) 2026/1383), parere negativo del gruppo di esame scientifico del 7 febbraio 2013 per il Sudafrica, sinonimo Encephalartos venetus. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE, affidabile; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- Forum Tropicamente: https://www.tropicamente.it/forums/topic/formazione-gruppo-dacquisto/page/2/#post-47682 (febbraio 2013, pianta venduta come nubimontanus); https://www.tropicamente.it/forums/topic/encephalartos-laurentianus/#post-50578, https://www.tropicamente.it/forums/topic/encephalartos-arenarius/page/2/#post-45422 e https://www.tropicamente.it/forums/topic/le-foglie-nuove-delle-cycadacee/page/4/#post-40976 (coltivazione in vaso a Ravenna, 2012-2013); https://www.tropicamente.it/forums/topic/encephalartos/ (pareri e prezzi, 2008-2009). Forum di coltivatori, valore indicativo; messaggi letti l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=289874#p289874 (identificazione, 2013) e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=51668#p51668 (elenco di vendita, 2009). Forum di coltivatori, valore indicativo; messaggi letti il 2 ottobre 2026.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36 (1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli nel 1993-94, senza Encephalartos nubimontanus. Rivista dell’orto botanico, fonte datata; tabella letta direttamente.
- Università di Pretoria, UPSpace, Van der Walt (1944): https://repository.up.ac.za/handle/2263/59542 — prima dimostrazione della tossicità di Encephalartos horridus. Archivio universitario, affidabile; scheda consultata direttamente; dato a livello di genere.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità di Cycas revoluta (cicasina) per cani, gatti e cavalli, sintomi. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato relativo a un’altra cicadea, consultato direttamente.
Bibliografia
- Hurter, P.J.H. (1995). Two newly described cycads from Africa. Phytologia 78(6): 409-416. [Descrizione originale; testo integrale consultato.]
- Vorster, P. (1996). Encephalartos venetus. South African Journal of Botany 62(2): 71. [Sinonimo; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e l’IPNI, testo non consultato.]
- Hurter, P.J.H. & Claassen, I. (1996). Focus on Encephalartos nubimontanus. Encephalartos 45: 4-11. [Rivista di una società specializzata; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e il SANBI, testo non consultato.]
- Rogers, S. & Pillay, D. (2006). Encephalartos nubimontanus. The IUCN Red List of Threatened Species 2006: e.T41896A10574059. [Valutazione precedente; citata dal SANBI, non consultata.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos nubimontanus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41896A51053415. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T41896A51053415.en [Valutazione EW; citata da The World List of Cycads e dal SANBI, Lista rossa non consultata (sito bloccato).]
- Konings, K.M. (2016). Life history traits of South African Encephalartos spp. (Zamiaceae). Tesi di dottorato non pubblicata. [Frequenza di produzione dei coni; citata dal SANBI, non consultata.]
- SANBI, Scientific Authority of South Africa (2023, aggiornato nel 2025). NDF assessment for Encephalartos nubimontanus. South African National Biodiversity Institute, Pretoria. [Popolazione, minacce, commercio, legislazione; documento ufficiale consultato direttamente.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citata da The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Van der Walt, S.J. (1944). Recent investigations into the toxicity of plants, etc., in the Union of South Africa. Onderstepoort Journal of Veterinary Science and Animal Industry 20(1). [Tossicità di Encephalartos horridus; riassunto consultato; dato a livello di genere.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, autori, descrizione originale, tipo, distribuzione, sinonimi, stato IUCN; consultata direttamente.]