Zamia stenophyllidia è una cicadea del Messico occidentale, endemica dello Stato di Michoacán, dove cresce in boschi di querce tra circa 450 e 675 m di quota, nel comune di Arteaga. Descritta nel 2019, questa specie del genere Zamia è stata separata da Zamia paucijuga, una specie molto variabile della costa pacifica messicana: se ne distingue per le foglioline strettissime e sottili, da cui il nome, «dalle foglioline strette». Se ne conoscono soltanto due popolazioni, e la IUCN non l’ha ancora valutata.
In sintesi: Zamia stenophyllidia
- Nome accettato: Zamia stenophyllidia Nic.-Mor., Mart.-Domínguez & D.W.Stev. (2019), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; le piante del Michoacán erano prima attribuite a Zamia paucijuga
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
- Distribuzione naturale: Messico, Stato di Michoacán (comune di Arteaga), due popolazioni note, tra circa 450 e 675 m
- Stato IUCN: non valutata (NE)
- CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (tutto il genere, semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura bosco di querce; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni adulte: 2 o 3 foglie di 48-88 cm, con 28-34 paia di foglioline di 29-36 cm per 6-8 mm
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani consultati
- Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia stenophyllidia?
La si riconosce dalle poche foglie, dal picciolo diritto armato soltanto di qualche aculeo robusto e dalle numerose foglioline lineari, strettissime e sottili, finemente dentate e con una lunga punta affilata. I coni femminili sono ovoidi e giallastri. I dati seguenti vengono dal riassunto della descrizione originale (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2019) e dalle misure pubblicate nel 2024 (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024):
- Foglie: 2 o 3, erette, lunghe 48-88 cm e larghe 37-71 cm; picciolo e rachide diritti; sul picciolo, coperto di peli bruno-rossastri, da 2 a 6 aculei robusti e corti (al massimo 2 mm); foglie verde chiaro alla comparsa.
- Foglioline: 28-34 paia, lineari, papiracee (sottili come carta), con il margine finemente dentato e la punta lungamente acuminata; le mediane misurano 29-36 cm per 0,6-0,8 cm e portano da 2 a 4 denti.
- Coni maschili: 2 o 3 per pianta, di 7,5-10,5 cm per 2,3-2,8 cm, su un peduncolo di 7,9-11,3 cm.
- Coni femminili: ovoidi, giallastri, a punta acuminata, di 6-7,1 cm per 5-6 cm, su un peduncolo di 3,8-4 cm, con 50-56 squame.
Il fusto non è descritto nelle fonti consultate, e il testo integrale della descrizione originale non ha potuto essere letto.
Ibridi
Non è noto alcun ibrido.
Possibili confusioni
La confusione più probabile è con Zamia paucijuga, da cui la specie è stata separata, e con le altre Zamia messicane a foglioline strette. Una chiave pubblicata nel 2024 le distingue così (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024):
- foglioline sottili, papiracee: Zamia variegata (foglioline ellittiche macchiate di giallo), Zamia herrerae (foglioline lanceolate, dentate, a punta acuta o acuminata) e Zamia stenophyllidia (foglioline lineari, finemente dentate, a punta lungamente acuminata);
- foglioline coriacee: Zamia spartea, dell’istmo di Tehuantepec, con foglioline lineari larghe 3-6 mm, picciolo ritorto armato di 20-40 aculei sottili e foglie bruno-rossastre alla comparsa; Zamia lawsoniana e Zamia loddigesii, del versante atlantico, con picciolo armato di 40-70 aculei.
Rispetto a Zamia lawsoniana, gli autori sottolineano anche la forma e il colore dei coni femminili: ovoidi e giallastri in Zamia stenophyllidia, cilindrici e bruno chiaro in Zamia lawsoniana.
Tassonomia
The World List of Cycads accetta il nome Zamia stenophyllidia; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie non ha sinonimi. Fu descritta nel 2019 da Fernando Nicolalde-Morejón, Lilí Martínez-Domínguez e Dennis W. Stevenson sul Nordic Journal of Botany (volume 37, articolo e02430), in un articolo intitolato «Disentangling the identity of Zamia from Mexican Pacific seaboard, with a description of a new species».
Fino ad allora le popolazioni del Michoacán erano attribuite a Zamia paucijuga, specie molto variabile distribuita per circa 1200 km lungo la pianura costiera pacifica, dal Nayarit all’Oaxaca, in ambienti che vanno dai boschi secchi e aperti alla foresta decidua e al bosco di pini e querce. Riesaminando le popolazioni selvatiche e gli esemplari d’erbario attribuiti a quella specie, gli autori hanno riconosciuto nelle piante del Michoacán una specie distinta per caratteri sia vegetativi sia riproduttivi. La separazione li ha portati a ridefinire Zamia paucijuga, per la quale hanno designato un epitipo, cioè un esemplare di riferimento che completa il tipo (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2019, riassunto rilevato da un estratto di ricerca; Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024). In pratica, piante del Michoacán etichettate Zamia paucijuga in fonti anteriori al 2019 possono corrispondere a Zamia stenophyllidia.
Etimologia e storia
L’epiteto stenophyllidia viene dal greco stenós, «stretto», e phyllídos, «fogliame» o «foglia», e indica le foglioline strette (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads).
L’esemplare tipo era stato raccolto molto prima della descrizione: nel dicembre 1987, da A. Pérez de la Rosa, nel comune di Arteaga (Michoacán), a 600 m di quota (n. 1496). È conservato nell’erbario dell’Università di Guadalajara (IBUG). Il gruppo degli autori ha raccolto la specie tra il 2014 e il 2017 nelle località di El Guayabo (675 m) e Buena Vista (600 m), sempre ad Arteaga (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024).
