Cycas annaikalensis

Cycas annaikalensis è una cicadea dei Ghati occidentali, in India, nota in una sola popolazione di meno di cento piante sulle colline di Annaikal, vicino a Palakkad, nel Kerala, a circa 940 m di quota. Descritta nel 2006 da Rita Singh e P. Radha, questa specie del genere Cycas si distingue da Cycas circinalis, che cresce nella stessa regione, per il fusto liscio grigio acciaio e per le foglie con un maggior numero di foglioline. La IUCN la classifica in pericolo critico (CR).

In sintesi: Cycas annaikalensis

  • Nome accettato: Cycas annaikalensis Rita Singh & P.Radha (2006), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente; talvolta scritto «annakailensis»
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno; piante in precedenza riferite a Cycas circinalis (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: India, Kerala, distretto di Palakkad, colline di Annaikal (Ghati occidentali), a circa 940 m
  • Stato IUCN: in pericolo critico (CR), nuova valutazione del 2023 (Lista rossa 2023-1, categoria riportata da GBIF); prima valutazione del 2010, criteri B2ab(iii,v) e C2a(ii)
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sottobosco di foresta tropicale a copertura fitta, su pendii ripidi, in un humus nero grossolano
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto di circa 5 m; foglie di 1-2,5 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas annaikalensis?

Secondo i suoi autori, Cycas annaikalensis si distingue da Cycas circinalis e da Cycas sphaerica per il fusto liscio grigio acciaio, privo della corazza di basi fogliari, per le foglioline più numerose, per il loro angolo di inserzione e per i microsporofilli più grandi. Il protologo (Brittonia, 2006) non ha potuto essere consultato; la descrizione che segue è quella ripresa da Lindström e Hill (2007):

  • Fusto: arborescente, di circa 5 m; corteccia liscia, grigio acciaio, senza basi fogliari né catafilli persistenti.
  • Foglie: verde vivo semilucido, di 100-250 cm, piatte, con 200-240 foglioline; picciolo di 50-90 cm, spinoso per tutta la lunghezza (spine di 0,9-3 mm).
  • Foglioline mediane: 26-35 cm per 8-12 mm, inserite a 50-55°, con i margini piatti, non ondulati; nervatura sporgente sopra, piatta sotto.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, finemente sericei o glabri.
  • Coni maschili: quasi conici, giallo-arancioni prima dell’emissione del polline, di 30-50 cm per 15-21 cm; microsporofilli di 63-83 mm, con una lunga parte sterile (38-47 mm) che si prolunga gradualmente in una spina.
  • Megasporofilli: 9-25 cm, coperti di una peluria rossiccia fitta e persistente, con 2-10 ovuli; lamina triangolare di 19-55 mm, regolarmente dentata (5-18 spine laterali di 5-8 mm), spina terminale distinta di 3-25 mm.
  • Semi: globosi, di 38-49 mm per 35-43 mm, con l’involucro carnoso verde poi giallo, senza strato fibroso né strato spugnoso.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione.

Possibili confusioni

  • Cycas circinalis, endemica dei Ghati occidentali (Kerala, Karnataka, Tamil Nadu, Maharashtra meridionale), nel cui areale si trova la popolazione di Annaikal: getti giovani bluastri; secondo gli autori di Cycas annaikalensis, quest’ultima se ne distingue per il fusto liscio grigio acciaio, le foglioline più numerose e i microsporofilli più grandi;
  • Cycas sphaerica, dei Ghati orientali: lamina dei megasporofilli più larga e con denti più lunghi rispetto a Cycas circinalis;
  • Cycas indica, anch’essa dell’India meridionale: megasporofilli senza spina terminale distinta, secondo il confronto degli autori.

In Italia, il nome Cycas circinalis compare sulle etichette di diversi orti botanici (Napoli, Roma, Pisa, Padova, Palermo), ma è frequentemente applicato in modo approssimativo ad altre grandi Cycas tropicali. Nessuna di queste piante è stata riferita a Cycas annaikalensis, specie mai segnalata in coltivazione in Italia.

