Cycas cairnsiana

Cycas cairnsiana è una piccola cicadea dal fogliame blu intenso, endemica del Newcastle Range, un massiccio granitico nell’interno arido del Queensland nord-orientale, in Australia. Questa specie del genere Cycas fu descritta già nel 1876 da Ferdinand von Mueller, che le diede il nome di William Wellington Cairns, governatore del Queensland. Le foglioline strettissime, arrotolate ai margini e coperte di cera bluastra, ne fanno una delle «cicadee blu» australiane più ricercate dai collezionisti, ma anche una delle più lente e delicate in coltivazione. Per decenni il suo nome è stato applicato per errore a un’altra specie, Cycas platyphylla. La IUCN la classifica quasi minacciata (NT), categoria mantenuta dalla rivalutazione del 2023.

In sintesi: Cycas cairnsiana

  • Nome accettato: Cycas cairnsiana F.Muell. (1876), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; nomi orticoli riportati: Cycas sp. ‘Mt Surprise’, Cycas sp. ‘Champions Blue Surprise’
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato
  • Distribuzione naturale: Australia, Queensland nord-orientale, intorno al Newcastle Range (zone di Mount Surprise e di Forsayth)
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT, criteri B2a; D2) valutazione di K.D. Hill (2010) citata da The World List of Cycads, nuova valutazione di J.D. Bösenberg (Lista rossa 2023-1), NT secondo GBIF
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (iscrizione dell’intera famiglia); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: in Italia, una giovane pianta in vaso ha superato −3 °C all’aperto, al riparo dalla pioggia, a Ravenna (2009); all’estero, nessun danno alle foglie a −5,4 °C in Arizona (inverno 2010-2011); da coltivare al riparo dal gelo e all’asciutto in inverno (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: pieno sole; in natura suolo granitico sabbioso e ghiaioso, drenante al massimo
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 2 m, raramente 5 m, di 12-16 cm di diametro; foglie di 60-110 cm
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; coltivata da alcuni collezionisti, con molte perdite per marciume (vedi Coltivazione)
  • Tossicità: non studiata per la specie; tutte le parti delle Cycas sono tossiche (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas cairnsiana?

Due caratteri bastano a riconoscerla: foglioline larghe appena 2-3 mm, con i margini fortemente arrotolati verso il basso, e un fogliame azzurro chiaro e ceroso che resta tale per tutta la vita della foglia. Nessun’altra specie australiana li riunisce. La descrizione seguente riprende quella di K.D. Hill (1992), basata su piante delle due popolazioni conosciute:

  • Fusto: alto fino a 2 m, raramente 5 m, di 12-16 cm di diametro.
  • Foglie: lunghe 60-110 cm, fortemente carenate (le due file di foglioline formano una V, con un angolo di 30-90°), con 180-280 foglioline; picciolo glabro, lungo 18-27 cm.
  • Foglioline: lunghe 80-180 mm e larghe 2-3 mm (raramente 4 mm), glabre, molto cerose, azzurro chiaro, con margini fortemente ricurvi o arrotolati; nervatura mediana sporgente sulla pagina inferiore.
  • Getti giovani: coperti da una spessa peluria lanosa bruno-arancione, che non persiste; catafilli (le squame che proteggono la gemma) sottili, con una peluria arancione vivo.
  • Coni maschili: ovoidi, lunghi 16-20 cm e larghi 7-10 cm.
  • Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): di 16-21 cm, con peluria bruno-arancione, portano 2-4 ovuli; lembo strettamente triangolare di 40-70 mm per 15-25 mm, regolarmente dentato.
  • Semi: ovoidi, verdi poi giallastri, coperti da una spessa pruina bianca, lunghi 36-42 mm.

