Cycas multipinnata è una cicadea delle foreste su calcare della valle del fiume Rosso, nel sud-est dello Yunnan (Cina) e nel nord del Vietnam. È una delle specie più straordinarie del genere Cycas: il fusto resta quasi interamente sotterraneo, ma la pianta porta una o due foglie gigantesche, lunghe fino a 6-7 m, con foglioline a loro volta divise e ramificate. Nota da decenni, è stata descritta soltanto nel 1994 dai botanici cinesi C.J. Chen e S.Y. Yang. De Laubenfels e Adema la trasferirono nel 1998 nel genere Epicycas, con il nome di Epicycas multipinnata, oggi considerato un sinonimo. La IUCN la classifica in pericolo critico, soprattutto a causa delle raccolte per il commercio ornamentale.
In sintesi: Cycas multipinnata
- Nome accettato: Cycas multipinnata C.J.Chen & S.Y.Yang (1994), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: Epicycas multipinnata (C.J.Chen & S.Y.Yang) de Laub. (1998); la Flora of China tratta anche Cycas longipetiolula D.Y.Wang come sinonimo, mentre Hill (2008) vi vede un ibrido con Cycas bifida
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; in cinese 多歧苏铁 (duo qi su tie, «cicadea multipennata») e dujuetie («cicadea a una foglia»)
- Distribuzione naturale: Cina (sud-est dello Yunnan, valle del fiume Rosso) e nord del Vietnam (Yen Bai; anche Tuyen Quang secondo Gong e colleghi 2015)
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR), categoria mantenuta dalla rivalutazione di T.H. Nguyen e Y.-Q. Gong pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, dopo la valutazione di Nguyen del 2010 (criteri A2acd+4acd) (vedi Stato di conservazione)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; pianta protetta di primo grado in Cina
- Rusticità documentata: nessun valore misurato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foresta sempreverde o monsonica ombreggiata su pendii calcarei molto ripidi, anche su terra rossa sopra il granito, tra 200 e 1100 m
- Portamento e dimensioni adulte: fusto quasi sotterraneo, di 14-25 cm di diametro; 1-2 foglie di 2-7 m, con un picciolo di 1-3,5 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; tentativi di coltivazione deludenti riferiti nel 2009 sul forum Tropicamente
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas multipinnata?
È inconfondibile da adulta: nessun’altra Cycas porta così poche foglie, così lunghe e così finemente divise. Le foglie sono divise più volte, e solo Cycas debaoensis le ha di struttura simile (Hill 2008). Ecco la descrizione della specie secondo la revisione delle Cycas cinesi di Ken Hill (2008), completata dalla Flora of China (Chen e Stevenson 1999):
- Fusto: privo di tronco aereo o quasi, di 14-25 cm di diametro nel punto più stretto; la Flora of China indica una parte fuori terra fino a 40 cm per 20 cm, con corteccia bruno-grigia e squamosa.
- Foglie: 1 o 2 per pianta, verde scuro e molto lucide, lunghe 2-6 m secondo Hill e 3-7 m per 60-100 cm di larghezza secondo la Flora of China; coperte da un feltro bianco che cade quando la foglia si distende.
- Picciolo: lunghissimo, da 1 a 3,5 m (il 50-65 % della foglia) secondo Hill, da 1,5 a 2,5 m secondo la Flora of China; spinoso quasi su tutta la lunghezza.
- Foglioline: 14-36 foglioline primarie in tutto secondo Hill, le mediane lunghe 40-60 cm; 12-22 paia secondo la Flora of China, le mediane di 35-60 cm per 15-20 cm. Sono a loro volta divise in segmenti che si ramificano a forcella più volte; i segmenti finali, obovato-lineari, misurano 7-12 cm per 1-2 cm secondo la Flora of China, sono sottili, a margine piatto o un po’ ondulato e a punta brevemente acuminata, non pungente.
- Catafilli (le squame che proteggono l’apice): stretti, morbidi e pelosi, di 4-6 cm.
