Cycas sphaerica

Cycas sphaerica è una cicadea arborescente dell’India sud-orientale, che cresce nelle foreste secche e nei boschi collinari dei Ghati orientali e delle zone vicine, negli Stati dell’Andhra Pradesh, del Tamil Nadu e del Karnataka. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1832 da William Roxburgh su piante dell’orto botanico di Calcutta, e deve il nome ai semi quasi sferici. La sua storia è fatta di confusioni, prima con Cycas circinalis, poi con Cycas orixensis, separata nel 2015; anche il nome Cycas darshii, pubblicato nel 2014, le è oggi ricondotto. La IUCN la considera in pericolo.

In sintesi: Cycas sphaerica

  • Nome accettato: Cycas sphaerica Roxb. (1832), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas darshii R.C.Srivast. & Jana (2014), sinonimo; grafia «Cycas spherica» in Lindström e Hill (2007); piante a lungo riferite a Cycas circinalis
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; nel distretto di Srikakulam (Andhra Pradesh) il piatto preparato con le sue foglie si chiama «oruguna»
  • Distribuzione naturale: India: Andhra Pradesh, Karnataka e Tamil Nadu secondo The World List of Cycads
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri B1ab(iii,v)), valutazione di A. Varghese e V. Krishnamurthy (2010); una nuova valutazione di J. Khuraijam e J. Rao (2020, pubblicata nel 2023) è registrata, e GBIF indica la stessa categoria
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foreste secche e boschi radi di collina, terreni asciutti e rocciosi
  • Portamento e dimensioni: fusto fino a 5 m, di 9-27 cm di diametro; foglie di 0,95-1,85 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessuna analisi propria della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas, nonostante gli usi alimentari locali (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas sphaerica?

Soprattutto dai macrosporofilli. Cycas sphaerica somiglia molto a Cycas circinalis, da cui Lindström e Hill (2007) la distinguono per la lamina dei macrosporofilli più larga, con denti più lunghi (5-10 mm). Aiutano anche i semi quasi sferici, di circa 25 mm, e le foglie giovani verde chiaro, prive di peluria. La descrizione che segue è quella di Lindström e Hill (2007).

  • Fusto: arborescente, fino a 5 m, di 9-27 cm di diametro, non ingrossato alla base; corteccia spessa, con basi delle foglie e catafilli persistenti.
  • Foglie: 95-185 cm, verde scuro, semilucide, piatte in sezione, con 55-130 foglioline; foglie giovani verde chiaro, con una peluria che cade molto presto; picciolo di 27-50 cm, glabro, spinoso per il 20-100 % della lunghezza.
  • Foglioline mediane: 18-27 cm per 7-12 mm, ristrette a 3-4 mm alla base, distanziate di 12-22 mm; margini piatti o appena ricurvi, non ondulati; punta dolcemente acuminata, non pungente; nervatura in rilievo sulle due facce.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, finemente sericei o glabri, di 50-70 mm.
  • Coni maschili: strettamente ovoidi, arancioni, di circa 45 cm per 10 cm; microsporofilli rigidi, di 32-38 mm, con una spina apicale sporgente di circa 17 mm.
  • Macrosporofilli: 20-25 cm, con una peluria arancione persistente, portano 3-8 ovuli glabri; lamina lanceolata di 28-43 mm per 18-20 mm, poco profondamente pettinata o regolarmente dentata, con 21-25 spine laterali pungenti di 5-10 mm e una spina terminale distinta di 17-29 mm.
  • Semi: quasi sferici, di circa 25 mm di lunghezza e di larghezza; tegumento carnoso giallo, senza strato fibroso; guscio liscio; nessuno strato spugnoso.

La chiave dello stesso articolo attribuisce alla specie microsporofilli di 28-43 mm, mentre la descrizione indica 32-38 mm: qui si segue la descrizione.

Ibridi

Per questa specie non è documentato alcun ibrido.

