Zamia lacandona è una cicadea endemica del Chiapas, nel sud del Messico, dove vive nella foresta pluviale della selva Lacandona, tra Palenque e le cascate di Agua Azul. Questa specie del genere Zamia non ha un tronco visibile: il fusto resta sotto terra e dal suolo spunta di solito una sola foglia. Descritta nel 1998, è considerata in pericolo dalla IUCN, ma ha una particolarità rara tra le cicadee: riesce a rigenerarsi nei terreni disboscati e bruciati, fino ai campi coltivati e ai bordi delle strade.
In sintesi: Zamia lacandona
- Nome accettato: Zamia lacandona Schutzman & Vovides (1998), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano; nessun nome volgare verificato in altre lingue
- Distribuzione naturale: Messico, Stato del Chiapas (selva Lacandona, verso Palenque e Agua Azul), tra 80 e 200 m di quota
- Stato IUCN: in pericolo (EN), criterio A2cd, valutazione del 2022
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, semi esclusi dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia; in Messico, «in pericolo di estinzione» nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, foresta tropicale umida sempreverde di bassa quota, ma anche terreni disboscati; nessuna raccomandazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto sotterraneo; di solito una sola foglia, con 7-12 paia di foglioline
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia lacandona?
È una piccola Zamia a fusto sotterraneo che in genere porta una sola foglia alla volta, con foglioline larghe e coriacee; il modo più sicuro per riconoscerla resta l’esame dei coni. Le descrizioni complete pubblicate (la descrizione originale del 1998 e la revisione delle Zamia messicane del 2009) non hanno potuto essere consultate: i caratteri che seguono vengono da fonti secondarie, indicate di volta in volta.
- Fusto: sotterraneo, di forma conica secondo il confronto pubblicato nel 2012 con Zamia grijalvensis.
- Foglie: di solito una sola, secondo la sintesi di Wikipedia in inglese basata sulla revisione del 2009; per l’insieme di specie a cui appartiene, Nicolalde-Morejón e colleghi (2011) indicano foglioline coriacee e larghe da 3 a 11 cm.
- Foglioline: da 7 a 12 paia, con il punto d’inserzione sul rachide bruno scuro (Pérez-Farrera e colleghi, 2012); Wikipedia indica fino a 12 paia.
- Cono femminile: bruno cioccolato, coperto da una peluria beige più chiara.
- Coni maschili: ricadenti, cioè piegati verso il basso, e non eretti.
Come tutte le Zamia, la specie è dioica: i coni maschili e femminili nascono su piante diverse.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo. Nella descrizione di Zamia grijalvensis, nel 2012, gli autori hanno ipotizzato per quella specie un’origine ibrida che coinvolgerebbe Zamia loddigesii o una specie del gruppo a cui appartiene Zamia lacandona; l’ipotesi, basata su pochi conteggi cromosomici, non riguarda direttamente la nostra specie.
Possibili confusioni
La specie più simile è Zamia grijalvensis, anch’essa del Chiapas, con un fogliame quasi identico. Secondo la descrizione di quest’ultima (Pérez-Farrera e colleghi, 2012), le due si separano soprattutto per i coni e per l’ambiente:
- Zamia lacandona: cono femminile bruno cioccolato con peluria beige, cono maschile ricadente, 7-12 paia di foglioline, fusto conico, foresta umida sempreverde della selva Lacandona;
- Zamia grijalvensis: cono femminile bruno rossastro o bruno arancio, cono maschile eretto, 14-29 paia di foglioline, fusto ristretto a metà, foresta secca caducifoglia della depressione centrale del Chiapas.
Nicolalde-Morejón e colleghi (2011) collocano inoltre Zamia lacandona nel «complesso Zamia katzeriana», insieme a Zamia katzeriana, Zamia cremnophila e Zamia purpurea: specie del sud-est del Messico (Veracruz, Oaxaca, Tabasco e Chiapas) con fusto sotterraneo e foglioline larghe e coriacee, facili da confondere senza coni.