- Coni maschili: fusiformi, color crema, di 25-40 cm per 6-8 cm secondo Hill (15-23 cm per 4-6 cm secondo la Flora of China), con microsporofilli morbidi e senza spina apicale.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): di 11-13 cm secondo Hill, di 8-12 cm secondo la Flora of China, con feltro bruno e 2-6 ovuli glabri (Hill); lembo ovato di 6-7 cm per 5-6 cm, profondamente pettinato, con 20-22 spine laterali morbide secondo Hill, triangolare-ovato e diviso in 25-35 lobi lesiniformi secondo la Flora of China.
- Semi: ovoidi, un po’ appiattiti, di circa 2,5 cm secondo Hill, di 2,5-3,2 cm secondo la Flora of China, da verdastri a giallastri; sarcotesta (lo strato carnoso esterno) gialla, sottile (2 mm), senza strato fibroso; guscio legnoso finemente verrucoso; nessuno strato spugnoso.
Le due fonti non descrivono la foglia nello stesso modo: Hill la definisce bipennata, la Flora of China tripennata, perché le foglioline secondarie si ramificano ancora da due a cinque volte. Il numero cromosomico è 2n = 22 (Gong e colleghi 2015).
Ibridi
Sì, in natura. Hill (2008) osserva che Cycas multipinnata sembra crescere insieme a Cycas bifida in diverse popolazioni dello Yunnan, dove si trova una serie di forme intermedie interpretabile come uno sciame ibrido. Cita due raccolte di questi ibridi: nella valle del fiume Yuanjiang, nella contea di Gejiu (1994), e tra Lianhuatang e Makayihe, al confine tra le contee di Hekou e Gejiu (2000). La prima è il tipo di Cycas longipetiolula, un nome che Hill esclude per questo motivo. Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido ottenuto in coltivazione.
Possibili confusioni
Allo stato adulto la pianta si riconosce subito; le confusioni riguardano soprattutto le piante giovani e quelle del commercio:
- Cycas debaoensis, del Guangxi occidentale, ha anch’essa foglie divise più volte, ma più numerose (3-15) e più corte (fino a 3 m); Cycas multipinnata se ne distingue per le foglioline più larghe e più sottili, più larghe sopra la metà, e per i megasporofilli più piccoli (Hill 2008);
- Cycas bifida, del Guangxi e del nord-est del Vietnam, ha foglioline divise per dicotomia vicino alla base, fino a tre volte (Hill 2008);
- Cycas multifrondis, accettata da The World List of Cycads, appartiene allo stesso gruppo; Hill (2008) ne considerava il tipo una forma intermedia tra Cycas bifida e Cycas dolichophylla;
- Cycas micholitzii, del Vietnam centrale e del Laos, è un’altra Cycas a foglioline divise della stessa sezione.
Il caso di una pianta comprata come Cycas multipinnata mostra il rischio: sul forum francese Fous de palmiers un coltivatore riferisce nel gennaio 2020 che il suo esemplare, acquistato giovane, aveva prodotto in alcuni anni foglie di oltre un metro senza mai una fogliolina divisa, e conclude che non si trattava di questa specie.
Tassonomia
Cycas multipinnata è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie fu descritta da C.J. Chen e S.Y. Yang nel 1994 nella rivista Acta Phytotaxonomica Sinica (32(3): 239, 480-481), su un campione raccolto da S.Y. Yang nell’aprile 1987 nel sud della contea di Jianshui, nello Yunnan, vicino al fiume Rosso, a 1100 m di quota (n. 9202, olotipo nell’erbario dell’Istituto di botanica di Pechino, PE).
Nella loro revisione del genere, de Laubenfels e Adema (1998) crearono il genere Epicycas per alcune specie asiatiche e vi trasferirono questa pianta come Epicycas multipinnata. Il genere non è stato seguito: The World List of Cycads e Hill (2008) mantengono la specie in Cycas, e Epicycas multipinnata è oggi un sinonimo. Per il lettore, i due nomi indicano la stessa pianta.
