Encephalartos humilis è una piccola cicadea del Sudafrica, endemica della provincia di Mpumalanga, che cresce nelle praterie rocciose di colline e montagne comprese tra Nelspruit (Mbombela), Waterval Boven, Carolina e Lydenburg. Questa specie del genere Encephalartos è tra le più piccole del gruppo: in natura il tronco, in gran parte interrato, sporge dal suolo di una decina di centimetri appena, e le foglie misurano da 30 a 55 cm. Descritta nel 1951 dalla botanica sudafricana Inez Clare Verdoorn, era stata fino ad allora confusa con Encephalartos lanatus ed Encephalartos laevifolius. La Lista rossa della IUCN la classifica come vulnerabile.
In sintesi: Encephalartos humilis
- Nome accettato: Encephalartos humilis I.Verd. (1951), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
- Nomi antichi e sinonimi: nessun sinonimo; prima del 1951 alcune raccolte della specie erano classificate come Encephalartos lanatus o Encephalartos laevifolius
- Famiglia: Zamiaceae
- Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «dwarf cycad» in inglese
- Distribuzione naturale: Sudafrica, Mpumalanga (zone di Nelspruit, Waterval Boven, Carolina e Lydenburg)
- Stato IUCN: vulnerabile (VU A2acd+4acd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v)), Lista rossa 2022
- CITES e altre tutele: Appendice I della CITES dal 4 febbraio 1977; Allegato A nell’Unione europea, Italia compresa; parere favorevole dell’UE alle importazioni dal Sudafrica limitato alle piante con caudice di 7 cm al massimo (dal 21 giugno 2017); raccolta in natura vietata in Sudafrica
- Rusticità documentata: nessuna osservazione datata in coltivazione (vedi Rusticità)
- Esposizione e substrato: in natura praterie rocciose, con la pianta incastrata tra le rocce; suolo sabbioso su arenaria secondo il SANBI, ma il campione tipo fu raccolto su dolomia
- Portamento e dimensioni adulte: tronco lungo in tutto 30-50 cm, di cui circa 12 cm fuori terra, largo 13 cm; cespi formati da polloni; foglie di 30-55 cm
- Tossicità: non studiata per la specie; semi tossici negli altri Encephalartos (vedi Tossicità e precauzioni)
- In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici; nessun riscontro di coltivazione pubblicato
Come riconoscere Encephalartos humilis?
Encephalartos humilis si riconosce soprattutto dalla taglia minuscola: una pianta bassa, quasi nascosta nell’erba, che forma piccoli cespi grazie ai polloni basali e cresce di solito incastrata tra rocce basse. La descrizione originale di Verdoorn (1951) indica questi caratteri:
- Tronco: lungo in tutto circa 35 cm (da 30 a 50 cm), di cui circa 12 cm sopra il suolo in natura (spesso di più in coltivazione: un esemplare osservato arrivava a 45 cm), largo 13 cm, di solito ristretto a cono all’apice e coperto da una lana sottile;
- Foglie: ricurve, con le foglioline disposte a V, dapprima lanose poi quasi glabre con qualche ciuffo di lana; lunghe 30-35 cm sul terreno (30-55 cm nella diagnosi latina);
- Foglioline: strettamente lineari, a margine intero, terminate da una piccola punta pungente; quelle mediane lunghe 9-13 cm e larghe 4-6 mm, con circa 9 nervature sporgenti sulla pagina inferiore;
- Cono maschile: fino a 15 cm di lunghezza e 4 cm di diametro, con squame densamente lanose e poco sporgenti;
- Cono femminile: sconosciuto al momento della descrizione.
H. Basil Christian, che coltivava queste piante, aveva notato che le foglie non spuntano tutte insieme, «come un mazzo di asparagi», ma una dopo l’altra, con un picciolo molto ritorto. Verdoorn osserva che questo carattere, forse accidentale, compare in diverse piante della specie.
Ibridi
Nelle fonti consultate non è segnalato alcun ibrido di Encephalartos humilis.
Possibili confusioni
Encephalartos humilis fa parte di un piccolo gruppo di specie del nord-est del Sudafrica con foglioline strette e a margine intero, insieme a Encephalartos lanatus e a Encephalartos laevifolius. Verdoorn (1951) riassume così le differenze osservabili sul terreno:
- Encephalartos lanatus, degli altipiani (highveld) della zona di Middelburg: tronchi di 1,5-4 piedi (circa 0,5-1,2 m), raramente 5 piedi; la lana resta a lungo sul rachide; coni maschili e femminili grossi e lanosi a lungo;
- Encephalartos laevifolius, delle creste rocciose dei monti attorno a Barberton: tronchi di 5-11 piedi (circa 1,5-3,4 m); foglie più lunghe, presto glabre, leggermente glauche; coni che diventano quasi glabri;
- Encephalartos humilis, delle colline erbose e rocciose sotto le cime: tronco che sporge dal suolo solo di pochi pollici; coni maschili molto più piccoli (fino a 15 cm, contro circa 24-30 cm nelle altre due specie), con squame più piatte.
