Cycas hoabinhensis

Cycas hoabinhensis è una cicadea endemica del Vietnam settentrionale, nota soltanto in quattro province a sud e a sud-ovest di Hanoi: Hòa Bình, da cui prende il nome, Hà Nam, Ninh Bình e l’ex provincia di Hà Tây. Questa specie del genere Cycas è stata descritta nel 2004 dai botanici vietnamiti Phan Kế Lộc e Nguyễn Tiến Hiệp, nella revisione delle Cycas del Vietnam firmata con l’australiano Ken Hill. La IUCN la considera in pericolo. È una delle Cycas meno conosciute fuori dal Vietnam, e molti dati che circolano su di essa non sono verificabili: questa pagina riporta solo ciò che le fonti consultate permettono di confermare.

In sintesi: Cycas hoabinhensis

  • Nome accettato: Cycas hoabinhensis P.K.Lôc & T.H.Nguyên (2004), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo; prima della pubblicazione il nome circolava tra virgolette, come nome provvisorio (2003)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; nessun nome vietnamita confermato da una fonte affidabile
  • Distribuzione naturale: Vietnam settentrionale (province di Hòa Bình, Hà Nam, Ninh Bình ed ex Hà Tây)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN); rivalutazione di T.H. Nguyễn pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa, dopo la valutazione del 2010 (criteri A2acd+4acd; B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v), secondo The World List of Cycads)
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea; in Vietnam presente in almeno un’area protetta secondo il piano d’azione della IUCN (2003)
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: non documentati con certezza (vedi In natura)
  • Portamento e dimensioni adulte: la descrizione originale non ha potuto essere consultata; nessuna misura verificata (vedi Come riconoscere)
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani e nessun riscontro di coltivazione trovato
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas hoabinhensis?

La risposta onesta è che le fonti accessibili non permettono di descriverla con precisione. La descrizione originale, pubblicata nel 2004 nella Botanical Review (pagine 153-155, figura 5), è consultabile solo in abbonamento e non ha potuto essere letta; nessun’altra fonte verificabile ne riprende le misure di fusto, foglie, coni e semi. Per questo la pagina non fornisce dati morfologici: le cifre che si trovano in rete senza riferimento a quella descrizione non sono state riprese.

Chi vuole vedere la pianta può consultare la galleria fotografica di The World List of Cycads, che nel 2026 raccoglie 28 osservazioni e 48 fotografie fatte in Vietnam, soprattutto nella provincia di Hòa Bình, ma anche in quelle di Hà Nam e di Hanoi. Come tutte le Cycas, è una pianta dioica: gli esemplari maschili portano un cono di microsporofilli, quelli femminili una corona di megasporofilli (le foglie fertili che portano gli ovuli).

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né ottenuto in coltivazione.

Possibili confusioni

In mancanza di una descrizione verificabile, i confronti morfologici non possono essere riportati. Si può però indicare quali altre Cycas vivono nella stessa regione secondo The World List of Cycads, e con le quali un’identificazione basata solo sulla località sarebbe rischiosa:

  • Cycas dolichophylla, molto più diffusa nel nord del Vietnam e nel sud della Cina, segnalata anche nelle province di Hòa Bình e di Ninh Bình;
  • Cycas sexseminifera, nota tra l’altro nella provincia di Ninh Bình;
  • Cycas fugax, della vicina provincia di Phú Thọ, descritta nella stessa revisione del 2004.

Per un’identificazione sicura occorre la descrizione originale, o il parere di un orto botanico che coltivi piante di provenienza nota.

Tassonomia

Cycas hoabinhensis è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. È stata pubblicata nel 2004 da Phan Kế Lộc e Nguyễn Tiến Hiệp nella revisione «The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam» di Ken Hill, Nguyễn Tiến Hiệp e Phan Kế Lộc (The Botanical Review 70(2): 134-193), che elenca 24 specie per il Vietnam, nove delle quali nuove, tra cui questa. Da qui l’autore abbreviato «P.K.Lôc & T.H.Nguyên».

Il tipo è il campione Phan Kế Lộc P3194a, raccolto nel luglio 1966 a Chi Nê, nel distretto di Lạc Thủy, provincia di Hòa Bình; l’olotipo è conservato nell’erbario HNU, ad Hanoi, gli isotipi negli erbari HN (Hanoi) e NSW (Sydney) (The World List of Cycads).

La pianta era nota ai botanici prima della descrizione: nel piano d’azione per le cicadee della IUCN pubblicato nel 2003, la tabella delle specie asiatiche curata da Ken Hill, C.J. Chen e Phan Kế Lộc la elenca già, con il nome tra virgolette, cioè come specie non ancora pubblicata.

La collocazione della specie nelle sezioni del genere non ha potuto essere verificata, perché dipende dalla descrizione originale.

