Ceratozamia miqueliana è una cicadea del Messico sud-orientale che vive nelle foreste tropicali umide sempreverdi del Veracruz meridionale, del Tabasco e del Chiapas nord-occidentale, dalle pianure vicine al livello del mare fino a 1.000 m di quota. Descritta nel 1854, è una delle specie più antiche del genere Ceratozamia e una delle più diffuse. Si riconosce dalle foglioline larghe, oblunghe e lucide e dal picciolo irto di aculei robusti. In passato è stata trattata anche come semplice varietà, Ceratozamia mexicana var. miqueliana. La IUCN la classifica in pericolo.
L’essenziale su Ceratozamia miqueliana
- Nome accettato: Ceratozamia miqueliana H.Wendl. (1854), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dalla monografia del genere (2022); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: Ceratozamia mexicana var. miqueliana (H.Wendl.) J.Schust. (1932)
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «palmita» nel Veracruz
- Distribuzione naturale: Messico (Veracruz meridionale, Tabasco, Chiapas), da 19 a 1.000 m di quota
- Stato IUCN: in pericolo (EN), valutazione pubblicata nel 2022 (criteri A2acd; B2ab(iii,v); C2a(i))
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (tutto il genere, dal 1985); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; semi compresi
- Rusticità documentata: nessun dato misurato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, suoli poco profondi nella foresta tropicale umida sempreverde; nessuna indicazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: fusto aereo lungo da 45 a 75 cm; da 12 a 37 foglie lunghe da 0,35 a 2,6 m
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica, come tutte le cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Ceratozamia miqueliana?
I segni distintivi sono due: gli aculei lunghi e robusti del picciolo e le foglioline oblunghe, sottili come carta, glabre e lucide. La monografia del genere (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2022) aggiunge un terzo carattere, il cono femminile maturo verde giallastro, coperto di peli nerastri e terminato da una punta affilata. Ecco la descrizione che ne dà la monografia:
- Fusto: aereo, lungo da 45 a 75 cm e largo da 16 a 18 cm, prima eretto e poi coricato; catafilli persistenti, triangolari, bruno rossastri, lanosi quando spuntano;
- Foglie: da 12 a 37, da erette ad aperte, lunghe da 35 a 261 cm; verde chiaro e glauche quando spuntano, con peli bruni, poi glabre. Il picciolo, lungo da 31 a 97 cm, rosa all’inizio e poi verde, porta da 8 a 60 aculei robusti di 2-6 mm; anche il rachide, rosa e poi verde giallastro, è armato;
- Foglioline: da 12 a 23 paia, oblunghe, piane, papiracee, verdi e glabre su entrambe le facce, con l’apice affilato e asimmetrico; quelle mediane misurano da 16 a 36 cm per 4,4-8,7 cm e sono distanziate da 3 a 8,5 cm. Le nervature, verde chiaro, sono ben visibili;
- Coni maschili: di solito solitari, cilindrici, eretti, da 15 a 30 cm per 3-4 cm, giallo verdastri con peli rossi e poi color crema; peduncolo di 3,5-5 cm;
- Coni femminili: solitari, cilindrici, eretti, da 22 a 30 cm per 9-12 cm, verdi con peli nerastri, poi verde giallastri a maturità, con la punta affilata; peduncolo di 7-12 cm, eretto o pendente. Le squame, da 64 a 110, portano due corna diritte di 3,5-4,3 mm;
- Semi: ovali, lunghi da 2,4 a 3 cm, con la polpa bianco giallastra o gialla prima della maturità, bruno chiara a maturità.
Come nelle altre specie del genere, le foglie giovani si srotolano a pastorale: la monografia cita proprio questa specie come esempio di prefogliazione circinata.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Il rischio di confusione è alto, perché Ceratozamia miqueliana dà il nome a un intero gruppo di specie, il «complesso miqueliana», che riunisce cicadee dalle foglioline larghe del Messico sud-orientale e dell’America centrale. Diversi membri del gruppo sono stati descritti a partire da popolazioni attribuite un tempo a questa specie: una pianta di vecchia data etichettata miqueliana può quindi appartenere a un’altra specie. La chiave pubblicata nel 2023 insieme alla descrizione di Ceratozamia rosea distingue così i membri del complesso:
- Ceratozamia zoquorum, del Chiapas settentrionale: la più vicina secondo la monografia del 2022; ha foglie ricadenti e foglioline coriacee, non papiracee;
- Ceratozamia becerrae e Ceratozamia santillanii, del Chiapas e del Tabasco: foglioline coriacee, quasi falciformi nella prima, molto distanziate nella seconda;
- Ceratozamia euryphyllidia e Ceratozamia hondurensis: foglioline membranose, molto larghe nella prima;
- Ceratozamia rosea e Ceratozamia sancheziae, del nord e degli altopiani del Chiapas: foglie giovani rosa o rossastre, foglioline lunghe e strette.
