Zamia paucijuga

Zamia paucijuga è una cicadea a fusto sotterraneo della costa pacifica del Messico, diffusa dal Nayarit all’Oaxaca in ambienti molto diversi, dalle foreste secche aperte ai boschi di querce e di pini. È una delle tre specie del genere Zamia più largamente distribuite in Messico, e una delle più difficili da identificare senza coni. Il suo nome, che significa «con poche paia di foglioline», è ingannevole: le piante adulte ne portano molte. La IUCN la classifica quasi minacciata (valutazione del 2022).

In sintesi: Zamia paucijuga

  • Nome accettato: Zamia paucijuga Wieland (1916), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo in The World List of Cycads; le popolazioni del Michoacán descritte nel 2019 come Zamia stenophyllidia erano prima incluse in Zamia paucijuga
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato nelle fonti consultate
  • Distribuzione naturale: Messico, versante pacifico (Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Nayarit, Oaxaca)
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT), criterio A2c, valutazione del 2022
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foreste secche aperte, foreste tropicali decidue e semidecidue, boschi di querce e di pini e querce
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sotterraneo; dimensioni non documentate nelle fonti consultate
  • In Italia: piante raccolte in natura trasferite all’Orto Botanico di Napoli e studiate nel 2006 (presenza attuale non verificata)
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia paucijuga?

Non è stato possibile consultare una descrizione dettagliata di Zamia paucijuga: la revisione delle Zamia della Mega-Messico (Nicolalde-Morejón e coll., 2009) e l’articolo del 2019 che ha ridefinito la specie sono ad accesso a pagamento. Le fonti accessibili forniscono soltanto i tratti del gruppo a cui appartiene:

  • Fusto: sotterraneo.
  • Foglioline: coriacee, da lineari-lanceolate a oblanceolate, come negli altri membri del complesso di Zamia loddigesii (Nicolalde-Morejón e coll., 2011).
  • Variabilità: forte, all’interno delle popolazioni come tra una popolazione e l’altra; potrebbe riflettere la diversità degli ambienti in cui cresce la specie (Nicolalde-Morejón e coll., 2024).
  • Cromosomi: la specie presenta un polimorfismo del cariotipo, cioè numeri e forme dei cromosomi che variano da una pianta all’altra (vedi la sezione In Italia).

Il nome di specie, «con poche paia», deriva dalla pianta che servì da tipo, una pianta giovane con poche foglioline; Loran Whitelock (2002), citato da Haynes (2022), osserva che è un controsenso, perché le foglie degli adulti portano numerose paia di foglioline.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

Zamia paucijuga fa parte del complesso di Zamia loddigesii, con Zamia loddigesii stessa e Zamia polymorpha (oggi sinonimo di Zamia prasina secondo The World List of Cycads): sono le specie più diffuse del Messico e, secondo gli autori del 2011, le più difficili da identificare. Le somiglianze hanno causato numerosi errori di identificazione di esemplari d’erbario sterili. La geografia aiuta: Zamia paucijuga vive sulla pianura costiera pacifica, Zamia loddigesii su quella del golfo del Messico, Zamia prasina nella penisola dello Yucatán.

  • Zamia stenophyllidia, del Michoacán, a lungo inclusa in Zamia paucijuga: foglioline lineari, papiracee, strettissime (al massimo 0,8 cm), aculei corti e robusti (al massimo 2 mm), coni femminili ovoidi giallastri; cresce in boschi di querce tra 450 e 600 m;
  • Zamia herrerae e Zamia spartea, le altre due specie del versante pacifico messicano riconosciute nel 2019: la prima ha foglioline papiracee lanceolate dentate, la seconda, dell’istmo di Tehuantepec, foglie giovani bruno-rossastre e foglioline lineari (chiave di Nicolalde-Morejón e coll., 2024).

Tassonomia

Zamia paucijuga è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Fu pubblicata nel 1916 da George Reber Wieland, paleobotanico statunitense, nel secondo volume della sua opera American Fossil Cycads (pagina 212, figura 86), dedicata soprattutto alle cicadee fossili. Il lectotipo, cioè il tipo scelto in seguito, è l’illustrazione dell’opera (figura 86).

Nel 2019 Fernando Nicolalde-Morejón, Lilí Martínez-Domínguez, Dennis Stevenson e Francisco Vergara-Silva hanno rivisto tutte le Zamia della pianura costiera pacifica del Messico (Nordic Journal of Botany 37). Vi riconoscono quattro specie: Zamia paucijuga, Zamia herrerae, Zamia spartea e una nuova, Zamia stenophyllidia, descritta nel Michoacán a partire da popolazioni fino ad allora attribuite a Zamia paucijuga. Questa separazione imponeva di precisare a che cosa corrisponda il nome Zamia paucijuga: poiché un’antica figura non basta a deciderlo, gli autori hanno designato un epitipo, cioè un esemplare moderno che fissa l’interpretazione del nome. A differenza di Zamia loddigesii, a cui sono associati una dozzina di nomi, Zamia paucijuga non ha una storia di sinonimia complicata.

