Cycas chevalieri

Cycas chevalieri è una cicadea del Vietnam centro-settentrionale, nota dalle province di Nghe An, Ha Tinh, Quang Binh e Quang Tri e forse presente anche nel vicino Laos. Questa specie del genere Cycas fu descritta nel 1931 dal botanico francese Jacques Leandri nella Flore générale de l’Indo-Chine, a partire da materiale incompleto raccolto per Auguste Chevalier, di cui porta il nome. A lungo confusa con Cycas balansae, di cui è stata considerata sinonimo, è oggi una specie accettata, classificata vulnerabile dalla IUCN (2023).

In sintesi: Cycas chevalieri

  • Nome accettato: Cycas chevalieri Leandri (1931), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo proprio; trattata come sinonimo di Cycas balansae nella Flora of China (1999) e inclusa in Epicycas tonkinensis da de Laubenfels e Adema (1998)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome italiano attestato; «Cây ngen», nome «annamita» (vietnamita) riportato da Leandri nel 1931
  • Distribuzione naturale: Vietnam (Nghe An, Ha Tinh, Quang Binh, Quang Tri); presenza nel Laos possibile, non confermata
  • Stato IUCN: vulnerabile (VU); valutazione di J.D. Bösenberg e T.H. Nguyen pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (prima valutazione: H.T. Nguyen, 2010); criteri indicati da The World List of Cycads, che cita come riferimento la valutazione del 2010: A4acd; B1ab(i,ii,iii,iv,v)
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun valore misurato; un vivaio britannico la colloca in zona USDA 9b, senza dati di coltivazione a sostegno (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura, foresta sempreverde, rive di ruscelli e pendii calcarei rocciosi, da circa 225 a 1000 m di quota (etichette d’erbario); esigenze in coltivazione non documentate
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto sconosciuto alla descrizione originale; foglie lunghe più di 50 cm, con foglioline di 17-27 cm (Leandri, 1931); la descrizione moderna di Hill e colleghi (2004) non ha potuto essere consultata
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né sui forum italiani
  • Tossicità: nessuna analisi specifica; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas chevalieri?

Le fonti accessibili permettono solo un ritratto parziale. La descrizione originale di Leandri (1931) si basava su materiale incompleto: non conosceva né il fusto né i coni maschili. Ne riportava questi caratteri:

  • Foglie: lunghe più di 50 cm, con rachide poco carenato e più di 24 foglioline per lato (numero esatto sconosciuto).
  • Foglioline: lineari-lanceolate, a punta acuta, talvolta un po’ falcate, glabre, ristrette subito sopra l’inserzione, di 17-27 cm per circa 18 mm; nervatura centrale larga 1 mm, in rilievo sulla pagina superiore e talvolta incavata a doccia su quella inferiore.
  • Megasporofilli: parte terminale sterile divisa profondamente, subito sopra gli ovuli, in una decina di lacinie glabre per lato, lunghe 3 cm e larghe 2,5-3 mm, talvolta biforcate, attorno a una parte centrale ovale di 4 cm per 2 cm, coperta su una sola faccia, come la parte alta del peduncolo, da una fitta pubescenza bruna; peduncolo striato di 3-5 cm, con 2-4 ovuli.
  • Frutto (seme): arrotondato, di circa 2 cm di diametro, apparentemente non del tutto maturo.

Una descrizione completa, con illustrazioni, è stata pubblicata da Hill, Nguyen e Phan nella revisione delle Cycas del Vietnam (2004, pagine 152-153, figura 4), ma non ha potuto essere consultata. Le misure che circolano in alcune schede divulgative, con foglie di oltre 2 m e foglioline fino a 42 cm, non sono state verificate; alcune coincidono con la descrizione di Cycas balansae in senso ampio della Flora of China, che includeva Cycas chevalieri, e non vanno quindi attribuite con certezza a questa specie.

Ibridi

Nessun ibrido, né naturale né di coltivazione, è documentato nelle fonti consultate. La confusione storica con altre specie, descritta più avanti, è un problema di nomi e di delimitazione delle specie, non di ibridazione.

