Zamia magnifica è una cicadea rupicola del Messico, scoperta nella Sierra Norte dell’Oaxaca, dove cresce sulle pareti rocciose e lascia ricadere grandi foglie pendenti. Questa specie del genere Zamia è stata descritta solo nel 2023; il suo nome, dal latino magnificus, celebra proprio l’aspetto spettacolare delle foglie, le cui foglioline nascono rosa o color caramello e coperte di peluria. Non è ancora stata valutata dalla IUCN ed è praticamente assente dalla coltivazione.
In sintesi: Zamia magnifica
- Nome accettato: Zamia magnifica Pérez-Farr., Gut.-Ortega & Calonje (2023), registrato dall’IPNI e accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi precedenti e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Zamiaceae, ordine Cycadales
- Nomi comuni: nessun nome attestato, in italiano o in altre lingue
- Distribuzione naturale: Messico, Oaxaca (Sierra Norte, comune di Santiago Tuxtepec); tipo raccolto a 80 m di quota
- Stato IUCN: non valutata
- CITES e altre tutele: Appendice II della CITES (tutto il genere, semi esclusi dall’annotazione #4); Allegato B nell’Unione europea, quindi anche in Italia
- Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura, pareti rocciose; nessuna raccomandazione di coltivazione pubblicata
- Portamento e dimensioni da adulta: pianta rupicola a foglie pendenti; dimensioni pubblicate non verificate (vedi Come riconoscere)
- Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come le altre cicadee (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Zamia magnifica?
Si riconosce dall’insieme di quattro caratteri, elencati nel riassunto della descrizione originale (Pérez-Farrera e colleghi, 2023):
- Portamento: rupicolo, cioè su pareti di roccia, con foglie pendenti.
- Foglie giovani: foglioline densamente tomentose, di colore da rosa a caramello quando emergono.
- Foglioline: larghe e oblunghe, coriacee, con pochi denti poco marcati.
- Coni femminili: portati da peduncoli corti, di meno di 4 cm.
Il testo completo della descrizione, che contiene le misure della pianta, non ha potuto essere consultato (accesso al sito dell’editore bloccato). Le misure che circolano su altri siti (lunghezza del picciolo e del rachide, numero di paia di foglioline, dimensioni delle foglioline) non sono state verificate e non sono riprese qui.
Come tutte le Zamia, la specie è dioica: i coni maschili e femminili nascono su piante diverse.
Ibridi
Non è documentato alcun ibrido, né naturale né orticolo.
Possibili confusioni
Gli autori della descrizione confrontano Zamia magnifica con le due Zamia mesoamericane a cui somiglia di più: Zamia furfuracea, la «palma di cartone» del Veracruz, molto coltivata, e Zamia meermanii, del Belize. Il riassunto non elenca le differenze. Per l’ambiente rupicolo ricorda anche Zamia cremnophila, che cresce su pareti rocciose nel Tabasco e nel Chiapas. Le foglie pendenti e le foglioline giovani rosa o color caramello sono i caratteri più evidenti.
Tassonomia
Zamia magnifica è un nome accettato da The World List of Cycads e registrato dall’IPNI; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. L’articolo che la descrive, «Zamia magnifica (Zamiaceae, Cycadales): a new rupicolous cycad species from Sierra Norte, Oaxaca, Mexico», è stato pubblicato l’8 maggio 2023 nella rivista Taxonomy (volume 3, fascicolo 2, pagine 232-249) da Miguel Ángel Pérez-Farrera, José Said Gutiérrez-Ortega, Mauricio Gerónimo Martínez-Martínez e Michael Calonje. Il nome è attribuito a tre di loro (Pérez-Farr., Gut.-Ortega & Calonje); la descrizione formale si trova a pagina 236.
Il tipo è la raccolta Pérez-Farrera, M.G. Martínez-Martínez e D. Villar Morales 4285, fatta il 3 agosto 2022 nella Sierra Norte dell’Oaxaca, nel comune di Santiago Tuxtepec, a 80 m di quota. L’olotipo è conservato all’erbario Eizi Matuda (HEM), con isotipi agli erbari MEXU e XAL. La specie non è stata inclusa nello studio filogenetico del genere di Lindstrom e colleghi (2024), che non ne aveva campioni.