Etimologia e storia

L’epiteto paucijuga viene dal latino pauci-, «pochi», e jugum, «paio»: allude alle poche paia di foglioline della pianta tipo, un controsenso per gli adulti (Whitelock 2002, citato da Haynes 2022 e da The World List of Cycads).

L’epitipo fu raccolto il 24 maggio 2005 a San Bartolomé Loxicha (Oaxaca) da Fernando Nicolalde-Morejón e colleghi (n. 1467); è conservato nell’erbario dell’Instituto de Ecología di Xalapa (XAL).

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in spagnolo.

In natura

Zamia paucijuga è endemica del Messico. The World List of Cycads la segnala negli Stati di Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Nayarit e Oaxaca; alcune fonti secondarie aggiungono il Chiapas e l’isola María Cleofas, che la lista di riferimento non riprende. Occupa la pianura costiera pacifica, dal Nayarit all’Oaxaca, in ambienti vari: foreste secche aperte, foreste tropicali decidue o semidecidue, boschi di querce e di pini e querce (Nicolalde-Morejón e coll., 2011, 2024). Uno studio dei botanici napoletani (Napolitano e coll., 2006) descrive popolazioni sporadiche lungo circa 1500 km di costa pacifica. Uno studio filogeografico su 13 popolazioni (Nolasco-Soto e coll., 2015) colloca nel Pleistocene la differenziazione delle popolazioni. Impollinatore, fenologia e quote precise non sono documentati nelle fonti consultate.

Stato di conservazione e normativa

Zamia paucijuga è classificata quasi minacciata (NT) dalla IUCN, secondo il criterio A2c, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022: il criterio A2c indica un declino passato della popolazione, dedotto dalla riduzione o dal degrado dell’habitat, senza raggiungere le soglie di una categoria di minaccia. La Lista Rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Lo statuto della specie secondo la norma messicana NOM-059-SEMARNAT non ha potuto essere verificato.

Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, Zamia paucijuga rientra nell’appendice II della CITES, dove il genere figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore al 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché i fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante stesse richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e dunque in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, nomina la specie e conferma questo statuto (consultazione dell’11 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di ogni acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Zamia paucijuga. Il suo areale, dalla foresta secca al bosco di querce e pini, lascia supporre che sopporti una stagione secca marcata; nessuna prova pubblicata lo conferma.

Il vivaio specializzato francese Cycadales.eu, nelle sue note di coltivazione del 2023, la colloca nel gruppo delle Zamia di Messico, Guatemala, El Salvador e Honduras, di difficoltà media. Per questo gruppo, che viene in gran parte da climi con una stagione secca marcata, consiglia un substrato drenante, leggermente calcareo o neutro, temperature invernali di 5-10 °C con risalite diurne verso 20-25 °C, un terreno piuttosto asciutto ma non secco durante i periodi freschi, e almeno quattro-sei mesi l’anno di temperature estive (25-30 °C di giorno). Sono indicazioni generali di gruppo, non prove sulla specie.

In Italia

Zamia paucijuga ha un legame preciso con l’Italia. Uno studio dei botanici dell’Università di Napoli Federico II (Napolitano, Caputo e Moretti, pubblicato nel 2006 nella rivista Delpinoa dell’Orto Botanico di Napoli) indica che le piante studiate, raccolte in natura in Messico e in Belize dagli autori e da altri ricercatori messicani, statunitensi e napoletani, furono trasferite all’orto botanico napoletano, al New York Botanical Garden e al Fairchild Tropical Garden di Miami. Lo studio ha esaminato sette piante coltivate a Napoli, provenienti dall’Oaxaca e dal Nayarit, e vi ha contato da 19 a 28 cromosomi secondo gli individui (2n = 19, 23, 25, 27 e 28); il numero 2n = 19 era nuovo per la specie. Una delle piante è stata seguita per tre anni, cioè tre emissioni annuali di foglie. Il polimorfismo cromosomico della specie era già stato descritto da Aldo Moretti, coautore dello studio, nel 1990.

La specie non compare nelle pubblicazioni successive consultate sulle serre napoletane (Sibilio, uscita nel 2019) né negli Index Seminum dell’orto: la sua presenza attuale non è verificata. Non figura nelle altre liste italiane consultate (pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, cataloghi storici dei Giardini Hanbury, BGCI PlantSearch), e il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su di essa (ricerca dell’11 ottobre 2026).

Moltiplicazione

La pianta è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4, ma occorre assicurarsi che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume in un terreno freddo e fradicio.