Le piante della popolazione di Forsayth hanno foglioline un po’ più larghe di quelle dei dintorni di Mount Surprise (Hill 1992). Paul Forster (2001) sottolinea che il colore blu è particolarmente intenso e si mantiene per tutta la vita della foglia, mentre altre specie vicine perdono la tinta azzurra invecchiando.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido naturale. In coltivazione, alcuni membri del forum francese Fous de palmiers coltivano dal 2009 circa ibridi Cycas thouarsii × Cycas cairnsiana, ricercati per unire la crescita rapida della prima al colore blu della seconda; diversi coltivatori riferiscono una crescita nettamente più rapida rispetto a Cycas cairnsiana pura. L’origine di questi semi non è precisata nei messaggi consultati.

Possibili confusioni

La confusione principale è storica: fino al 1992 botanici e vivaisti hanno chiamato Cycas cairnsiana le piante di Petford, sull’Atherton Tableland, che K.D. Hill ha poi descritto come Cycas platyphylla. Quest’ultima ha foglioline più larghe (4-6 mm), con margini soltanto ricurvi, e un fogliame azzurrato che ingiallisce invecchiando. Anche le altre «cicadee blu» del Queensland hanno foglioline più larghe: Cycas couttsiana (4,5-6 mm, peluria bianca persistente), Cycas cupida (5-7 mm, foglioline non ristrette alla base) e Cycas desolata (3,5-5 mm, picciolo senza spine). De Laubenfels e Adema (1998) la accostano infine a Cycas pruinosa, specie bluastra dell’Australia Occidentale e del Territorio del Nord.

Tassonomia

Cycas cairnsiana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Ferdinand von Mueller la descrisse nel 1876 nei Fragmenta Phytographiae Australiae (volume 10, pagine 63 e 121), sulla base di raccolte di William Armit fatte nel Newcastle Range. L’olotipo è conservato nell’erbario di Melbourne (MEL), isotipi a Londra (BM) e a Kew (K).

Nella classificazione di K.D. Hill (1996) tutte le specie australiane appartengono alla sezione Cycas, sottosezione Endemicae. Cycas cairnsiana è la specie tipo della serie Cairnsianosae, che riunisce specie del Queensland centro-settentrionale dalle foglie carenate e fortemente glauche: Cycas cairnsiana, Cycas couttsiana, Cycas desolata, Cycas ophiolitica, Cycas platyphylla e, dal 2001, Cycas cupida. Hill (1996) descrive in questo gruppo un’anatomia da pianta di ambiente secco: uno strato continuo di cellule protettive sotto l’epidermide, stomi infossati in cripte profonde e una cuticola molto spessa.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Sir William Wellington Cairns (1828-1888), quarto governatore del Queensland (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads). La località esatta della raccolta di Armit, annotata come «sorgenti dei fiumi Robinson e Percy», è rimasta a lungo sconosciuta; K.D. Hill l’ha ritrovata e ha ricondotto il tipo alle piante di O’Briens Creek, vicino a Mount Surprise (Hill 1992).

Il nome ha avuto una storia movimentata. Nelle Filippine, Merrill lo applicò nel 1923 alla cicadea dell’isola di Culion, descritta più tardi come Cycas wadei (Lindström e colleghi 2008). In Australia ha designato per anni le piante di Petford, divenute Cycas platyphylla (Hill 1992). Nel 2012 la Cycad Newsletter le ha dedicato due articoli, uno dei quali sulla sua coltivazione in Arizona (Argyros; Anderson); non sono stati consultati direttamente.

Nomi comuni

Non è stato trovato alcun nome italiano attestato, e nessun nome vernacolo inglese o aborigeno ha potuto essere verificato. La Palm and Cycad Society of Australia (PACSOA) cita due nomi d’uso orticolo, «Cycas sp. ‘Mt Surprise’» e «Cycas sp. ‘Champions Blue Surprise’», usati prima che l’identità delle piante di Mount Surprise fosse chiarita.

In natura

Cycas cairnsiana è endemica del Queensland. K.D. Hill (1992, 1996) ne conosce soltanto due popolazioni, estese e sparse intorno al Newcastle Range, nell’interno arido del nord-est dello Stato, vicino a Forsayth e a Mount Surprise. Le piante crescono su suoli poco profondi o scheletrici, sabbiosi e ghiaiosi, derivati da graniti silicei. La PACSOA le descrive in colonie tra grossi blocchi di granito, in boschi radi; lo stesso testo cita però anche i dintorni di Petford e di Chillagoe, dove cresce in realtà Cycas platyphylla, e va quindi letto con prudenza.

