Le cicadi del genere Macrozamia non sono, in senso stretto, piante succulente. Tuttavia, molte specie richiedono cure simili a quelle delle piante xerofite, in particolare la necessità di rimanere asciutte durante l’inverno e di crescere in un terreno molto drenante.
Queste piante australiane sono ancora poco coltivate, ma sono molto apprezzate da collezionisti e appassionati. È possibile incontrarle anche in piena terra in alcuni giardini della Costa Azzurra e nelle zone più riparate della costa atlantica, dove la loro silhouette grafica e la longevità eccezionale le rendono soggetti ornamentali di grande valore.
Le Macrozamia presentano eleganti foglie pennate, spesso rigide e coriacee, talvolta munite di spine sul picciolo o sulle singole foglioline.
Origine delle piante
Le cicadi del genere Macrozamia sono presenti esclusivamente in Australia. Il genere è quindi strettamente endemico di questo continente.
La maggior parte delle specie è concentrata lungo la costa orientale dell’Australia (Queensland e Nuovo Galles del Sud), ma alcune sono diffuse anche nell’Australia Meridionale e nell’Australia Occidentale.
Le cicadi del genere Macrozamia sono caratterizzate da un fogliame pennato particolarmente ornamentale.
Ecologia e habitat naturali
Nel loro ambiente naturale, le Macrozamia occupano habitat molto diversi, ma condividono alcune costanti ecologiche.
Tipi di habitat
- Sottoboschi luminosi di foreste secche o foreste sclerofille (a eucalipto)
- Woodland aperti, talvolta esposti al sole per parte della giornata
- Pendii rocciosi, suoli ghiaiosi o sabbioso-ciottolosi
- Terreni poveri, spesso da acidi a neutri, raramente ricchi di sostanza organica
Clima
- Clima subtropicale o temperato caldo, con una netta alternanza tra stagioni secche e più umide
- Estati calde, talvolta molto secche
- Inverni generalmente miti, con gelate occasionali, deboli e di breve durata
Adattamenti ecologici
- Caudice sotterraneo o semi-interrato, con funzione di riserva
- Radici carnose associate a cianobatteri simbionti, capaci di fissare l’azoto atmosferico
- Fogliame coriaceo che limita la traspirazione
- Elevata tolleranza alla siccità una volta che la pianta è ben stabilizzata
Queste caratteristiche spiegano la buona adattabilità delle Macrozamia ai giardini mediterranei e, per alcune specie, anche alle regioni temperate a clima mite.
Generalità sulla coltivazione delle Macrozamia
Le specie del genere Macrozamia sono per lo più a crescita lenta. Al di fuori di condizioni di coltivazione ottimali, sono necessari molti anni per ottenere un esemplare ben sviluppato a partire dal seme.
Questa lentezza è però compensata da una longevità eccezionale e da un’ottima stabilità delle piante adulte.
Semina e coltivazione delle giovani piante
I semi sono di grandi dimensioni e possono ricordare uova di rettile. Se il seme contiene un embrione vitale, le probabilità di germinazione sono elevate.
- Substrato consigliato: pomice o sabbia grossolana, molto drenante
- Mantenere un ambiente umido ma non saturo d’acqua
- Fine primavera e inizio estate sono i periodi migliori per la semina
Durante la germinazione compare una radice a un’estremità del seme, che si dirige rapidamente verso il basso. È indispensabile collocare il seme germinato in un vaso profondo (circa 20 cm) per non ostacolare lo sviluppo della radice fittonante.
Questa radice è estremamente fragile: in questa fase, anche un lieve danno può causare la perdita della piantina. Le giovani Macrozamia sono sensibili alle malattie fungine radicali, e le perdite possono essere significative. Spesso è preferibile coltivare le plantule in vaso per diversi mesi prima della messa a dimora, o attendere la stagione successiva.
Coltivazione delle piante adulte
La coltivazione delle Macrozamia adulte è decisamente più semplice.
- Terreno: molto drenante, minerale, povero o moderatamente fertile
- Esposizione: ombra leggera o mezz’ombra nei climi caldi; molte specie tollerano il pieno sole in aree mediterranee
- Irrigazione: buona resistenza alla siccità, ma annaffiature regolari in estate migliorano crescita e aspetto
Nel sud della Francia, due irrigazioni settimanali in estate sono sufficienti per mantenere piante vigorose; indicazioni simili sono valide per molte zone costiere italiane.
Alcune specie possono manifestare carenze di microelementi (magnesio, manganese, ferro), visibili come ingiallimenti del fogliame o puntinature gialle. Un concime completo ed equilibrato consente generalmente di risolvere il problema.
Resistenza al freddo
La resistenza al freddo varia a seconda della specie. Quelle originarie del sud-est dell’Australia possono tollerare alcuni gradi sotto lo zero, purché il freddo sia breve e asciutto. Il portamento compatto facilita la protezione invernale, rendendo possibile la coltivazione anche in zone temperate con inverni moderati.
Classificazione e organizzazione del genere Macrozamia
Il genere Macrozamia comprende oggi poco più di quaranta specie descritte. I botanici distinguono due grandi gruppi (sezioni).
La distinzione tra le sezioni Macrozamia e Parazamia si basa su un insieme di caratteri morfologici, anatomici ed ecologici. Sebbene questa organizzazione sia ampiamente utilizzata nella letteratura specialistica, resta in evoluzione ed è soggetta a revisioni con l’avanzare delle conoscenze anatomiche e genetiche.