Possibili confusioni

  • Cycas circinalis, dei Ghati occidentali: molto simile, ma con la lamina dei macrosporofilli più stretta, denti più corti (meno di 5 mm) e getti giovani bluastri (Lindström e Hill 2007).
  • Cycas orixensis, dell’Odisha: microsporofilli con la spina apicale biforcuta (a uno o più rami) e macrosporofilli con una lamina lanceolata terminata da una lunga punta (Singh et al. 2015).
  • Cycas beddomei, delle colline di Seshachalam (distretti di Chittoor e di Kadapa): arbusto più piccolo, dal fusto corto (Solomon Raju et al. 2019).
  • Cycas nathorstii, dello Sri Lanka e del Tamil Nadu, che de Laubenfels e Adema (1998) includevano in Cycas sphaerica, e Cycas annaikalensis, con microsporofilli di 63-83 mm e foglie con 200-240 foglioline (Lindström e Hill 2007).

Tassonomia

Cycas sphaerica è un nome accettato da The World List of Cycads, che le riconduce come sinonimo Cycas darshii R.C.Srivast. & Jana, descritta nel 2014 sull’Indian Journal of Plant Sciences; POWO non ha potuto essere consultato. Il lectotipo, designato da Hill (1995), è una pianta coltivata nell’orto botanico di Calcutta, raccolta da Roxburgh nel 1808 e conservata al Natural History Museum di Londra (BM). Lindström e Hill (2007) scrivono il nome «spherica».

Il contenuto della specie è cambiato più volte. De Laubenfels e Adema (1998) vi includevano Cycas nathorstii e la varietà orixensis di Cycas circinalis, descritta da Haines nel 1924 per le piante dell’Odisha. Lindström e Hill (2007) hanno separato Cycas nathorstii, ma hanno lasciato la varietà di Haines in Cycas sphaerica, il cui areale andava allora dall’Odisha al Tamil Nadu. Nel 2015 Singh, Radha e Khuraijam hanno elevato quella varietà al rango di specie, Cycas orixensis, sulla base dei microsporofilli biforcuti, propri delle popolazioni dell’Odisha; riferiscono invece a Cycas sphaerica le popolazioni di Srikakulam, nel nord dell’Andhra Pradesh. The World List of Cycads segue questa suddivisione e non cita più l’Odisha nell’areale della specie. Le pubblicazioni anteriori al 2015 che segnalano Cycas sphaerica in Odisha riguardano quindi, il più delle volte, Cycas orixensis.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino sphaericus, «sferico», e allude ai semi arrotondati (Lindström e Hill 2007; Haynes 2022).

Roxburgh menzionò la pianta già nel 1814 e la descrisse nel 1832 nella sua Flora Indica, senza citare un tipo, riferendosi alle piante dell’orto botanico di Calcutta, che sarebbero state introdotte dalle Molucche nel 1798-1799. La specie non esiste nelle Molucche: Roxburgh aveva scambiato due piante dell’orto, Cycas sphaerica, che coltivava con il nome di Cycas circinalis, e Cycas rumphii, non ancora descritta. La sua descrizione di Cycas circinalis si applica in realtà a Cycas rumphii, e quella di Cycas sphaerica alla pianta coltivata come Cycas circinalis. Dei due esemplari di Roxburgh conservati a Londra, quello di Cycas sphaerica porta soltanto l’annotazione «Cycas planifolia», nome manoscritto di Solander (Lindström e Hill 2007). De Laubenfels e Adema (1998) ritenevano che questo materiale provenisse dall’Odisha, ipotesi che la separazione di Cycas orixensis rende oggi ambigua.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Nel distretto di Srikakulam (Andhra Pradesh), il piatto di foglie fritte preparato con questa pianta si chiama localmente «oruguna» (Solomon Raju et al. 2019); nelle fonti consultate non è stato trovato con certezza alcun nome vernacolare della pianta stessa.

In natura

Cycas sphaerica cresce nelle foreste secche e nei boschi delle colline dell’India sud-orientale. Lindström e Hill (2007) citano raccolte nel Tamil Nadu (dintorni di Krishnagiri, verso 545-606 m; monti Palni; catena di Alagarkoil, vicino a Madurai), nel Karnataka (verso 980-1030 m) e nell’Andhra Pradesh (a nord di Mamandur, vicino a Tirupati, verso 330-380 m). Nel nord dell’Andhra Pradesh la specie è nota nella riserva forestale di Jalantrakota (distretto di Srikakulam) e, dal 2014, nella riserva di Pinjarikonda (distretto di East Godavari), tra 100 e 456 m (Prakasa Rao et al. 2014, citati da Solomon Raju e Venkata Ramana 2020).

