Cycas orixensis è una cicadea arborescente e slanciata delle foreste decidue umide dell’Odisha (l’antico Orissa), nella parte settentrionale dei Ghati orientali, in India. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1924 come varietà di Cycas circinalis, con il nome di Cycas circinalis var. orixensis; fu poi attribuita a Cycas sphaerica e infine elevata al rango di specie nel 2015. Il suo carattere più originale è la forcella, semplice o multipla, che termina le squame dei coni maschili. La IUCN la classifica in pericolo critico.
In sintesi: Cycas orixensis
- Nome accettato: Cycas orixensis (Haines) Rita Singh & Khuraijam (2015), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas circinalis var. orixensis Haines (1924), basionimo; riferita a Cycas sphaerica da Lindström e Hill (2007)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in Odisha aruguna, oruguna, orguna, oranga e odissimari, nomi condivisi con Cycas nayagarhensis
- Distribuzione naturale: India, Odisha (distretti di Mayurbhanj, Kendujhar, Dhenkanal, Angul, Boudh e Ganjam)
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR A4ad), valutazione di J.S. Khuraijam del 2020 (Lista rossa 2023-1)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; nome non ancora presente in Species+
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, sottobosco di foreste decidue umide a sal, talvolta su suoli allagati durante il monsone; nessun dato di coltivazione
- Portamento e dimensioni adulte: fusto slanciato fino a 6 m, di 12,5-32 cm di diametro; foglie di 0,70-1,90 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas orixensis?
Il segno distintivo sta nei coni maschili: la spina che termina ogni microsporofillo è intera oppure biforcuta, di solito in due o tre punte disuguali, accompagnate da piccole protuberanze. I megasporofilli portano lunghe spine laterali pungenti e una lunga spina terminale «a ferro di lancia». Il fusto è slanciato, e questo basta a separarla dalla vicina Cycas nayagarhensis. La descrizione che segue è quella di Singh, Radha e Khuraijam (2015):
- Fusto: alto fino a 6 m, di 12,5-32 cm di diametro, in genere semplice; gli esemplari vecchi perdono l’armatura di basi fogliari.
- Foglie: verde scuro, bicolori e glabre, lunghe 0,70-1,90 m, con 40-96 paia di foglioline.
- Picciolo: lungo 20-30 cm, armato di 14-26 paia di spine.
- Foglioline: quelle mediane misurano 18-25 cm per 7-15 mm.
- Coni maschili: ovoidi, giallo-arancio, virano al rosso aranciato nelle ore calde dell’impollinazione; misurano 11-21 cm per 10-12 cm. I microsporofilli, di 4-4,5 cm, terminano con una spina rivolta verso l’alto di 22-38 mm, intera o biforcuta.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): lunghi 12-23 cm, coperti da una peluria ambrata, con 2-6 ovuli glabri; lembo lanceolato di 4,5-7,5 cm, con 12-20 spine laterali di 6-17 mm per lato, talvolta biforcute, e una spina terminale di 20-40 mm.
- Semi: da sferici a largamente ellissoidi, di 30-34 mm; l’involucro carnoso, giallo «mango» a maturità, contiene uno strato fibroso, e manca il tessuto spugnoso.
Ibridi
Per questa specie non è documentato alcun ibrido.
Possibili confusioni
La parente più stretta è Cycas nayagarhensis, descritta nello stesso articolo, che vive più a sud, nel distretto di Nayagarh. Secondo la chiave di Singh e colleghi (2015) le due specie si separano così:
- Cycas orixensis: fusto slanciato (12,5-32 cm di diametro), piccoli coni maschili (11-21 cm), microsporofilli molto spesso biforcuti;
- Cycas nayagarhensis: fusto massiccio (50-92 cm), grandi coni maschili (18-43 cm), microsporofilli raramente biforcuti.
Gli autori la distinguono anche da Cycas circinalis, dei Ghati occidentali, per il fusto esile, la forcella dei microsporofilli, la forma del lembo dei megasporofilli e gli ovuli (dimensioni, forma, colore e numero), e da Cycas sphaerica, più a sud nei Ghati orientali, per la forcella dei microsporofilli e per il lembo lanceolato, a lunga spina, dei megasporofilli. Attribuiscono invece a Cycas sphaerica le popolazioni di Srikakulam, nel vicino Andhra Pradesh, i cui coni non sono biforcuti.
