Cycas sancti-lasallei è una cicadea dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, conosciuta soltanto nel bacino del fiume Cugman, sulle colline che sovrastano la città di Cagayan de Oro (provincia di Misamis Oriental), dove cresce in foreste secondarie di bassa quota e in aree di rimboschimento. Questa specie del genere Cycas è stata descritta nel 2012 dai botanici filippini E.M.G. Agoo e D.A. Madulid, che l’hanno dedicata a san Giovanni Battista de La Salle. Le lunghe foglie dalle foglioline ondulate e la lamina dei macrosporofilli, arrotondata alla base e triangolare all’apice, la separano dalle altre Cycas filippine. La IUCN la considera in pericolo critico.
In sintesi: Cycas sancti-lasallei
- Nome accettato: Cycas sancti-lasallei Agoo & Madulid (2012), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né nelle lingue delle Filippine
- Distribuzione naturale: Filippine, Mindanao, bacino del fiume Cugman (Cagayan de Oro, Misamis Oriental)
- Stato IUCN: in pericolo critico (CR, criteri B1ab(i,iii,v) e C2a(ii)), valutazione di Agoo e Lindström (2022)
- CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foreste secondarie di bassa quota e rimboschimenti, soprattutto su suoli di medio impasto (loam); nessun dato di coltivazione
- Portamento e dimensioni: fusto fino a 5 m, fino a 20 cm di diametro; foglie di 2,20-3 m
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Cycas sancti-lasallei?
Dall’insieme di quattro caratteri: foglie lunghe (da 2,20 a 3 m), picciolo lungo e poco o per nulla spinoso, foglioline ondulate e macrosporofilli la cui lamina, da semicircolare a circolare alla base, si restringe in una punta triangolare con 7-9 spine laterali ben distinte, prima di terminare in una spina apicale (Agoo e Madulid 2012). L’ondulazione delle foglioline si ritrova in tutti gli individui osservati dagli autori. Le misure che seguono vengono dalla descrizione originale.
Il fusto arriva a 5 m d’altezza e a 20 cm di diametro, senza ingrossamento alla base, con corteccia ruvida. Le foglie, verdi e lucide, sono lunghe 2,20-3 m; piatte o appena carenate in sezione, terminano con un paio di foglioline. Il picciolo, di 45-63 cm, è glabro e porta da zero a tredici paia di spine di 3 mm. Ogni lato della foglia conta da 60 a 162 foglioline, con margini un po’ ricurvi e ondulati e punta acuta non pungente; quelle mediane misurano 33-35 cm per 1,3-1,5 cm. La nervatura mediana sporge su entrambe le facce.
I coni maschili non sono stati osservati. I macrosporofilli, lunghi 30-43 cm e coperti da una peluria bruna, hanno una lamina dalla base semicircolare o circolare (25-35 mm per 25-38 mm, a margini lisci), prolungata da una parte triangolare di 20-40 mm armata di 7-9 spine laterali di 4-11 mm e da una spina apicale di 25-50 mm. I semi, da una a tre paia per macrosporofillo, sono ovoidi e misurano circa 50 mm per 35-45 mm. Il tegumento carnoso, giallastro, è spesso 5 mm e privo di strato fibroso; uno strato spugnoso di 2-3 mm, da due a tre volte più spesso del guscio duro, permette loro di galleggiare.
Ibridi
Nessun ibrido è documentato per questa specie, né in natura né in coltivazione.
Possibili confusioni
Agoo e Madulid (2012) l’hanno confrontata con due specie. Cycas edentata, cicadea dei litorali, ha foglioline non ondulate, una lamina dei macrosporofilli lanceolata e quasi priva di denti e semi più grossi, con uno strato spugnoso spesso fino a 15 mm. Cycas vespertilio, dell’isola di Panay, ha foglie più corte, una lamina ad ali di pipistrello senza denti e semi più piccoli (30-36 mm) con uno strato spugnoso sottilissimo; le sue foglioline sono ondulate solo in alcuni individui. Anche gli autori di Cycas flabellata, un’altra Cycas di Mindanao descritta nel 2019, l’hanno messa a confronto con questa specie.