A Jalantrakota, gli studi condotti nel 2008-2009 descrivono una pianta adattata alle colline secche e rocciose, che forma i coni da marzo a maggio, quando è senza foglie, e i cui semi germinano nella stagione delle piogge. Il fusto produce bulbilli che si staccano e danno nuove piante. Gli autori descrivono la specie come impollinata dal vento, pur segnalando punteruoli del genere Derelomus che si sviluppano nei coni maschili; il bruco della licenide delle cicadee (Luthrodes pandava, a lungo chiamata Chilades pandava) mangia le foglioline giovani, e tessitori e api senza pungiglione usano la pianta (Solomon Raju e Venkata Ramana 2020). Nel 2018-2019 gran parte di questa popolazione era stata tagliata e bruciata per far posto a piantagioni e coltivi; alcuni fusti bruciati ricacciavano e alcuni semi germinavano nelle zone incendiate.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas sphaerica in pericolo (EN). La valutazione di A. Varghese e V. Krishnamurthy, pubblicata nel 2010, si basa sui criteri B1ab(iii,v): areale ridotto, con declino della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi (The World List of Cycads). Una nuova valutazione di J. Khuraijam e J. Rao (2020, pubblicata nel 2023) è registrata da Crossref, e GBIF indica sempre la categoria «in pericolo»; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Diverse pubblicazioni indiane posteriori al 2010 la dicono ancora «carente di dati» (DD), rifacendosi al piano d’azione del 2003 (Donaldson 2003).

Le minacce documentate sono locali: raccolta delle foglie giovani dopo la formazione dei coni, prelievo del midollo dei fusti giovani, taglio dei coni maschili, che riduce l’impollinazione, e disboscamento dell’habitat (Solomon Raju et al. 2019; Solomon Raju e Venkata Ramana 2020).

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas sphaerica rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie con il suo nome e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas sphaerica è coltivata almeno dall’inizio dell’Ottocento nell’orto botanico di Calcutta, da cui proviene il suo tipo, e Lindström l’ha raccolta nel 2002 nella città di Krishnagiri, su una pianta coltivata. Localmente le sue foglie servono a comporre mazzi.

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie, e i forum consultati, italiani e francesi, non ne riportano alcun riscontro datato. Il suo ambiente naturale (foreste secche di collina, con una lunga stagione secca) suggerisce, nel clima italiano, la coltivazione in vaso con un riparo riscaldato d’inverno (serra o veranda), in un substrato minerale molto drenante e in piena luce: sono indicazioni di prudenza, non risultati di prove.

In Italia

Cycas sphaerica non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Va ricordato però che molte piante coltivate in Italia con il nome di Cycas circinalis hanno un’identità incerta: questo nome è spesso applicato male in coltivazione, e nessuna fonte collega queste piante a Cycas sphaerica. Sul forum Tropicamente la ricerca del nome non dà alcun risultato.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. In natura si moltiplica anche con i bulbilli che nascono sul fusto durante la stagione delle piogge (Solomon Raju e Venkata Ramana 2020). Non sono stati pubblicati dati di germinazione controllata. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: chiedete che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

In natura i bruchi di Luthrodes pandava si nutrono delle foglioline giovani (Solomon Raju e Venkata Ramana 2020). Questa farfalla è un parassita noto delle cicadee coltivate in Asia. Non è documentata alcuna malattia propria della specie.

