Zamia dressleri

Zamia dressleri è una cicadea endemica di Panama orientale, nota nella provincia di Colón e nella comarca indigena di Guna Yala. Questa specie del genere Zamia, descritta nel 1993, porta di solito una sola foglia, con foglioline grandissime e plissettate, e le sue foglie giovani sono rossastre. È classificata in pericolo dalla IUCN.

L’essenziale su Zamia dressleri

  • Nome accettato: Zamia dressleri D.W.Stev. (1993), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo
  • Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Panama, provincia di Colón e comarca di Guna Yala; nel 1993 erano note due piccole popolazioni separate
  • Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione del 2022, criteri B1ab(iii,v)
  • CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, dal 1977, annotazione #4: semi esclusi); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: foresta tropicale; il tipo è stato raccolto a 300 m; ombra e forte umidità dell’aria consigliate da coltivatori
  • Portamento e dimensioni da adulta: fusto sotterraneo di 3-5 cm di diametro; di solito una sola foglia di 0,5-1,5 m, con 2-5 paia di foglioline plissettate di 30-50 cm per 12-15 cm
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Zamia dressleri?

È una Zamia a fusto sotterraneo che produce quasi sempre una sola foglia, con foglioline enormi, solcate tra le nervature, che sembrano plissettate. Le misure seguenti vengono dalla descrizione originale (Stevenson, 1993, pagina 6, figura 3):

  • Fusto: sotterraneo, di 3-5 cm di diametro; catafilli ovali, lunghi 1-2 cm e larghi 2-3 cm.
  • Foglie: di solito una sola (talvolta due o tre), lunga da 0,5 a 1,5 m; picciolo di 0,3-1 m, da poco a fittamente spinoso; rachide con 2-5 paia di foglioline, talvolta armato di qualche aculeo nel terzo inferiore.
  • Foglioline: sessili, ellittiche, solcate tra le nervature sulla pagina superiore, a cuneo alla base, acuminate, dentate nel terzo superiore; le grandi foglioline mediane misurano 30-50 cm di lunghezza e 12-15 cm di larghezza.
  • Coni maschili: da crema a fulvi, da cilindrici a cilindrico-allungati, di 5-8 cm per 1-2 cm.
  • Coni femminili: da rosso vinoso a bruno rossastro scuro, ovoidi-cilindrici, su un peduncolo corto, di 10-15 cm per 3-4 cm.
  • Semi: rossi, ovoidi, di 1-1,5 cm di diametro.

Nell’introduzione dello stesso articolo Stevenson attribuisce però alla specie da 4 a 8 paia di foglioline molto larghe, contro le 2-5 della descrizione. Chi ha osservato la pianta nel suo ambiente aggiunge due tratti.

La foglia giovane è rossastra: lo mostra una fotografia scattata nella provincia di Colón nel 1999 e pubblicata dalla Palm & Cycad Societies of Florida nella sua Virtual Cycad Encyclopedia. Un coltivatore francese specializzato in Zamia, che l’ha vista a Panama nel 2012, la descrive sul forum Fous de palmiers come una Zamia a foglioline nervate (plissettate), con meno foglie e foglioline più grandi delle specie del gruppo di Zamia skinneri; secondo lui le foglioline sono «enormi».

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido.

Possibili confusioni

  • Zamia wallisii, della Colombia settentrionale (Antioquia), la specie che Stevenson (1993) giudica più vicina: foglia solitaria e 2-5 paia di grandissime foglioline solcate, ma foglioline portate da un picciolulo scavato da un solco, e coni maschili ovoidi;
  • Zamia amplifolia, della Colombia, che lo stesso osservatore francese giudica «molto molto simile»; le due specie vivono in paesi diversi;
  • le specie del gruppo di Zamia skinneri, anch’esse a foglioline nervate (Zamia skinneri, Zamia imperialis, Zamia neurophyllidia, Zamia hamannii), che hanno in genere più foglie e foglioline più piccole; nella chiave di Stevenson (1993) Zamia skinneri si separa da Zamia dressleri per il fusto aereo, alto fino a 2 m, e le foglie più numerose;
  • Zamia cunaria, presente nelle stesse province di Panama orientale, che ha foglioline lisce, più strette (5-8 cm) e più numerose (3-12 paia) (Stevenson, 1993).