Tassonomia
Zamia lacandona è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta nel 1998 dal botanico statunitense Bart Schutzman e dal botanico messicano Andrew P. Vovides nella rivista Novon (volume 8, fascicolo 4, pagine 441-446, figure 1-3), con il titolo «A new Zamia (Zamiaceae, Cycadales) from eastern Chiapas, Mexico». L’IPNI attribuisce il nome al solo Schutzman, The World List of Cycads ai due autori. Il nome non ha sinonimi e non è mai cambiato.
Il tipo è la raccolta B. Schutzman 517, fatta nel luglio 1984 nella selva Lacandona; l’olotipo è conservato all’erbario dell’Università della Florida (FLAS), con un isotipo a Xalapa (XAL). Nel 2011, Nicolalde-Morejón e colleghi hanno riunito la specie con Zamia katzeriana, Zamia cremnophila e Zamia purpurea in un gruppo informale, il complesso Zamia katzeriana, i cui limiti restano da chiarire con dati molecolari.
Gli studi filogenetici vanno nella stessa direzione. Nella filogenesi del genere pubblicata da Calonje e colleghi nel 2019, Zamia lacandona rientra in un clado detto «purpurea», insieme a Zamia purpurea, Zamia splendens, Zamia katzeriana, Zamia cremnophila e Zamia grijalvensis. Lo studio basato sui trascrittomi di Lindstrom e colleghi (2024), che ha campionato una pianta del Chiapas, ha in parte modificato questo quadro: Zamia purpurea risulta più distinta del previsto, vicina a Zamia meermanii del Belize, mentre Zamia katzeriana appare sorella di Zamia splendens.
Etimologia e storia
L’epiteto lacandona si riferisce alla selva Lacandona, la foresta pluviale del Chiapas orientale, che prende a sua volta il nome dai Lacandoni, popolo di origine maya che la abita (Haynes, 2022, ripreso da The World List of Cycads).
Tra la raccolta del tipo, nel 1984, e la pubblicazione della specie sono passati quattordici anni. Nel 2008 la rivista sudafricana Encephalartos le ha dedicato un articolo («Focus on Zamia lacandona», Osborne, Nicolalde-Morejón e Vovides), citato da The World List of Cycads ma non consultato.
Nomi comuni
Non esiste un nome italiano, e non è stato trovato alcun nome volgare verificato in spagnolo o in una lingua maya.
In natura
Zamia lacandona è endemica dello Stato del Chiapas (The World List of Cycads). Secondo la sintesi di Wikipedia in inglese, cresce nei pressi di Palenque e di Agua Azul; Nicolalde-Morejón e colleghi (2014) indicano una fascia altitudinale da 80 a 200 m e la collocano nella regione biogeografica del Golfo del Messico. Il suo ambiente è la foresta tropicale umida sempreverde della selva Lacandona. Come tutte le cicadee, sviluppa radici coralloidi che ospitano cianobatteri capaci di fissare l’azoto.
La stessa sintesi di Wikipedia segnala un comportamento insolito: la specie può rigenerarsi in ambienti degradati, bruciati e disboscati, e si vede talvolta crescere nei campi coltivati e lungo le strade. È probabile che il fusto sotterraneo la protegga dal fuoco, ma nessuna fonte consultata lo afferma esplicitamente.
Stato di conservazione e normativa
La specie è classificata in pericolo (EN, criterio A2cd) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 (ripresa da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente). Il criterio A indica una riduzione della popolazione; secondo Wikipedia la minaccia principale è l’agricoltura itinerante con taglio e incendio della foresta. In Messico la specie figura nella norma NOM-059-SEMARNAT-2010 come «in pericolo di estinzione» (Nicolalde-Morejón e colleghi, 2014).