Secondo Dyer, citato da Palmer e Pitman (1972), aiuta anche il numero di nervature sotto le foglioline mediane: circa 9 in Encephalartos humilis, 10-12 in Encephalartos laevifolius e 10-14 in Encephalartos lanatus. Senza coni, e soprattutto su una pianta giovane, l’identificazione resta difficile.
Tassonomia
Encephalartos humilis è un nome accettato da The World List of Cycads, senza sinonimi. Inez Clare Verdoorn lo pubblicò nel 1951 sulla rivista Bothalia (volume 6, fascicolo 1, pp. 220 e 241, tavola 3), all’interno di un articolo collettivo dedicato a «specie nuove». Il tipo è la raccolta di R.A. Dyer n. 4806, con un cono maschile, fatta su Schagen Hill, vicino a Nelspruit, «su dolomia con Aloe recurvifolia» secondo l’etichetta riportata da The World List of Cycads (olotipo all’erbario nazionale di Pretoria, isotipi a Grahamstown e a Stoccolma). Verdoorn cita anche raccolte di Schoemanskloof, di Rosehaugh e del monte Majuba, nella riserva forestale di Berlin.
La descrizione della specie ha sciolto un vecchio equivoco. Nella Flora Capensis Hutchinson e Rattray (1933) avevano riunito Encephalartos laevifolius ed Encephalartos lanatus sotto quest’ultimo nome. Henderson (1945) li separò di nuovo, ma collocava ancora sotto Encephalartos lanatus varie raccolte di Rosehaugh, di Schoemanskloof e di Schagen. Verdoorn (1951) dimostrò che quelle piante formano una terza specie e che le misure dei coni attribuite a Encephalartos lanatus nella Flora Capensis mescolavano in realtà le tre. Attribuì inoltre a Encephalartos humilis raccolte più antiche citate nella flora del Transvaal di Burtt Davy, come quella di Wilms lungo il fiume Crocodile. In pratica, nei testi anteriori al 1951 la specie può comparire con il nome di Encephalartos lanatus.
Etimologia e storia
L’epiteto humilis significa in latino «umile» o «basso», con riferimento alla piccola taglia della pianta (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads).
Secondo Verdoorn (1951), fu il collezionista H. Basil Christian il primo a sospettare l’esistenza di una terza specie nel gruppo. Coltivava piante provenienti dai vivai Krantz, nello Schoemanskloof, e aveva notato che avevano tronchi più conici, cicatrici fogliari più piccole e foglie che restavano più corte di quelle delle piante vicine delle altre due specie, coltivate accanto per molti anni. La comparsa di un cono maschile, «come una miniatura» di quelli delle altre due specie, avviò le osservazioni sul terreno che portarono alla descrizione.
Nomi comuni
Non è attestato alcun nome italiano per Encephalartos humilis. In inglese la specie è chiamata «dwarf cycad», cioè «cicadea nana» (Species+, da un estratto della scheda PlantZAfrica del SANBI). È un nome descrittivo, che può valere anche per altre piccole cicadee e da solo non identifica la specie.
In natura
Encephalartos humilis vive solo nel Mpumalanga, secondo The World List of Cycads. Da un estratto della scheda PlantZAfrica del SANBI (sito non consultato direttamente), si trova nelle zone di Nelspruit, Waterval Boven, Carolina e Lydenburg, in praterie d’altitudine, su suolo sabbioso, su pendii esposti a nord-est o a est, su arenaria o tra le rocce, in una regione di piogge abbondanti e fitte nebbie. L’etichetta del campione tipo indica invece una stazione su dolomia: il substrato varia quindi da una località all’altra. Verdoorn (1951) la descrive su colline rocciose coperte d’erba, sotto le cime, spesso nascosta dalle graminacee. L’altitudine esatta delle popolazioni non è indicata nelle fonti consultate.
