Cycas condaoensis è una cicadea endemica dell’arcipelago di Côn Đảo, un gruppo di isole al largo della costa meridionale del Vietnam, nella provincia di Bà Rịa-Vũng Tàu. Questa specie del genere Cycas ha una storia curiosa: il suo esemplare tipo fu raccolto nel settembre 1877 dal botanico francese Louis Pierre sull’isola allora chiamata Poulo Condor, ma la specie fu descritta soltanto nel 2004, da Ken Hill e Si Lin Yang. Caso raro tra le cicadee, la IUCN la classifica a minor preoccupazione. Le sue caratteristiche sono poco documentate nelle fonti accessibili.
In sintesi: Cycas condaoensis
- Nome accettato: Cycas condaoensis K.D.Hill & S.L.Yang (2004), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo noto
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano o vietnamita attestato
- Distribuzione naturale: Vietnam, arcipelago di Côn Đảo (provincia di Bà Rịa-Vũng Tàu)
- Stato IUCN: minor preoccupazione (LC); valutazione di H.T. Nguyên (2010) citata da The World List of Cycads, rivalutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato; specie tropicale insulare, da coltivare al riparo dal gelo (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: non documentati nelle fonti accessibili
- Portamento e dimensioni adulte: non documentati nelle fonti accessibili (descrizione originale non consultata)
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né nelle collezioni dei forum; coltivata all’orto botanico di Nong Nooch, in Thailandia
- Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas condaoensis?
Il criterio più sicuro è l’origine: è la Cycas descritta dalle isole di Côn Đảo. La descrizione originale, pubblicata nel 2004 nella revisione delle Cycas del Vietnam di Hill, Nguyên e Lôc (The Botanical Review, pagine 178-179, fig. 14), è in una rivista ad accesso riservato e non ha potuto essere consultata; nemmeno le schede della IUCN e le pagine descrittive dell’Orto botanico di Sydney, ormai offline, erano accessibili. Per questo la pagina non riporta misure: le cifre che circolano in rete su fusto, foglie e coni provengono da sintesi secondarie che non è stato possibile confrontare con la fonte originale.
Come tutte le Cycas, è una pianta dioica, con individui maschili che portano un cono di microsporofilli e individui femminili che portano i semi su megasporofilli fogliacei; le foglie sono pennate, con foglioline percorse da una sola nervatura mediana, e si srotolano a pastorale. Se, come indica Hill (2004), appartiene alla sezione Indosinenses, dovrebbe avere i caratteri di quel gruppo: coni maschili consistenti, ovuli glabri, lamina del megasporofillo divisa a pettine e uno strato fibroso nell’involucro carnoso dei semi (definizione della sezione secondo Hill, 2008). Si tratta di una deduzione dalla classificazione, non di una descrizione della specie.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.
Possibili confusioni
In natura l’origine insulare è il criterio più semplice. In coltivazione, invece, può essere confusa con le specie della stessa sezione Indosinenses del Sud-est asiatico continentale. Secondo l’analisi di Hill (2004), che non è stata consultata direttamente, la specie si colloca vicino a Cycas siamensis, in un insieme che comprende anche Cycas pectinata, Cycas clivicola, Cycas lindstromii e Cycas pranburiensis. Cycas lindstromii e Cycas pachypoda sono le specie più vicine geograficamente, sul continente, nel sud del Vietnam. Senza l’etichetta di provenienza, distinguerla da queste specie richiede la descrizione originale.
Tassonomia
Cycas condaoensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Fu descritta da Ken Hill e Si Lin Yang nella revisione «The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam» di K.D. Hill, T.H. Nguyên e P.K. Lôc, The Botanical Review 70(2): 178-179, fig. 14 (2004). Il tipo è una raccolta storica: Louis Pierre, numero 1722, a Poulo Condor (Côn Đảo), nel settembre 1877; l’olotipo è conservato a Kew (K), gli isotipi all’Arnold Arboretum (A), a Leida (L) e a New York (NY). Il nome è registrato dall’International Plant Names Index con l’identificativo 60436316-2.