Etimologia e storia
Secondo la descrizione originale, riportata dall’IPNI, l’epiteto magnifica, dal latino magnificus («magnifico»), si riferisce all’aspetto straordinariamente bello della specie, dovuto alle sue grandi e spettacolari foglie pendenti.
La scoperta è recente: Nicolalde-Morejón e colleghi (2024) la citano come esempio di nuove popolazioni di cicadee trovate in Messico in zone che sembravano ben esplorate.
Nomi comuni
Non è stato trovato alcun nome comune, né in italiano né in spagnolo.
In natura
Zamia magnifica è nota dalla Sierra Norte dell’Oaxaca, nel sud del Messico, dove il tipo è stato raccolto a circa 80 m di quota, nel comune di Santiago Tuxtepec. Cresce sulle pareti rocciose, con le foglie che ricadono verso il basso. L’estensione delle popolazioni, il numero di piante e il tipo di vegetazione non hanno potuto essere verificati, perché il testo completo della descrizione non è stato consultato. Come tutte le cicadee, sviluppa radici coralloidi che ospitano cianobatteri capaci di fissare l’azoto.
Stato di conservazione e normativa
La specie, descritta nel 2023, non è ancora stata valutata dalla IUCN (The World List of Cycads). Non è stata trovata alcuna valutazione nazionale messicana.
Come tutte le Zamia tranne Zamia restrepoi, rientra nell’Appendice II della CITES, in cui il genere figura dal 4 febbraio 1977, con l’annotazione #4 che esclude in particolare i semi. In Italia, come nel resto dell’Unione europea, rientra nell’Allegato B del regolamento (CE) n. 338/97: l’importazione di piante vive richiede un permesso. Per una specie così recente e localizzata, le piante eventualmente offerte in vendita vanno accompagnate da documenti di provenienza che dimostrino un’origine da coltivazione.
Coltivazione
Non esiste alcuna raccomandazione di coltivazione pubblicata né alcuna esperienza documentata: la specie è stata descritta nel 2023 e nessuna fonte consultata ne documenta la coltivazione. Si può solo partire dal suo ambiente, una parete rocciosa di bassa quota nel sud del Messico. Un substrato molto drenante, una posizione rialzata o una cesta sospesa che lasci ricadere le foglie, calore e umidità sono la pista più coerente, ma restano una deduzione.
In Italia
Nessuna coltivazione è stata segnalata in Italia. Il forum Tropicamente non contiene alcun messaggio sulla specie (ricerca «zamia magnifica» dell’11 ottobre 2026), e nessuna presenza è documentata negli orti botanici italiani secondo le fonti consultate (cataloghi, Index Seminum e pubblicazioni dell’Orto Botanico di Napoli, pagina delle cicadee dell’Orto Botanico di Messina, banca dati BGCI).
Moltiplicazione
Nessun dato specifico. Come tutte le Zamia la specie è dioica: per ottenere semi servono una pianta maschile e una femminile e, in coltivazione, un’impollinazione a mano.
Malattie e parassiti
Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propri della specie. In coltivazione le Zamia temono soprattutto il marciume del fusto in un terreno freddo e fradicio, e le cocciniglie.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza di Zamia magnifica al freddo. La specie vive a bassa quota (circa 80 m) nel sud del Messico, e non è mai stata coltivata abbastanza a lungo da produrre osservazioni.
In Italia e nel sud della Francia
Non è nota alcuna prova all’aperto in Italia, né nel Sud-Est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane. In attesa di prove, va considerata una pianta da serra calda.
Riferimenti internazionali
Nessun riscontro di coltivazione è stato trovato nella letteratura orticola né sui forum consultati.
Tossicità e precauzioni
Non è stato trovato alcuno studio di tossicità su Zamia magnifica. Il rischio è però documentato nel genere: per Zamia furfuracea l’ASPCA cita la cicasina e la BMAA, un amminoacido neurotossico, con vomito, diarrea con sangue e danni al fegato nel cane, nel gatto e nel cavallo; i semi sono la parte più pericolosa. Considerate la pianta tossica e tenetela lontano da bambini e animali. In caso di ingestione, contattate subito un centro antiveleni, un medico o un veterinario.
Usi tradizionali
Nessun uso tradizionale è documentato per questa specie, descritta solo nel 2023.
Domande frequenti
È una palma?
No. Nonostante l’aspetto, Zamia magnifica è una cicadea (Zamiaceae), una gimnosperma che si riproduce con coni, senza parentela stretta con le palme.