Stato di conservazione e normativa

The World List of Cycads attribuisce a Cycas cairnsiana la categoria quasi minacciata (NT, criteri B2a; D2) e cita la valutazione di K.D. Hill per la Lista rossa del 2010. Una rivalutazione firmata da J.D. Bösenberg è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref); i dati IUCN ripresi da GBIF le attribuiscono la categoria NT (consultazione del 21 ottobre 2026); il sito della IUCN non era consultabile direttamente. Già nel 1992 K.D. Hill osservava che le due popolazioni, pur consistenti, non erano protette e che l’aspetto spettacolare della pianta la esponeva a una forte pressione di raccolta commerciale.

Come tutte le specie della famiglia delle Cycadaceae, Cycas cairnsiana rientra nell’appendice II della CITES. Species+, la banca dati ufficiale della CITES e dell’Unione europea, riporta l’iscrizione a livello di famiglia con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre le piante vive richiedono i permessi. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, nella versione fissata dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie. Species+ è stato consultato il 3 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o vendita, chiedete la prova che la pianta provenga da coltivazione e ricordate che queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali.

Coltivazione

Cycas cairnsiana è una specie difficile, da collezionisti esperti. Dati pubblicati e riscontri di coltivazione concordano su tre punti: chiede molto calore, un substrato perfettamente drenato e un inverno asciutto, e cresce con grande lentezza. La PACSOA raccomanda una posizione calda, asciutta e molto drenante e la dice sensibile a una forte umidità dell’aria; il consiglio va però confrontato con l’identità esatta delle piante che descrive.

In Francia, nel sud-est dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, i coltivatori riferiscono soprattutto insuccessi o crescite lentissime. Sul forum Fous de palmiers un coltivatore di Belley (Ain) e di Montpellier (Hérault) spiega nel 2017 che la specie «teme l’umidità invernale», che richiede una serra riscaldata e che una pianta importata impiega due o tre anni a rifare le radici. Un coltivatore della Côte Bleue, sulla costa delle Bocche del Rodano, osserva nel gennaio 2010 che la sua pianta di tre anni perde il fogliame ogni dicembre se tenuta più al fresco, mentre una seconda, più giovane, lo conserva. Un coltivatore polacco nota nel 2012 che i suoi semenzali del 2008, in vaso, hanno prodotto solo poche foglie e sembrano chiedere più calore degli Encephalartos.

Un articolo di questo sito dedicato al metodo del vivaista francese Simon Lavaud, che innesta le Cycas blu australiane su Cycas revoluta per proteggerle dal marciume radicale, cita Cycas cairnsiana tra i candidati logici per futuri esperimenti; per questa specie non vi è riportato alcun risultato di innesto.

In Italia

Cycas cairnsiana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). È invece discussa a lungo sul forum Tropicamente, dove i riscontri italiani, quasi tutti in vaso, confermano la difficoltà della specie:

  • Un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona USDA 8a-8b) riferisce che due semi acquistati nel 2008 sono germinati in primavera e che la prima foglia è comparsa soltanto nel giugno 2009. Nel luglio 2009 la elenca tra le cicadee che hanno superato all’aperto minime fino a −3 °C, in vaso e con il solo riparo da pioggia e vento.
  • Lo stesso coltivatore racconta poi, tra il 2009 e il 2013, di aver perso a più riprese semenzali e giovani piante per marciume, anche una pianticella acquistata da un venditore olandese e messa in un substrato quasi solo di lapillo e sabbia; d’inverno le teneva in veranda, al riparo dal gelo. Nel settembre 2012 attribuisce la perdita di un’altra pianta alle piogge torrenziali di quei giorni, perché il terreno non si asciugava abbastanza in fretta. Nel gennaio 2014 annuncia che tre semi su cinque sono germinati.
  • Un altro coltivatore italiano, che non indica la propria località, riferisce nel settembre 2012 di aver acquistato anni prima molti semi dall’Australia: germinazione eccellente, crescita successiva lentissima, poi una morte dopo l’altra, che attribuisce a un substrato sbagliato e alla scarsa conoscenza della specie.