Nella classificazione di Ken Hill la specie appartiene alla sezione Indosinenses, che Hill (2008) definisce per i coni maschili consistenti, gli ovuli glabri, la grande lamina del megasporofillo divisa a pettine e lo strato fibroso nell’involucro carnoso dei semi. La posizione di Cycas condaoensis in questa sezione viene dall’analisi morfologica e molecolare pubblicata da Hill nel 2004 nel volume Cycad Classification: Concepts and Recommendations, che non è stata consultata direttamente. Sequenze di DNA di un esemplare d’erbario conservato a Hanoi (HN) sono depositate nelle banche dati genetiche e indicizzate da GBIF.
Etimologia e storia
L’epiteto condaoensis significa «di Côn Đảo» e ricorda che la specie è endemica di quel gruppo di isole (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads). La sua storia è insolita: l’esemplare che ne fa da tipo fu raccolto nel 1877 dal botanico francese Louis Pierre, che esplorava allora la flora della Cocincina, e rimase per oltre un secolo nelle collezioni d’erbario prima di essere riconosciuto come una specie distinta, nel 2004. Le fonti consultate non dicono sotto quale nome l’esemplare fosse classificato in precedenza.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano, francese o inglese attestato (il vivaio britannico Trebrown non ne conosce alcuno), né un nome vietnamita proprio della specie.
In natura
Cycas condaoensis è nota soltanto nell’arcipelago di Côn Đảo, al largo della costa meridionale del Vietnam: The World List of Cycads indica la provincia di Bà Rịa-Vũng Tàu, da cui le isole dipendono, e Species+ il solo Vietnam. L’arcipelago, che ospita il parco nazionale di Côn Đảo, ha il clima tropicale monsonico del sud del paese; non è stato verificato quali popolazioni della specie si trovino all’interno del parco. L’habitat preciso della specie (tipo di vegetazione, substrato, quota) e la consistenza delle popolazioni non hanno potuto essere verificati: la descrizione originale e la scheda IUCN non erano accessibili, e le sintesi secondarie consultate non concordano tra loro.
Stato di conservazione e normativa
Cycas condaoensis non è considerata minacciata: The World List of Cycads la classifica a minor preoccupazione (LC) citando la valutazione di H.T. Nguyên per la Lista rossa del 2010, e la rivalutazione di J.D. Bösenberg, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, mantiene la stessa categoria, che è anche quella ripresa oggi da GBIF dai dati della Lista rossa (consultazione del 18 ottobre 2026). Le motivazioni di queste valutazioni non hanno potuto essere lette. È una situazione poco comune per una cicadea dall’areale così ristretto.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas condaoensis rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 12 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.
Coltivazione
La specie è rara in coltivazione e non è stato trovato alcun dato pubblicato sulle sue esigenze. È però presente in almeno una grande collezione: esemplari d’erbario preparati nel 2011 da piante coltivate all’orto botanico di Nong Nooch, a Pattaya, in Thailandia, sono conservati al Museo di storia naturale di Vienna (W), con i numeri di accessione del giardino, e i frutti di una di queste piante sono conservati nella collezione carpologica del museo (dati GBIF). Come specie tropicale di un’isola a clima monsonico, in Europa si coltiva in vaso, in serra calda o in veranda, in un substrato ben drenante; è un’indicazione generale per le Cycas tropicali, non un risultato documentato per questa specie.
In Italia
Cycas condaoensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca del nome non dà alcun risultato, e lo stesso vale per il forum francese Fous de palmiers. Non è documentata alcuna coltivazione in Italia.
Moltiplicazione
Come tutte le Cycas, Cycas condaoensis è dioica e si moltiplica per seme: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; data l’origine insulare e la rarità della specie, solo semi di provenienza legale e documentata sono accettabili.
Malattie e parassiti
Non è stato trovato alcun dato proprio della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume delle radici in un substrato troppo bagnato.
Rusticità
Per Cycas condaoensis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Vive su isole tropicali del Vietnam meridionale, dove il gelo è sconosciuto, e nulla permette di affermare che lo sopporti. Il vivaio britannico Trebrown la classifica nella zona USDA 9b (minime medie annue da −3,9 a −1,1 °C), come molte altre Cycas del suo catalogo: è una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: i forum francesi non riportano alcuna esperienza e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni sulla specie. Nessuna zona italiana può quindi essere consigliata per la piena terra: la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Non è stato pubblicato alcun valore di resistenza al freddo, né è stato trovato alcun riscontro di coltivazione all’aperto fuori dai tropici. L’unica coltivazione documentata è quella dell’orto botanico di Nong Nooch, in Thailandia, in clima tropicale.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas condaoensis, ma il rischio è documentato per il genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di tutto. Il composto principale in causa è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali; la scheda riguarda Cycas revoluta, ma il rischio vale per tutto il genere.
Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas condaoensis.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas condaoensis?
Solo nell’arcipelago di Côn Đảo, al largo della costa meridionale del Vietnam (provincia di Bà Rịa-Vũng Tàu).
Che cosa significa «condaoensis»?
«Di Côn Đảo»: il nome ricorda le isole dove la specie è endemica.
Quando è stata scoperta?
Raccolta nel 1877, descritta nel 2004. L’esemplare tipo fu raccolto da Louis Pierre nel settembre 1877, ma la specie è stata riconosciuta e descritta da Hill e Yang solo nel 2004.
È minacciata?
No, secondo la IUCN: è classificata a minor preoccupazione (valutazioni del 2010 e del 2023), nonostante l’areale limitato a un piccolo arcipelago.
A quale gruppo appartiene?
Alla sezione Indosinenses, secondo Ken Hill, vicino a Cycas siamensis, Cycas pectinata e Cycas clivicola.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Molto probabilmente no, ma non è stato pubblicato alcun dato: è una specie tropicale insulare, da coltivare in vaso al riparo dal gelo.
È tossica?
Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas condaoensis: https://cycadlist.org/scientific_name/110 — autori, protologo (Bot. Rev. 70(2): 178-179, fig. 14), tipo (Pierre 1722, Poulo Condor, settembre 1877; olotipo K, isotipi A, L, NY), distribuzione (Bà Rịa-Vũng Tàu), etimologia, statuto IUCN LC. Lista di riferimento delle cicadee, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas condaoensis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/24399/legal — appendice II della CITES, allegato B dell’Unione europea, distribuzione (Vietnam). Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 12 ottobre 2026.
- International Plant Names Index (IPNI), Cycas condaoensis: https://www.ipni.org/n/60436316-2 — scheda nomenclaturale del nome. Banca dati di riferimento.
- GBIF, occorrenze di Cycas condaoensis: https://www.gbif.org/species/2683271 — esemplari d’erbario di piante coltivate all’orto botanico di Nong Nooch (W, 2011; frutti nella collezione carpologica) e sequenze di DNA di un esemplare di Hanoi (HN); categoria attuale della Lista rossa IUCN (LC) tramite l’API (https://api.gbif.org/v1/species/2683271/iucnRedListCategory). Aggregatore di dati di collezioni, affidabile per i dati d’erbario; consultato il 12 e il 18 ottobre 2026.
- Trebrown Nurseries, Cycas condaoensis: https://www.trebrown.com/plant_info.php?species=Cycas+condaoensis — zona USDA 9b, nessun nome comune. Vivaio specializzato; classificazione commerciale non sostenuta da dati di coltivazione; consultato il 18 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
- NC State Extension Plant Toolbox, Cycas revoluta: https://plants.ces.ncsu.edu/plants/cycas-revoluta/ — cicasina presente in tutte le parti della pianta. Servizio di divulgazione universitario, affidabile; dato a livello di genere.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
Bibliografia
- Hill, K.D., Nguyên, T.H. & Lôc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. [Protologo, pagine 178-179, fig. 14; riferimento ripreso da The World List of Cycads, testo non consultato.]
- Hill, K.D. (2004). Character evolution, species recognition and classification concepts in the Cycadaceae. In: T. Walters & R. Osborne (a cura di), Cycad Classification: Concepts and Recommendations: 23-44. CABI Publishing, Wallingford. [Analisi morfologica e molecolare, collocazione nella sezione Indosinenses; testo non consultato.]
- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. doi:10.7751/telopea20085804 [Definizione della sezione Indosinenses; testo integrale consultato.]
- Nguyên, H.T. (2010). Cycas condaoensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42050A10638748. [Valutazione LC; citata da The World List of Cycads, scheda non consultata.]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas condaoensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42050A67340556. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42050A67340556.en [Rivalutazione LC; riferimento verificato, scheda non consultata (sito protetto).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN; consultata direttamente.]