Cycas lacrimans è una cicadea delle colline orientali dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, nota nella provincia di Davao Oriental, dove cresce nelle foreste su suoli di serpentino. Descritta nel 2008 da Anders Lindström e Ken Hill, questa specie del genere Cycas deve il suo nome, «che piange» in latino, alle lunghe foglie con le foglioline ricadenti. Raccolta già nel 1927 ma a lungo confusa con altre specie, è stata riconosciuta come distinta soltanto nel 2006. La IUCN la classifica in pericolo.
In sintesi: Cycas lacrimans
- Nome accettato: Cycas lacrimans A.Lindstr. & K.D.Hill (2008), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; piante attribuite un tempo a Cycas circinalis (Amoroso 1986) e, per la raccolta tipo, a Cycas silvestris nel senso di de Laubenfels e Adema (1998)
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Filippine, Mindanao orientale (Davao Oriental: dintorni di Mati, monte Galintan, monte Hamiguitan)
- Stato IUCN: in pericolo (EN, criterio B1ab(i,ii,iii,v)), valutazione pubblicata nel 2022
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: foreste collinari, su suoli di serpentino
- Portamento e dimensioni adulte: fusto di 1-2 m, di 18-20 cm di diametro; foglie di 168-200 cm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas lacrimans?
Tra le Cycas delle Filippine, Cycas lacrimans si riconosce dalla combinazione di tre caratteri: foglioline lasse e ricadenti, che danno alla foglia un aspetto «piangente», megasporofilli allungati con spine laterali corte, e semi senza strato spugnoso. La descrizione che segue riprende il protologo (Lindström, Hill e Stanberg 2008):
- Fusto: eretto, di 1-2 m, di 18-20 cm di diametro, non ingrossato alla base; corteccia sottile, catafilli persistenti.
- Foglie: lunghe 168-200 cm, verde lucido, con 76-85 foglioline; picciolo di 45-50 cm, senza peluria, spinoso sul 90-100 % della lunghezza, con robuste spine aghiformi di circa 6 mm; foglioline basali di 17-19 cm, non ridotte a spine.
- Foglioline mediane: lunghe 28-32 cm e larghe 7-13 mm, più chiare sotto, distanziate di 12-14 mm, ristrette a 2-3 mm alla base, arcuate verso il basso; margini ripiegati, non ondulati; apice acuto; nervatura mediana infossata sopra, sporgente sotto.
- Catafilli (le squame che proteggono l’apice): largamente triangolari, rigidi, pelosi, di 55-60 mm.
- Coni maschili: ovoidi, bruno chiaro, di circa 42 cm per 16 cm; microsporofilli di circa 34 mm per 19 mm, con una spina apicale sottilissima di 12-17 mm.
- Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): di circa 37 cm, con peluria color crema persistente, portano 4-6 ovuli glabri; lembo triangolare di circa 55 mm per 20 mm, leggermente pettinato, con 15-24 spine laterali pungenti di 3-8 mm e una spina terminale distinta di 35-38 mm.
- Semi: oblunghi, di circa 40 mm per 20 mm; sclerotesta liscia; nessuno strato spugnoso.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido di questa specie, né in natura né in coltivazione.
Possibili confusioni
Diverse Cycas filippine possono essere confuse con Cycas lacrimans:
- Cycas riuminiana, delle Filippine settentrionali (Luzon): stesso tipo di megasporofilli e semi non spugnosi, ma foglie piatte, con foglioline non ricadenti;
- Cycas edentata, cicadea costiera presente anche a Mindanao: megasporofilli con spine laterali appena accennate, semi con strato spugnoso;
- Cycas mindanaensis e Cycas flabellata, descritte di Mindanao nel 2019, e Cycas sancti-lasallei: le loro descrizioni originali non hanno potuto essere lette, per cui non si può verificare né se siano state confrontate con Cycas lacrimans, né quali caratteri le separino.
Anche Cycas aenigma, descritta a partire da piante coltivate a Palawan, ha megasporofilli allungati, ma la parte sterile è lunga oltre 20 cm, contro meno di 80 mm in Cycas lacrimans, secondo la chiave di Lindström e colleghi (2008).
Tassonomia
Cycas lacrimans è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. È stata descritta nella revisione delle Cycas delle Filippine di Anders Lindström, dell’orto botanico di Nong Nooch, Ken Hill e L.C. Stanberg (Telopea 12(1): 136-138, fig. 5), che nominava anche Cycas saxatilis, Cycas aenigma, Cycas vespertilio e Cycas nitida. La specie vi è collocata nella sottosezione Cycas della sezione Cycas, una quindicina di specie definite dall’assenza di strato spugnoso nel seme e da un lembo stretto dei megasporofilli, per lo più piante di foreste chiuse, su creste lontane dalla costa.
Prima del 2008 queste piante portavano altri nomi. Amoroso (1986) segnalava con il nome di Cycas circinalis, senza esemplari d’erbario, alcune Cycas di Bukidnon, Surigao e Zamboanga che Lindström e colleghi avvicinano a questa specie. De Laubenfels e Adema (1998) avevano classificato la raccolta tipo in Cycas silvestris, specie che Hill ritiene endemica dell’Australia; Hill e Stanberg (2009) hanno ricondotto questa raccolta a Cycas lacrimans, confutando il trattamento di de Laubenfels. Per il lettore, le vecchie citazioni di «Cycas circinalis» a Mindanao vanno dunque lette con cautela.
Etimologia e storia
L’epiteto viene dal latino lacrimans, «che piange», con allusione al portamento ricadente, «piangente», delle foglie (Lindström e colleghi 2008).