Fuori da questo gruppo, gli appassionati confondono spesso anche le grandi Ceratozamia a foglioline larghe, in particolare Ceratozamia mexicana, Ceratozamia latifolia e Ceratozamia robusta. Senza coni né un’origine nota, un’identificazione sicura è impossibile.
Tassonomia
Ceratozamia miqueliana è un nome accettato da The World List of Cycads e dalla monografia del 2022; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Il nome è stato pubblicato da H. Wendland nel 1854 nel suo Index Palmarum, a pagina 68.
Un neotipo designato nel 1986
Wendland non indicò né una località né un esemplare, e non si conosce alcun tipo del 1854. Nel 1986 Dennis Stevenson e Sergio Sabato hanno quindi designato un neotipo: una pianta raccolta da Stevenson il 5 luglio 1983 a ovest di Santiago Tuxtla, sul Cerro El Vigía, nel Veracruz (raccolta 542 F, conservata nell’erbario di New York, NY).
Specie o varietà?
Nel 1932 Julius Schuster ridusse la specie al rango di varietà di Ceratozamia mexicana, con il nome di Ceratozamia mexicana var. miqueliana. Questo rango oggi non è più seguito: The World List of Cycads elenca il nome tra i sinonimi di Ceratozamia miqueliana, accettata come specie.
Un complesso di specie
Dagli anni Duemila lo studio delle popolazioni attribuite a questa specie ha portato a descrivere o a ristabilire diverse specie vicine. Miguel Ángel Pérez-Farrera e colleghi hanno rivalutato il complesso nel 2009; Lilí Martínez-Domínguez e colleghi vi hanno messo in evidenza, nel 2017, una diversità criptica, cioè specie quasi impossibili da distinguere a occhio. Questi due articoli non sono stati letti: la loro portata è nota attraverso la monografia del 2022 e The World List of Cycads. Nella filogenesi del genere pubblicata nel 2023 da Habib e collaboratori, uno dei tre grandi cladi porta il nome della specie (clade Miqueliana).
Etimologia e storia
L’epiteto onora Friedrich Anton Wilhelm Miquel (1811-1871), medico e botanico olandese che diresse uno dopo l’altro gli orti botanici di Rotterdam, Amsterdam e Utrecht e fu uno dei grandi specialisti di cicadee dell’Ottocento (The World List of Cycads, sulla base del compendio etimologico di Haynes, 2022). Miquel stesso descrisse diverse Ceratozamia, tra cui Ceratozamia robusta e Ceratozamia latifolia, nel 1847.
La descrizione originale, una decina di righe in latino, non si basa su alcuna pianta selvatica localizzata: Wendland annota «patria ignota». Descrive una pianta con foglie di 3,5 piedi che portano cinque paia di foglioline lunghe 8-9 pollici e larghe 2,75-3 pollici, e la distingue da Ceratozamia latifolia per le foglioline più lunghe e molto più larghe. Dedica la specie a «Guil. Miquel», direttore dell’orto botanico dell’università di Amsterdam, «che ha scritto con grande dottrina sulla famiglia delle Cicadee». Proprio la mancanza di un’origine e di un esemplare ha reso necessaria, più di un secolo dopo, la designazione di un neotipo nel Veracruz. Nessuna fonte ricostruisce l’introduzione della specie in coltivazione.
Nomi comuni
Non esiste alcun nome italiano attestato. La monografia del 2022 riporta il nome spagnolo «palmita» («piccola palma») nel Veracruz, raccolto da John Rees a Moloacán. Lo stesso nome si usa per altre Ceratozamia, come Ceratozamia morettii: non basta quindi a identificare la specie.
In natura
Ceratozamia miqueliana cresce su suoli poco profondi nella foresta tropicale umida sempreverde, da 19 a 1.000 m di quota (Martínez-Domínguez e collaboratori, 2022). È una delle poche specie di bassa quota del genere: la monografia la indica come quella che scende più in basso, a 19 m, nelle pianure del Veracruz, e la segnala vicino alle lagune di Majahual.
È anche una delle specie più ampiamente distribuite del genere. Gli esemplari esaminati dalla monografia provengono dal Veracruz meridionale (Santiago Tuxtla, Catemaco, Mecayapan, Pajapan, Soteapan, Tatahuicapan de Juárez, Coatzacoalcos, Las Choapas, Moloacán, Nanchital…), dal Tabasco (Huimanguillo) e dal Chiapas (Ocozocoautla de Espinosa), tra 22 e circa 1.000 m.