Rusticità

Non esiste alcun dato di resistenza al freddo per Zamia paucijuga. Una parte del suo areale raggiunge i boschi di querce e di pini, più freschi della pianura costiera, ma nessuna temperatura minima è pubblicata per le sue stazioni.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna regione: le piante di Napoli sono documentate soltanto per lo studio dei cromosomi, senza indicazioni sulle condizioni di coltivazione. Le ricerche sul forum italiano Tropicamente e sul forum francese Fous de palmiers non hanno dato alcun riscontro e nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie; manca quindi anche l’esperienza del sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane. In attesa di prove, va svernata al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna rilevazione di freddo né alcun riscontro di coltivazione, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità proprio di Zamia paucijuga. Il rischio è invece ben documentato nelle cicadee: i loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Nel genere Zamia, l’ASPCA classifica Zamia furfuracea tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Gli usi sono poco documentati. Uno studio etnobotanico sulle cicadee del Messico e del nord dell’America centrale (Bonta e coll., 2019) nota che nel Messico occidentale i dati sono scarsi e che nessun termine o sapere locale collega oggi queste cicadee a un uso alimentare. Lo stesso studio riferisce però usi narcotici o presunti allucinogeni, con il nome di «peyote», per Zamia paucijuga e Dioon sonorense nel Messico occidentale. Si tratta di testimonianze raccolte dagli autori, non di un uso studiato: data la tossicità delle cicadee, non vanno mai imitate.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia paucijuga?

Sul versante pacifico del Messico, dal Nayarit all’Oaxaca (Colima, Guerrero, Jalisco, Michoacán, Nayarit, Oaxaca), in foreste secche, foreste tropicali decidue e boschi di querce e pini.

Perché si chiama «paucijuga» se ha molte foglioline?

Perché la pianta tipo era giovane e aveva poche paia di foglioline. Il nome, «con poche paia», è fuorviante per le piante adulte, che ne portano molte.

È la stessa pianta di Zamia loddigesii?

No. Le due specie appartengono allo stesso complesso e si somigliano, ma Zamia loddigesii vive sul versante del golfo del Messico, Zamia paucijuga su quello pacifico.

Che cos’è Zamia stenophyllidia?

Una specie del Michoacán descritta nel 2019 a partire da popolazioni prima incluse in Zamia paucijuga; si riconosce dalle foglioline lineari strettissime (0,8 cm al massimo).

È minacciata?

In parte. La IUCN la classifica quasi minacciata (2022), per un declino della popolazione legato alla perdita di habitat.

È rustica?

Non si sa. Non esiste alcun dato sul freddo; va considerata una pianta da proteggere dal gelo.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esiste alcuna analisi propria della specie, ma le cicadee studiate contengono tossine gravi, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Wieland, G.R. (1916). American Fossil Cycads, vol. 2. Carnegie Institution of Washington, pubblicazione 34, Washington: 212, fig. 86. [Protologo; non consultato.]
  • Nicolalde-Morejón, F., Vovides, A.P. & Stevenson, D.W. (2009). Taxonomic revision of Zamia in Mega-Mexico. Brittonia 61(4): 301-335. doi:10.1007/s12228-009-9077-9 [Non consultato (accesso a pagamento).]
  • Nicolalde-Morejón, F., Martínez-Domínguez, L., Stevenson, D.W. & Vergara-Silva, F. (2019). Disentangling the identity of Zamia from Mexican Pacific seaboard, with a description of a new species. Nordic Journal of Botany 37(9): e02430. doi:10.1111/njb.02430 [Riassunto consultato; testo ad accesso a pagamento.]
  • Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F. & Vovides, A.P. (2011). Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico: de la taxonomía alfa a los códigos de barras genéticos. Revista Mexicana de Biodiversidad 82: 341-355. [Testo integrale consultato.]
  • Nicolalde-Morejón, F. e coll. (2024). Reestablishment of Zamia lawsoniana (Zamiaceae, Cycadales), an endemic species of Mexico, with first description of its reproductive structures. Acta Botanica Mexicana 131: e2262. doi:10.21829/abm131.2024.2262 [Testo integrale consultato.]
  • Napolitano, A., Caputo, P. & Moretti, A. (2004 [2006]). Karyology, phytogeography, and the origin of intraspecific karyotypic variation in Zamia paucijuga and Z. polymorpha (Zamiaceae). Delpinoa n.s. 46: 71-83. [Testo integrale consultato.]
  • Nolasco-Soto, J., González-Astorga, J., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F., Espinosa de los Monteros, A. & Medina-Villarreal, A. (2015). Phylogeography and demographic history of Zamia paucijuga Wieland (Zamiaceae), a cycad species from the Mexican Pacific slope. Plant Systematics and Evolution 301: 623-637. doi:10.1007/s00606-014-1101-1 [Riassunto consultato (Europe PMC).]
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  • Lavaud, S. (2023). Notes sur la culture des Zamia en climat tempéré. Cycadales.eu, Montpellier. [Note di coltivazione di un vivaio specializzato; consultate online.]
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  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]