Tassonomia

La specie è stata descritta da Dennis W. Stevenson nel 1993, nella sua revisione delle Zamiaceae di Panama pubblicata su Brittonia (45: 1-16), insieme a Zamia cunaria, Zamia ipetiensis e Zamia neurophyllidia. L’esemplare tipo (D.W. Stevenson, I. Valdespinos e H. Herrera 1145) è stato raccolto il 7 gennaio 1989 nella provincia di Colón, a 300 m; l’olotipo è conservato all’Orto botanico di New York (NY), con isotipi a FTG, MO, NY, PMA e U. Il nome non è mai cambiato.

Nella diagnosi latina Stevenson avvicina la specie a Zamia wallisii, da cui differisce per le foglioline sessili. Nella parte biogeografica dello stesso articolo considera Zamia wallisii la specie sorella di Zamia dressleri, più di Zamia skinneri, nonostante foglioline simili, per via dei coni e del portamento, e vede nelle due specie i relitti locali di una specie ancestrale più diffusa. Quel passaggio inverte peraltro, per errore, il carattere distintivo, attribuendo il picciolulo solcato a Zamia dressleri (Stevenson, 1993).

Un coltivatore francese che lavorava con specialisti delle Zamia parlava nel 2013 di un «complesso dressleri» ancora poco chiaro; nessuna pubblicazione lo formalizza nelle fonti consultate.

Etimologia e storia

La specie è dedicata a Robert Louis Dressler (1927-2019), botanico dell’Orto botanico del Missouri, che aiutò a studiare le cicadee di Panama e fu il primo a riconoscerla come specie distinta (Stevenson, 1993; Haynes, 2022). Stevenson lo ringrazia anche per i suoi lavori sul genere a Panama, senza i quali la revisione non avrebbe potuto essere completata. Prima del 1993 la specie era stata raccolta nella provincia di Colón (J. Cowell, R. Dressler, S. Kiem e K. Norstog) e in territorio kuna (H. Herrera, G. de Nevers).

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è stato trovato alcun nome volgare, e non esiste un nome italiano.

In natura

The World List of Cycads colloca la specie nella provincia di Colón e nella comarca di Guna Yala, a Panama orientale. Il tipo è stato raccolto a 300 m, e la fotografia del 1999 della Palm & Cycad Societies of Florida è stata scattata nel suo ambiente, nella provincia di Colón. Nel 1993 Stevenson ne conosceva soltanto due piccole popolazioni separate; non precisa né il tipo di foresta né il substrato, e non pubblicava le località per timore dei prelievi da parte dei collezionisti (Stevenson, 1993).

Stato di conservazione e normativa

Zamia dressleri è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 di J.D. Bösenberg, per i criteri B1ab(iii,v): areale ridotto, con un declino della qualità dell’habitat e del numero di individui maturi.

Come tutte le specie del genere tranne Zamia restrepoi, Zamia dressleri rientra nell’Appendice II della CITES, dove le Zamia figurano dal 4 febbraio 1977: il commercio internazionale delle piante è consentito, ma richiede un permesso di esportazione rilasciato dal paese d’origine. L’iscrizione porta l’annotazione #4, che esclude dai controlli CITES i semi, il polline, le plantule e le colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026.

Species+ non ha una scheda propria per questa specie, coperta dall’iscrizione «Zamia spp.». Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads (consultata l’11 ottobre 2026), perché la Lista rossa non è stata consultabile direttamente. Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio e chiedete al venditore i documenti di provenienza.

Coltivazione

La specie è rara in coltivazione. Alcuni membri del forum francese Fous de palmiers l’hanno coltivata al riparo: un coltivatore della Côte Bleue (Bocche del Rodano) scriveva nel luglio 2012 di aver coltivato Zamia dressleri insieme ad altre specie tropicali, e che gliene restavano soltanto due piante «malridotte nonostante condizioni piuttosto spinte»; giudicava molto delicato l’equilibrio tra umidità del substrato, umidità dell’aria, calore e luce. Un altro coltivatore, che l’aveva vista a Panama, mostrava nel maggio 2013 le foto delle sue giovani piante, coltivate in serra.