Non è stato trovato alcuno studio sull’impollinazione, sulla fenologia o sulla dinamica delle popolazioni dedicato a questa specie.
Stato di conservazione e normativa
Ceratozamia miqueliana è classificata in pericolo (EN) nella Lista rossa IUCN, in una valutazione di J.D. Bösenberg pubblicata nel 2022 con i criteri A2acd; B2ab(iii,v); C2a(i) (The World List of Cycads): declino osservato della popolazione, area occupata ridotta e frammentata, piccole popolazioni in calo. La monografia del 2022, scritta prima della pubblicazione di questa valutazione, citava ancora la categoria «in pericolo critico» (CR), sulla base di una versione del 2021; qui si segue la valutazione pubblicata.
Secondo la monografia, la foresta tropicale umida del Veracruz è molto arretrata negli ultimi decenni, e la maggior parte delle popolazioni si trova in zone che interessano all’industria petrolifera.
Come tutte le specie del genere, Ceratozamia miqueliana rientra nell’Appendice I della CITES, in cui il genere Ceratozamia è iscritto per intero dal 1° agosto 1985 (era nell’Appendice II dal 1977). Il commercio internazionale a scopo commerciale di piante prelevate in natura è vietato; circolano soltanto, con i permessi richiesti, piante nate da riproduzione artificiale. In Italia, come in tutta l’Unione europea, la specie rientra nell’Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, la cui lista in vigore è fissata dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. I semi non godono di alcuna esenzione.
Stato CITES ed europeo verificato su Species+ il 3 ottobre 2026; stato IUCN ripreso da The World List of Cycads, perché la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Queste indicazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto, importazione o scambio, e chiedete i documenti che attestano la provenienza.
Coltivazione
Non è stata pubblicata alcuna indicazione di coltivazione specifica per Ceratozamia miqueliana, e sui forum consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione dettagliato. Sul forum francese Fous de palmiers la specie compare soltanto nel 2013, a proposito di semi scambiati tra appassionati, senza un seguito documentato.
L’habitat, foreste tropicali umide di bassa e media quota, fa pensare a una coltivazione a mezz’ombra, al caldo e in un ambiente umido, in un substrato drenante. Sono indicazioni dedotte dall’ambiente naturale e dalle regole generali del genere, non verificate da prove pubblicate.
Moltiplicazione
Non esistono dati specifici. Come tutte le Ceratozamia, la specie ha piante maschili e piante femminili; si moltiplica per semina di semi freschi ottenuti da un’impollinazione, che in coltivazione si fa a mano. Maneggiate i semi con i guanti.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Per le Ceratozamia coltivate i forum segnalano soprattutto il marciume in un terreno freddo e inzuppato e le scottature delle foglie dopo un’esposizione improvvisa al sole.
Rusticità
Per Ceratozamia miqueliana non esiste alcun valore misurato di resistenza al freddo. È una pianta di foresta tropicale di bassa quota: finché mancano prove documentate, va coltivata al riparo dal gelo.
In Italia
Non è stato documentato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, e nessuna presenza della specie è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate. Sul forum Tropicamente il nome compare una sola volta: un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna) vi riporta nel novembre 2009 un elenco di zone di rusticità attribuite a fonti americane non precisate, in cui la specie figura in zona USDA 9a (minime da −7 a −4 °C circa). È un dato di seconda mano, non basato su alcuna prova datata: non può servire da riferimento affidabile.
Esperienze francesi
Nemmeno in Francia è stato pubblicato alcun risultato, né sul litorale mediterraneo, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, né altrove, e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Una ricerca per epiteto sul forum Fous de palmiers (ottobre 2026) non restituisce alcun riscontro di coltivazione.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun riscontro datato altrove. L’habitat naturale, che scende fino a 19 m di quota nelle pianure del Veracruz, non suggerisce alcuna tolleranza al gelo.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità dedicato a Ceratozamia miqueliana, ma il rischio è ben documentato nelle altre cicadee. I loro tessuti, e soprattutto i semi, contengono cicasina e macrozamina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. Cani, bestiame ed esseri umani possono subire intossicazioni gravi. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione chiamate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Secondo la monografia del 2022, a Santiago Tuxtla, nel Veracruz, le foglie si usano come decorazione durante le feste. Non è riportato alcun uso alimentare o medicinale.
Domande frequenti
Dove cresce Ceratozamia miqueliana?
Nel Messico sud-orientale: Veracruz meridionale, Tabasco e Chiapas. Vive nella foresta tropicale umida, dalle vicinanze del mare fino a 1.000 m di quota.
È una varietà di Ceratozamia mexicana?
No, è una specie a sé. Il rango di varietà proposto nel 1932 non è più seguito né da The World List of Cycads né dalla monografia del 2022.