Tassonomia
Cycas orixensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Il nome si basa su Cycas circinalis var. orixensis, descritta da H.H. Haines nel 1924 in The Botany of Bihar and Orissa per la forcella dei microsporofilli e le spine più lunghe dei megasporofilli. Poiché gli erbari di Calcutta, di Dehradun e di Kew conservano soltanto foglie e megasporofilli sterili, gli autori successivi non hanno potuto verificare questo carattere.
Lindström e Hill (2007) hanno incluso la varietà di Haines in Cycas sphaerica, specie che, secondo Singh e colleghi (2015), consideravano originaria dell’Odisha e presente anche nel Tamil Nadu, nel Karnataka e nell’Andhra Pradesh. Dopo osservazioni sul terreno condotte dal 2007 al 2012, Rita Singh, P. Radha e J.S. Khuraijam hanno concluso che le popolazioni dell’Odisha avevano coni maschili e femminili caratteristici. Hanno quindi elevato la varietà al rango di specie, designato un epitipo (una pianta maschile di Angul, marzo 2010) per fissare il carattere dei coni maschili e creato, per lei e per Cycas nayagarhensis, una nuova sottosezione, Orixenses, all’interno della sezione Cycas. The World List of Cycads segue questa impostazione. In pratica, le citazioni di Cycas sphaerica o di Cycas circinalis per l’Odisha riguardano per lo più questa specie.
Etimologia e storia
L’epiteto latino orixensis rimanda all’Orissa, oggi Odisha, lo Stato indiano di cui la specie è endemica (Haynes 2022).
Haines non designò un tipo; segnalava la pianta nelle foreste collinari dei «Mals» di Puri, fino ad Angul a nord. Le sue raccolte del 1917 (Haines 5876, Mals di Puri; 5877, Angul), conservate a Kew, sono i sintipi. Nel 2015 Singh e Khuraijam hanno designato come epitipo una pianta maschile raccolta nel distretto di Angul nel marzo 2010 (n. 67636, erbario dell’università GGS Indraprastha, da depositare a Calcutta). Non è documentata alcuna storia di introduzione in coltivazione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. In Odisha la pianta porta diversi nomi, che cambiano secondo l’uso che se ne fa: aruguna, oruguna, orguna, oranga e odissimari (Singh e colleghi 2015). Gli stessi nomi sono riportati per Cycas nayagarhensis: designano le cicadee della regione in generale.
In natura
Cycas orixensis è endemica dell’Odisha. A nord occupa i distretti di Mayurbhanj, dove cresce nella riserva delle tigri di Simlipal, e di Kendujhar; scende poi verso Dhenkanal e Angul e, oltre il fiume Mahanadi, fino al distretto di Boudh, al centro, raggiungendo a sud quello di Ganjam (Singh e colleghi 2015). È una pianta di sottobosco delle foreste tropicali decidue umide dominate dal sal (Shorea robusta) e dai bambù (Dendrocalamus strictus, Bambusa arundinacea).
Nella riserva delle tigri di Satkosia, tra Boudh e Angul, cresce in stazioni paludose che restano allagate durante il monsone, da giugno ad agosto, in compagnia di Zingiberaceae e di dipterocarpacee. Le piante maschili producono i coni da metà o fine marzo, quelle femminili i megasporofilli in maggio-giugno; nelle popolazioni meridionali del Ganjam i coni maschili compaiono sensibilmente prima che ad Angul e a Boudh.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas orixensis in pericolo critico (CR, criterio A4ad), secondo la valutazione di J.S. Khuraijam del 2020, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa. Il criterio A4 indica una riduzione della popolazione di almeno l’80 % su un periodo che comprende passato e futuro, stimata qui per osservazione diretta e in base al livello di sfruttamento. Nel 2015 gli autori della combinazione proponevano soltanto la categoria «in pericolo». La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
Le minacce citate sono il disboscamento delle foreste collinari a fini agricoli e la raccolta, da parte degli abitanti e delle popolazioni tribali, delle foglie e delle gemme apicali per usi religiosi e culturali, dei semi prima che cadano e dei coni maschili (Singh e colleghi 2015).
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas orixensis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, non elenca ancora questo nome, pubblicato nel 2015 (ricerche del 3 e del 13 ottobre 2026): la protezione deriva dall’iscrizione dell’intera famiglia, che copre ogni specie, nominata o no. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Nessuna istituzione consultata documenta la coltivazione di Cycas orixensis, e nessun riscontro di coltivatori è stato trovato sui forum francesi o italiani; il forum francese Fous de palmiers la menziona soltanto all’annuncio della sua descrizione, nel 2015. Pianta di sottobosco di foresta monsonica, capace in natura di sopportare allagamenti stagionali, andrebbe coltivata in vaso, in serra calda.