Hill (2008) colloca la specie nella sezione Stangerioides, il gruppo delle Cycas sino-vietnamite dal fusto sotterraneo, dai coni maschili piccoli e morbidi, dalla sarcotesta senza strato fibroso e dal guscio del seme verrucoso. La Flora of China (Chen e Stevenson 1999) elenca Cycas longipetiolula D.Y.Wang tra i sinonimi della specie; Hill, invece, interpreta il tipo di questo nome come un ibrido con Cycas bifida (vedi Ibridi).
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino multi-, «molti», e pinnatus, «pennato», in riferimento alle foglioline ramificate più volte (Hill 2008; Haynes 2022).
Secondo Hill (2008) questa pianta notevole era conosciuta da diversi decenni, ma fu riconosciuta come specie distinta e pubblicata soltanto nel 1994. La Flora of China (1999) la definiva, insieme a Cycas debaoensis, la più singolare di tutte le cicadee viventi per le foglie divise più volte.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome italiano attestato. In cinese la Flora of China la chiama 多歧苏铁 (duo qi su tie), cioè «cicadea multipennata»; Hill (2008) riporta anche il nome dujuetie, «cicadea a una foglia», che allude al numero ridottissimo di foglie.
In natura
Cycas multipinnata vive nella regione del fiume Rosso (chiamato Yuanjiang in Cina e Sông Hồng in Vietnam). The World List of Cycads la indica nello Yunnan e nella provincia vietnamita di Yen Bai; Gong e colleghi (2015) aggiungono la provincia di Tuyen Quang, e Hill (2008) segnalava anche una presenza nel Guangxi occidentale, che le liste attuali non riportano. Nello Yunnan la Flora of China la cita nelle contee di Gejiu, Hekou, Mengzi e Pingbian.
In tutte le località cresce in foresta sempreverde chiusa su calcare, su pendii molto ripidi (Hill 2008). La Flora of China indica foreste monsoniche un po’ ombreggiate lungo le valli, su terra rossa sopra il granito o il calcare, tra 200 e 1000 m; il tipo fu raccolto a 1100 m. L’impollinazione avviene in aprile-maggio e i semi maturano in ottobre-novembre (Flora of China).
Le popolazioni sono poche e molto differenziate tra loro. Lo studio genetico di Gong e colleghi (2015), condotto da ricercatori dell’università dello Yunnan e dell’Istituto di botanica di Kunming con colleghi vietnamiti, ha analizzato sei popolazioni, quattro nello Yunnan (una delle quali coltivata in un villaggio perché l’ambiente selvatico vicino era stato completamente distrutto) e due nel nord del Vietnam. Ha individuato due gruppi genetici, uno cinese e uno vietnamita, separati nel Pleistocene e da allora poco collegati, e un calo degli effettivi negli ultimi 50.000 anni, forse legato alle glaciazioni, aggravato oggi dalle attività umane.
Stato di conservazione e normativa
Cycas multipinnata è classificata in pericolo critico (CR). The World List of Cycads cita la valutazione di Nguyen (2010), che applicava i criteri A2acd+4acd; la rivalutazione di T.H. Nguyen e Y.-Q. Gong, pubblicata nel 2023 (versione 2023-1 della Lista rossa), mantiene la categoria CR, secondo i dati della Lista rossa diffusi da GBIF (consultazione del 18 ottobre 2026). I suoi criteri non hanno potuto essere verificati, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. La valutazione precedente (Donaldson 2003) classificava la specie in pericolo (EN). Le minacce sono la distruzione dell’habitat, con il disboscamento per l’agricoltura, e le raccolte eccessive per il commercio delle piante ornamentali. Già nel 1999 la Flora of China la considerava una delle cicadee più minacciate del paese e temeva la sua estinzione in natura entro dieci anni in assenza di misure di protezione; Hill (2008) descriveva la popolazione cinese del fiume Rosso come fortemente impoverita. In Cina è una pianta protetta di primo grado (Gong e colleghi 2015). Gli stessi autori raccomandano di gestire ogni popolazione come un’unità di conservazione e di creare una banca di germoplasma il più possibile diversificata.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas multipinnata rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie con il sinonimo Epicycas multipinnata e conferma questo statuto (consultata il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione, perché le raccolte in natura sono la principale minaccia per la specie.