Possibili confusioni

Il rischio di confusione maggiore riguarda le altre Cycas dell’Indocina settentrionale con cui è stata a lungo mescolata. La Flora of China (Chen e Stevenson, 1999) includeva Cycas chevalieri in Cycas balansae, specie del Vietnam settentrionale e del Guangxi; de Laubenfels e Adema (1998) la riunivano invece, con Cycas balansae, la varietà simplicipinna di Cycas micholitzii (oggi Cycas simplicipinna) e altri nomi, in un Epicycas tonkinensis in senso ampio. Le due specie sono state separate di nuovo da Hill e colleghi (2004), ma i caratteri distintivi che propongono non hanno potuto essere verificati.

In pratica, l’identificazione di una pianta coltivata sotto questo nome richiede strutture riproduttive e il confronto con la revisione del 2004; la provenienza geografica (Vietnam centro-settentrionale, da Nghe An a Quang Tri) è un indizio utile.

Tassonomia

Cycas chevalieri è accettata da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato (sito protetto). Jacques Leandri l’ha descritta nel 1931 nel trattamento delle Cycadaceae della Flore générale de l’Indo-Chine (volume 5, fascicolo 10, pagina 1092), citando due raccolte di Chevalier: una del «Tonchino occidentale», senza altra precisazione, e una del Nord-Annam, provincia di Nghe An (Vinh), «delegazione» di Nghia-hung, a Tram-lui.

Il lectotipo, conservato nell’erbario del Muséum national d’histoire naturelle di Parigi (P), è la raccolta F. Fleury per A. Chevalier n. 32612 di Nghia Hung (Tram Lui), distretto di Nghia Dan, Nghe An; è stato designato da Hill, Nguyen e Phan nel 2004. La scheda di questo campione nell’erbario di Parigi (P02088576, pubblicata da GBIF) reca la nota «donné par M. Auguste Chevalier en 1943» («donato dal signor Auguste Chevalier nel 1943»). The World List of Cycads riporta per questa raccolta la data del 20 maggio 1841, evidentemente errata, dato che Chevalier era nato nel 1873.

La storia del nome è stata movimentata. De Laubenfels e Adema, nella loro revisione del 1998 che separava il genere Epicycas, hanno incluso Cycas chevalieri in Epicycas tonkinensis, insieme a Cycas balansae, a Cycas micholitzii var. simplicipinna e ad altri nomi; la Flora of China (1999) la poneva in sinonimia di Cycas balansae. La revisione del genere in Vietnam di Hill, Nguyen e Phan (2004) l’ha ristabilita come specie, e la lista mondiale segue questa posizione.

Etimologia e storia

L’epiteto onora Auguste Jean Baptiste Chevalier (1873-1956), botanico, esploratore e storico francese, già ispettore generale dell’agricoltura e delle foreste in Vietnam, che raccolse il materiale tipo (Haynes, 2022, citato da The World List of Cycads). Le piante su cui Leandri basò la specie furono raccolte per lui, almeno in parte, da F. Fleury.

Leandri non conosceva il fusto né i coni maschili, e trovò il seme apparentemente immaturo; la revisione vietnamita del 2004 ne ha pubblicato una descrizione moderna. La descrizione originale cita anche una raccolta del «Tonchino occidentale», nel nord del paese, che le fonti recenti consultate non riprendono: l’areale attuale indicato dalla lista mondiale è limitato al Vietnam centro-settentrionale.

Nomi comuni

Non esiste alcun nome italiano attestato. Leandri (1931) riporta il nome «annamita», cioè vietnamita, «Cây ngen», trascritto qui dalla scansione della flora; non è stata trovata alcuna fonte vietnamita recente che lo confermi. Il vivaio britannico Trebrown non conosce alcun nome comune inglese, e Species+ non ne registra.

In natura

Secondo The World List of Cycads, Cycas chevalieri è nota in Vietnam dalle province di Nghe An, Ha Tinh, Quang Binh e Quang Tri, cioè nella parte centro-settentrionale del paese, tra il Tonchino meridionale e l’antico Annam. La valutazione IUCN del 2023, citata da Wikipedia, considera possibile la presenza nel vicino Laos, senza conferma.