Tassonomia

The World List of Cycads accetta Cycas annaikalensis; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Rita Singh e P. Radha la descrissero nel 2006 sulla rivista Brittonia (volume 58, pagine 119-123), in un articolo intitolato «Una nuova specie di Cycas della costa del Malabar, Ghati occidentali, India». Un secondo articolo, di Rita Singh, P. Radha e Prabha Sharma, pubblicato nel 2007 negli atti del 7° congresso internazionale sulla biologia delle cicadee (Memoirs of the New York Botanical Garden 97, pagine 542-556), discute i limiti di Cycas circinalis; non è stato consultato.

Anders Lindström e Ken Hill, nella loro revisione delle Cycas dell’India (Telopea, 2007), accettarono la specie con riserva. Osservavano che la popolazione si trova nell’areale di Cycas circinalis, che la descrizione la confrontava soltanto con le Cycas circinalis del Kerala e non con tutto l’areale di questa specie, né con Cycas sphaerica o Cycas indica, e che diversi caratteri distintivi si sovrapponevano a quelli di Cycas circinalis. Secondo loro, il fusto liscio potrebbe riflettere un ambiente più umido, in cui le basi delle foglie marciscono. La mantennero sulla base delle differenze fogliari, chiedendo uno studio più approfondito sul campo.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce alle colline di Annaikal, unica località nota. In malayalam, annai significa «elefante» e kal «roccia» (Lindström e Hill, 2007).

Rita Singh riconobbe la pianta come specie distinta durante esplorazioni condotte dal 2001 al 2004. Il tipo fu raccolto nel maggio 2003 da Rita Singh, P. Radha e Prabha Sharma sulle colline di Annaikal, nel distretto di Palakkad, a 940 m; l’olotipo è conservato all’erbario di Calcutta (CAL), secondo The World List of Cycads, e un isotipo a Dehradun (DD), secondo Lindström e Hill.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in inglese né in malayalam.

In natura

Cycas annaikalensis è nota soltanto in una popolazione di meno di 100 piante, su 100-250 m², sulle colline di Annaikal vicino a Palakkad, a 940 m di quota. Le piante crescono nel sottobosco, su pendii ripidi, in un humus nero grossolano, sotto la copertura fitta di una foresta tropicale. Gli autori ritenevano che la specie potesse esistere anche nelle foreste riservate vicine, e Lindström e Hill notavano che l’identità di altre popolazioni sparse dei dintorni restava da confermare.

Un progetto finanziato nel 2017 dal Mohamed bin Zayed Species Conservation Fund e condotto da Peroth Balakrishnan (Jawaharlal Nehru Tropical Botanic Garden and Research Institute, Thiruvananthapuram) indica che in questa popolazione unica sopravvivono circa 100 individui, di cui meno di 20 adulti riproduttori. La fenologia e l’impollinatore non sono documentati.

Stato di conservazione e normativa

Cycas annaikalensis è classificata in pericolo critico (CR) dalla IUCN, secondo i criteri B2ab(iii,v) e C2a(ii): superficie occupata minuscola, declino dell’habitat e del numero di adulti, popolazione piccolissima concentrata in un solo sito. Questa prima valutazione è di Rita Singh (2010). La nuova valutazione di John Donald Bösenberg, pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), mantiene la specie in pericolo critico (CR) secondo i dati IUCN riportati da GBIF (consultazione del 21 ottobre 2026); i suoi criteri non hanno potuto essere consultati. Nel 2007, Lindström e Hill raccomandavano piuttosto «dati insufficienti» (DD), in mancanza di esplorazioni complete. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

Secondo il progetto del 2017, l’habitat è una foresta riservata molto disturbata: pascolo del bestiame, caccia, raccolta non sostenibile di prodotti forestali e incendi frequenti. La pianta stessa subisce prelievi di esemplari interi, foglie, coni e semi da parte di abitanti, guaritori tradizionali e venditori di piante. Il progetto prevedeva un censimento demografico, la ricerca di altre popolazioni, uno studio della diversità genetica, la produzione di piantine e la sensibilizzazione degli abitanti.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas annaikalensis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultazione del 3 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione per Cycas annaikalensis, e sui forum non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Il suo habitat (sottobosco forestale umido di media quota, in clima tropicale monsonico) indica una pianta da serra calda, a mezz’ombra. Visto il suo stato, dovrebbero circolare soltanto piante nate in coltivazione; nessuna fonte verificabile ne segnala la presenza in commercio.

