Ceratozamia morettii è una piccola cicadea del Veracruz centrale, in Messico, endemica della Sierra de Chiconquiaco, dove si aggrappa a pareti e rocce delle foreste nebulose tra 1.150 e 1.850 m di quota, a volte perfino sul tronco degli alberi. Descritta nel 1998 e dedicata al botanico italiano Aldo Moretti, dell’Università di Napoli, questa specie del genere Ceratozamia è nota soltanto in Messico, e non in Guatemala come si legge talvolta. Le sue poche foglie, dalle larghe foglioline traslucide, si srotolano a pastorale. La IUCN la classifica in pericolo.
L’essenziale su Ceratozamia morettii
- Nome accettato: Ceratozamia morettii Vázq.Torres & Vovides (1998), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del genere (2022); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; nel Veracruz «tepemaizte» o «tepetmaizte», «palmita», «palmilla»
- Distribuzione naturale: Messico, Veracruz centrale (Sierra de Chiconquiaco), da 1.150 a 1.850 m; assente dal Guatemala
- Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione pubblicata nel 2022 (criteri A2c; B1ab(iii,v))
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, pareti e pendii molto ripidi nella foresta nebulosa, su roccia calcarea (monografia) o su basalto alterato e argilla vulcanica (protologo); nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto corto, da 20 a 50 cm, spesso ramificato; da 3 a 30 foglie lunghe da 0,8 a 2 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia morettii?
Ceratozamia morettii forma un piccolo cespo basso, spesso ramificato, con poche foglie ricadenti. Le foglioline sono larghe, oblunghe e coriacee, glauche sulla pagina inferiore, e le foglie giovani, verde chiaro, si srotolano a pastorale. Descrizione secondo la monografia del 2022, integrata con il protologo:
- Fusto: aereo, prima eretto e poi coricato, lungo da 20 a 23 cm (fino a 50 cm) e largo da 20 a 35 cm; il protologo lo descrive mezzo interrato, da globoso a cilindrico, spesso con 1-4 rami;
- Foglie: da 3 a 30 secondo la monografia (al massimo 10, di solito 4-7, secondo il protologo), ricadenti, lunghe da 82 a 200 cm; verde chiaro quando spuntano, con peli bruni, poi glabre. Il picciolo, lungo da 30 a 90 cm, porta da 8 a 60 aculei sottili e corti;
- Foglioline: da 10 a 23 paia, oblunghe, coriacee, verdi e glabre sopra, glauche sotto, con l’apice affilato e asimmetrico; quelle mediane misurano da 17,5 a 41 cm per 2,6-4,3 cm. Il protologo segnala nervature traslucide, giallo pallido, e un margine leggermente ondulato verso l’apice;
- Coni maschili: solitari, cilindrici, eretti, da 12 a 22 cm (fino a 35,5 cm) per 3,8-5,2 cm, giallo brunastri e poi giallo verdastri con una peluria nerastra; peduncolo di 3-7 cm;
- Coni femminili: solitari, globosi, eretti, da 14 a 20 cm per 8-10 cm, verdi con peli nerastri a maturità, con una punta corta; peduncolo di 4-7 cm. Le squame portano due corna diritte, disposte ad angolo retto;
- Semi: da ovali a globosi, da 1,5 a 2,3 cm, con la polpa da bianco giallastra a gialla prima della maturità, bruno chiara a maturità.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Secondo la monografia del 2022, la specie più simile per le foglie è Ceratozamia delucana, della Sierra Norte di Puebla e del Veracruz centrale, una pianta nel complesso più grande. I coni permettono di separarle: in Ceratozamia morettii le corna delle squame maschili formano un angolo acuto e il cono femminile maturo è verde, coperto di peli nerastri, con una punta corta; in Ceratozamia delucana le corna maschili formano un angolo retto e il cono femminile maturo è verde e glabro, con una punta acuta.
Altre due specie condividono la Sierra de Chiconquiaco: Ceratozamia brevifrons e Ceratozamia tenuis. Nella chiave del complesso latifolia pubblicata nel 2022 insieme alla descrizione di Ceratozamia reesii, Ceratozamia morettii si riconosce dalle foglie giovani verde chiaro e dalle foglioline oblunghe, mentre Ceratozamia brevifrons ha foglie giovani verde giallastre.