Il tipo fu raccolto nel marzo-aprile 1927 da Ramos ed Edaño, raccoglitori del Bureau of Science di Manila, vicino a Mati, nella regione di Davao (Ramos & Edaño BS 48953; olotipo a New York, isotipi a Londra, Bogor e Parigi). Gli stessi raccoglitori trovarono la specie sul monte Galintan nel giugno 1927. Si dovette però attendere il 2006 perché fosse riconosciuta come distinta, durante le missioni di Lindström a Mindanao: prima una pianta coltivata presso una casa ai piedi del monte Galintan, a San Isidro, piantata negli anni Sessanta e proveniente, a quanto si dice, da un litorale vicino oggi distrutto; poi una popolazione nella riserva forestale del monte Hamiguitan, visitata nel marzo 2007.
Nomi comuni
Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in inglese né in una lingua delle Filippine. In Italia la si indica quindi soltanto con il nome scientifico.
In natura
Cycas lacrimans è nota con certezza soltanto nelle foreste collinari della parte orientale di Mindanao, nella provincia di Davao Oriental: dintorni di Mati, monte Galintan e monte Hamiguitan, su suoli di serpentino (suoli derivati da rocce ultrabasiche). Le vecchie segnalazioni di Bukidnon, Surigao e Zamboanga si basano su osservazioni senza esemplari d’erbario e restano da confermare.
Nel 2008 Lindström e colleghi stimavano l’areale in meno di 50 km² e la popolazione in meno di 5000 piante, con una perdita di habitat del 20-50 %. Impollinatori, fenologia e dispersori dei semi non sono documentati.
Stato di conservazione e normativa
Secondo The World List of Cycads, la IUCN classifica Cycas lacrimans in pericolo (EN) in base al criterio B1ab(i,ii,iii,v): areale molto ridotto, con un declino continuo dell’areale, dell’area occupata, della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi. La valutazione è quella di Anders Lindström ed Esperanza Maribel Agoo, pubblicata nel 2022; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Già nel 2008 gli autori della specie raccomandavano questa categoria: se la specie è davvero limitata a questa piccola zona, ha bisogno di una protezione urgente sul posto, perché la deforestazione e la distruzione dell’habitat vi sono estreme.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas lacrimans rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, cita la specie e conferma questo statuto (consultata il 3 ottobre 2026 e di nuovo il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.
Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Cycas lacrimans è coltivata localmente a Mindanao, come mostra la pianta di San Isidro che è servita alla sua descrizione, ma non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione specifica, e sui forum francesi e italiani consultati non è stato trovato alcun riscontro. L’ambiente di foresta tropicale collinare, su suolo ultrabasico, indica una pianta da serra calda e umida, su un substrato drenante.
In Italia
Cycas lacrimans non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente le ricerche «cycas lacrimans» e «lacrimans» non danno alcun risultato (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro in piena terra o in vaso è quindi documentato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.
Malattie e parassiti
Non sono documentate malattie proprie della specie. Nelle Filippine la cocciniglia Aulacaspis yasumatsui si diffonde rapidamente e colpisce gravemente le Cycas coltivate di Luzon, Negros e Panay; nel 2008 la sua presenza nelle popolazioni selvatiche non era confermata, ma la sua diffusione ad altre isole preoccupava gli autori (Lindström e colleghi 2008).
Rusticità
Per Cycas lacrimans non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Mindanao ha un clima tropicale senza gelo, e nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.
Nemmeno nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato un risultato: la ricerca sul forum francese Fous de palmiers non ha dato alcun riscontro, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas lacrimans, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli.
In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.
Domande frequenti
Che cosa significa lacrimans?
«Che piange» in latino. Il nome descrive le foglie con le foglioline ricadenti, dal portamento piangente.
Dove cresce Cycas lacrimans?
Nella parte orientale di Mindanao, nelle Filippine, nella provincia di Davao Oriental, nelle foreste collinari su suoli di serpentino.
Come si distingue da Cycas riuminiana?
Dalle foglioline lasse e ricadenti. Cycas riuminiana ha foglie piatte.
Perché è stata descritta soltanto nel 2008?
Perché, pur raccolta già nel 1927, era stata classificata sotto altri nomi. Le osservazioni sul campo del 2006 hanno mostrato che si trattava di una specie distinta.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo: il suo areale è minuscolo e la deforestazione vi è intensa.
Si può coltivare all’aperto in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo e nessun riscontro italiano: è una pianta di foresta tropicale, da serra calda e umida.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas lacrimans: https://cycadlist.org/scientific_name/145 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (EN, valutazione del 2022), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas lacrimans: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65522/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4) e allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 e il 12 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in The Philippines. Telopea 12(1): 119-145. doi:10.7751/telopea20085805 [Protologo (pp. 136-138), sottosezione Cycas, statuto, cocciniglia; testo integrale consultato.]
- Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2009). Notes on Cycas truncata de Laub. and related matters. Telopea 12(3): 447-450. doi:10.7751/telopea20095832 [Attribuzione della raccolta tipo, citata come Cycas silvestris da de Laubenfels e Adema; testo integrale consultato.]
- Amoroso, V.B. (1986). Morphological study of the sporophylls of Philippine Cycas. Philippine Journal of Science 115(3): 177-198. [Segnalazioni come Cycas circinalis; non consultato, citato secondo Lindström e colleghi (2008).]
- Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; non consultato direttamente.]
- Lindström, A. & Agoo, E.M.G. (2022). Cycas lacrimans. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T187816A1827107. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]