In Italia

Non è stata trovata alcuna prova di coltivazione in Italia: la specie non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), né sul forum Tropicamente. Data la rarità della specie in natura e l’assenza di piante in commercio, è improbabile incontrarla in una collezione italiana.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione; il progetto del 2017 prevedeva la produzione di giovani piante a fini di conservazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma il loro prelievo nella popolazione selvatica è una delle minacce che gravano sulla specie.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie.

Rusticità

Per Cycas annaikalensis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Le colline di Annaikal si trovano nella zona tropicale; nulla permette di affermare che la pianta sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Una ricerca sul forum italiano Tropicamente e sul forum francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro; non esiste quindi nessun dato nemmeno dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. La pianta resta da serra calda.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, in nessun paese.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas annaikalensis. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. Nel 2019 P. Radha e Rajasekhar Urla hanno clonato in questa specie un gene di lectina, una proteina che si lega agli zuccheri (Journal of Plant Biochemistry and Biotechnology); il lavoro non riguarda la sua tossicità. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Il progetto del 2017 segnala che guaritori tradizionali prelevano piante, foglie, coni e semi, senza precisarne gli usi. Nessun uso è descritto nelle fonti consultate.

Domande frequenti

Dove cresce Cycas annaikalensis?

Soltanto sulle colline di Annaikal, vicino a Palakkad, nel Kerala (India), a circa 940 m di quota, nel sottobosco di una foresta tropicale.

Quante piante ne restano?

Pochissime: una sola popolazione di circa 100 piante, di cui meno di 20 adulti riproduttori secondo un progetto di conservazione del 2017.

È una Cycas circinalis?

No, secondo le liste attuali, ma la questione è stata posta. Lindström e Hill la accettarono nel 2007 con riserva, notando che diversi caratteri si sovrappongono a quelli di Cycas circinalis.

Che cosa significa il suo nome?

Viene dalle colline di Annaikal: in malayalam, annai significa «elefante» e kal «roccia».

Che cosa la minaccia?

La raccolta di piante, foglie, coni e semi, il pascolo, la caccia e gli incendi frequenti, in una foresta riservata molto disturbata. Queste minacce le valgono la classificazione in pericolo critico (CR) della IUCN, categoria mantenuta dalla nuova valutazione del 2023.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo e si tratta di una pianta tropicale; del resto non risulta presente né in commercio né nelle collezioni italiane.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esiste alcuna analisi di tossicità propria della specie, ma le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Singh, R. & Radha, P. (2006). A new species of Cycas from the Malabar Coast, Western Ghats, India. Brittonia 58(2): 119-123. doi:10.1663/0007-196X(2006)58[119:ANSOCF]2.0.CO;2 [Protologo; non consultato (accesso a pagamento), riferimento verificato su Crossref.]
  • Singh, R., Radha, P. & Sharma, P. (2007). Cycas annaikalensis from the Western Ghats of India with a discussion on the specific limits of Cycas circinalis L. In: Vovides, A.P., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (a cura di), Proceedings of Cycad 2005. Memoirs of the New York Botanical Garden 97: 542-556. doi:10.21135/893274900.031 [Non consultato; riferimento verificato su Crossref.]
  • Lindström, A.J. & Hill, K.D. (2007). The genus Cycas (Cycadaceae) in India. Telopea 11(4): 463-488. doi:10.7751/telopea20075745 [Descrizione ripresa dal protologo, discussione tassonomica; testo integrale consultato.]
  • Radha, P. & Urla, R. (2019). Cloning and characterization of mannose binding jacalin related lectin encoding gene from Indian Cycas (Cycas annaikalensis Singh and Radha). Journal of Plant Biochemistry and Biotechnology 29(2): 314-322. doi:10.1007/s13562-019-00513-3 [Riferimento verificato su Crossref; non consultato.]
  • Singh, R. (2010). Cycas annaikalensis. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T178883A7634502. [Valutazione della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas annaikalensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T178883A67334745. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T178883A67334745.en [Nuova valutazione; riferimento verificato su Crossref, categoria CR riportata da GBIF; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]