Cycas riuminiana

Cycas riuminiana è una cicadea delle foreste di montagna di Luzon, nelle Filippine, nota in particolare sul monte Arayat e nella Sierra Madre e presente fino alle isole Batanes. Questa specie del genere Cycas, la prima Cycas filippina a essere descritta (1863), è conosciuta anche con i nomi di Cycas chamberlainii, a lungo usato per le piante del monte Arayat, e di Cycas circinalis subsp. riuminiana. Nelle Filippine la si chiama pitogo, il nome tagalog del suo seme. Dal 2010 la IUCN la classifica in pericolo.

In sintesi: Cycas riuminiana

  • Nome accettato: Cycas riuminiana Porte ex Regel (1863), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: Cycas chamberlainii W.H.Br. & Kienholz (1925); Cycas circinalis subsp. riuminiana (Porte ex Regel) J.Schust. (1932); Cycas truncata de Laub. (2007, nome illegittimo); un tempo spesso trattata come Cycas circinalis o Cycas rumphii
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; pitogo, bayit, oliva, tamok (tagalog), sawang (ilocano)
  • Distribuzione naturale: Filippine, Luzon e isole vicine (Bataan, Batanes, Batangas, Cagayan, Cavite, Isabela, Laguna, Pampanga)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN, criteri A4acd), valutazione di Agoo, Madulid, Linis e Sambale (2010)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foreste sempreverdi chiuse, su creste e pendii ripidi; nessun dato di coltivazione
  • Portamento e dimensioni: fusto fino a 8 m, sottile (5-10 cm nel punto più stretto); foglie di 1-1,90 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas riuminiana?

Tra le Cycas filippine si riconosce da quattro caratteri: foglioline strette con la nervatura mediana molto sporgente sulla pagina superiore, catafilli lunghi e pungenti, macrosporofilli con fino a 30 spine laterali di 2-13 mm e una spina apicale sottile lunga fino a 32 mm (Lindström et al. 2008). Le foglie sono piatte in sezione e i semi hanno un sottile strato spugnoso. La descrizione che segue è quella di Lindström, Hill e Stanberg (2008).

Il fusto raggiunge 8 m d’altezza e resta sottile, con 5-10 cm di diametro nel punto più stretto. Le foglie, verde vivo, molto lucide o semilucide, misurano da 1 a 1,90 m; piatte in sezione, portano da 120 a 240 foglioline e una peluria che cade man mano che si distendono. Il picciolo, di 25-55 cm, è glabro e più o meno spinoso. Le foglioline mediane sono lunghe 21-31 cm e larghe 7,5-13 mm, con i margini leggermente ricurvi e la punta aristata, distanziate di 9-18 mm. I catafilli sono lineari, pungenti e pubescenti.

I coni maschili, da ovoidi a fusiformi, arancioni o bruni, misurano circa 20 cm per 6 cm; i microsporofilli portano una spina apicale ben marcata, fortemente rivolta verso l’alto, di circa 11 mm. I macrosporofilli, lunghi 15-24 cm e coperti da un tomento bruno, portano da 4 a 10 ovuli; la loro lamina, da lanceolata a ellittica, di 43-65 mm per 15-30 mm, è pettinata in modo poco profondo. I semi, ovoidi, misurano 31-41 mm per 24-26 mm; il tegumento carnoso è giallo, senza strato fibroso, e un sottile strato spugnoso avvolge la mandorla.

Ibridi

Nessun ibrido è documentato per questa specie, né in natura né in coltivazione.

Possibili confusioni

La specie più simile è Cycas zambalensis, dei suoli ultrabasici della provincia di Zambales, che se ne distingue per foglioline più strette e rigide, foglie carenate e picciolo pubescente (Lindström et al. 2008). Cycas lacrimans, di Mindanao, ha foglie ricadenti e semi senza strato spugnoso. Cycas nitida, specie litorale, ha semi con uno spesso strato spugnoso e una spina dei microsporofilli molto più lunga (13-23 mm). Cycas edentata, cicadea delle coste, ha macrosporofilli quasi privi di denti.

In coltivazione, i semi diffusi negli anni Novanta con l’etichetta «Philippines small seed», detti originari di Mindoro, sembrano appartenere a questa specie; le piante adulte che ne sono nate sono un po’ più robuste e hanno semi più grossi di quelle di Luzon, pur restando nella variabilità della specie (Lindström et al. 2008).