Le etichette d’erbario pubblicate da GBIF ne descrivono gli ambienti: foresta sempreverde di latifoglie su un versante esposto a ovest verso 450 m, e foresta secondaria, luoghi aperti e rive di ruscelli fino a circa 1000 m, nel distretto di Huong Son (Ha Tinh, 1998); depositi alluvionali di massi e ghiaia vicino a un fiume a Rao An (Ha Tinh, 1998); rive di un ruscello tra 250 e 450 m nel distretto di Tuong Duong (Nghe An, 2007); infine, nel parco nazionale di Phong Nha-Ke Bang (Quang Binh, 2005), foresta sempreverde primaria chiusa su pendii ripidi e creste rocciose di calcare cristallino molto eroso a 560 m, e foresta secondaria e boscaglia su pendii calcarei a 225 m.

Le informazioni sulla densità delle popolazioni e la fenologia che circolano in rete non hanno potuto essere verificate su una fonte primaria: la valutazione della Lista rossa, che probabilmente le contiene, non era consultabile. Sono quindi omesse.

Stato di conservazione e normativa

Cycas chevalieri è classificata vulnerabile (VU) dalla IUCN. La valutazione in vigore, di J.D. Bösenberg e T.H. Nguyen, è stata pubblicata nella versione 2023-1 della Lista rossa (riferimento verificato su Crossref), e la categoria VU è confermata dai dati della IUCN ripresi da GBIF (consultazione del 18 ottobre 2026); una valutazione precedente, di H.T. Nguyen, era stata pubblicata nel 2010. The World List of Cycads indica i criteri A4acd; B1ab(i,ii,iii,iv,v) e rimanda alla pagina della valutazione del 2023, ma cita come riferimento quella del 2010: non è stato possibile verificare a quale delle due valutazioni appartengano questi criteri. Questi criteri indicano una riduzione della popolazione, osservata o prevista, legata al declino dell’habitat e al prelievo, e un areale limitato con declino continuo. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta con l’annotazione #4 (versione in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili non sono soggetti alla CITES, mentre le piante vive richiedono un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 12 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non sono state pubblicate raccomandazioni di coltivazione specifiche per Cycas chevalieri. Gli ambienti annotati sulle etichette d’erbario (foresta sempreverde, rive di ruscelli, pendii calcarei rocciosi, a bassa e media quota in una regione tropicale) indicano una coltivazione al riparo dal gelo, in un substrato ben drenato; la luce più adatta non è documentata. Si tratta di deduzioni, non di risultati di coltivazione. La specie circola comunque tra i collezionisti europei: su un forum francese, un appassionato riferiva all’inizio del 2020 di aver acquistato giovani piante l’estate precedente, insieme ad altre Cycas della stessa regione, senza dare in seguito notizie sulla loro coltivazione.

In mancanza di dati propri della specie valgono le regole comuni alle Cycas tropicali: un substrato ben drenato che non trattenga l’acqua attorno alle radici, annaffiature ridotte nel periodo fresco e una protezione completa dal gelo. Il vivaio britannico Trebrown, che la propone, la classifica in zona USDA 9b (vedi Rusticità).

In Italia

Cycas chevalieri non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e una ricerca sul forum italiano Tropicamente non ha dato alcun risultato. Non è documentata alcuna coltivazione in Italia. Nella banca dati BGCI PlantSearch (consultata nell’ottobre 2026) la dichiarano solo due orti botanici: il Jardí Botànic Marimurtra di Blanes, sulla Costa Brava (Spagna), e il Fairy Lake Botanical Garden di Shenzhen (Cina), con un’accessione ciascuno, senza precisare se le piante crescano all’aperto o al riparo.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas chevalieri è dioica e si moltiplica per seme: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Come tutte le Cycas, è esposta alla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e al marciume del fusto e delle radici in un substrato troppo bagnato.

Rusticità

Per Cycas chevalieri non esiste alcun dato misurato di resistenza al freddo. Il vivaio britannico Trebrown la classifica in zona USDA 9b, che corrisponde a minime medie annue comprese tra −3,9 °C e −1,1 °C; si tratta però di una classificazione commerciale, la stessa che il vivaio attribuisce a molte altre Cycas tropicali, non accompagnata da osservazioni di coltivazione. Nessun messaggio di forum consultato riporta una temperatura sopportata dalla specie.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in piena terra in Italia, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Neppure nel sud-est della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, esiste un riscontro: sul forum Fous de palmiers la specie compare solo come giovane pianta acquistata nel 2019, senza notizie successive, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa. In mancanza di dati, la coltivazione si fa in vaso, al riparo dal gelo.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato. L’areale, nel Vietnam centro-settentrionale, è tropicale, ma nessuna fonte consultata indica le temperature minime sopportate dalla specie in natura.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas chevalieri, ma il rischio è ben documentato nel genere: nelle Cycas tutte le parti della pianta sono tossiche, e i semi più di ogni altra. Il composto principale è la cicasina (Università statale della Carolina del Nord; ASPCA), che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso; le Cycas contengono inoltre un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli e segnala vomito, diarrea talvolta con sangue, ittero e lesioni del fegato che possono essere mortali.