Tassonomia
Ceratozamia morettii è un nome accettato da The World List of Cycads e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. La specie è stata descritta da Mario Vázquez-Torres e Andrew Vovides sulla rivista Novon (8(1): 87-90, 1998), con il titolo «A new species of Ceratozamia (Zamiaceae) from Veracruz, Mexico».
L’olotipo è stato raccolto il 7 gennaio 1992 da Vázquez-Torres e H. Barney (n. 4097) ed è conservato nell’erbario CIB dell’Università Veracruzana, con duplicati a CIB, MEXU e XAL. La monografia lo colloca a El Raicero, 4 km a nord-est di Landero y Coss, verso 1.500 m; il protologo aveva omesso di proposito la località precisa.
Gli autori del 1998 collocavano la specie tra le Ceratozamia a foglioline larghe e la ritenevano affine a un gruppo di piante dal fusto piccolo e ramificato, con poche foglie e coni piccoli, tipiche di ambienti umidi. La consideravano unica nel genere per le foglie che si srotolano a pastorale; la monografia del 2022 descrive però la stessa prefogliazione in Ceratozamia miqueliana. Il numero di cromosomi, 2n = 16, è lo stesso delle altre specie del genere.
Etimologia e storia
L’epiteto onora Aldo Moretti, botanico dell’Orto Botanico e dell’Istituto di biologia vegetale dell’Università di Napoli Federico II, per i suoi lavori sulla biologia delle cicadee, in particolare sui loro cromosomi (protologo; monografia del 2022). È quindi una delle cicadee che portano il nome di un botanico italiano.
La specie era stata raccolta molto prima della descrizione: la monografia cita un esemplare raccolto da C.J.W. Schiede nel settembre 1829, conservato a Xalapa, poi raccolte di Andrew Vovides e di John Rees negli anni Settanta e Ottanta. I conteggi cromosomici del protologo sono stati fatti su tre piante coltivate nell’orto botanico Francisco Javier Clavijero dell’Istituto di ecologia di Xalapa.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. Secondo il protologo, sul posto la specie è chiamata «tepetmaizte» o «tepemaizte», cioè «mais della foresta», perché i coni ricordano una pannocchia. La monografia del 2022 riporta anche «palmita» e «palmilla» («piccola palma»), nomi dati a diverse cicadee messicane.
In natura
Secondo la monografia del 2022, Ceratozamia morettii è endemica della Sierra de Chiconquiaco, nel Veracruz centrale. Cresce nella foresta nebulosa, su rocce e pareti carsiche, tra 1.150 e 1.850 m; gli esemplari esaminati provengono dai comuni di Chiconquiaco, Landero y Coss, Tenochtitlán e Yecuatla. La monografia la cita tra le specie microendemiche del genere.
Il protologo descriveva un ambiente un po’ diverso: pendii di 45-60° o pareti verticali di basalto alterato, su un’argilla vulcanica grigio giallastra ricca di humus, tra 1.200 e 1.400 m. La stazione meteorologica più vicina indicava una temperatura media di 17,3 °C e più di 1.900 mm di pioggia all’anno. Tra le piante associate figurano Liquidambar macrophylla, Alnus jorullensis, Clethra mexicana, Magnolia schiedeana, Podocarpus guatemalensis e diverse querce.
La specie può anche vivere da epifita: la monografia segnala piante femminili adulte cresciute sugli alberi, fino a 8 m dal suolo.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia morettii è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 con i criteri A2c; B1ab(iii,v) (The World List of Cycads): calo della popolazione legato alla perdita di habitat, e areale molto ridotto in cui l’habitat e il numero di adulti diminuiscono. La monografia del 2022 indica la stessa categoria con criteri diversi (B1ab(i,iv,v)+2ab(i,iv,v)).
Già nel 1998 gli autori tacevano la località esatta per scoraggiare i prelievi commerciali, che secondo loro minacciavano la specie di estinzione.
Come tutte le specie del genere, Ceratozamia morettii rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.
Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio, e chiedete i documenti che attestano la provenienza.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia morettii. La specie è coltivata nell’orto botanico Francisco Javier Clavijero di Xalapa, da cui provengono le piante studiate nel 1998, ma sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro di appassionati.
Il suo ambiente, una foresta nebulosa fresca e molto piovosa, su pareti rocciose ben drenate, fa pensare a una coltivazione in ombra leggera, in un substrato molto drenante e ricco di humus, con un’umidità costante. Sono indicazioni dedotte dall’habitat, non verificate da prove pubblicate.
