Encephalartos relictus è una cicadea dell’eSwatini (l’antico Swaziland), nota in una sola località dei monti Lebombo, vicino a Siteki e al confine con il Mozambico, dove oggi non cresce più. Questa specie del genere Encephalartos fu raccolta nel 1971 e descritta soltanto nel 2001, «per i posteri», perché in oltre vent’anni non era stata trovata nessun’altra pianta. È classificata estinta in natura e sopravvive solo in coltivazione. È una cicadea arborescente dal fogliame grigio-blu ceroso, di cui si conoscono soltanto i coni maschili.
In sintesi: Encephalartos relictus
- Nome accettato: Encephalartos relictus P.J.H.Hurter (2001), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15) e dall’IPNI; POWO non consultato direttamente (accesso bloccato)
- Nomi antichi e sinonimi: nessuno
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; vedi la sezione Nomi comuni
- Distribuzione naturale: eSwatini, una sola località nota sui monti Lebombo (fattoria Muti-Muti, vicino a Siteki), verso 1.000 m di quota; la specie non vi esiste più
- Stato IUCN: estinto in natura (EW), valutazione del 2022 (Bösenberg), secondo The World List of Cycads
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES (iscrizione di tutto il genere, dal 4 febbraio 1977); Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa
- Rusticità documentata: non documentata (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura bosco misto deciduo; in coltivazione non documentati
- Portamento e dimensioni adulte: pianta arborescente con polloni alla base, tronco lungo fino a 2,5 m e largo 40-45 cm, foglie di 1-1,2 m (fino a 1,4 m) (descrizione originale)
- Tossicità: non documentata per la specie; tossine note nel genere (vedi Tossicità e precauzioni)
Come riconoscere Encephalartos relictus?
Encephalartos relictus si riconosce dalle foglie rigide, grigio-blu e cerose, con foglioline intere rivolte verso l’alto, e dai coni maschili glabri, verde-giallo pallido. La descrizione originale, pubblicata da Hurter e Glen nel 2001 su Bothalia, ne riporta i caratteri seguenti.
La pianta è arborescente ed emette polloni alla base. Il tronco raggiunge 2,5 m di lunghezza per 40-45 cm di diametro e resta coperto dalle basi delle vecchie foglie. La corona e i catafilli (le squame che proteggono la gemma) portano una peluria bruno-dorata che scompare quasi del tutto con l’età.
Le foglie sono numerose e formano una corona fitta e aperta. Quasi senza picciolo, misurano 1-1,2 m di lunghezza, talvolta 1,4 m. La rachide è diritta, appena ricurva all’apice. Le foglioline sono rivolte verso la punta della foglia, a circa 60° dalla rachide, e le due file si rialzano l’una verso l’altra formando un angolo di circa 40°: in sezione la foglia disegna una V aperta. Le foglioline mediane, oblungo-lanceolate e pungenti, misurano 20-25 cm per 1,4-1,7 cm; i margini sono interi, leggermente ispessiti, e la pagina inferiore porta 20-25 nervature sporgenti. Verso la base della foglia le foglioline si riducono a pochi aculei.
I coni maschili nascono in numero da uno a tre su ogni tronco. Quasi conici, glabri, verde-giallo pallido, misurano 20-24 cm di lunghezza e 12-15 cm di larghezza, su un peduncolo di 3-5 cm. Il cono femminile è sconosciuto.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è documentato alcun ibrido di Encephalartos relictus.
Possibili confusioni
L’unica specie a cui la descrizione originale confronta Encephalartos relictus è Encephalartos heenanii, dell’eSwatini e del Mpumalanga, che ha anch’esso foglie rigide, grigio-blu e cerose, con nervature sporgenti sotto le foglioline. Hurter e Glen le distinguono così:
- foglioline oblungo-lanceolate e rialzate in Encephalartos relictus, ovato-lanceolate e nettamente piegate verso il basso in Encephalartos heenanii;
- foglie diritte in una corona aperta in Encephalartos relictus, foglie incurvate in una corona a forma di calice in Encephalartos heenanii;
- coni maschili quasi conici e glabri in Encephalartos relictus, ovoidi e pubescenti in Encephalartos heenanii;
- bosco misto deciduo per Encephalartos relictus, prateria d’altitudine molto piovosa per Encephalartos heenanii.