Stato di conservazione e normativa
Encephalartos humilis è classificato vulnerabile (VU) nella Lista rossa della IUCN, secondo la valutazione del 2022 (Bösenberg) citata da The World List of Cycads, con i criteri A2acd+4acd; B1ab(iii,v)+2ab(iii,v): declino passato e previsto delle popolazioni, areale piccolo e frammentato. Secondo un estratto della scheda PlantZAfrica, anche la Lista rossa delle piante del Sudafrica lo considera vulnerabile e segnala un habitat fortemente colpito dalla silvicoltura. Non è stato trovato alcun dato numerico sulle popolazioni.
Normativa, secondo Species+ (consultato il 2 ottobre 2026):
- CITES: Appendice I dal 4 febbraio 1977, come tutto il genere; le piante riprodotte artificialmente sono trattate come esemplari dell’Appendice II;
- Unione europea: Allegato A del regolamento (CE) n. 338/97, nell’elenco fissato dal regolamento (UE) 2026/1383, valido anche in Italia; per le importazioni di piante riprodotte artificialmente dal Sudafrica (codici di origine A e D), il parere del gruppo di consultazione scientifica dell’UE è favorevole dal 21 giugno 2017 per le piante con caudice di 7 cm di diametro al massimo (era favorevole fino a 15 cm dal 20 giugno 2011);
- Sudafrica: la raccolta di cicadee selvatiche è vietata in tutto il paese dal febbraio 2007 (regolamento TOPS, sostituito dall’avviso governativo n. 371 del maggio 2012), secondo i documenti del SANBI sul genere.
Il limite di 7 cm serve ad autorizzare solo piante giovani, più facili da ricondurre a una riproduzione in vivaio rispetto a un grosso esemplare. In Italia i controlli CITES spettano al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Servizio CITES dei Carabinieri. Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: prima di qualsiasi acquisto o importazione verificate la situazione su Species+ e su EUR-Lex ed esigete la prova che la pianta proviene da coltivazione.
Coltivazione
I riscontri di coltivazione pubblicati per Encephalartos humilis sono quasi inesistenti: sul forum francese Fous de palmiers nessun messaggio descrive una prova di coltivazione, e sul forum italiano Tropicamente la specie è appena citata. Le uniche indicazioni sicure vengono dalla descrizione originale e dall’habitat.
- Portamento in coltivazione: il tronco sporge dal suolo più che in natura; Verdoorn cita un esemplare coltivato di 45 cm;
- Esposizione: in natura prateria aperta, tra le rocce, in un clima con nebbie estive;
- Substrato: molto drenante; sabbia su arenaria nella maggior parte delle stazioni, dolomia nella località tipo;
- Crescita: non documentata con misure; la piccola taglia delle piante adulte e le foglie corte ne fanno una specie adatta alla coltivazione in vaso.
In Italia
Negli orti botanici. Nessuna presenza di Encephalartos humilis è documentata negli orti botanici italiani consultati: la specie non figura nell’elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli nel 1993-94 (pubblicato su Delpinoa nel 1997), né nelle pubblicazioni più recenti del giardino (2007, 2019), né nell’elenco delle cicadee dell’Orto Botanico «Pietro Castelli» di Messina (pagina del 2009), né nelle altre fonti raccolte su Palermo, Firenze e la Mortola.
Riscontri di coltivazione. Sul forum Tropicamente un coltivatore di Ravenna (Emilia-Romagna, zona USDA 8a/8b secondo la sua firma) cita nel dicembre 2010 Encephalartos humilis tra gli Encephalartos «nani», a tronco sotterraneo o a crescita ridotta, adatti alla coltivazione in vaso, rinviando a una tabella del SANBI; non riferisce però alcuna esperienza personale con la specie. Non è stato trovato alcun riscontro per le coste liguri e tirreniche, la pianura padana, i laghi prealpini, il versante adriatico o le isole.
Esperienze in Francia, utili per l’Italia
Il clima del sud-est della Francia è vicino a quello di molte regioni italiane, come le riviere ligure e tirrenica, la Sicilia, la Sardegna o la Puglia, e le esperienze francesi possono orientare il coltivatore italiano. Per questa specie mancano però del tutto: sul forum Fous de palmiers un partecipante scrive nel giugno 2011 che la specie «non è stata molto provata» e che è rarissima in coltivazione, e un coltivatore di Agen (Lot-et-Garonne) la cita nel gennaio 2011 tra le specie che immagina rustiche, senza averla provata. Sono pareri, non osservazioni.
Moltiplicazione
Encephalartos humilis produce polloni alla base e forma naturalmente piccoli cespi (Verdoorn, 1951). In coltivazione si moltiplica per seme, dopo impollinazione manuale, o separando i polloni di una pianta detenuta legalmente. Non è stato trovato alcun dato specifico sulla germinazione o sulla radicazione dei polloni.