Moltiplicazione
Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, fatta a mano in coltivazione. Il fusto spesso ramificato fa pensare che una divisione sia possibile, ma nessuna fonte la descrive. Maneggiate i semi con i guanti.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. I rischi abituali delle Ceratozamia in coltivazione sono il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le cocciniglie.
Rusticità
Per Ceratozamia morettii non esiste alcun dato di resistenza al freddo. La sua foresta nebulosa, con una media annua di 17 °C vicino alla località tipo, non dice nulla sulla sua tolleranza al gelo.
In Italia
Malgrado il legame del suo nome con Napoli, non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate, Orto Botanico di Napoli compreso.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione. In attesa di prove, coltivatela al riparo dal gelo.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun rilievo di freddo nemmeno altrove: né sui forum anglofoni consultati, né negli orti botanici.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia morettii, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Secondo la monografia del 2022, le foglie servono a comporre addobbi floreali che decorano le case durante le feste religiose; una fotografia della monografia le mostra durante celebrazioni locali a La Estrella, nel comune di Chiconquiaco. Non è riportato alcun uso alimentare o medicinale.
Domande frequenti
Ceratozamia morettii cresce in Guatemala?
No. È una specie endemica del Veracruz centrale, in Messico, nota soltanto nella Sierra de Chiconquiaco; l’indicazione «Guatemala» che circola a volte è un errore.
Chi era Moretti?
Aldo Moretti, botanico dell’Università di Napoli Federico II, autore di lavori sulla biologia e sui cromosomi delle cicadee. Gli autori gli hanno dedicato la specie nel 1998.
Come riconoscere Ceratozamia morettii?
Dalle piccole dimensioni e dalle larghe foglioline oblunghe. La pianta, spesso ramificata, porta poche foglie ricadenti, con foglioline coriacee glauche sotto; il cono femminile è quasi rotondo.
Che differenza c’è con Ceratozamia delucana?
Soprattutto i coni. Il cono femminile maturo di Ceratozamia morettii è coperto di peli nerastri, quello di Ceratozamia delucana è glabro; la pianta è inoltre più piccola.
Cresce davvero sugli alberi?
Sì, a volte. La monografia del 2022 segnala piante adulte epifite, fino a 8 m di altezza sull’albero che le ospita.
È minacciata?
Sì. La IUCN la classifica in pericolo dalla valutazione pubblicata nel 2022; il suo areale è minuscolo e già nel 1998 gli autori ne tacevano la località per proteggerla.
Sopporta il gelo?
Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova, né in Italia né altrove: coltivatela al riparo dal gelo.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia morettii: https://cycadlist.org/scientific_name/39 — autori, protologo, tipo, distribuzione (solo Veracruz), stato IUCN 2022, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- PubMed Central, Monograph of Ceratozamia (Martínez-Domínguez e coll., 2022): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, tipo, distribuzione, quote, habitat, nomi comuni, usi, stato, discussione della specie. Articolo sottoposto a revisione paritaria, ad accesso libero; testo integrale letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia morettii: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/28924/legal — Appendice I della CITES (iscrizione del genere dal 1° agosto 1985), Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Phytotaxa, Ceratozamia reesii (2022): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.575.3.2 — chiave del complesso latifolia (foglie giovani e forma delle foglioline di Ceratozamia morettii). Articolo sottoposto a revisione paritaria; chiave letta tramite Plazi.
Bibliografia
- Vázquez-Torres, M. & Vovides, A.P. (1998). A new species of Ceratozamia (Zamiaceae) from Veracruz, Mexico. Novon 8(1): 87-90. [Protologo; testo integrale letto (Biodiversity Heritage Library).]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere; testo integrale consultato.]
- Vovides, A.P., Pérez-Farrera, M.A., Salinas-Rodríguez, M.M., Galicia, S., Díaz-Jiménez, P., Calonje, M. & Gutiérrez-Ortega, J.S. (2022). Morphological and anatomical analyses clarify the species definition of Ceratozamia latifolia Miq. (Zamiaceae) and lead to the description of a new species: Ceratozamia reesii. Phytotaxa 575(3): 224-252. DOI: 10.11646/phytotaxa.575.3.2. [Chiave del complesso latifolia; letta tramite Plazi.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Ceratozamia morettii. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T42126A69864673. DOI: 10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T42126A69864673.en. [Valutazione pubblicata nella versione 2022-1 della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads, DOI verificato su Crossref, pagina della Lista rossa non consultata (accesso bloccato).]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]