Due piante coltivate di provenienza ignota le somigliano: un esemplare di una collezione privata di Burpengary, nel Queensland (Australia), e una pianta femminile coltivata a Calinog, sull’isola di Panay. Gli autori non hanno potuto confermarne l’appartenenza alla specie (Agoo e Madulid 2012).
Tassonomia
Cycas sancti-lasallei è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Agoo e Madulid l’hanno pubblicata nel 2012 sulla rivista Blumea (57(2): 131-133), sulla base di una raccolta del marzo 2010 nel bacino del fiume Cugman, a Cagayan de Oro (Agoo 10-085; olotipo all’erbario nazionale delle Filippine, PNH; isotipo all’erbario dell’università De La Salle). Gli autori non indicano la sezione né la sottosezione del genere: i semi con strato spugnoso ricordano le Cycas dei litorali, ma nessuna pubblicazione propone questo collegamento.
La specie si aggiunge alle dieci riconosciute nelle Filippine dalla revisione di Lindström, Hill e Stanberg (2008), grazie alle esplorazioni recenti degli autori; da allora sono state descritte altre specie di Mindanao, tra cui Cycas flabellata nel 2019.
Etimologia e storia
L’epiteto rende omaggio a san Giovanni Battista de La Salle (1651-1719), patrono degli insegnanti e fondatore delle scuole De La Salle (Agoo e Madulid 2012; Haynes 2022). La prima autrice lavorava presso il dipartimento di biologia dell’università De La Salle di Manila.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome comune attestato per questa specie, né in italiano né in una lingua delle Filippine, nelle fonti consultate.
In natura
Cycas sancti-lasallei è nota soltanto nel bacino del fiume Cugman, sulle pendici della città, molto urbanizzata, di Cagayan de Oro, nella provincia di Misamis Oriental, nel nord di Mindanao. Cresce in foreste secondarie di bassa quota e in zone di rimboschimento piantate soprattutto con essenze esotiche; viene anche coltivata nei dintorni del bacino (Agoo e Madulid 2012).
Uno studio del 2026 (Suminig et al., The Thailand Natural History Museum Journal), condotto nel parco naturale di Mapawa (barangay Cugman) e nel barangay F.S. Catanico, ha censito 1015 individui. La popolazione è dominata dalle piante giovani: gli adulti riproduttivi sono appena il 4,93 % del totale, cioè circa 20 piante per ettaro, contro 125,6 per ettaro per le plantule più giovani; il rapporto tra i sessi pende verso le femmine (0,72 maschi per femmina). Quasi la metà delle piante con coni cresce in foresta secondaria su suolo di medio impasto, mentre i pendii rocciosi ripidi, la vegetazione invasiva e una copertura fitta ne ospitano meno. Questi dati sono stati letti solo nel riassunto dell’articolo.
Stato di conservazione e normativa
La IUCN classifica Cycas sancti-lasallei in pericolo critico (CR) in base ai criteri B1ab(i,iii,v) e C2a(ii), secondo la valutazione di Agoo e Lindström (2022): l’areale è piccolissimo e in declino, gli adulti sono pochi e quasi tutti appartengono a un’unica sottopopolazione. Già nel 2012 gli autori della specie stimavano l’estensione dell’areale in meno di 100 km² e la giudicavano in pericolo critico.
Le minacce descritte sono l’urbanizzazione, i frutteti, le colture alimentari e le piantagioni industriali nella parte non protetta del bacino, la raccolta di legna da ardere e il prelievo di piante ornamentali da parte degli abitanti, oltre all’erosione e alle frane a cui il bacino è esposto. Rimboschimento ed ecoturismo riguardano solo una parte dell’habitat. Lo studio del 2026 aggiunge che la bassa proporzione di adulti riproduttivi e l’areale ridottissimo potrebbero compromettere la sopravvivenza della specie nel lungo periodo.
Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas sancti-lasallei rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie con il suo nome e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).
Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
È coltivata localmente, nei dintorni del bacino del Cugman, ma nessuna istituzione consultata ha pubblicato consigli di coltivazione. Si tratta di una pianta di foresta tropicale di bassa quota: in Europa la si potrebbe tenere solo in vaso, in serra calda.