Sezione Macrozamia – le “specie di grandi dimensioni”
La sezione Macrozamia comprende le specie più robuste e imponenti del genere. Le piante sono generalmente di taglia medio-grande, con un caudice ben sviluppato, talvolta parzialmente o totalmente aereo negli esemplari maturi. Alcune specie, come Macrozamia moorei o Macrozamia riedlei, possono assumere con il tempo un portamento quasi arboreo.
Le foglie sono grandi, rigide e persistenti, riunite in corone molto decorative. Il rachide è solitamente diritto o solo leggermente arcuato, e le foglioline sono disposte in modo abbastanza regolare. Le pennes basali possono essere ridotte e trasformate in strutture spinose, carattere frequentemente citato in letteratura.
Dal punto di vista anatomico, questa sezione è tradizionalmente caratterizzata dalla presenza di canali mucillaginosi nelle foglioline, criterio usato per distinguerla dalla sezione Parazamia, anche se non è stato verificato per tutte le specie.
Le specie di questa sezione occupano soprattutto ambienti aperti: foreste chiare, woodland a eucalipto, pendii rocciosi e altopiani ben drenati. Molte sono adattate a stagioni secche marcate e a suoli poveri, ghiaiosi o sabbiosi. Alcune specie del sud e sud-est australiano mostrano una buona tolleranza al freddo, motivo per cui sono più diffuse in coltivazione nelle regioni temperate a clima mite.
- Macrozamia cardiacensis
- Macrozamia communis
- Macrozamia diplomera
- Macrozamia douglasii
- Macrozamia dyeri
- Macrozamia fraseri
- Macrozamia johnsonii
- Macrozamia longispina
- Macrozamia macdonnellii
- Macrozamia macleayi
- Macrozamia miquelii
- Macrozamia montana
- Macrozamia moorei
- Macrozamia mountperriensis
- Macrozamia reducta
- Macrozamia riedlei
- Macrozamia serpentina
Sezione Parazamia – le “specie di piccole dimensioni”
La sezione Parazamia comprende principalmente specie di dimensioni ridotte, spesso più discrete e talvolta difficili da distinguere tra loro. Il caudice è generalmente sotterraneo o molto corto, conferendo alle piante un portamento basso, quasi erbaceo quando emergono solo le foglie.
Le foglie sono spesso più sottili e flessibili rispetto a quelle della sezione Macrozamia. Un carattere ricorrente è la tendenza del rachide a torcersi o incurvarsi, conferendo alle foglie un aspetto spiralato o irregolare. Le foglioline possono essere strette, numerose e disposte in modo meno regolare.
Anatomicamente, le specie di questa sezione sono descritte come prive di canali mucillaginosi nelle foglioline, in contrasto con la sezione Macrozamia. Anche questa distinzione va considerata con cautela, poiché non tutte le specie sono state studiate in dettaglio.
Le Parazamia sono spesso piante di sottobosco luminoso o margini forestali, in ambienti più ombreggiati e talvolta più umidi rispetto a quelli occupati dalle specie di grandi dimensioni. Molte hanno areali di distribuzione molto ristretti, talvolta limitati a pochi siti, il che ne spiega l’importanza conservazionistica e la rarità in coltivazione. La loro ecologia più specializzata e la crescita molto lenta rendono queste specie più delicate da coltivare al di fuori dell’habitat naturale.
- Macrozamia concinna
- Macrozamia conferta
- Macrozamia cranei
- Macrozamia crassifolia
- Macrozamia elegans
- Macrozamia fawcettii
- Macrozamia fearnsidei
- Macrozamia flexuosa
- Macrozamia glaucophylla
- Macrozamia heteromera
- Macrozamia humilis
- Macrozamia lomandroides
- Macrozamia lucida
- Macrozamia machinii
- Macrozamia occidua
- Macrozamia parcifolia
- Macrozamia pauli-guilielmi
- Macrozamia platyrhachis
- Macrozamia plurinervia
- Macrozamia polymorpha
- Macrozamia secunda
- Macrozamia spiralis
- Macrozamia stenomera
- Macrozamia viridis
FAQ – Coltivazione delle Macrozamia in clima temperato
È possibile coltivare una Macrozamia in piena terra in Italia?
Sì, nelle regioni a inverno mite (aree costiere mediterranee, zone ben riparate). Altrove è preferibile la coltivazione in vaso.
Le Macrozamia temono l’umidità invernale?
Sì. L’umidità fredda senza gelo è spesso più pericolosa di un gelo moderato in condizioni asciutte. Un drenaggio perfetto è fondamentale.
È necessario proteggere le piante in inverno?
In caso di gelate previste, è consigliabile una protezione leggera (tessuto non tessuto, pacciamatura asciutta, riparo dalla pioggia).
Qual è la velocità di crescita?
Molto lenta. Una pianta può produrre una sola nuova corona di foglie ogni uno o due anni.
Le Macrozamia tollerano il pieno sole?
Sì, per la maggior parte delle specie, soprattutto da adulte, ma è sempre preferibile un’acclimatazione graduale. La mezz’ombra è ben tollerata da alcune specie, come Macrozamia communis, e offre anche una migliore protezione dal freddo.