Per queste Zamia a foglioline nervate un coltivatore esperto dello stesso forum consiglia (2013) molta ombra e una forte umidità dell’aria per ottenere foglie grandi, con una buona circolazione dell’aria e un substrato drenante ma sempre umido. È un consiglio di amatore per il gruppo, non un dato pubblicato sulla specie. Va nello stesso senso il vivaio specializzato francese Cycadales.eu, che nel 2023 colloca Zamia dressleri tra le Zamia «difficili» delle foreste di bassa quota dell’America centrale: serra o veranda riscaldata, notti intorno a 22 °C, giornate tra 28 e 30 °C, umidità tra 70 e 90 %, substrato drenante da neutro ad acido.

Moltiplicazione

Come tutte le Zamia, la specie è dioica e si moltiplica per seme. Non sono pubblicati dati propri sulla sua germinazione. I semi sono esclusi dai controlli CITES (annotazione #4).

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. L’insuccesso riferito nel 2012 in Francia dipende, secondo il suo autore, dalla difficoltà di riunire le condizioni di coltivazione, non da un parassita identificato.

Rusticità

Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia dressleri al freddo, al caldo o alla siccità. È una specie delle basse terre tropicali umide, coltivata in Europa soltanto al riparo.

In Italia

Non è stata segnalata alcuna coltivazione in Italia, in nessuna zona climatica (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole). Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio su questa specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (pubblicazioni e Index Seminum dell’Orto Botanico di Napoli, elenco delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).

Esperienze francesi

In Francia non è segnalata alcuna coltivazione in piena terra e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. I coltivatori del forum Fous de palmiers la tengono in serra; l’unica testimonianza dettagliata, dalla Côte Bleue (Bocche del Rodano) nel luglio 2012, riferisce di piante in cattivo stato al riparo, senza indicare temperature. Il clima della costa provenzale è vicino a quello di molte regioni italiane: questa esperienza francese suggerisce che, anche lì, la specie resti una pianta da serra calda.

Riferimenti internazionali

Nessun riscontro è stato trovato con le ricerche sul web.

Tossicità e precauzioni

Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Zamia dressleri. Il rischio è però documentato nel genere e nelle altre cicadee: nelle Zamia sono stati trovati glicosidi tossici (cicasina, macrozamina, metilazossimetanolo), e l’ASPCA, il centro antiveleni veterinario statunitense, cita per Zamia furfuracea la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.

Usi tradizionali

Non è documentato alcun uso.

Domande frequenti

Dove cresce Zamia dressleri?

Soltanto a Panama orientale, nella provincia di Colón e nella comarca di Guna Yala; il tipo è stato raccolto a 300 m.

Perché «dressleri»?

In onore di Robert L. Dressler (1927-2019), botanico dell’Orto botanico del Missouri, il primo a riconoscerla come specie distinta.

Somiglia a Zamia amplifolia?

Sì, secondo chi le ha osservate: grandi foglioline nervate e poche foglie. Zamia amplifolia vive però in Colombia, Zamia dressleri a Panama.

Quanto diventa grande?

Resta bassa, ma ha foglioline enormi. Il fusto è sotterraneo e la foglia, di solito unica, misura 0,5-1,5 m, con 2-5 paia di foglioline lunghe 30-50 cm e larghe 12-15 cm (Stevenson, 1993).

È minacciata?

Sì. È classificata in pericolo (EN) dalla IUCN dal 2022.

È facile da coltivare?

No, secondo coltivatori francesi e un vivaio specializzato: vuole calore, ombra e forte umidità dell’aria, e un coltivatore riferiva nel 2012 piante in cattivo stato nonostante una serra ben attrezzata.

Resiste al freddo?

Non si sa: non esiste alcun dato. In Europa si coltiva in serra calda.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Stevenson, D.W. (1993). The Zamiaceae in Panama with comments on phytogeography and species relationships. Brittonia 45(1): 1-16. doi:10.2307/2806850 [Revisione delle Zamia di Panama e descrizioni originali di Zamia cunaria, Zamia dressleri, Zamia ipetiensis e Zamia neurophyllidia; testo integrale letto per la scheda francese.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Zamia dressleri. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42133A69837368. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]