Malattie e parassiti
Nelle fonti consultate non è descritta alcuna malattia né alcun parassita propri di Encephalartos humilis. Come per le altre cicadee, il pericolo principale in coltivazione è il marciume delle radici e del caudice in un substrato che resta bagnato a lungo, soprattutto d’inverno.
Rusticità
La rusticità di Encephalartos humilis non è documentata: non è stata trovata alcuna prova datata, né in Italia né in Francia né altrove. Alcuni coltivatori, e un vivaio sudafricano citato su un forum, lo collocano tra gli Encephalartos a foglioline sottili ritenuti più resistenti al freddo, ma senza alcun valore misurato.
In Italia e nel sud della Francia
Non è stato trovato alcun riscontro datato e quantificato, né in Italia né in Francia, per nessuna zona climatica. Le sole menzioni, sul forum italiano Tropicamente e su quello francese Fous de palmiers, sono pareri sulla taglia o sulla presunta rusticità della specie, senza prove di coltivazione all’aperto.
Riferimenti internazionali
Neppure fuori dall’Europa è stato trovato un dato numerico. L’habitat è formato da praterie d’altitudine del Mpumalanga, ma nessuna fonte consultata indica le temperature minime delle stazioni. Come negli altri Encephalartos, un tronco quasi interamente interrato sfrutta l’inerzia termica del suolo: vale in natura e per una giovane pianta coltivata in piena terra, ma una pianta in vaso, la cui zolla gela facilmente, non gode di questa protezione. In mancanza di dati, conviene coltivare la specie in vaso e ripararla dal gelo e dalla pioggia durante l’inverno.
Tossicità e precauzioni
Nessuno studio ha riguardato la tossicità di Encephalartos humilis, ma la pianta non va considerata innocua: la tossicità degli Encephalartos è dimostrata per Encephalartos horridus fin dal 1944, e i semi delle cicadee contengono glicosidi tossici (cicasina, macrozamina) che colpiscono il fegato, l’apparato digerente e il sistema nervoso. Tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali, usate i guanti per maneggiare i semi e, in caso di ingestione, rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.
Usi tradizionali
Nelle fonti consultate non è descritto alcun uso tradizionale di Encephalartos humilis.
Domande frequenti
Encephalartos humilis è il più piccolo Encephalartos?
È uno dei più piccoli, ma nessuna fonte consultata lo indica ufficialmente come il primo. In natura il tronco sporge dal suolo di una decina di centimetri e le foglie misurano 30-55 cm. Nel genere esistono altre specie nane.
Come distinguere Encephalartos humilis da Encephalartos lanatus?
Dalla taglia e dai coni. Encephalartos lanatus forma un tronco di 0,5-1,2 m e porta coni grossi e molto lanosi; Encephalartos humilis resta quasi interrato e i suoi coni maschili non superano i 15 cm. Le sue foglioline hanno anche meno nervature, circa 9 contro 10-14.
Encephalartos humilis resiste al freddo in Italia?
Non si sa. Non è stata pubblicata alcuna prova. È ritenuto uno degli Encephalartos a foglioline sottili più resistenti, ma senza valori misurati: coltivatelo in vaso e riparatelo dal gelo e dalla pioggia d’inverno.
Si può coltivare Encephalartos humilis in vaso?
Sì, la sua piccola taglia si presta bene. Usate un vaso profondo e un substrato molto drenante. Non esistono regole di coltivazione pubblicate per la specie: seguite i consigli generali validi per gli Encephalartos.
Si può importare Encephalartos humilis in Italia?
Sì, a certe condizioni. La specie è nell’Appendice I della CITES e nell’Allegato A nell’Unione europea. Il parere europeo è favorevole alle importazioni di piante riprodotte artificialmente dal Sudafrica, ma solo fino a 7 cm di diametro del caudice; servono i permessi CITES di esportazione e di importazione.
Perché Encephalartos humilis è minacciato?
Perché il suo areale è piccolo e frammentato e il suo habitat si riduce. La Lista rossa lo classifica vulnerabile per un declino passato e previsto delle popolazioni. Secondo il SANBI, la silvicoltura ha colpito duramente il suo habitat; i prelievi per le collezioni minacciano inoltre le cicadee sudafricane in generale.
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Fonti
Siti di riferimento
- The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Encephalartos humilis: https://cycadlist.org/scientific_name/305 — nome accettato, pubblicazione, tipo (Dyer 4806, Schagen Hill, su dolomia), distribuzione, etimologia (Haynes 2022), stato IUCN 2022. Lista di riferimento delle cicadee, affidabile; consultata direttamente.