Usate i guanti per maneggiare i semi e la loro polpa, raccogliete quelli che cadono e tenete piante e semi fuori dalla portata di bambini e animali. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Le fonti consultate non descrivono alcun uso tradizionale proprio di Cycas chevalieri; il nome vietnamita riportato da Leandri testimonia soltanto che la pianta era conosciuta localmente. Date le tossine del genere, nessuna parte della pianta va consumata.

Domande frequenti

A chi è dedicata Cycas chevalieri?

Ad Auguste Chevalier (1873-1956), botanico ed esploratore francese, già ispettore generale dell’agricoltura e delle foreste in Vietnam, per cui fu raccolto il materiale tipo.

Dove cresce?

Nel Vietnam centro-settentrionale, nelle province di Nghe An, Ha Tinh, Quang Binh e Quang Tri, in foresta sempreverde, lungo i ruscelli e su pendii calcarei rocciosi; la presenza nel Laos è possibile ma non confermata.

È la stessa specie di Cycas balansae?

No, secondo la tassonomia attuale. La Flora of China (1999) le riuniva, ma la revisione vietnamita del 2004 e The World List of Cycads le trattano come specie distinte.

Che cos’è Epicycas tonkinensis?

È il nome sotto cui de Laubenfels e Adema (1998) riunivano diverse Cycas dell’Indocina settentrionale, tra cui Cycas chevalieri e Cycas balansae, in un genere separato, Epicycas. Questa impostazione non è stata seguita dalle revisioni successive.

È minacciata?

Sì. La IUCN la classifica vulnerabile (2023), per il declino dell’habitat e i prelievi. È protetta dalla CITES (appendice II) e, nell’Unione europea, dall’allegato B.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non è documentato. Non esiste alcuna misura di resistenza al freddo né alcuna prova in piena terra in Italia o in Francia; la prudenza consiglia il vaso e il riparo dal gelo.

È tossica?

Sì, bisogna considerarla tale. Non esistono analisi sulla specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose per l’uomo e gli animali, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Leandri, J. (1931). Cycadacées. In Lecomte, H. (a cura di), Flore générale de l’Indo-Chine 5(10): 1092. Masson, Parigi. [Protologo di Cycas chevalieri, p. 1092; testo integrale consultato sulla scansione.]
  • de Laubenfels, D.J. & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Inclusione di Cycas chevalieri in Epicycas tonkinensis, con Cycas balansae e Cycas micholitzii var. simplicipinna; testo integrale consultato.]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China, vol. 4: 1-7. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Sinonimia con Cycas balansae; consultata su eFloras.]
  • Hill, K.D., Nguyen, H.T. & Loc, P.K. (2004). The genus Cycas (Cycadaceae) in Vietnam. The Botanical Review 70(2): 134-193. doi:10.1663/0006-8101(2004)070[0134:TGCCIV]2.0.CO;2 [Revisione per il Vietnam, descrizione alle pp. 152-153 e lectotipificazione; testo non consultato, riferimento verificato tramite The World List of Cycads.]
  • Nguyen, H.T. (2010). Cycas chevalieri. The IUCN Red List of Threatened Species 2010: e.T42073A10618818. doi:10.2305/IUCN.UK.2010-3.RLTS.T42073A10618818.en [Valutazione precedente, citata da The World List of Cycads come riferimento per i criteri; riferimento verificato su Crossref.]
  • Bösenberg, J.D. & Nguyen, T.H. (2023). Cycas chevalieri. The IUCN Red List of Threatened Species 2023: e.T42073A67339469. doi:10.2305/IUCN.UK.2023-1.RLTS.T42073A67339469.en [Valutazione in vigore, VU; riferimento verificato su Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Etimologia dell’epiteto; ripresa tramite The World List of Cycads.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]