Cycas cupida

Cycas cupida è una cicadea dal fusto robusto e dal fogliame blu-grigio pruinoso che cresce soltanto nella Terrace Range, una bassa catena isolata di arenaria a sud di Charters Towers, nel Queensland centrale, in Australia. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 2001 da Paul Forster, dell’erbario del Queensland, pochi mesi dopo la sua scoperta. Il nome, dal latino cupidus, «desideroso», ricorda quanto le cicadee blu siano ambite dai collezionisti. È l’ultima arrivata nel gruppo delle «cicadee blu» del Queensland, e la Lista rossa della IUCN la classifica quasi minacciata.

In sintesi: Cycas cupida

  • Nome accettato: Cycas cupida P.I.Forst. (2001), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato
  • Distribuzione naturale: Australia, Queensland centrale, Terrace Range, a sud di Charters Towers (distretto di South Kennedy)
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT), rivalutazione di J.D. Bösenberg (Lista rossa 2023-1), categoria riportata da GBIF; prima valutazione di P. Forster (2010), criterio D2
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato; da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: pieno sole; in natura suoli di arenaria e detriti arenacei, talvolta fessure di piccole falesie
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 6 m, di 20-30 cm di diametro, raramente ramificato; foglie di 72-130 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; un solo riscontro di semina, a Ravenna nel 2014 (vedi Moltiplicazione)
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas cupida?

Quattro caratteri la distinguono: il fusto spesso, le foglie fortemente carenate coperte da una pruina blu-grigia, le foglioline che non si accorciano verso la base della foglia e la peluria rossiccia che riveste i getti giovani, i catafilli e i coni. Secondo la descrizione originale di Paul Forster (2001):

  • Fusto: alto fino a 6 m, di 20-30 cm di diametro, raramente con più teste.
  • Foglie: di 72-130 cm, diritte o un po’ ondulate verso l’apice, fortemente carenate (le foglioline opposte formano un angolo di 30-50°), di solito terminate da una coppia di foglioline; picciolo di 12-26 cm, con peluria blu-grigia, armato di 12-26 piccoli denti di circa 2 mm, raramente inerme.
  • Foglioline: 174-240 per foglia, di 150-240 mm per 5-7 mm, coperte da una pruina blu (grigio-verdi sotto la cera), quasi piatte, non ridotte alla base della foglia (90-100% della larghezza massima); nervatura mediana poco sporgente sopra, nettamente sotto.
  • Getti giovani e catafilli: peluria densa bruno-rossiccia; catafilli pungenti, lineari, di 70-95 mm, pelosi per tutta la lunghezza.
  • Coni maschili: ovoidi allungati, di 25-33 cm per 10-16 cm, con peluria bruno-rossiccia; spina terminale dei microsporofilli di 5-12 mm, ricurva in avanti.
  • Megasporofilli: di 22-30 cm, dapprima coperti da peluria rossiccia, poi blu-grigi e pruinosi; portano 4-6 ovuli (in genere 4); lamina largamente triangolare, di 45-60 mm per 25-35 mm, nettamente dentata, con spina terminale di 15-18 mm.
  • Semi: ovoidi, di 35-40 mm per 32-35 mm, molto pruinosi (grigio-blu), verdi sotto la cera e poi giallo-violacei a maturità.

Forster (2001) osserva che tutte le cicadee di questo gruppo sono più o meno blu: alcune perdono presto il colore, altre lo conservano. Cycas cupida lo mantiene, senza raggiungere l’intensità di Cycas cairnsiana.

Ibridi

Non è noto alcun ibrido naturale: l’unica popolazione si trova a più di 200 km dalle specie affini. Un coltivatore del forum francese Fous de palmiers cita nel 2013 incroci orticoli con Cycas thouarsii, senza altri dettagli; nessun’altra fonte li descrive.

