Cycas ophiolitica è una cicadea del Queensland centrale, in Australia, che cresce soprattutto sulle argille rosse derivate dalle serpentiniti tra Marlborough e Rockhampton. Questa specie del genere Cycas, descritta nel 1992 da Ken Hill, era già coltivata prima con il nome di Cycas ‘Marlborough Blue’, per il blu delle foglie giovani. Classificata in pericolo dalla legge federale australiana e da quella del Queensland, è vulnerabile secondo la IUCN, minacciata dalla scomparsa dell’habitat e dai prelievi per il commercio orticolo.
In sintesi: Cycas ophiolitica
- Nome accettato: Cycas ophiolitica K.D.Hill (1992), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Cycas ‘Marlborough Blue’ (nome orticolo); messa in sinonimia con Cycas angulata da de Laubenfels e Adema (1998); forme intermedie sono circolate con il nome di Cycas normanbyana
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «Marlborough blue» in inglese (Australia)
- Distribuzione naturale: Australia, Queensland centro-orientale, regione di Marlborough e di Rockhampton
- Stato IUCN: vulnerabile (VU A2cd+4cd; B1ab(iii,v)), valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2023
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; in pericolo secondo l’EPBC Act 1999 (Australia) e la normativa del Queensland
- Rusticità documentata: nessun valore misurato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, boschi radi di eucalipti su pendii e sommità, suoli argillosi rossi poco profondi e sassosi, soprattutto su serpentinite
- Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 2 m, raramente 4 m (7 m secondo la Flora of Australia), di 14-20 cm di diametro; foglie di 0,95-1,40 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; un solo riscontro di coltivazione (Tropicamente, 2013): semenzali rimasti minuscoli dopo molti anni
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas ophiolitica?
Cycas ophiolitica si distingue dalle altre Cycas australiane per le foglioline piuttosto larghe, fitte, disposte a V e più o meno glauche, per il picciolo coperto da una peluria grigia o bianca, per la corona di peluria arancione fioccosa e per i semi piccoli (Hill 1992, 1996). Le forme tipiche hanno foglie giovani di un blu marcato, che diventano verde scuro con l’età, e foglioline strette e rigide. Ecco la descrizione di Hill (1992), completata dalla Flora of Australia:
- Fusto: fino a 2 m, raramente 4 m, per 14-20 cm di diametro; la Flora of Australia in rete indica fino a 7 m.
- Foglie: lunghe 0,95-1,40 m, carenate in sezione, con 170-220 foglioline; il rachide termina per lo più con una spina.
- Picciolo: lungo 18-35 cm, spinoso o talvolta inerme.
- Foglioline: quelle mediane misurano 14-24 cm per 6-7,5 mm, verde scuro lucido, glabre o un po’ pelose; il protologo le descrive piatte, la Flora of Australia con i margini ricurvi. I germogli giovani sono densamente coperti di peli grigio-bianchi e bruno-arancio pallido.
- Coni maschili: ovoidi e arancioni, di circa 17 cm per 8 cm; ogni microsporofillo termina con una spina rivolta verso l’alto di 7-11 mm.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): lunghi 18-30 cm, coperti da una peluria bruna, con 2-6 ovuli; lembo strettamente triangolare di 4-7 cm, regolarmente dentato e terminato da una spina di 8-20 mm.
- Semi: ovoidi, verdi poi giallastri e per lo più pruinosi, di 29-33 mm per 28-32 mm.
Il wiki della PACSOA, associazione australiana di appassionati di palme e cicadee, descrive inoltre una base del fusto rigonfia, una corteccia grigio antracite segnata da basi fogliari a losanga e una tinta bluastra che interessa anche il rachide e i semi.
Ibridi
Gli ibridi naturali sono ben documentati. Hill (1992, 1996) descrive ampie zone di intergradazione con Cycas media a nord dell’areale, tra Mackay e St Lawrence, e con Cycas megacarpa a sud, tra Rockhampton e Mount Morgan: in tutto l’areale si trovano piante che portano caratteri di queste specie. Hill vi vede l’effetto di ibridazioni e introgressioni ripetute, che spiegherebbero anche alcuni caratteri atipici di Cycas ophiolitica all’interno del suo gruppo. Una parte di queste forme intermedie è coltivata con il nome di Cycas normanbyana, il cui tipo appartiene in realtà a Cycas media.
Possibili confusioni
I due vicini geografici sono i più facili da confondere. Cycas media e Cycas megacarpa hanno foglioline più larghe e più distanziate, foglie che terminano tanto spesso con una coppia di foglioline quanto con una spina e, per Cycas media, più ovuli per megasporofillo (Hill 1992). Cycas megacarpa ha inoltre semi grossi, come dice il nome.