Coltivazione
Cycas multipinnata è ricercata dai collezionisti per il fogliame, ma è rara in coltivazione e nessuna istituzione consultata ha pubblicato raccomandazioni proprie della specie. Il suo ambiente naturale, il sottobosco di foreste sempreverdi o monsoniche su calcare e terra rossa, in valli tropicali, indica una pianta da mezz’ombra, da tenere al caldo, su substrato molto drenante, al riparo dal vento che strapperebbe le grandi foglie: sono deduzioni dall’habitat, non regole verificate in coltivazione.
I riscontri di coltivazione trovati sono soprattutto insuccessi. Sul forum francese Fous de palmiers un coltivatore di Agen (Lot-et-Garonne, Francia) riferisce nel giugno 2011 che la sua Cycas multipinnata è morta per il marciume del caudex, senza precisare le condizioni di coltivazione. Il marciume del fusto sotterraneo, favorito dal substrato che resta umido, è il rischio principale per le Cycas di questo gruppo.
In Italia
Cycas multipinnata non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente un coltivatore, di cui il forum non indica la località, riferisce nel marzo 2009 di aver provato più volte a coltivare le Cycas cinesi, compresa Cycas multipinnata, sempre con risultati deludenti, senza precisarne le cause. Altri messaggi del forum (2010-2011) mostrano soltanto fotografie di piante coltivate fuori d’Italia, ad esempio a Cairns, in Australia. Nessun riscontro di coltivazione in piena terra è documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. La Flora of China indica 6-10 semi, che maturano in ottobre-novembre. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. Gong e colleghi (2015) ricordano che le Cycas si possono moltiplicare anche per via vegetativa, dai polloni basali, e propongono di raccogliere polloni o semi del maggior numero possibile di popolazioni per le collezioni di conservazione. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: scegliete semi o piante provenienti da coltivazione.
Malattie e parassiti
Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Le cocciniglie delle Cycas, tra cui la cocciniglia asiatica Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate. Il marciume del caudex è l’unico problema riferito per questa specie in coltivazione (vedi Coltivazione).
Rusticità
Per Cycas multipinnata non è stato pubblicato alcun valore misurato di resistenza al freddo. La specie vive nelle valli tropicali e subtropicali del fiume Rosso, tra 200 e 1100 m circa, e nessuna fonte permette di affermare che sopporti il gelo.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. L’unico riscontro italiano, quello del forum Tropicamente nel 2009, parla di risultati deludenti senza dati di temperatura. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato all’aperto: l’unico insuccesso trovato, ad Agen nel 2011, è dovuto al marciume e non a un gelo misurato. Il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo datato.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas multipinnata, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di questa specie. L’unico uso noto è commerciale: le piante prelevate in natura vengono vendute come ornamentali, ed è la principale causa del suo declino (Flora of China; Gong e colleghi 2015).
Domande frequenti
Che cosa rende unica Cycas multipinnata?
Le sue foglie: una o due soltanto per pianta, lunghe fino a 6-7 m, con un picciolo che può superare i 3 m e foglioline ramificate più volte. Solo Cycas debaoensis ha foglie di struttura simile, ma più numerose e più corte.
Che cosa significa multipinnata?
«Più volte pennata», dal latino: il nome descrive le foglioline divise e ramificate.
Dove cresce in natura?
Nella valle del fiume Rosso, nel sud-est dello Yunnan (Cina) e nel nord del Vietnam, in foreste sempreverdi su pendii calcarei molto ripidi, tra 200 e 1100 m.
È minacciata?
Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico (CR), categoria confermata dalla rivalutazione pubblicata nel 2023, a causa della distruzione delle foreste e delle raccolte per il commercio ornamentale; in Cina è protetta di primo grado.