Sulle cause degli insuccessi il forum resta diviso. Alcuni partecipanti ritengono fatali l’umidità invernale e il terreno bagnato e consigliano la serra calda in inverno; altri, osservando fotografie di piante coltivate in Thailandia e in Indonesia, sotto un clima tropicale umido, concludono nel 2013 che il problema italiano sono le basse temperature più che l’umidità. Il coltivatore di Ravenna, dal canto suo, consiglia un substrato ghiaioso con aggiunta di sabbia, annaffiature rare d’inverno, solo quando il terreno è asciutto anche in profondità, e un primo inverno in un locale chiuso, luminoso e non riscaldato. Nessun riscontro di coltivazione in piena terra in Italia è stato trovato.

Moltiplicazione

Si moltiplica per seme. Come tutte le Cycas è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Un coltivatore riferisce sul forum Fous de palmiers che circa sei semi su dieci sono germinati, anche dopo un’apertura accidentale del guscio; a Ravenna ne sono germinati tre su cinque nel 2014 (Tropicamente). La crescita dei semenzali è lentissima: un altro membro del forum francese segnala piante seminate nel 2008 che nel 2010 avevano ancora una sola foglia o nessuna, e a Ravenna la prima foglia è apparsa circa un anno dopo la radicazione del seme. Non è stato trovato alcun dato pubblicato sulla germinazione propria della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4.

Malattie e parassiti

Il marciume delle radici e del fusto in un substrato freddo e umido è la causa di insuccesso più spesso riferita dai coltivatori europei, in Italia come in Francia. Come tutte le Cycas, la specie è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui; non è stato trovato alcun dato proprio della specie.

Rusticità

Cycas cairnsiana non è una pianta da piena terra in Italia: i pochi dati sul freddo riguardano piante in vaso o climi molto secchi, e il vero limite, nei riscontri europei, è il freddo umido più che la temperatura minima.

In Italia e nel sud della Francia

L’unico dato italiano viene da Ravenna, sul versante adriatico della pianura padana: una giovane pianta in vaso, al riparo da pioggia e vento, ha superato minime fino a −3 °C (riscontro del luglio 2009 su Tropicamente, senza data precisa dell’episodio). Lo stesso coltivatore ha poi preferito svernare le sue piante in veranda, al riparo dal gelo, e le ha perse comunque per marciume. Nessun risultato è stato trovato per le riviere ligure e tirrenica, i laghi prealpini, il resto del versante adriatico o le isole, e nessun episodio di gelo datato riguarda piante in piena terra.

Nel sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane (coste liguri e tirreniche, Sicilia, Sardegna, Puglia), non è documentato alcun risultato in piena terra né alcuna temperatura minima sopportata: i coltivatori del forum Fous de palmiers la tengono in vaso, in serra o in casa, e un membro della costa atlantica, a Batz-sur-Mer, la giudica «non facile da coltivare in Bretagna». Il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie. In pratica la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo e all’asciutto in inverno.

Riferimenti internazionali

  • Un coltivatore dell’Arizona (Stati Uniti) riferisce nella Cycad Newsletter (Anderson 2012), secondo il riassunto che ne dà un coltivatore del Rossiglione sul forum Fous de palmiers, che le sue piante non hanno subito danni alle foglie nell’inverno 2010-2011, con una minima di −5,4 °C e otto giorni di gelo, e che sopportano estati oltre i 43 °C; il tipo di coltivazione (piena terra o vaso) non è precisato.
  • La PACSOA descrive la specie come «tollerante al gelo» senza indicare valori; l’affermazione non è quantificata e riguarda forse in parte Cycas platyphylla.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcun dato di tossicità specifico per Cycas cairnsiana, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’Università statale della Carolina del Nord indica che la cicasina è presente in tutte le parti della pianta. Nel cane, nel gatto e nel cavallo l’ASPCA segnala vomito, diarrea talvolta emorragica, ittero e lesioni al fegato che possono essere mortali.