Per le foglioline strette, rigide e bluastre, Cycas ophiolitica ricorda anche Cycas platyphylla e Cycas couttsiana, del Queensland settentrionale. La prima ha foglioline e foglie più corte, con più peluria arancione intorno ai catafilli; la seconda conserva peli bianchi persistenti e ha foglie più carenate.
Tassonomia
Cycas ophiolitica è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Ken Hill l’ha descritta nel 1992 nel suo studio preliminare sulle Cycas del Queensland (Telopea 5(1): 177-206). Nella revisione del 1996 la colloca nella sezione Cycas, sottosezione Endemicae, serie Cairnsianosae, con Cycas cairnsiana, Cycas couttsiana, Cycas desolata e Cycas platyphylla, cicadee glauche del Queensland centro-settentrionale. Osserva che la specie si discosta da questa serie per le foglioline più larghe e per un carattere anatomico (ipoderma inferiore interrotto) presente nella serie di Cycas media, forse ereditato per introgressione.
De Laubenfels e Adema (1998), che adottavano una concezione molto ampia delle specie, hanno messo Cycas ophiolitica in sinonimia con Cycas angulata. Questo trattamento non è stato seguito: la Flora of Australia e The World List of Cycads mantengono la specie.
Etimologia e storia
L’epiteto è formato dal greco ophis, «serpente», e lithos, «pietra», come la parola «ofiolite», usata per la serpentinite: ricorda che la specie cresce soprattutto su suoli derivati da questa roccia (Hill 1992; Haynes 2022).
Il tipo è stato raccolto da Ken Hill e Lyn Stanberg il 1° ottobre 1991, 48,6 km a sud di Marlborough, lungo la Bruce Highway (olotipo a Sydney, NSW; isotipi a Brisbane, Canberra, Kew e Darwin). La pianta era nota ai collezionisti prima della descrizione: Hill indica che la forma «tipica» era già coltivata, soprattutto a partire da piante prelevate in natura, con il nome di Cycas ‘Marlborough Blue’.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano. In Australia la specie è chiamata «Marlborough blue», nome ripreso dalla banca dati WildNet del governo del Queensland e derivato dal nome orticolo Cycas ‘Marlborough Blue’ (Hill 1992).
In natura
Cycas ophiolitica è endemica del Queensland centro-orientale. Raggiunge il pieno sviluppo sulle argille rosse delle serpentiniti, tra Marlborough e Rockhampton; piante con caratteri intermedi si spingono a nord verso Mackay e a sud verso Mount Morgan (Hill 1992, 1996). Secondo il piano nazionale di recupero delle cicadee (Queensland Herbarium 2007), noto qui solo da un estratto, occupa boschi radi e boscaglie di eucalipti con sottobosco erbaceo, sulle sommità o sui pendii ripidi, tra 80 e 620 m di quota, su suoli argilloso-limosi rossi o sabbiosi, poco profondi e sassosi.
Il wiki della PACSOA aggiunge che le piante più grandi superano di rado 1,5 m di fusto, con due esemplari di 3 m misurati nella colonia più grande osservata, e che la specie cresce vicino a Macrozamia miquelii e a Cycas media. L’impollinazione e la fenologia non sono documentate nelle fonti consultate.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas ophiolitica vulnerabile (VU, criteri A2cd+4cd; B1ab(iii,v)); la valutazione più recente, di J.D. Bösenberg, pubblicata nel 2023 (versione 2023-1 della Lista rossa), sostituisce quella di P. Forster (2010), ancora citata da The World List of Cycads. I criteri indicano un declino legato alla perdita di habitat e ai prelievi, e un areale ristretto in diminuzione. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.
In Australia la specie è classificata in pericolo («Endangered») ai sensi della legge federale sulla protezione dell’ambiente e della biodiversità (EPBC Act 1999), dal 16 luglio 2000, e del regolamento del Queensland sulla conservazione della natura (elenco del novembre 2022), secondo la Flora of Australia in rete. Hill (1992, 1996) sottolineava già che il suo habitat era poco o per nulla protetto e che la specie subiva una forte pressione di raccolta commerciale. Figura nel piano nazionale di recupero delle cicadee del Queensland (2007).
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas ophiolitica rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Cycas ophiolitica è coltivata in Australia da prima di essere descritta, ma le piante più vecchie sono state prelevate soprattutto in natura (Hill 1992): conviene acquistare solo piante nate da seme, con documenti di provenienza. Il wiki della PACSOA consiglia una posizione soleggiata e un suolo fresco ma ben drenato, e la dice resistente alla siccità e al gelo, senza fornire valori. Osserva anche che i polloni staccati dalla pianta madre sono estremamente lenti a emettere foglie nuove.