Tassonomia

Cycas riuminiana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Eduard Regel la descrisse nel 1863 sulla rivista Gartenflora (12: 16-17), senza designare un tipo, probabilmente a partire da piante vive coltivate nell’orto botanico imperiale di San Pietroburgo. Le piante erano state importate da Manila da Porte e vendute dalla Società di orticoltura di Mosca tramite la ditta orticola belga Verschaffelt; Lemaire ne pubblicò nel 1864 una descrizione con una tavola a colori su L’Illustration horticole. Una tavola di Kew, scelta come lectotipo da de Laubenfels e Adema (1998), andrebbe piuttosto considerata un neotipo secondo Lindström et al. (2008), perché nulla prova che si tratti di materiale originale.

Il nome fu poi ignorato per oltre un secolo. Merrill (1923) lo poneva in sinonimia con Cycas rumphii. Nel 1925 Brown e Kienholz descrissero Cycas chamberlainii sulle piante del monte Arayat, senza riferimento a Cycas riuminiana. Schuster (1932) ne fece una sottospecie di Cycas circinalis; Zamora e Co (1986) e Amoroso (1986) trattavano la maggior parte delle piante come Cycas circinalis e riservavano Cycas chamberlainii al solo monte Arayat. De Laubenfels e Adema (1998) hanno riunito Cycas chamberlainii a Cycas riuminiana, scelta confermata da Lindström, Hill e Stanberg (2008), che collocano la specie nella sezione Cycas, sottosezione Cycas.

Nel 2007 de Laubenfels descrisse Cycas truncata da una raccolta di Merrill sul monte Mariveles. Hill e Stanberg (2009) hanno dimostrato che il nome è illegittimo, perché l’autore vi aveva messo in sinonimia il nome più antico Cycas inermis Lour., e che gli esemplari su cui si basa rientrano nella variabilità di Cycas riuminiana. In pratica, una pianta etichettata Cycas chamberlainii, Cycas truncata o, se proveniente da Luzon, Cycas circinalis, corrisponde molto probabilmente a questa specie.

Etimologia e storia

L’epiteto onora il signor Riumin, orticoltore russo dell’Ottocento e presidente della Società di orticoltura di Mosca, che commercializzava le prime piante (Lindström et al. 2008; Haynes 2022). Le fonti consultate non ne riportano il nome di battesimo.

La storia della specie comincia quindi in coltivazione, in Europa, prima ancora che fosse studiata in natura: è la prima Cycas segnalata nelle Filippine (Lindström et al. 2008). Kew ne conservava un esemplare coltivato già nel 1897.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Lindström et al. (2008), sulla base di Merrill (1923), Zamora e Co (1986), Amoroso (1986) e Bonta e Osborne (2007), riportano diversi nomi vernacoli: in ilocano sawang (anche sauang); in tagalog bayit (bait, vait), oliva per la pianta (oliba, uliba, uliva), pitógo per il seme (bitogo, patubo, pitugo, potago) e tamok. L’orto botanico di Makiling, nelle Filippine, usa il nome pitogo per l’intera pianta. Questi nomi possono indicare anche altre Cycas filippine.

In natura

Cycas riuminiana è una specie dell’interno, che cresce nelle zone boscose di creste e montagne, in foresta mista sempreverde chiusa, in genere su pendii ripidi. È abbondante nel nord di Luzon e si spinge a sud almeno fino alla provincia di Batangas; alcune raccolte provengono anche dall’isola di Batan, nell’arcipelago delle Batanes (Lindström et al. 2008). The World List of Cycads cita le province di Bataan, Batanes, Batangas, Cagayan, Cavite, Isabela, Laguna e Pampanga; le segnalazioni di Cagayan, Cavite e Laguna si basano su Amoroso (1986), senza esemplari d’erbario. La presenza sull’isola di Mindoro non è confermata.

Secondo l’orto botanico di Makiling la specie resta abbondante sul monte Arayat e sul monte Dipalayag, nella Sierra Madre. L’impollinazione e la fenologia non sono documentate nelle fonti consultate.

Stato di conservazione e normativa

Sulla minaccia le fonti divergono. La IUCN classifica Cycas riuminiana in pericolo (EN) in base ai criteri A4acd, che indicano un declino della popolazione, passato e futuro, dedotto dall’osservazione, dalla riduzione dell’habitat e dallo sfruttamento; la valutazione è di Agoo, Madulid, Linis e Sambale (2010). Lindström et al. (2008) raccomandavano invece la categoria «a rischio minimo»: la Cycas chamberlainii del monte Arayat, data per distrutta dai disboscamenti nel 1997, vi restava secondo loro abbondante, come in molte altre foreste di montagna. Gli stessi autori stimavano comunque la riduzione dell’habitat tra il 50 e l’80 %.