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, rientra nell’Appendice II della CITES, in cui il genere figura dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97: l’importazione di piante vive richiede un permesso. Verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto e preferite piante nate da seme in coltivazione, con documenti di provenienza.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria della specie, e non è stata trovata alcuna esperienza documentata: Zamia lacandona resta rara fuori dalle collezioni specializzate. Si può solo partire dal suo ambiente: una foresta pluviale calda e umida di bassa quota, in cui la pianta vive all’ombra degli alberi ma tollera anche i terreni aperti. Un substrato drenante e ricco, calore costante, umidità elevata e luce filtrata sono la pista più coerente, ma restano una deduzione, non il risultato di prove pubblicate.
In Italia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).
Moltiplicazione
Nessun dato specifico. Come tutte le Zamia la specie è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile e, in coltivazione, un’impollinazione a mano. I semi si puliscono dalla polpa (con i guanti) e si seminano freschi; nelle cicadee la germinazione è lenta.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume del fusto in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia lacandona al freddo. La specie vive nella foresta pluviale di pianura del Chiapas, tra 80 e 200 m: la sua capacità di sopravvivere al fuoco e al disboscamento non dice nulla sulla sua tolleranza al gelo, e nessuna fonte indica una temperatura minima.
In Italia e nel sud della Francia
Non è nota alcuna prova all’aperto in Italia, né sulle riviere né nelle isole. Neppure nel Sud-Est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è stata trovata alcuna coltivazione o osservazione di freddo che riguardi la specie. In attesa di prove, va coltivata al riparo dal gelo, in serra calda o in casa.
Riferimenti internazionali
Nessun riscontro di coltivazione all’aperto è stato trovato nella letteratura orticola né sui forum consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia lacandona. Il rischio è però documentato nel genere: per Zamia furfuracea l’ASPCA cita la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. Considerate la pianta tossica e tenetela lontano da bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Nessun uso tradizionale è documentato per questa specie nelle fonti consultate.
Domande frequenti
È una palma?
No. Nonostante l’aspetto, Zamia lacandona è una cicadea (Zamiaceae), una gimnosperma che si riproduce con coni, senza parentela stretta con le palme.
Dove cresce?
Solo nel Chiapas, nel sud del Messico: nella selva Lacandona, verso Palenque e Agua Azul, tra circa 80 e 200 m di quota.
Perché si chiama così?
Dalla selva Lacandona, la foresta del Chiapas orientale, che porta il nome dei Lacandoni, popolo di origine maya.
Come si distingue da Zamia grijalvensis?
Soprattutto dai coni: cono femminile bruno cioccolato con peluria beige e cono maschile ricadente in Zamia lacandona, cono femminile bruno rossastro o arancio e cono maschile eretto in Zamia grijalvensis. Quest’ultima ha anche più paia di foglioline e vive in una foresta secca.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo (2022) e il Messico la protegge come specie in pericolo di estinzione. Riesce però a rigenerarsi in parte nei terreni disboscati.
Resiste al freddo?
Non si sa: non esiste alcun dato. Viene dalla foresta tropicale di pianura e in Italia andrebbe coltivata al riparo dal gelo.
È tossica?
Sì, come tutte le cicadee: in mancanza di dati specifici va considerata tossica, soprattutto i semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Zamia lacandona: https://cycadlist.org/scientific_name/490 — autori, protologo, tipo, distribuzione, stato IUCN, etimologia, bibliografia. Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee; consultata direttamente l’11 ottobre 2026.
- IPNI, Zamia lacandona: https://www.ipni.org/n/317130-2 — citazione del protologo, tipo e autore. Indice nomenclaturale di riferimento; consultato tramite la sua API l’11 ottobre 2026.
- Revista Mexicana de Biodiversidad, Biodiversidad de Zamiaceae en México (2014): https://doi.org/10.7550/rmb.38114 — distribuzione per Stato, quota (80-200 m), regione biogeografica e categoria della NOM-059-SEMARNAT-2010. Articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.