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune, né in italiano né in spagnolo.
In natura
Zamia stenophyllidia è endemica del Michoacán, sul versante pacifico del Messico. Se ne conoscono soltanto due popolazioni, nel comune di Arteaga. Cresce in boschi di querce; lo studio del 2024 indica una quota di 450-600 m, ma uno degli esemplari che cita è stato raccolto a 675 m (Nicolalde-Morejón e collaboratori, 2024).
Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun dato sul clima locale, sugli impollinatori, sulla fenologia o sulla demografia.
Stato di conservazione e normativa
Zamia stenophyllidia non è ancora stata valutata dalla IUCN (The World List of Cycads, versione 2026.08.15). Con due popolazioni note in un solo comune, il suo areale è molto ridotto; il testo della descrizione, che forse propone una categoria, non ha potuto essere letto.
Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia stenophyllidia rientra nell’appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, il cui elenco in vigore è fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, non nomina ancora la specie, ma l’iscrizione riguarda l’intero genere («Zamia spp.») e quindi la comprende.
Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione propria di Zamia stenophyllidia, e non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione: la specie non sembra coltivata in Europa.
Mancano anche i dati sul clima e sul suolo del suo habitat. Una coltivazione in serra, al riparo dal gelo, in un substrato molto drenante sarebbe la soluzione più prudente, ma non è stata convalidata da prove pubblicate.
In Italia non figura nelle liste pubblicate degli orti botanici che abbiamo potuto consultare (Index Seminum e articoli dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), e la ricerca del suo nome sul forum Tropicamente non dà alcun risultato.
Moltiplicazione
Non esistono dati propri della specie. Come tutte le Zamia, ha piante maschili e piante femminili distinte e si moltiplicherebbe per seme fresco. Con due sole popolazioni conosciute, qualsiasi raccolta in natura sarebbe inaccettabile.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto i marciumi in terreno freddo e zuppo d’acqua e le cocciniglie.
Rusticità
Per Zamia stenophyllidia non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Vive sotto i 700 m sul versante pacifico del Messico, nessuna temperatura minima è stata pubblicata per il suo habitat, e il suo comportamento davanti al gelo è sconosciuto.
In Italia e nel sud della Francia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Non esiste nemmeno alcun riscontro dal sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane: la ricerca sul forum francese Fous de palmiers non dà risultati. In mancanza di dati, la pianta va coltivata al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Non è stata trovata alcuna misura di freddo fuori dall’Europa, né sui forum né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia stenophyllidia. Il rischio è però ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso per questa specie.
Domande frequenti
Che cosa significa il nome Zamia stenophyllidia?
«Dalle foglioline strette». Il nome, formato dal greco, si riferisce alle foglioline strettissime, larghe 6-8 mm.
È una Zamia paucijuga?
No, dal 2019. Le piante del Michoacán erano attribuite a quella specie molto variabile della costa pacifica, ma le foglioline papiracee strettissime, gli aculei robusti e i coni femminili giallastri ne fanno una specie distinta.
Dove cresce?
Soltanto in Messico, nel comune di Arteaga (Michoacán), in boschi di querce tra circa 450 e 675 m. Sono note due popolazioni.
Come si distingue da Zamia spartea?
Dalla consistenza delle foglioline e dal picciolo. Zamia stenophyllidia ha foglioline sottili, papiracee, e un picciolo diritto con pochi aculei robusti; Zamia spartea ha foglioline coriacee ancora più strette e un picciolo ritorto con molti aculei sottili.
È minacciata?
Probabilmente, ma non è valutata. La IUCN non l’ha ancora esaminata; con due popolazioni conosciute, il suo areale è molto ridotto.
È rustica?
Non si sa. Non esiste alcun dato sul freddo: va coltivata al riparo dal gelo.
È tossica?
Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia stenophyllidia: https://cycadlist.org/scientific_name/835 — autori, protologo, tipo, distribuzione, statuto IUCN (non valutata), etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- Acta Botanica Mexicana, Reestablishment of Zamia lawsoniana (2024): https://doi.org/10.21829/abm131.2024.2262 — habitat, quota, esemplari, tabelle di caratteri e misure di Zamia stenophyllidia, chiave. Articolo con revisione paritaria in accesso libero; testo integrale consultato per la scheda francese.
- Nordic Journal of Botany, Disentangling the identity of Zamia from Mexican Pacific seaboard, with a description of a new species (2019): https://doi.org/10.1111/njb.02430 — protologo. Articolo con revisione paritaria; pagina bloccata da Cloudflare, è stato rilevato solo un estratto del riassunto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — appendice II della CITES per tutto il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4, allegato B dell’Unione europea; la specie non vi è ancora nominata. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Tropicamente, ricerca nel forum: https://www.tropicamente.it/forums/search/stenophyllidia/ — nessun messaggio su questa specie (consultata l’11 ottobre 2026).
Bibliografia
- Nicolalde-Morejón, F., Martínez-Domínguez, L. & Stevenson, D.W. (2019). Disentangling the identity of Zamia from Mexican Pacific seaboard, with a description of a new species. Nordic Journal of Botany 37(9): e02430, 1-11. doi:10.1111/njb.02430 [Protologo; riassunto rilevato da un estratto di ricerca, testo non consultato.]
- Nicolalde-Morejón, F., Martínez-Domínguez, L., González-Aguilar, M.A. & Stevenson, D.W. (2024). Reestablishment of Zamia lawsoniana (Zamiaceae, Cycadales), an endemic species of Mexico, with first description of the ovulate strobilus. Acta Botanica Mexicana 131: e2262. doi:10.21829/abm131.2024.2262 [Testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]