Usate i guanti per maneggiare i semi e il loro involucro carnoso, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas cairnsiana.

Domande frequenti

Perché Cycas cairnsiana è blu?

Perché le foglioline sono coperte da uno spesso strato di cera. Questa cera, come gli stomi infossati e la cuticola molto spessa, è un tratto delle cicadee degli ambienti secchi e assolati del Queensland.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non in piena terra, secondo i dati disponibili. Una giovane pianta in vaso ha superato −3 °C al riparo dalla pioggia a Ravenna, ma i coltivatori italiani la perdono soprattutto per marciume: va tenuta in vaso, al riparo dal gelo e all’asciutto in inverno.

Perché la mia giovane pianta marcisce?

Quasi sempre per un substrato freddo e umido. I coltivatori italiani e francesi riferiscono molte perdite per marciume; un substrato molto minerale, calore costante in estate e un inverno all’asciutto riducono il rischio.

Che differenza c’è con Cycas platyphylla?

Soprattutto la larghezza delle foglioline. Cycas cairnsiana ha foglioline di 2-3 mm, dai margini arrotolati, e resta blu; Cycas platyphylla ha foglioline di 4-6 mm, dai margini solo ricurvi, e ingiallisce invecchiando.

Cresce in fretta?

No. I coltivatori la descrivono come lentissima: poche foglie in diversi anni per i semenzali coltivati in Europa, e la prima foglia circa un anno dopo la germinazione.

Si può innestare?

Forse. L’innesto su Cycas revoluta è riuscito con Cycas couttsiana secondo l’articolo del sito sul metodo di Simon Lavaud, ma non è documentato per questa specie.

È tossica?

Sì, con ogni probabilità. Non è stata studiata, ma tutte le parti delle Cycas sono tossiche, soprattutto i semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Mueller, F. von (1876). Fragmenta Phytographiae Australiae 10(83): 63, 121. [Protologo; riferimento ripreso da The World List of Cycads, testo non consultato.]
  • Hill, K.D. (1992). A preliminary account of Cycas (Cycadaceae) in Queensland. Telopea 5(1): 177-206. doi:10.7751/telopea19924964 [Tipificazione, descrizione completa, distribuzione e statuto della specie; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Revisione delle specie australiane, serie, anatomia fogliare; testo integrale consultato.]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Revisione con una concezione ampia delle specie; testo integrale consultato (archive.org).]
  • Forster, P.I. (2001). Cycas cupida (Cycadaceae), a new species from central Queensland. Austrobaileya 6(1): 153-160. doi:10.5962/p.299661 [Chiave della serie Cairnsianosae e osservazione sul colore blu persistente; testo integrale consultato.]
  • Lindström, A.J., Hill, K.D. & Stanberg, L.C. (2008). The genus Cycas (Cycadaceae) in The Philippines. Telopea 12(1): 119-145. doi:10.7751/telopea20085805 [Applicazione erronea del nome alle piante di Culion da parte di Merrill; testo integrale consultato.]
  • Argyros, N. (2012). Cycas cairnsiana. The Cycad Newsletter 35(1): 10-15; Anderson, R.C. (2012). Growing Cycas cairnsiana in Arizona. The Cycad Newsletter 35(1): 16. [Rivista della Cycad Society; riferimenti ripresi da The World List of Cycads, testi non consultati.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; citato da The World List of Cycads, non consultato direttamente.]
  • Bösenberg, J.D. (2023). Cycas cairnsiana. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T41972A67337917. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T41972A67337917.en [Valutazione in vigore; riferimento verificato su Crossref, categoria NT ripresa da GBIF; pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento: nome accettato, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN; consultata direttamente.]