Etimologia e storia

L’epiteto si riferisce alla presenza della specie nella provincia di Hòa Bình, nel Vietnam settentrionale (Haynes 2022, ripreso da The World List of Cycads). Il campione tipo, raccolto nel 1966, mostra che la pianta era stata osservata dai botanici vietnamiti quasi quarant’anni prima di ricevere un nome. Nel 2006 la rivista sudafricana Encephalartos le ha dedicato un articolo («Focus on Cycas hoabinhensis», Osborne e colleghi), che non ha potuto essere consultato. Non è documentata alcuna storia della sua introduzione in coltivazione fuori dal Vietnam.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome italiano. Nessun nome vietnamita proprio della specie è stato confermato da una fonte affidabile. Nessun nome inglese proprio della specie è stato trovato.

In natura

Cycas hoabinhensis è endemica del Vietnam settentrionale. The World List of Cycads la indica nelle province di Hòa Bình, Hà Nam e Ninh Bình e nell’ex provincia di Hà Tây, oggi inglobata nella città di Hanoi; la località tipo è Chi Nê, nel distretto di Lạc Thủy (provincia di Hòa Bình). Il piano d’azione della IUCN del 2003 la segnalava presente in almeno un’area protetta, senza precisare quale.

Il substrato, la quota e il tipo di foresta in cui cresce non sono descritti nelle fonti che hanno potuto essere lette. Nel 2003 la tabella del piano d’azione della IUCN ne stimava la popolazione tra 2500 e 10 000 piante, in forte declino, con un areale (estensione di presenza) di circa 50 km² e una perdita di habitat del 50-80% nei trent’anni precedenti. Impollinatori, fenologia e dispersione dei semi non sono documentati.

Stato di conservazione e normativa

The World List of Cycads attribuisce a Cycas hoabinhensis la categoria in pericolo (EN), con i criteri A2acd+4acd; B1ab(ii,iii,v)+2ab(ii,iii,v): riduzione della popolazione passata e prevista, legata al declino dell’habitat e allo sfruttamento, e un areale ristretto e frammentato. La lista cita la valutazione di Nguyễn Tiến Hiệp per la Lista rossa del 2010; una rivalutazione di T.H. Nguyễn è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), e la categoria è rimasta EN: è quella che GBIF riprende oggi dai dati della Lista rossa (consultazione del 18 ottobre 2026). Il sito della IUCN non ha potuto essere consultato direttamente. Già nel 2003 il piano d’azione della IUCN classificava la specie in pericolo (criterio A4c) e la indicava come presente in almeno un’area protetta.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas hoabinhensis rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultata il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.

Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e, per una specie minacciata dalla raccolta in natura, preferite esclusivamente piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Cycas hoabinhensis, e sui forum francesi e italiani consultati non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Europa. Il piano d’azione della IUCN del 2003 la segnalava presente in almeno una collezione di orto botanico o di istituzione pubblica, senza precisare quale; nelle collezioni europee consultate la specie non è documentata. Nella banca dati BGCI PlantSearch due giardini la dichiarano (ricerca del 21 ottobre 2026): il Royal Botanic Garden di Sydney, in Australia, e il San Diego Botanic Garden, a Encinitas in California; una dichiarazione non prova che la pianta vi sia ancora viva oggi, né dice se cresca all’aperto o in serra. In mancanza di qualsiasi dato sul freddo, nel nostro clima va trattata come una pianta da serra o da vaso da ritirare in inverno, con un substrato drenante come per le altre Cycas.

In Italia

Cycas hoabinhensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è documentato in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; per una specie in pericolo, la semina di semi di origine legale e coltivata è l’unico modo responsabile per procurarsela.

Malattie e parassiti

Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Come tutte le Cycas, può essere colpita dalla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e un substrato che resta bagnato a lungo favorisce il marciume delle radici.

Rusticità

Per Cycas hoabinhensis non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Nessuna fonte indica fino a quale temperatura la pianta sopporti il freddo, né in natura né in coltivazione. Il vivaio britannico Trebrown la classifica nella zona USDA 9b (minime medie annue da −3,9 a −1,1 °C): è una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.

Lo stesso vale per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: sul forum francese Fous de palmiers la specie compare solo in tre messaggi del 2010 (un progetto di viaggio di osservazione in Vietnam, la fotografia di una pianta coltivata in città ad Hanoi e una pianta in forma di bonsai messa in vendita con questo nome, della cui identità dubitava l’autore del messaggio), nessuno dei quali riguarda una coltivazione in Francia, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas hoabinhensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli, con vomito, diarrea e lesioni al fegato che possono essere mortali.

In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas hoabinhensis. I criteri della valutazione IUCN del 2010 (A2acd+4acd) includono lo sfruttamento tra le cause del declino, ma le fonti consultate non precisano l’uso delle piante prelevate.

Domande frequenti

Da dove viene il nome hoabinhensis?

Dalla provincia di Hòa Bình, nel Vietnam settentrionale. È lì, a Chi Nê, nel distretto di Lạc Thủy, che è stato raccolto nel 1966 il campione su cui si basa la descrizione.

Dove cresce in natura?