I riscontri europei sono rari e poco incoraggianti. Sul forum francese Fous de palmiers un coltivatore delle Deux-Sèvres racconta nell’ottobre 2010 il marciume parziale delle radici di una giovane pianta in vaso, di causa non precisata, che tenta di salvare tagliando le parti colpite, trattando con un fungicida e ripiantando in perlite pura, al caldo.
Il vivaista francese Simon Lavaud (Cycadales.eu), in una nota del 2021 sulla coltivazione delle Cycas australiane in Europa, colloca Cycas ophiolitica tra le specie di difficoltà «media», con Cycas media, Cycas megacarpa e Cycas silvestris, precisando che «tollera condizioni un po’ più fresche»; le altre specie che cita sono giudicate difficili o molto difficili. Per tutte queste Cycas consiglia un substrato a forte componente minerale, il pieno sole o il punto più luminoso della serra, annaffiature abbondanti quando fa caldo, da ridurre quando le temperature scendono sotto i 20 °C e che si possono sospendere quando le minime notturne scendono sotto i 10 °C, perché annaffiarle con il fresco espone a un rischio molto elevato di marciume delle radici.
In Italia
Cycas ophiolitica non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). L’unico riscontro italiano trovato viene dal forum Tropicamente: nel febbraio 2013 un coltivatore (località non indicata) riferisce che le sue Cycas ophiolitica nate da semi seminati «nel secolo scorso», quindi prima del 2001, sono rimaste «microscopiche», e giudica le Cycas australiane «tutte molto difficili da far sopravvivere», con forse la sola eccezione di Cycas media. Lo stesso coltivatore attribuisce gli insuccessi più alle basse temperature italiane che all’umidità. La ricerca «Marlborough» non restituisce alcun risultato sul forum (verifica del 12 ottobre 2026).
Il giudizio di Simon Lavaud (2021), che la colloca tra le Cycas australiane di difficoltà «media» (vedi sopra), è meno severo di quello del coltivatore italiano; nessuna delle due fonti indica temperature misurate.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. La semina è la via normale; la crescita delle plantule è lenta, secondo la testimonianza italiana citata sopra, e non è stato pubblicato alcun dato di germinazione in cifre. La separazione dei polloni è possibile, ma il loro attecchimento è lentissimo secondo la PACSOA. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita proprio della specie. L’unico problema riferito in coltivazione è il marciume delle radici in vaso, descritto sopra. Come tutte le Cycas, la specie può essere attaccata dalla cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui.
Rusticità
Per Cycas ophiolitica non è pubblicata alcuna temperatura minima misurata. Le indicazioni disponibili si contraddicono: la PACSOA la dice «resistente al gelo», senza valori; un vivaio della Florida la colloca nelle zone USDA 9-10 (minime annue medie da circa −7 a +4 °C), definendola però «sensibile al gelo, da proteggere». Simon Lavaud (2021) scrive soltanto che «tollera condizioni un po’ più fresche», senza indicare temperature. Nessuna di queste indicazioni si basa su una misura: non bastano a stabilirne la rusticità.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. L’unico riscontro, sul forum Tropicamente nel 2013, riguarda semenzali rimasti minuscoli, senza alcun dato di temperatura. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie, e l’unico riscontro francese noto, nelle Deux-Sèvres (ovest della Francia) nel 2010, riguarda una pianta in vaso colpita da marciume delle radici, senza legame accertato con il freddo.
Riferimenti internazionali
Nessun dato collega la specie a una temperatura minima osservata nel suo areale naturale. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione datato con un valore di freddo, né in Australia né altrove.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas ophiolitica, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Per questa specie non è documentato alcun uso tradizionale. L’uso attuale principale è ornamentale, ed è proprio la raccolta per il commercio orticolo a minacciarla.
Domande frequenti
Che cos’è la Cycas ‘Marlborough Blue’?
È Cycas ophiolitica. Il nome orticolo, tratto dalla città di Marlborough, nel Queensland, e dal blu delle foglie giovani, era in uso prima che Ken Hill descrivesse la specie nel 1992.
Che cosa significa ophiolitica?
Il nome viene da «ofiolite», termine che indica la serpentinite: la specie cresce soprattutto sulle argille rosse derivate da questa roccia.
Le foglie restano blu?
No. Le foglie giovani delle forme tipiche sono di un blu marcato, poi diventano verde scuro con l’età.
È minacciata?
Sì. È classificata in pericolo dalle leggi australiana e del Queensland e vulnerabile dalla IUCN, per la perdita di habitat e i prelievi destinati al commercio.
Come si distingue da Cycas media?
Dalle foglioline più strette e più fitte, dalle foglie per lo più terminate da una spina e dagli ovuli meno numerosi; ma dove le due specie si incontrano esistono forme intermedie.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Non si sa. Non è pubblicata alcuna temperatura minima misurata e le indicazioni di «resistenza al gelo» sono commerciali o prive di valori. È prudente coltivarla in vaso, al riparo dal gelo.