In pratica, la confusione più probabile è quella di un’etichetta: una pianta venduta con questo nome senza provenienza documentata ha tutte le probabilità di appartenere a un’altra specie, data la rarità del materiale conosciuto.
Tassonomia
Encephalartos relictus è una specie accettata, senza sinonimi. P.J.H. Hurter la descrisse con H.F. Glen in Bothalia 31(2): 197-199, nel 2001. L’olotipo, una foglia e una parte di cono maschile raccolte da J.J.P. du Preez il 15 marzo 1971 nella fattoria Muti-Muti, vicino a Siteki, è conservato all’erbario nazionale di Pretoria (PRE 33123).
Gli autori spiegano che una valutazione del materiale dell’eSwatini (Hurter, 1993) li aveva convinti dell’esistenza di una specie distinta, forse già estinta in natura. In mancanza di nuovo materiale da oltre vent’anni, decisero di descriverla «per i posteri». Non c’è quindi stato alcun cambiamento di nome: la specie è nota con questo solo nome dalla sua descrizione. La sua parentela esatta all’interno del genere non è stata studiata nelle fonti consultate.
Etimologia e storia
L’epiteto relictus è una parola latina che significa «abbandonato» o «lasciato indietro»; si riferisce allo stato di relitto della specie (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads). Il nome del genere Encephalartos viene dal greco ed evoca il «pane nella testa», con riferimento al midollo del tronco.
La storia della specie si riassume in poche date: raccolta del tipo nel marzo 1971, fotografie della pianta sul posto e dei suoi coni maschili da parte di J.J.P. du Preez, pubblicazione nel 2001. La descrizione indica che la specie «cresceva» in un solo luogo e che non vi esiste più. La storia della sua introduzione in coltivazione non è documentata da una fonte primaria: secondo Wikipedia, du Preez avrebbe potuto moltiplicare i polloni della pianta, ma l’informazione non è stata verificata. Nel 2003 il piano d’azione della IUCN per le cicadee indicava che la specie era presente nella collezione di un solo orto botanico.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome comune italiano per Encephalartos relictus. Species+ non gli attribuisce alcun nome comune. In inglese Wikipedia usa «Parlota cycad», ma non è stata trovata alcuna fonte primaria o istituzionale per questo nome, che quindi non è adottato qui. Non è stato trovato alcun nome in siSwati né in zulu.
In natura
Encephalartos relictus non cresce più allo stato selvatico. Secondo la descrizione originale, viveva in un solo luogo dell’eSwatini, sui monti Lebombo, verso 1.000 m di quota, in un bosco misto deciduo. La carta pubblicata con la descrizione parla già di una «antica distribuzione» e classifica la specie come estinta in natura secondo le categorie IUCN del 1994. Il numero di piante conosciute in natura, le cause della loro scomparsa e il clima preciso del sito non sono documentati nelle fonti consultate.
I monti Lebombo ospitano altre cicadee, tra cui Encephalartos lebomboensis, ma la descrizione originale non avvicina Encephalartos relictus a questa specie.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos relictus è estinto in natura (EW) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione di Bösenberg (2022) citata da The World List of Cycads; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Era già classificato così nella descrizione del 2001 e nel piano d’azione della IUCN del 2003, che contava zero piante selvatiche e una sola collezione di orto botanico.
La specie rientra nell’Appendice I della CITES, in virtù dell’iscrizione di tutto il genere Encephalartos, in vigore dal 4 febbraio 1977 (Species+). Nell’Unione europea, Italia compresa, figura nell’Allegato A; l’elenco in vigore è quello del regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Il gruppo di esame scientifico dell’UE ha espresso pareri sfavorevoli, nel 2011 e poi nel 2013, alle importazioni dal Sudafrica di piante riprodotte artificialmente (codici di origine A e D), qualunque sia la loro dimensione. Un Encephalartos relictus proposto in vendita senza documenti CITES ed europei non può quindi essere acquistato legalmente; per un’importazione in Italia ci si rivolge alle autorità CITES nazionali (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Servizio CITES dei Carabinieri). Banche dati consultate il 2 ottobre 2026: verificate la normativa in vigore.