- Revista Mexicana de Biodiversidad, Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico (2011): https://doi.org/10.22201/ib.20078706e.2011.2.487 — complesso Zamia katzeriana, caratteri delle foglioline. Articolo con revisione paritaria, testo integrale consultato.
- PubMed Central, Lindstrom e colleghi (2024): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11560380/ — filogenesi del genere basata sui trascrittomi, clado «purpurea». Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Wikipedia (inglese), Zamia lacandona: https://en.wikipedia.org/wiki/Zamia_lacandona — località (Palenque, Agua Azul), foglia di solito unica, minacce e capacità di rigenerazione. Fonte secondaria, citata come tale.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — Appendice II della CITES per il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Forum Tropicamente, ricerca «lacandona»: https://www.tropicamente.it/forums/search/lacandona/ — nessun risultato (11 ottobre 2026).
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea, citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
- Schutzman, B. & Vovides, A.P. (1998). A new Zamia (Zamiaceae, Cycadales) from eastern Chiapas, Mexico. Novon 8(4): 441-446. doi:10.2307/3391871 [Protologo; non consultato (Biodiversity Heritage Library non accessibile), citato secondo The World List of Cycads e l’IPNI.]
- Pérez-Farrera, M.A., Vovides, A.P., Martínez-Camilo, R., Martínez-Meléndez, N., Gómez-Domínguez, H. & Galicia-Castellanos, S. (2012). Zamia grijalvensis sp. nov. (Zamiaceae, Cycadales) from Chiapas, Mexico with notes on hybridization and karyology. Nordic Journal of Botany 30(5): 565-570. doi:10.1111/j.1756-1051.2012.01453.x [Confronto con Zamia lacandona (coni, foglioline, fusto, ambiente); testo letto per la scheda di Zamia grijalvensis del sito, non riletto qui.]
- Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F. & Vovides, A.P. (2011). Perspectivas sistemáticas de Zamia (Zamiaceae) en Megaméxico: de la taxonomía alfa a los códigos de barras genéticos. Revista Mexicana de Biodiversidad 82: 341-355. [Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.]
- Nicolalde-Morejón, F., González-Astorga, J., Vergara-Silva, F., Stevenson, D.W., Rojas-Soto, O. & Medina-Villarreal, A. (2014). Biodiversidad de Zamiaceae en México. Revista Mexicana de Biodiversidad, Supl. 85: S114-S125. doi:10.7550/rmb.38114 [Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.]
- Nicolalde-Morejón, F., Vovides, A.P. & Stevenson, D.W. (2009). Taxonomic revision of Zamia in Mega-Mexico. Brittonia 61(4): 301-335. doi:10.1007/s12228-009-9077-9 [Revisione di riferimento; non consultata (accesso a pagamento).]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Filogenesi del genere; testo integrale consultato su PubMed Central; cita il clado «purpurea» di Calonje e colleghi (2019).]
- Calonje, M., Meerow, A.W., Griffith, M.P., Salas-Leiva, D., Vovides, A.P., Coiro, M. & Francisco-Ortega, J. (2019). A time-calibrated species tree phylogeny of the New World cycad genus Zamia L. (Zamiaceae, Cycadales). International Journal of Plant Sciences 180(4): 286-314. [Non consultato; clado «purpurea» citato secondo Lindstrom e colleghi (2024).]
- Bösenberg, J.D. (2022). Zamia lacandona. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42135A69837805. [Valutazione in vigore (EN A2cd); pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato), riferimento ripreso da The World List of Cycads.]
- Osborne, R., Nicolalde-Morejón, F. & Vovides, A.P. (2008). Focus on Zamia lacandona. Encephalartos 94: 11-14. [Rivista di società specializzata; non consultata, citata secondo The World List of Cycads.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia dell’epiteto, ripresa da The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]