Possibili confusioni

Le due specie più vicine, Cycas couttsiana e Cycas desolata, vivono più di 200 km a nord. Secondo Forster (2001), Cycas cupida si separa da Cycas desolata per le foglie più fitte (174-240 foglioline contro 90-136), per le foglioline non ridotte alla base, per i catafilli molto più lunghi (70-95 mm contro 30-45 mm) e pelosi per tutta la lunghezza, e per i coni maschili più grossi. Da Cycas couttsiana differisce per il fusto più spesso (20-30 cm contro 14-20 cm), per la peluria rossiccia, e non grigio-bianca, dei getti giovani, per i coni maschili più grandi e per i megasporofilli rossicci con lamina largamente, e non strettamente, triangolare. Cycas cairnsiana ha foglioline molto più strette (2-3 mm) con i margini arrotolati.

Tassonomia

Cycas cupida è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Paul I. Forster la pubblicò nel 2001 in «Cycas cupida (Cycadaceae), a new species from central Queensland», Austrobaileya 6(1): 153-160. Il tipo, una pianta maschile, fu raccolto l’11 dicembre 2000 nella Terrace Range da Forster e Booth (numero PIF26540B); l’olotipo è conservato all’erbario del Queensland (BRI), a Brisbane.

Forster la colloca nella serie Cairnsianosae definita da K.D. Hill (1996, 1998), che con lei conta sei specie: Cycas cairnsiana, Cycas couttsiana, Cycas cupida, Cycas desolata, Cycas ophiolitica e Cycas platyphylla. Il gruppo si riconosce dalle foglioline basali non ridotte a spine, dalle foglioline più o meno arrotolate e fortemente bluastre, da uno strato protettivo continuo sotto l’epidermide e da coni maschili medi, ovoidi, arancioni o bruni. Dalla descrizione la specie non ha mai cambiato nome.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino cupidus, «desideroso, bramoso», e allude al fascino che questa pianta esercita sui collezionisti di cicadee (Forster, 2001; Haynes, 2022). Già nel 1999 Forster aveva dedicato un testo alle «sei cicadee blu del desiderio» del Queensland, e prevedeva un interesse molto forte dei collezionisti per la nuova specie.

La storia della scoperta è breve. All’inizio di novembre 2000 Tim Perry, allora all’Agenzia per la protezione dell’ambiente del Queensland a Townsville, inviò a Forster campioni e fotografie di una cicadea blu delle arenarie situate ben a sud di Charters Towers. Forster visitò la popolazione nel dicembre 2000, raccolse materiale fertile e descrisse la specie l’anno seguente.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato, e nessun nome vernacolo inglese o aborigeno ha potuto essere verificato.

In natura

Cycas cupida è confinata nella Terrace Range, una bassa catena isolata di arenaria a sud di Charters Towers, con affioramenti e piccole falesie. Secondo Forster (2001) la vegetazione è un bosco rado dominato da Corymbia clarksoniana, Corymbia dallachiana ed Eucalyptus crebra, con uno strato intermedio di Acacia, Eremophila e Terminalia. Le cicadee sono sparse in tutto questo ambiente, più numerose sulle colline basse; a volte si raggruppano nei burroni e lungo i corsi d’acqua, su detriti di arenaria, e talvolta crescono nelle fessure delle falesie. L’ambiente è secco per una parte dell’anno e molto caldo d’estate, anche per il calore restituito dalle rocce nude.

Stato di conservazione e normativa

The World List of Cycads indica per Cycas cupida la categoria quasi minacciata (NT, criterio D2), citando la valutazione di P. Forster per la Lista rossa del 2010. Una rivalutazione, di J.D. Bösenberg, è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref): conferma la categoria quasi minacciata (NT), secondo i dati IUCN riportati da GBIF (consultati il 21 ottobre 2026); il sito della Lista rossa non ha potuto essere consultato direttamente. Nella descrizione originale Forster stimava l’habitat favorevole in meno di 60 km², con migliaia di piante in un’unica grande popolazione, senza minacce immediate di disboscamento o di agricoltura; proponeva allora la categoria vulnerabile (D2) e sottolineava soprattutto il rischio di prelievo da parte dei collezionisti.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas cupida rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

I dati pubblicati sulla coltivazione di Cycas cupida sono quasi inesistenti. Il suo habitat, arenarie drenanti e roventi d’estate, fa pensare alle stesse esigenze delle altre cicadee blu del Queensland: pieno sole, molto caldo, substrato fortemente minerale e inverno asciutto. Si tratta però di una deduzione dall’habitat, non di un dato documentato per la specie. In mancanza di qualsiasi riscontro sul freddo, la scelta prudente è il vaso, al riparo dal gelo.