Soltanto nel nord del Vietnam, nelle province di Hòa Bình, Hà Nam e Ninh Bình e nell’ex provincia di Hà Tây, oggi parte di Hanoi.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica in pericolo (valutazione del 2010, categoria mantenuta dalla rivalutazione pubblicata nel 2023), per una riduzione della popolazione legata al declino dell’habitat e allo sfruttamento, secondo i criteri riportati da The World List of Cycads.

È protetta?

In parte. Il piano d’azione della IUCN del 2003 la segnalava presente in almeno un’area protetta in Vietnam; a livello internazionale rientra nell’appendice II della CITES, come tutta la famiglia.

Che aspetto ha?

Le fonti accessibili non lo descrivono in modo verificabile. La descrizione originale del 2004 non ha potuto essere consultata; per farsene un’idea si possono guardare le fotografie pubblicate da The World List of Cycads.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun dato sul freddo né alcun riscontro italiano; in attesa di prove, va trattata come una pianta da serra o da vaso ritirato in inverno.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

  • The World List of Cycads (versione 2026.08.15), Cycas hoabinhensis: https://cycadlist.org/scientific_name/136 — autori, protologo, tipo (Lôc P3194a, Chi Nê, 1966; olotipo HNU), distribuzione, statuto IUCN EN con criteri, etimologia, galleria fotografica, riferimenti. Lista di riferimento del gruppo di specialisti delle cicadee della IUCN, affidabile; consultata il 12 ottobre 2026.
  • Species+ (UNEP-WCMC), Cycas hoabinhensis: https://speciesplus.net/species#/taxon_concepts/23331/legal — appendice II della CITES (famiglia iscritta dal 4 febbraio 1977, annotazione #4), allegato B dell’Unione europea, Vietnam. Banca dati ufficiale della CITES e dell’UE; consultata il 12 ottobre 2026.
  • GBIF (API), Cycas hoabinhensis: https://api.gbif.org/v1/species/7639463/iucnRedListCategory — categoria attuale della Lista rossa IUCN (EN), ripresa dalla IUCN. Infrastruttura di dati di riferimento; consultata il 18 ottobre 2026.
  • Trebrown Nurseries, Cycas hoabinhensis: https://www.trebrown.com/plant_info.php?species=Cycas+hoabinhensis — zona USDA 9b, nessun nome comune. Vivaio specializzato; classificazione commerciale non sostenuta da dati di coltivazione; consultato il 18 ottobre 2026.
  • Fous de palmiers, discussione «Voyage au Vietnam, Cycas tropophylla, dolichophylla, fugax» (2010): https://www.fousdepalmiers.fr/html/forum/viewtopic.php?p=111435 — fotografia di una pianta coltivata ad Hanoi; due altri messaggi del 2010 (viaggio di osservazione, pianta in vendita di identità dubbia) trovati con la ricerca «hoabinhensis». Forum di appassionati; testimonianze, non verifiche botaniche; consultato il 18 ottobre 2026.
  • BGCI PlantSearch: https://plantsearch.bgci.org/ — due giardini che dichiarano la specie: Royal Botanic Garden Sydney e San Diego Botanic Garden (ricerca del 21 ottobre 2026). Banca dati mondiale delle collezioni degli orti botanici; una dichiarazione, non la prova di una pianta viva oggi.
  • Regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202601383 — allegati del regolamento (CE) n. 338/97 in vigore dal 29 giugno 2026. Testo ufficiale.
  • ASPCA Animal Poison Control, Sago Palm: https://www.aspca.org/pet-care/aspca-poison-control/toxic-and-non-toxic-plants/sago-palm — tossicità delle cicadee per cani, gatti e cavalli. Centro antiveleni veterinario, affidabile; dato a livello di genere.

Bibliografia

  • Hill, K.D., Nguyên, T.H. & Lôc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Protologo di Cycas hoabinhensis (pp. 153-155, fig. 5); solo il riassunto è stato consultato, testo integrale ad accesso riservato.]
  • Hill, K.D., Chen, C.J. & Lôc, P.K. (2003). Regional overview: Asia. In: Donaldson, J.S. (a cura di), Cycads. Status Survey and Conservation Action Plan, capitolo 5. IUCN/SSC Cycad Specialist Group, Gland e Cambridge. [Tabella 5.1: specie ancora inedita, EN A4c, presente in almeno un’area protetta, popolazione stimata in forte declino, estensione di presenza di circa 50 km², perdita di habitat del 50-80% in trent’anni; tabella 8.1 (capitolo 8): presenza in almeno una collezione generale; testo integrale consultato.]
  • Osborne, R., Hill, K.D., Nguyên, T.H. & Lôc, P.K. (2006). Focus on Cycas hoabinhensis. Encephalartos 87: 9-13. [Riferimento ripreso da The World List of Cycads; non consultato.]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas hoabinhensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42047A10637474. [Valutazione citata da The World List of Cycads; pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Nguyen, T.H. (2023). Cycas hoabinhensis. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42047A68902426. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42047A68902426.en [Rivalutazione, EN; riferimento verificato su Crossref, categoria attuale ripresa da GBIF, testo non consultato (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto, ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]