In Italia
Cycas orixensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca «orixensis» non restituisce alcun risultato (verifica del 13 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. La germinazione è criptocotilare, come nelle altre Cycas, ma non è stato pubblicato alcun dato di semina proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; la loro raccolta massiccia in natura è però una delle minacce che pesano sulla specie.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.
Rusticità
Per Cycas orixensis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Le pianure e le colline dell’Odisha hanno un clima tropicale monsonico: nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: il forum Fous de palmiers non contiene alcun riscontro di coltivazione o di freddo per questa specie, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su di essa.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas orixensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
In Odisha gli usi di Cycas orixensis sono numerosi, ed è proprio la raccolta a minacciare la specie. Secondo Singh e colleghi (2015), abitanti e popolazioni tribali raccolgono le foglie e la gemma apicale per attività religiose e culturali, prelevano gli ovuli fecondati o i semi prima che cadano e usano i coni maschili come pesticida. Gli autori non descrivono né i riti né il modo in cui i semi vengono consumati o impiegati.
Domande frequenti
Dove cresce Cycas orixensis?
Soltanto nell’Odisha, nell’India orientale, dal distretto di Mayurbhanj a nord a quello di Ganjam a sud, nel sottobosco delle foreste decidue umide.
È una Cycas circinalis o una Cycas sphaerica?
Né l’una né l’altra, secondo la tassonomia attuale. Descritta come varietà di Cycas circinalis nel 1924 e poi attribuita a Cycas sphaerica nel 2007, è accettata come specie dal 2015, sulla base dei coni maschili biforcuti.
Che cosa significa orixensis?
«Dell’Orissa»: il nome rimanda all’antica denominazione dello Stato di Odisha, di cui la specie è endemica.
Come si distingue da Cycas nayagarhensis?
Dal portamento e dai coni: Cycas orixensis ha un fusto slanciato di 12,5-32 cm di diametro e piccoli coni maschili molto biforcuti, Cycas nayagarhensis un fusto massiccio di 50-92 cm e grandi coni maschili raramente biforcuti.
È minacciata?
Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico, a causa del disboscamento e della raccolta di foglie, gemme, semi e coni.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e il suo clima d’origine non conosce il gelo: andrebbe coltivata in vaso, al riparo in inverno.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas orixensis: https://cycadlist.org/scientific_name/673 — autori, protologo, basionimo, distribuzione, statuto IUCN (CR A4ad), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 e il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), genere Cycas: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/12839/legal — iscrizione della famiglia delle Cycadaceae nell’appendice II della CITES dal 4 febbraio 1977 (annotazione #4) e nell’allegato B dell’Unione europea; il nome della specie non vi figura ancora. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; interrogata il 3 e il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Asian Journal of Conservation Biology, Singh, Radha & Khuraijam (2015): https://www.ajcb.in/journals/full_papers_july_2015/AJCB-Vol4-No1-Singh-et-al.pdf — descrizione, epitipo, distribuzione, ecologia, nomi in odia, usi, minacce. Articolo con revisione paritaria (rivista indiana); testo integrale consultato.
- Lista rossa della IUCN, Cycas orixensis (Khuraijam, valutazione 2020): https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T103632258A103632295.en — categoria CR A4ad. Riferimento rilevato tramite Crossref; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Singh, R., Radha, P. & Khuraijam, J.S. (2015). A new species, a new combination and a new subsection of Cycas from Odisha, northern Eastern Ghats of India. Asian Journal of Conservation Biology 4(1): 3-14. [Nuova combinazione e rango di specie (fig. 1-3), sottosezione Orixenses, chiave delle Cycas dell’India; testo integrale consultato.]
- Haines, H.H. (1924). The Botany of Bihar and Orissa 6: 1228. Adlard & Son and West Newman, Londra. [Basionimo; non consultato direttamente, citato secondo Singh e colleghi (2015) e The World List of Cycads.]
- Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. https://doi.org/10.7751/telopea20075745 [Inclusione della varietà in Cycas sphaerica; testo integrale consultato.]
- Khuraijam, J.S. (2023). Cycas orixensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T103632258A103632295. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T103632258A103632295.en [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato tramite Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]