In Italia

Cycas cupida non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente l’unico riscontro concreto riguarda una semina fatta a Ravenna nel 2014 (vedi Moltiplicazione); nel 2012 la specie vi compare solo in una discussione sulle cicadee blu australiane, con una proposta di acquisto collettivo di semi e una fotografia ripresa da un forum sudafricano, senza piante coltivate in Italia. Non è documentata alcuna pianta adulta coltivata nel nostro paese, né in piena terra né in vaso.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas cupida è dioica e si moltiplica per seme. Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, Italia) riferisce sul forum Tropicamente, nel luglio 2014, che su un lotto di dieci semi una plantula aveva appena emesso la prima foglia, altri tre semi avevano radicato e due erano andati persi; ne concludeva che la specie «non è poi così lenta». Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione propria della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e, come le altre cicadee blu australiane, al marciume delle radici in un substrato freddo e umido.

Rusticità

Per Cycas cupida non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Nessuna fonte indica una temperatura minima sopportata, né per piante giovani né per piante adulte.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione all’aperto in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum Fous de palmiers la specie è citata una sola volta, in un elenco di incroci, senza alcuna temperatura, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. Nessuna zona italiana può quindi essere consigliata per la piena terra.

Riferimenti internazionali

Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, né è stato trovato alcun riscontro datato di coltivazione all’aperto, in Europa o altrove. L’unica testimonianza consultata, quella di Ravenna, riguarda delle plantule.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas cupida, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di tutto. Il composto principale in causa è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas cupida.

Domande frequenti

Che cosa significa «cupida»?

Viene dal latino cupidus, «desideroso»: l’autore ha voluto ricordare quanto le cicadee blu siano ambite dai collezionisti.

Dove cresce Cycas cupida?

Soltanto nella Terrace Range, a sud di Charters Towers, nel Queensland centrale, su suoli di arenaria.

Resta blu tutto l’anno?

Sì, secondo la descrizione originale: conserva la pruina blu-grigia, senza arrivare al blu intenso di Cycas cairnsiana.

Come distinguerla da Cycas couttsiana?

Dalla peluria. I getti giovani sono rossicci in Cycas cupida e grigio-bianchi in Cycas couttsiana; inoltre il fusto è più spesso e le foglioline non si accorciano verso la base della foglia.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non è stato pubblicato alcun dato sul freddo e nessuna pianta all’aperto è documentata in Italia: per ora va coltivata in vaso, al riparo dal gelo.

È minacciata?

Poco, per ora: è classificata quasi minacciata, perché esiste una sola grande popolazione su una superficie ridotta, esposta al prelievo dei collezionisti.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Forster, P.I. (2001). Cycas cupida (Cycadaceae), a new species from central Queensland. Austrobaileya 6(1): 153-160. doi:10.5962/p.299661 [Protologo: descrizione, confronti, chiave della serie Cairnsianosae, habitat, statuto; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Definizione della serie Cairnsianosae; revisione delle specie australiane; testo integrale consultato.]
  • Forster, P.I. (1999). Six blue cycads of desire. In K.A.W. Williams, Native Plants of Queensland 4: 388-389. North Ipswich. [Citato da Forster (2001); non consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas cupida. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T178881A67341157. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T178881A67341157.en [Valutazione in vigore; riferimento verificato su Crossref, categoria NT riportata da GBIF; pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, sinonimi, statuto IUCN; consultata direttamente.]