Epicycas multipinnata e Cycas longipetiolula sono la stessa pianta?
Epicycas multipinnata sì: è un sinonimo, risalente a un genere oggi abbandonato. Per Cycas longipetiolula le fonti divergono: la Flora of China la mette in sinonimia, Hill la considera un ibrido con Cycas bifida.
Si può coltivare in Italia?
Solo con grandi cautele, in vaso e al riparo. Non esiste alcun dato sul freddo, i riscontri italiani e francesi trovati sono insuccessi e la pianta è soggetta al marciume del caudex.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas multipinnata: https://cycadlist.org/scientific_name/170 — autori, protologo, tipo, distribuzione (Yunnan, Yen Bai), sinonimo Epicycas multipinnata, statuto IUCN CR A2acd+4acd (Nguyen 2010), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026.
- Flora of China, vol. 4, Cycas multipinnata: http://www.efloras.org/florataxon.aspx?flora_id=2&taxon_id=210000345 — nome cinese, sinonimi, descrizione, ambiente, quote, contee dello Yunnan, fenologia, minacce. Flora di riferimento (Chen e Stevenson 1999), affidabile; consultata il 12 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas multipinnata: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/26624/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, sinonimo Epicycas multipinnata, distribuzione Cina e Vietnam. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- IPNI, Cycas multipinnata: https://www.ipni.org/n/979059-1 — registrazione del nome e della sua pubblicazione. Indice nomenclaturale di riferimento.
- Forum Tropicamente, discussione «Cycas cinesi» (marzo 2009 – febbraio 2011): https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycas-cinesi/ — tentativi di coltivazione deludenti in Italia. Forum italiano di coltivatori, testimonianza amatoriale di valore indicativo; letta il 12 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussioni «flush sur cycas» (giugno 2011) e «Identification : Cycas multipinnata ?» (gennaio 2020): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=134451#p134451 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=484552#p484552 — perdita per marciume ad Agen, pianta venduta con questo nome e mai identificata. Forum francese di coltivatori, testimonianze amatoriali di valore indicativo; lette il 12 ottobre 2026.
- GBIF, dati della Lista rossa IUCN, Cycas multipinnata: https://api.gbif.org/v1/species/2683291/iucnRedListCategory — categoria attuale (CR), con rinvio alla rivalutazione pubblicata nel 2023. Copia dei dati ufficiali della Lista rossa; consultata il 18 ottobre 2026.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
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- Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China, vol. 4. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis: 1-7. [Descrizione, ambiente, quote, fenologia e minacce; testo consultato su eFloras.]
- Hill, K.D. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in China. Telopea 12(1): 71-118. https://doi.org/10.7751/telopea20085804 [Descrizione (pp. 104-105), distribuzione, ibridi con Cycas bifida, sezione Stangerioides, nomi cinesi, statuto; testo integrale consultato.]
- Gong, Y.-Q., Zhan, Q.-Q., Nguyen, K.S., Nguyen, H.T., Wang, Y.-H. & Gong, X. (2015). The historical demography and genetic variation of the endangered Cycas multipinnata (Cycadaceae) in the Red River region, examined by chloroplast DNA sequences and microsatellite markers. PLOS ONE 10(2): e0117719. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0117719 [Popolazioni studiate, gruppi genetici, declino, protezione di primo grado in Cina, raccomandazioni di conservazione; articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.]
- de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Combinazione Epicycas multipinnata; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads e Hill 2008.]
- Nguyen, H.T. (2010). Cycas multipinnata. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42048A10637701. [Valutazione CR; riferimento rilevato tramite The World List of Cycads, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Nguyen, T.H. & Gong, Y.-Q. (2023). Cycas multipinnata. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T42048A68906269. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42048A68906269.en [Rivalutazione della Lista rossa (versione 2023-1); riferimento verificato su Crossref, categoria CR ripresa da GBIF, pagina non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]