Diffidate anche delle offerte di semi. Nel gennaio 2011 un collezionista del Salento (che in altri messaggi scrive da Nardò, in provincia di Lecce) raccontava sul forum Tropicamente di aver ricevuto da un sedicente venditore camerunese un’offerta di «grandi quantità» di semi di specie rarissime; alla sua domanda se avesse anche semi di Encephalartos relictus, il venditore aveva risposto «certamente», come per Encephalartos woodii, di cui non esiste alcuna pianta femminile. Poiché non si conosce nemmeno una pianta femminile di Encephalartos relictus, un’offerta di semi puri della specie è per forza falsa.
Coltivazione
Nessun dato pubblicato descrive la coltivazione di Encephalartos relictus. Le rarissime piante note si trovano in collezioni, e l’orto botanico di Nong Nooch, in Thailandia, che pure coltiva tutti gli altri Encephalartos, indicava nel 2022 di non possedere questa specie. L’ambiente d’origine, un bosco misto deciduo verso 1.000 m di quota, non basta a fissare regole di coltivazione; i consigli generali dati per il genere (substrato molto drenante, annaffiature quasi nulle in inverno) restano l’unica base disponibile.
In Italia
Negli orti botanici. La presenza di Encephalartos relictus negli orti botanici italiani non è documentata. La specie, descritta nel 2001, non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli pubblicato nel 1997 su Delpinoa (dati del 1993-94), né nell’elenco delle cicadee di Messina (2009), né nelle altre fonti consultate su Napoli, Palermo, Firenze e La Mortola.
Riscontri di coltivazione. Sul forum Tropicamente la specie compare solo nei desideri dei collezionisti (2009) e nell’offerta fraudolenta di semi citata sopra (2011); non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Italia.
Moltiplicazione
La riproduzione sessuata è oggi impossibile, perché non si conosce alcuna pianta femminile: non si può produrre alcun seme puro della specie. L’unica via di moltiplicazione possibile è la separazione dei polloni, che la pianta emette alla base. Nessuna fonte consultata descrive prove di coltura di tessuti o di incrocio con un’altra specie.
Malattie e parassiti
Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri di Encephalartos relictus.
Rusticità
Non esiste alcun dato sulla resistenza al freddo di Encephalartos relictus.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione né in Italia né in Francia. Sul forum francese Fous de palmiers, un partecipante di ritorno dal Sudafrica ricordava nel 2011 soltanto che la specie era praticamente introvabile in commercio: il clima del sud-est della Francia, vicino a quello di molte regioni italiane, non offre quindi alcuna esperienza da trasporre. Negli altri Encephalartos, le sopravvivenze osservate nelle zone fredde riguardano spesso giovani piante con il caudice ancora interrato, protette dall’inerzia termica del suolo o dalla neve; una pianta adulta con il tronco aereo come questa non beneficerebbe di tale protezione.
Riferimenti internazionali
Non è stato trovato alcun valore di rusticità, né misurato né dichiarato da un vivaista. Le stime di zona USDA che si incontrano in rete non si basano su alcuna osservazione. Data la rarità della pianta, la coltivazione al riparo dal gelo è d’obbligo.
Tossicità e precauzioni
Non è stato pubblicato alcun dato sulla tossicità di Encephalartos relictus. Il rischio è invece documentato nel genere: la tossicità di Encephalartos horridus fu dimostrata già nel 1944 (Van der Walt), e i semi degli Encephalartos contengono glicosidi propri delle cicadee, la cicasina e la macrozamina, che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. Considerate quindi la pianta tossica e tenetela lontano dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione, rivolgetevi a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Non è documentato alcun uso tradizionale di Encephalartos relictus.
Domande frequenti
Encephalartos relictus esiste ancora allo stato selvatico?
No. È classificato estinto in natura dalla IUCN fin dalla sua descrizione. È stato trovato in un solo luogo dell’eSwatini, e nessun’altra pianta è stata segnalata dopo la raccolta del 1971.
Perché non produce semi?
Perché non si conosce alcun cono femminile. La descrizione originale cita solo coni maschili; senza una pianta femminile della stessa specie non si può ottenere alcun seme puro. Il caso ricorda quello di Encephalartos woodii, noto per un solo esemplare maschile.