Rusticità

Per Cycas sphaerica non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale, nell’India sud-orientale, ha un clima tropicale: nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, non è stato trovato alcun riscontro: sul forum Fous de palmiers il nome compare solo per un cactus omonimo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas sphaerica. Le sue foglie giovani, il midollo del fusto e i semi sono però consumati localmente, dopo una preparazione (vedi Usi tradizionali): questi usi non dimostrano che la pianta sia innocua e non vanno imitati. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nel distretto di Srikakulam, Solomon Raju e colleghi (2019) descrivono diversi usi. Le foglie giovani, raccolte dopo la formazione dei coni, vengono private della nervatura centrale, tagliate, lavate e cotte per circa mezz’ora, poi fritte con spezie: questo piatto, chiamato «oruguna», si mangia da solo o al curry con il riso. Le foglie servono anche a comporre mazzi, venduti per poco nei mercati dei villaggi vicini all’Odisha. Il midollo dei fusti giovani viene ridotto in farina («farina di sago») per preparare i dosa, e anche i semi secchi danno una farina. Infine i coni maschili, il cui odore forte arriverebbe ad almeno 500 m, vengono tenuti nelle case per allontanare le zanzare.

Domande frequenti

Che cosa significa sphaerica?

«Sferica», in latino: il nome descrive i semi quasi tondi.

Dove cresce Cycas sphaerica?

Nelle foreste secche delle colline dell’India sud-orientale: Andhra Pradesh, Tamil Nadu e Karnataka.

Cresce anche in Odisha?

Non più, secondo The World List of Cycads. Dal 2015 le piante dell’Odisha sono attribuite a Cycas orixensis.

Cycas darshii è una specie diversa?

No. The World List of Cycads tratta Cycas darshii, descritta nel 2014, come sinonimo di Cycas sphaerica.

Come distinguerla da Cycas circinalis?

Dalla lamina più larga dei macrosporofilli, con denti più lunghi (5-10 mm), e dai semi tondi.

Le sue foglie si mangiano?

Localmente sì, dopo la cottura, ma nessuno studio ne garantisce l’innocuità: questo uso non va imitato.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo: raccolta, disboscamento e incendi riducono le sue popolazioni.

È rustica in Italia?

Quasi certamente no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo areale è tropicale.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [Descrizione, storia, tipificazione, distribuzione (con la grafia spherica); testo integrale consultato.]
  • Singh, R., Radha, P. & Khuraijam, J.S. (2015). A new species, a new combination and a new subsection of Cycas from Odisha, northern Eastern Ghats of India. Asian Journal of Conservation Biology 4(1): 3-14. [Separazione di Cycas orixensis, popolazioni di Srikakulam; testo integrale consultato.]
  • de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concetto molto ampio delle specie; inclusione di Cycas nathorstii e della varietà orixensis; testo integrale consultato.]
  • Solomon Raju, A.J., Venkata Ramana, K., Suvarna Raju, P., Dileepu Kumar, B., Lakshminarayana, G. & Sravan Kumar, S. (2019). Traditional food and medicinal uses of Cycas sphaerica Roxb. and Cycas beddomei Dyer (Cycadaceae). Species 20: 24-27. [Testo integrale consultato.]
  • Solomon Raju, A.J. & Venkata Ramana, K. (2020). Present status of the habitat of Cycas sphaerica Roxb. (Cycadaceae), a data deficient IUCN red-listed species in Srikakulam District, Andhra Pradesh. Species 21(68): 232-237. [Testo integrale consultato.]
  • Prakasa Rao, J., Kumar, M.R., Rao, V.S.R., Kumar, O.A. & Venkaiah, M. (2014). New population of Cycas sphaerica Roxb. (Cycadaceae) discovered in Pinjarikonda Reserve Forest, Andhra Pradesh, India. Journal of Threatened Taxa 6(6): 5871-5874. [Non consultato; citato da The World List of Cycads e da Solomon Raju e Venkata Ramana (2020).]
  • Varghese, A. & Krishnamurthy, V. (2010). Cycas sphaerica. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42096A10630812. [Riferimento rilevato su The World List of Cycads; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Khuraijam, J. & Rao, J. (2023). Cycas sphaerica. The IUCN Red List of Threatened Species 2023-1: e.T42096A69158193. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42096A69158193.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
  • Roxburgh, W. (1832). Flora Indica 3: 747. Serampore. [Protologo; non consultato, citato da The World List of Cycads e da Lindström e Hill (2007).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]