- Species+ (UNEP-WCMC), Encephalartos humilis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/14767/legal — Appendice I della CITES, Allegato A dell’UE, pareri del gruppo di consultazione scientifica dell’UE (7 cm di caudice dal 2017), nome comune inglese. Banca dati ufficiale, affidabile; consultata direttamente il 2 ottobre 2026.
- IPNI, Encephalartos humilis: https://www.ipni.org/n/297094-1 — riferimento della pubblicazione originale. Indice nomenclaturale di riferimento; consultato direttamente.
- Bothalia (AOSIS), Bruce e coll. (1951), «Newly described species»: https://journals.abcjournal.aosis.co.za/index.php/abc/article/view/1689 — testo integrale della descrizione originale e delle osservazioni sul terreno sulle tre specie. Letteratura primaria, affidabile; consultata direttamente.
- Internet Archive, Journal of South African Botany vol. 11 (1945): https://archive.org/details/journalofsouthaf11unse — revisione di Henderson (trattamento di Encephalartos lanatus ed Encephalartos laevifolius). Letteratura primaria digitalizzata, affidabile; consultata direttamente.
- The Gymnosperm Database, Encephalartos laevifolius: https://conifers.org/za/Encephalartos_laevifolius.php — confronto delle nervature secondo Dyer (Palmer e Pitman 1972). Base enciclopedica di seconda mano; consultata direttamente.
- SANBI PlantZAfrica, Encephalartos humilis: https://pza.sanbi.org/node/12813 — distribuzione, habitat, stato nazionale. Sito del giardino botanico nazionale sudafricano, affidabile ma bloccato: letto solo tramite estratti di ricerca.
- Gaudio L. e coll., «Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae)», Delpinoa 35-36: 55-64 (vol. 1993-94, uscito nel 1997): https://www.ortobotaniconapoli.it/images/Delpinoa/Delpinoa_n_s_35-36_1993-94_%5B1997%5D/Delpinoa_35-36_1993-94_%5B1997%5D_055-064.pdf — elenco delle 34 specie di Encephalartos coltivate all’Orto Botanico di Napoli, in cui la specie non figura. Rivista dell’Orto botanico, affidabile ma datata; consultata direttamente.
- Orto Botanico «Pietro Castelli» di Messina, pagina «Cicadee» (23 febbraio 2009): https://www.ortobotanico.messina.it/cicadee/ — elenco delle cicadee del giardino, in cui la specie non figura. Sito istituzionale; consultato l’11 ottobre 2026.
- Tropicamente, discussione «Cycadee in vaso»: https://www.tropicamente.it/forums/topic/cycadee-in-vaso/ — specie citata tra gli Encephalartos nani adatti al vaso (Ravenna, dicembre 2010). Forum italiano di coltivatori, valore indicativo; letto l’11 ottobre 2026.
- Forum Fous de palmiers, discussione sulle prove di rusticità di Encephalartos friderici-guilielmi e discussione «Forum sur les Cycadales»: https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=9568 e https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?t=8427 — pareri sulla rusticità, senza prove. Forum francese di coltivatori, testimonianze; consultato direttamente.
Bibliografia
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- Henderson, M.P. (1945). Materials for a revision of the South African species of Encephalartos. Journal of South African Botany 11: 3-65. [Trattamento delle specie vicine; consultato direttamente.]
- Hutchinson, J. & Rattray, G. (1933). Cycadaceae. In Flora Capensis 5(2): 24-44. [Unione di Encephalartos laevifolius ed Encephalartos lanatus; non consultato, secondo Henderson 1945 e Verdoorn 1951.]
- Palmer, E. & Pitman, N. (1972). Trees of Southern Africa. Balkema, Città del Capo. [Confronto delle nervature secondo Dyer; letto tramite The Gymnosperm Database.]
- Bösenberg, J.D. (2022). Encephalartos humilis. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41917A51056988. [Stato VU; non consultato (sito bloccato), secondo The World List of Cycads.]
- Gaudio, L., Aceto, S., Caputo, P., Cozzolino, S., Siniscalco Gigliano, G., Moretti, A. & De Luca, P. (1997). Enzyme polymorphism in Encephalartos Lehmann (Zamiaceae). Delpinoa n.s. 35-36 (1993-1994): 55-64. [Specie coltivate a Napoli; testo integrale consultato.]
- Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. https://doi.org/10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia; secondo The World List of Cycads.]
- Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. https://doi.org/10.5281/zenodo.21958524 [Nomenclatura e distribuzione; consultata direttamente.]