È difficile da coltivare?
Piuttosto, anche se il vivaista Simon Lavaud la colloca tra le Cycas australiane di difficoltà soltanto «media» e precisa che tollera condizioni un po’ più fresche. I rari riscontri europei, compreso quello italiano, descrivono una crescita molto lenta e perdite per marciume delle radici; Lavaud consiglia per queste Cycas un substrato minerale molto drenante, piena luce e annaffiature ridotte con il fresco.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
Leggi anche su Succulentes
- Il metodo Simon Lavaud: innestare le cicadali su Cycas revoluta per coltivare specie impossibili: l’esperienza di un vivaista francese che innesta le Cycas australiane, spesso vittime del marciume in Europa sulle proprie radici, su Cycas revoluta; Cycas ophiolitica vi è citata tra le Cycas blu australiane che deperiscono sulle proprie radici e tra i candidati a futuri innesti, ma nessun risultato di innesto vi è riferito per questa specie.
- Marciume del caudex e delle radici nelle cycas: come riconoscerlo, prevenirlo e intervenire
- La cycas è velenosa? Pericoli per cani, gatti e bambini
Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas ophiolitica: https://cycadlist.org/scientific_name/176 — autore, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (VU), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas ophiolitica: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/17763/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Flora of Australia in rete (ABRS, da Hill 1998, Flora of Australia vol. 48), Cycas ophiolitica: https://profiles.ala.org.au/opus/foa/profile/Cycas%20ophiolitica — descrizione, distribuzione, habitat, statuti EPBC, Queensland e IUCN. Flora nazionale di riferimento; consultata il 3 ottobre 2026.
- Lista rossa della IUCN, Cycas ophiolitica (Bösenberg, valutazione pubblicata nel 2023): https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41974A69153435.en — categoria VU. Riferimento rilevato tramite Crossref; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).
- PACSOA Wiki, Cycas ophiolitica: https://pacsoa.org.au/wiki/index.php?title=Cycas_ophiolitica — habitat, descrizione sul campo, consigli di coltivazione, lentezza dei polloni. Sito di un’associazione di appassionati; affidabilità media, senza valori di freddo.
- Queensland Herbarium (2007), National Multi-species Recovery Plan for the cycads: https://www.agriculture.gov.au/sites/default/files/documents/cycads.pdf — habitat (80-620 m, boschi radi, suoli poco profondi). Piano di recupero ufficiale; documento non scaricabile, noto da un estratto di ricerca.
- Forum Tropicamente, «Cycas cairnsiana» (febbraio 2013): https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-cairnsiana-2/#post-50676 — semenzali di Cycas ophiolitica rimasti minuscoli; giudizio sulle Cycas australiane. Forum di coltivatori italiani; riscontro isolato, località non indicata.
- Forum Fous de palmiers, «Tentative de sauvetage sur Cycas ophiolitica» (ottobre 2010): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=8085 — marciume delle radici di una pianta in vaso (Deux-Sèvres). Forum di collezionisti; riscontro isolato.
- Top Tropicals, Cycas ophiolitica (Cycas Marlborough Blue): https://toptropicals.com/catalog/uid/cycas_ophiolitica.htm — zone USDA 9-10, «sensibile al gelo». Vivaio commerciale (Florida); indicazione senza misura, citata per completezza.
- Lavaud, S. (2021), «Quelques données sur les bases de la culture des Cycas australiens en climat Européen», Cycadales.eu: https://www.cycadales.eu/wp-content/uploads/2021/04/Bases-de-la-culture-des-Cycas-australiens.pdf — Cycas ophiolitica tra le specie di difficoltà «media» («tollera condizioni un po’ più fresche»), consigli generali su substrato, luce e annaffiature. Nota di un vivaista specializzato, basata sulla sua esperienza; letta il 18 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Hill, K.D. (1992). A preliminary account of Cycas (Cycadaceae) in Queensland. Telopea 5(1): 177-206. https://doi.org/10.7751/telopea19924964 [Protologo (p. 190-192, fig. 7), intergradazioni; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. https://doi.org/10.7751/telopea19963040 [Serie Cairnsianosae, anatomia fogliare, ibridi; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultata nella versione in rete aggiornata (profiles.ala.org.au).]
- Bösenberg, J.D. (2023). Cycas ophiolitica. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T41974A69153435. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41974A69153435.en [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato tramite Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Forster, P. (2010). Cycas ophiolitica. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T41974A10614556. https://doi.org/10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T41974A10614556.en [Valutazione precedente, citata da The World List of Cycads; non consultata.]
- de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie: Cycas ophiolitica messa in sinonimia con Cycas angulata (p. 363); testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]