Dove cresce?
Nella Sierra Norte dell’Oaxaca, nel sud del Messico, su pareti rocciose; il tipo è stato raccolto a circa 80 m di quota, nel comune di Santiago Tuxtepec.
Perché si chiama così?
Dal latino magnificus, «magnifico», per l’aspetto spettacolare delle sue grandi foglie pendenti.
Che cosa ha di particolare?
Cresce sulle rocce, con foglie che ricadono, e le sue foglioline nascono rosa o color caramello, coperte di una fitta peluria.
Da quando è conosciuta?
È stata descritta l’8 maggio 2023; il tipo era stato raccolto il 3 agosto 2022.
Si può coltivare in Italia?
Non ci sono esperienze: nessuna fonte consultata ne documenta la coltivazione. Viene da una zona tropicale di bassa quota e richiederebbe una serra calda.
È tossica?
Sì, come tutte le cicadee: in mancanza di dati specifici va considerata tossica, soprattutto i semi.
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Fonti
Siti di riferimento
- Taxonomy (MDPI), Zamia magnifica (Zamiaceae, Cycadales): a new rupicolous cycad species from Sierra Norte, Oaxaca, Mexico (2023): https://doi.org/10.3390/taxonomy3020017 — descrizione originale in libero accesso; consultato solo il riassunto (tramite OpenAlex), perché il sito dell’editore blocca l’accesso automatico. Articolo con revisione paritaria.
- IPNI, Zamia magnifica: https://www.ipni.org/n/77322753-1 — autori, data di pubblicazione, tipo (raccoglitori, numero, data, località, quota, erbari), etimologia citata dalla descrizione. Indice nomenclaturale di riferimento; consultato tramite la sua API l’11 ottobre 2026.
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15): https://cycadlist.org/ — nome accettato e stato IUCN (non valutata). Lista di riferimento degli specialisti delle cicadee.
- Acta Botanica Mexicana, Reestablishment of Zamia lawsoniana (2024): https://doi.org/10.21829/abm131.2024.2262 — scoperta recente di Zamia magnifica nella Sierra Norte dell’Oaxaca. Articolo con revisione paritaria; testo integrale consultato.
- Species+ (UNEP-WCMC), Zamia: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/13387/legal — Appendice II della CITES per il genere dal 4 febbraio 1977, annotazione #4; Allegato B dell’Unione europea. Banca dati ufficiale.
- Regolamento (CE) n. 338/97, versione consolidata: https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/1997/338/oj?locale=it — applicazione della CITES nell’Unione europea, Italia compresa. Testo ufficiale.
- Forum Tropicamente, ricerca «zamia magnifica»: https://www.tropicamente.it/forums/search/zamia+magnifica/ — nessun messaggio sulla specie (11 ottobre 2026).
- ASPCA, Cardboard Cycad: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/cardboard-cycad — tossicità di Zamia furfuracea, citata qui a livello di genere. Centro antiveleni veterinario, affidabile.
Bibliografia
- Pérez-Farrera, M.A., Gutiérrez-Ortega, J.S., Martínez-Martínez, M.G. & Calonje, M. (2023). Zamia magnifica (Zamiaceae, Cycadales): a new rupicolous cycad species from Sierra Norte, Oaxaca, Mexico. Taxonomy 3(2): 232-249. doi:10.3390/taxonomy3020017 [Protologo; solo il riassunto è stato consultato.]
- Nicolalde-Morejón, F., Martínez-Domínguez, L., González-Aguilar, M.A. & Stevenson, D.W. (2024). Reestablishment of Zamia lawsoniana (Zamiaceae, Cycadales), an endemic species of Mexico, with first description of the ovulate strobilus. Acta Botanica Mexicana 131: e2262. doi:10.21829/abm131.2024.2262 [Testo integrale consultato.]
- Lindstrom, A., Habib, S., Dong, S., Gong, Y., Liu, J., Calonje, M., Stevenson, D. & Zhang, S. (2024). Transcriptome sequencing data provide a solid base to understand the phylogenetic relationships, biogeography and reticulated evolution of the genus Zamia L. (Cycadales: Zamiaceae). Annals of Botany 134(5): 747-768. doi:10.1093/aob/mcae065 [Testo integrale consultato su PubMed Central; Zamia magnifica non campionata.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]