Che cosa significa relictus?
«Abbandonato» o «lasciato indietro» in latino. Il nome sottolinea che la specie è un relitto, noto in una sola località.
Come distinguerlo da Encephalartos heenanii?
Dalle foglioline e dai coni. Quelle di Encephalartos relictus sono rialzate e oblunghe, quelle di Encephalartos heenanii piegate verso il basso; i coni maschili sono glabri nel primo, pubescenti nel secondo. Anche gli ambienti differiscono: bosco misto per l’uno, prateria d’altitudine per l’altro.
Si può acquistare un Encephalartos relictus?
In pratica, quasi mai. Le piante note sono pochissime, e qualsiasi commercio richiede documenti CITES e, nell’Unione europea, un certificato per una specie dell’Allegato A. Un’offerta senza provenienza documentata, e a maggior ragione un’offerta di semi, va considerata con la massima diffidenza.
È rustico?
Non si sa. Non è mai stata pubblicata alcuna osservazione. La pianta va coltivata al riparo dal gelo.
È tossico?
Va considerato tale. Non esiste alcun dato per la specie, ma gli Encephalartos contengono tossine pericolose per l’uomo e per gli animali.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads, Encephalartos relictus: https://cycadlist.org/scientific_name/340 — nome accettato, autore, pubblicazione, tipo, distribuzione, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN (EW, 2022). Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN (versione 2026.08.15), affidabile; consultata direttamente.
- IPNI, Encephalartos relictus: https://www.ipni.org/n/20002658-1 — riferimento della pubblicazione originale. Banca dati nomenclaturale di riferimento; consultata direttamente.
- Bothalia (AOSIS), testo della descrizione originale: https://journals.abcjournal.aosis.co.za/index.php/abc/article/view/522 — descrizione, confronto con Encephalartos heenanii, quota, habitat, stato nel 2001. Rivista con revisione paritaria, fonte primaria; testo integrale consultato.
- Species+ (CITES e UE), Encephalartos relictus: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/20136/legal — Appendice I della CITES, Allegato A dell’UE, pareri del gruppo di esame scientifico. Banca dati ufficiale; consultata direttamente.
- CYCADS, bollettino del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN (gennaio 2022): https://www.cycadgroup.org/wp-content/uploads/2022/01/CYCADS-VOL_61_2022-1.pdf — assenza della specie dalla collezione di Nong Nooch. Articolo del curatore di un orto botanico, affidabile; consultato direttamente.
- Tropicamente, discussione «Semi di Encephalartos Woodii» (gennaio 2011): https://www.tropicamente.it/forums/topic/semi-di-encephalartos-woodii/ — offerta fraudolenta di semi, tra cui Encephalartos relictus. Forum italiano di coltivatori, testimonianza; letta l’11 ottobre 2026.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36 (1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli nel 1993-94, senza Encephalartos relictus. Rivista dell’orto botanico, fonte datata; tabella letta direttamente.
Bibliografia
- Hurter, P.J.H. & Glen, H.F. (2001). Encephalartos relictus: a new species from southern Africa. Bothalia 31(2): 197-199. [Descrizione originale; testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. [Etimologia, citata da The World List of Cycads; testo non consultato.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos relictus. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41764A51054439. [Valutazione EW, citata da The World List of Cycads; non consultata, sito inaccessibile.]
- Donaldson, J.S. (a cura di) (2003). Cycads. Status Survey and Conservation Action Plan. IUCN/SSC Cycad Specialist Group, Gland e Cambridge. [Stato EW, effettivo selvatico nullo, una sola collezione di orto botanico nel 2003; testo integrale consultato.]
- Lindstrom, A. (2022). The cycad collection at Nong Nooch Tropical Botanical Garden, Thailand. CYCADS 6(1). [Collezione completa di Encephalartos tranne questa specie; testo integrale consultato.]
- Van der Walt, S.J. (1944). Recent investigations into the toxicity of plants, etc., in the Union of South Africa. Onderstepoort Journal of Veterinary Science and Animal Industry 20(1). [Tossicità di Encephalartos horridus; riassunto consultato per la pagina del genere.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]