Nelle Filippine la cocciniglia Aulacaspis yasumatsui si diffonde rapidamente e decima le Cycas coltivate di Luzon, Negros e Panay; nel 2008 la sua presenza nelle popolazioni selvatiche non era confermata, ma una sua diffusione sarebbe grave per le specie endemiche (Lindström et al. 2008).

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas riuminiana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Si coltiva, soprattutto nelle Filippine: nei villaggi e nell’orto botanico di Makiling, mentre piante nate dai semi «Philippines small seed» si trovano nelle collezioni estere (Lindström et al. 2008). Nessuna istituzione consultata ha però pubblicato consigli di coltivazione. In Europa la specie va tenuta in vaso, in serra calda.

In Italia

Cycas riuminiana non compare, né con questo nome né come Cycas chamberlainii, negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). In alcuni di questi orti (Napoli, Roma, Pisa) sono segnalate piante etichettate Cycas circinalis, un nome spesso applicato male in coltivazione; nessuna fonte ne indica però la provenienza, e nulla permette di ricondurle a questa specie. Sul forum Tropicamente le ricerche di «riuminiana», «chamberlainii» e «pitogo» non danno alcun risultato.

Moltiplicazione

Per seme, l’unico metodo documentato, attraverso la diffusione di semi negli anni Novanta. La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati né tempi né tassi di germinazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

La minaccia principale documentata è la cocciniglia Aulacaspis yasumatsui, che devasta le Cycas coltivate di Luzon (Lindström et al. 2008). Nessun altro parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato.

Rusticità

Per Cycas riuminiana non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Luzon ha un clima tropicale senza gelo alle quote in cui la specie vive: nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Lo stesso vale per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sul forum Fous de palmiers e sul forum Tropicamente non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici consultati.

Tossicità e precauzioni

Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas riuminiana. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Sì, ma documentati in modo sommario. L’orto botanico di Makiling elenca diversi usi del pitogo: seme commestibile se trattato correttamente, foglie consumate come verdura, amido (sago) ricavato dal fusto, e impieghi medicinali di resina, semi, corteccia e foglie; non ne indica le fonti. Il nome tagalog pitógo, riservato al seme, ne testimonia l’uso. Vista la tossicità delle Cycas, queste notizie non sono in alcun modo una raccomandazione.

Domande frequenti

Cycas riuminiana e Cycas chamberlainii sono la stessa pianta?

Sì. Cycas chamberlainii, descritta nel 1925 sulle piante del monte Arayat, è un sinonimo di Cycas riuminiana.

Che cos’è il pitogo?

È il nome tagalog del seme di Cycas riuminiana, spesso esteso all’intera pianta; può indicare anche altre Cycas filippine.

Dove cresce Cycas riuminiana?

Sull’isola di Luzon e nelle Batanes, nelle Filippine, nelle foreste chiuse di creste e pendii montani, in particolare sul monte Arayat e nella Sierra Madre.

È minacciata?

Sì, secondo la IUCN, che la classifica in pericolo dal 2010; alcuni botanici la giudicavano però ancora abbondante nel 2008.

È una sottospecie di Cycas circinalis?

No. Schuster la trattò così nel 1932, ma è una specie distinta; Cycas circinalis vive in India.

Si può moltiplicare per talea?

Non è documentato. Non è stata trovata alcuna prova di moltiplicazione vegetativa; la semina resta il metodo di riferimento per le Cycas.

È rustica in Italia?

Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo ed è una pianta di foresta tropicale: va coltivata in serra calda.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in The Philippines. Telopea 12(1): 119-145. doi:10.7751/telopea20085805 [Descrizione, sinonimia, storia, nomi vernacoli, distribuzione, statuto (pp. 132-134); testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). Notes on Cycas truncata de Laub. and related matters. Telopea 12(3): 447-450. doi:10.7751/telopea20095832 [Illegittimità di Cycas truncata e attribuzione del suo materiale a Cycas riuminiana; testo integrale consultato.]
  • Regel, E. (1863). Cycas riuminiana Porte. Gartenflora 12: 16-17. [Protologo; non consultato (Biodiversity Heritage Library inaccessibile), citato da Lindström et al. (2008).]
  • Brown, W.H. & Kienholz, R. (1925). [Cycas chamberlainii]. Philippine Journal of Science 26: 47-48. [Descrizione del sinonimo; non consultata, citata da The World List of Cycads.]
  • Agoo, E.M.G., Madulid, D.A., Linis, V.C. & Sambale, E. (2010). Cycas riuminiana. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42095A10630183. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; citato da Lindström et al. (2008).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]