Come riconoscerla?
Dalle foglioline larghe, oblunghe, papiracee e lucide e dagli aculei robusti del picciolo. Diverse specie vicine le somigliano: senza coni né un’origine nota, l’identificazione resta incerta.
È in pericolo critico o in pericolo?
In pericolo (EN). È la categoria della valutazione IUCN pubblicata nel 2022; la menzione «in pericolo critico» della monografia del 2022 si riferisce a una versione precedente.
Resiste al gelo?
Niente lo dimostra. Non esiste alcuna prova datata; è una pianta di foresta tropicale di bassa quota, da tenere al riparo dal gelo, anche nelle zone più miti d’Italia.
Chi era Miquel?
Un botanico olandese dell’Ottocento, Friedrich Anton Wilhelm Miquel (1811-1871), grande specialista di cicadee. Diresse gli orti botanici di Rotterdam, Amsterdam e Utrecht.
Si può comprare?
Sì, ma soltanto piante nate in coltivazione, con i loro documenti. Tutto il genere è iscritto all’Appendice I della CITES e all’Allegato A del regolamento europeo, applicato anche in Italia, semi compresi.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Ceratozamia miqueliana: https://cycadlist.org/scientific_name/36 — autore, protologo, neotipo, sinonimo, distribuzione, stato IUCN 2022 e criteri, etimologia. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN; consultata direttamente il 3 ottobre 2026.
- PubMed Central, Monograph of Ceratozamia (Martínez-Domínguez e coll., 2022): https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9849018/ — descrizione, tipo, distribuzione, quote, habitat, nomi comuni, usi, stato, discussione della specie. Articolo sottoposto a revisione paritaria, ad accesso libero; testo integrale letto.
- Species+ (UNEP-WCMC), Ceratozamia miqueliana: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/15076/legal — Appendice I della CITES (iscrizione del genere dal 1° agosto 1985), Allegato A dell’Unione europea. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 3 ottobre 2026.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
- Phytotaxa, Ceratozamia rosea (Zamiaceae): A new species from the Northern Mountains of Chiapas, Mexico (2023): https://doi.org/10.11646/phytotaxa.595.1.5 — chiave del complesso miqueliana. Articolo sottoposto a revisione paritaria; riassunto e chiave letti tramite Plazi.
- Tropicamente, discussione «Ceratozamia mexicana»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/ceratozamia-mexicana/page/2/ — zona USDA 9a riportata di seconda mano (#post-38960, novembre 2009). Forum italiano di coltivatori, valore non verificato; discussione letta l’11 ottobre 2026.
Bibliografia
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- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F. & Stevenson, D.W. (2022). Monograph of Ceratozamia (Zamiaceae, Cycadales): an endangered genus. PhytoKeys 208: 1-102. DOI: 10.3897/phytokeys.208.80382. [Monografia del genere; testo integrale consultato.]
- Pérez-Farrera, M.A., Vovides, A.P., Martínez-Camilo, R., Martínez-Meléndez, N. & Iglesias, C. (2009). A reassessment of the Ceratozamia miqueliana species complex (Zamiaceae) of southeastern Mexico, with comments on species relationships. Systematics and Biodiversity 7(4): 433-443. DOI: 10.1017/S1477200009990211. [Revisione del complesso; non consultato.]
- Martínez-Domínguez, L., Nicolalde-Morejón, F., Vergara-Silva, F., Stevenson, D.W. & del Callejo, E. (2017). Cryptic diversity, sympatry, and other integrative taxonomy scenarios in the Mexican Ceratozamia miqueliana complex (Zamiaceae). Organisms Diversity & Evolution 17(4): 727-752. DOI: 10.1007/s13127-017-0341-7. [Diversità criptica del complesso; titolo verificato su Crossref, non consultato.]
- García González, J., Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Vovides, A.P. & Díaz Jiménez, P. (2023). Ceratozamia rosea (Zamiaceae): A new species from the Northern Mountains of Chiapas, Mexico. Phytotaxa 595(1): 73-88. DOI: 10.11646/phytotaxa.595.1.5. [Chiave del complesso miqueliana; letta tramite Plazi.]
- Habib, S., Gong, Y., Dong, S., Lindstrom, A., Stevenson, D.W., Wu, H. & Zhang, S. (2023). Phylotranscriptomics shed light on intrageneric relationships and historical biogeography of Ceratozamia (Cycadales). Plants 12(3): 478. DOI: 10.3390/plants12030478. [Filogenesi del genere; consultato tramite il riassunto.]
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- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. DOI: 10.11646/phytotaxa.550.1.1. [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. DOI: 10.5281/zenodo.21958524. [Lista di riferimento; consultata direttamente.]