Cycas flabellata

Cycas flabellata è una cicadea dell’isola di Mindanao, nelle Filippine, descritta nel 2019 dai botanici filippini E.M.G. Agoo, D.A. Madulid e J.R. Callado. Questa specie del genere Cycas deve il nome alla parte sterile dei megasporofilli, allargata a ventaglio. È nota da un tipo raccolto a 300 m di altitudine nella provincia di Bukidnon e da popolazioni delle province di Davao Oriental e Misamis Oriental, ma resta pochissimo documentata. La IUCN non l’ha ancora valutata.

In sintesi: Cycas flabellata

  • Nome accettato: Cycas flabellata Agoo, Madulid & J.R.Callado (2019), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Filippine, isola di Mindanao (Davao Oriental e Misamis Oriental secondo The World List of Cycads; tipo raccolto nella provincia di Bukidnon)
  • Stato IUCN: non valutata (NE)
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: non documentati
  • Portamento e dimensioni adulte: non documentati nelle fonti consultate
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas flabellata?

L’unico carattere distintivo attestato nelle fonti consultate è quello che le ha dato il nome: secondo l’etimologia riportata da The World List of Cycads, la lamina sterile dei megasporofilli ha una forma a ventaglio caratteristica. La descrizione completa (fusto, foglie, coni, semi) si trova nel protologo, pubblicato nelle Memoirs of the New York Botanical Garden (pagine 533-535, figura 34-2), che non ha potuto essere consultato: per non riportare nulla di non verificato, questa pagina non indica alcuna misura.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido per questa specie.

Possibili confusioni

Poiché il protologo non ha potuto essere letto, non si sa con quali specie gli autori abbiano confrontato Cycas flabellata né con quali caratteri la distinguano; l’unico tratto distintivo attestato è la forma a ventaglio della lamina dei megasporofilli. Le altre Cycas di Mindanao sono Cycas edentata, cicadea litorale dai megasporofilli quasi privi di denti, Cycas lacrimans, Cycas sancti-lasallei e Cycas mindanaensis, descritta nello stesso articolo secondo l’IPNI. Un estratto di motore di ricerca del riassunto del protologo cita le prime tre, ma il riassunto non ha potuto essere letto: il confronto resta da verificare.

Tassonomia

Cycas flabellata è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. La specie è stata descritta nel 2019 nell’articolo «Novel species of Cycas (Cycadaceae) from Mindanao Island, Philippines» (Memoirs of the New York Botanical Garden 117: 529-539), che descrive anche Cycas mindanaensis. L’IPNI registra il nome a pagina 533, con data di pubblicazione 19 febbraio 2019. Le fonti consultate non indicano a quale sezione del genere appartenga.

Si aggiunge alle specie descritte nelle Filippine dopo la revisione di Lindström, Hill e Stanberg (2008). Agoo e Madulid avevano già descritto insieme, nel 2012, Cycas sancti-lasallei, anch’essa di Mindanao.

Etimologia e storia

L’epiteto viene dal latino flabellatus, «a forma di ventaglio», e allude alla lamina sterile dei megasporofilli, secondo Haynes (2022), citato da The World List of Cycads.

Il tipo fu raccolto da E.M.G. Agoo nel marzo 2010 a Libona, nella provincia di Bukidnon (Mindanao), a 300 m di altitudine (M.E. Agoo 10-086, olotipo all’erbario nazionale delle Filippine, PNH; isotipo all’erbario dell’università De La Salle, DLSUH). Non è documentata alcuna storia di introduzione in coltivazione.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano, né in inglese, né in una lingua delle Filippine.

In natura

The World List of Cycads indica Cycas flabellata nelle province di Davao Oriental e Misamis Oriental, a Mindanao. Il tipo proviene però da Libona, nella vicina provincia di Bukidnon, che non figura in questo elenco: l’areale preciso resta quindi da chiarire.

L’habitat, la consistenza delle popolazioni, l’impollinatore e la fenologia non sono documentati nelle fonti accessibili.

Stato di conservazione e normativa

Cycas flabellata non è stata valutata dalla IUCN (NE), secondo The World List of Cycads; i dati della Lista rossa ripresi da GBIF lo confermano (consultazione del 21 ottobre 2026). Il protologo non ha potuto essere letto: la pagina dell’editore è inaccessibile e Crossref non fornisce alcun riassunto. Un estratto di motore di ricerca del riassunto attribuisce agli autori l’idea che la specie sia minacciata, soprattutto dalle attività umane; l’informazione non è verificata e non si conoscono né la categoria né i criteri proposti.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas flabellata rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, non elenca ancora questo nome, pubblicato nel 2019 (ricerca del 12 ottobre 2026): la protezione deriva dall’iscrizione dell’intera famiglia, che copre ogni specie, elencata o no. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas flabellata non è documentata in coltivazione da nessuna parte: nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni e nessun riscontro è stato trovato sui forum francesi o italiani. Pianta di un’isola tropicale, alle nostre latitudini richiederebbe con ogni probabilità una serra calda; è una deduzione dalla sua origine, non un dato documentato.

In Italia

Cycas flabellata non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca di «flabellata» porta solo a discussioni su altre piante, soprattutto palme del genere Trithrinax, mai a questa cicadea. Non è documentata alcuna pianta coltivata in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Nelle Filippine la cocciniglia Aulacaspis yasumatsui si sta diffondendo rapidamente e colpisce gravemente le Cycas coltivate di diverse isole (Luzon, Negros, Panay); la sua presenza nelle popolazioni selvatiche non era confermata nel 2008 (Lindström e colleghi, 2008).

Rusticità

Per Cycas flabellata non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Mindanao ha un clima tropicale senza gelo, e nulla permette di affermare che la pianta lo sopporti.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sui forum Fous de palmiers e Tropicamente non ha dato alcun riscontro di resistenza al freddo, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Non è stato trovato alcun rilievo di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas flabellata. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la cicade del Giappone (Cycas revoluta) tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire flabellata?

«A forma di ventaglio», in latino. Il nome descrive la parte sterile dei megasporofilli, allargata a ventaglio.

Dove cresce Cycas flabellata?

A Mindanao, nelle Filippine. The World List of Cycads cita le province di Davao Oriental e Misamis Oriental; il tipo viene da Libona, nella provincia di Bukidnon.

Quando è stata descritta?

Nel 2019, da botanici filippini, nello stesso articolo in cui fu descritta Cycas mindanaensis.

È minacciata?

Non si sa. La IUCN non l’ha valutata e il protologo non ha potuto essere letto. Un estratto di motore di ricerca la dice minacciata dalle attività umane, senza possibilità di verifica; rientra comunque nell’appendice II della CITES, come le altre Cycas tranne Cycas beddomei.

Si trova in coltivazione?

No, per quanto se ne sa. Nelle fonti consultate non è documentata alcuna pianta coltivata.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo; è una pianta di un’isola tropicale.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Agoo, E.M.G., Madulid, D.A. & Callado, J.R. (2019). Novel species of Cycas (Cycadaceae) from Mindanao Island, Philippines. Memoirs of the New York Botanical Garden 117: 529-539. doi:10.21135/893275389.034 [Protologo; non consultato: pagina dell’editore inaccessibile, nessun riassunto su Crossref (metadati verificati il 21 ottobre 2026).]
  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in The Philippines. Telopea 12(1): 119-145. doi:10.7751/telopea20085805 [Revisione delle Cycas delle Filippine, cocciniglia Aulacaspis; testo integrale consultato.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]