In Italia
Cycas sancti-lasallei non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente le ricerche di «sancti-lasallei» e «lasallei» non danno alcun risultato: nessun riscontro di coltivazione è stato pubblicato in Italia.
Moltiplicazione
La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.
Malattie e parassiti
Nessun parassita né alcuna malattia propria della specie è documentato. Nelle Filippine la cocciniglia Aulacaspis yasumatsui danneggia gravemente le Cycas coltivate di diverse isole (Lindström et al. 2008).
Rusticità
Per Cycas sancti-lasallei non esiste alcun dato di resistenza al freddo. È una pianta di bassa quota di un’isola tropicale, che vive in un clima senza gelo: nulla permette di affermare che lo sopporti.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Lo stesso vale per il sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: le ricerche sul forum francese Fous de palmiers e sul forum Tropicamente non hanno dato alcun riscontro, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici consultati.
Tossicità e precauzioni
Va considerata tossica, anche se non esiste un’analisi propria di Cycas sancti-lasallei. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, tenete semi e foglie lontano da bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
L’unico uso documentato è ornamentale: gli abitanti prelevano piante per i loro giardini (Agoo e Madulid 2012). Proprio questo prelievo figura tra le minacce alla specie.
Domande frequenti
A chi è dedicata Cycas sancti-lasallei?
A san Giovanni Battista de La Salle (1651-1719), patrono degli insegnanti e fondatore delle scuole De La Salle; la prima autrice lavorava all’università De La Salle di Manila.
Dove cresce Cycas sancti-lasallei?
Solo nel bacino del fiume Cugman, a Cagayan de Oro, sull’isola di Mindanao, nelle Filippine, in foresta secondaria e in zone di rimboschimento.
Come si riconosce?
Dalle foglie di oltre 2 m con foglioline ondulate e dalla lamina dei macrosporofilli, arrotondata alla base e triangolare all’apice, con 7-9 spine ben distinte.
I suoi semi galleggiano?
Sì, secondo i suoi descrittori: hanno uno strato spugnoso di 2-3 mm, più spesso del guscio duro.
Quante piante ne restano?
Circa un migliaio. Uno studio pubblicato nel 2026 ha censito 1015 individui, di cui meno del 5 % adulti in grado di riprodursi.
È minacciata?
Sì, gravemente. La IUCN la classifica in pericolo critico: l’areale è minuscolo, vicino a una grande città, e l’habitat arretra.
Si trova in coltivazione in Italia?
Non risulta. Nessun orto botanico italiano consultato la elenca e nessun coltivatore ne ha parlato sul forum Tropicamente.
È rustica in Italia?
Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato sul freddo ed è una pianta tropicale di bassa quota: va coltivata in serra calda.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas sancti-lasallei: https://cycadlist.org/scientific_name/202 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (CR), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 3 e il 13 ottobre 2026.
- Species+ (UNEP-WCMC), Cycas sancti-lasallei: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/65525/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 13 ottobre 2026.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- The Thailand Natural History Museum Journal, riassunto di Suminig et al. (2026): https://journal.nsm.or.th/en/node/282 — numero di individui, struttura della popolazione, habitat, minacce. Rivista con revisione paritaria; letto solo il riassunto.
- ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.
Bibliografia
- Agoo, E.M.G. & Madulid, D.A. (2012). Cycas sancti-lasallei (Cycadaceae), a new species from the Philippines. Blumea 57(2): 131-133. doi:10.3767/000651912X657503 [Protologo; testo integrale consultato (licenza Creative Commons).]
- Suminig, J.S., Lagria, L., Lumista, H.P., Coritico, F.P., Handley, V. & Guiang, M.M.M. (2026). Population structure and distribution of Critically Endangered Cycas sancti-lasallei Agoo & Madulid (Cycadaceae) in northern Mindanao, Philippines. The Thailand Natural History Museum Journal 20(1). [Demografia; letto solo il riassunto, il testo integrale non è stato scaricabile.]
- Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in The Philippines. Telopea 12(1): 119-145. doi:10.7751/telopea20085805 [Contesto filippino, cocciniglia; testo integrale consultato.]
- Agoo, E.M.G. & Lindström, A. (2022). Cycas sancti-lasallei. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T66910010A66910021. [Valutazione della Lista rossa; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]