Cycas brunnea

Cycas brunnea è una cicadea del Queensland nord-occidentale e dell’estremo est del Territorio del Nord, in Australia, nota per poche popolazioni alle sorgenti del Lawn Hill Creek e nella stazione di Wollogorang. Descritta nel 1992 da Ken Hill, questa specie del genere Cycas prende il nome dalla peluria bruno scura che copre i getti giovani. Le foglioline bluastre e i grossi semi pruinosi la avvicinano a Cycas angulata, con cui forma una piccola serie. La IUCN la classifica quasi minacciata (2022) e il Queensland la protegge come specie vulnerabile.

In sintesi: Cycas brunnea

  • Nome accettato: Cycas brunnea K.D.Hill (1992), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessun sinonimo proprio; inclusa in Cycas angulata da de Laubenfels e Adema (1998) e trattata con quel nome nel Territorio del Nord (vedi Tassonomia)
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato, né in italiano né in altre lingue
  • Distribuzione naturale: Australia, Queensland nord-occidentale (sorgenti del Lawn Hill Creek e dei suoi affluenti) e Territorio del Nord nord-orientale (stazione di Wollogorang)
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT), criterio B1a, valutazione del 2022
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea; specie vulnerabile nel Queensland (Nature Conservation (Plants) Regulation 2020)
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: posizioni esposte, su calcare o alluvioni calcaree (Lawn Hill); alluvioni sabbiose in gole di arenaria (Wollogorang)
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto fino a 2 m, raramente 5 m, di 17-23 cm di diametro; foglie di 1,2-1,7 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani né nelle collezioni dei forum
  • Tossicità: nessun dato specifico; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas brunnea?

Secondo Ken Hill, tre caratteri la identificano tra le Cycas australiane: foglioline relativamente larghe e bluastre, dai margini appena ricurvi, su foglie apertamente carenate; una peluria bruno scura sui getti giovani; grossi semi molto pruinosi. Nel dettaglio, secondo il protologo (1992) e la Flora of Australia:

  • Fusto: fino a 2 m, raramente 5 m, di 17-23 cm di diametro.
  • Foglie: di 120-170 cm, di solito carenate (le due file di foglioline formano un angolo di 90-135°), con 160-240 foglioline; rachide terminato quasi sempre da una corta spina; picciolo di 28-60 cm, spinoso sul 20-50 % della lunghezza, raramente inerme.
  • Foglioline mediane: di 17-27 cm per 6-7,5 mm, inserite a 40-50°, distanziate di 9-13 mm, a margini leggermente ricurvi; nettamente blu allo spuntare, poi verde grigiastro.
  • Getti giovani: densamente coperti di peli bruni; catafilli pungenti, di 7-10 cm, con tomento bruno-arancione.
  • Coni maschili: da ovoidi a quasi globosi, di circa 21 cm per 13 cm, gialli; spina terminale dei microsporofilli sottile, rivolta verso l’alto, di circa 28 mm.
  • Megasporofilli: di 28-32 cm, con tomento arancione, portano 4-6 ovuli; lembo strettamente triangolare di 45-80 mm, finemente dentato, spina terminale di 16-32 mm.
  • Semi: ovoidi, verdi poi arancioni, pruinosi, di 36-39 mm per 28-32 mm.

Come in Cycas angulata, le foglioline hanno uno strato continuo di cellule sotto l’epidermide, stomi infossati in cripte profonde e una cuticola spessa (Hill 1996).

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido, né naturale né di coltivazione. La revisione di Hill (1996), che elenca le popolazioni ibride note tra le Cycas australiane, non ne cita alcuna per questa specie.

Possibili confusioni

La specie più simile è di gran lunga Cycas angulata; le altre Cycas bluastre del Queensland si separano più facilmente:

  • Cycas angulata, la parente più stretta: stesso portamento, stessa peluria bruno scura, stessi grandi coni maschili quasi globosi e megasporofilli finemente dentati; ma foglioline più strette (4,5-6,5 mm), più ravvicinate (6-9 mm) e più ricurve, fogliame meno blu, semi più grossi (45-60 mm) e non pruinosi.
  • Cycas megacarpa, del Queensland centro-orientale, anch’essa con catafilli pungenti, ma con fusto sottile (meno di 15 cm di diametro) e foglie più corte.
  • Cycas couttsiana e le altre Cycas blu del Queensland, che hanno catafilli morbidi, non pungenti.

Tassonomia

Cycas brunnea è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato direttamente. Ken Hill la descrisse nel 1992 in Telopea (volume 5, pagine 200-201), in un primo resoconto delle Cycas del Queensland che aggiungeva sei specie nuove. Nel 1996 la collocò insieme a Cycas angulata nella serie Angulatosae, all’interno della sottosezione Endemicae della sezione Cycas: foglie carenate, foglioline glauche a margini ricurvi, catafilli duri e pungenti, grandi coni maschili quasi globosi.

De Laubenfels e Adema (Blumea, 1998) l’hanno posta in sinonimia di Cycas angulata, in una concezione molto ampia di quella specie. Questo punto di vista non è stato accolto dall’Australian Plant Census né da The World List of Cycads. La Flora of Australia osserva però che nel Territorio del Nord le piante sono trattate come Cycas angulata, senza precisarne il motivo.

Etimologia e storia

L’epiteto brunnea viene dal latino tardo brunneus, «bruno», con riferimento ai peli bruni dei getti giovani che distinguono la specie dalle vicine; la spiegazione si trova nel protologo.

Il tipo fu raccolto il 16 novembre 1972 da John Maconochie a Running Waters, sul Lawn Hill Creek (distretto di Burke, Queensland); l’olotipo è conservato nell’erbario di Darwin (DNA), un isotipo a Brisbane (BRI). Ken Hill e Leonie Stanberg raccolsero la specie nel settembre 1991 sul Colless Creek, nel parco nazionale di Lawn Hill, e nella stazione di Wollogorang, nel Territorio del Nord.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano, né in inglese, né in una lingua aborigena.

In natura

Cycas brunnea è nota soltanto per alcune popolazioni, in una piccola regione a cavallo del confine tra il Queensland e il Territorio del Nord. Nel Queensland cresce alle sorgenti del Lawn Hill Creek e dei suoi affluenti, su calcare o su alluvioni di origine calcarea, in posizione esposta, lungo piccole valli aperte. Nel Territorio del Nord, nella stazione di Wollogorang, forma piccoli popolamenti relitti su alluvioni sabbiose, in gole di arenaria silicea.

Nel 1996 Ken Hill osservava che diverse delle popolazioni conosciute sono consistenti, poco minacciate e protette in parchi nazionali. Impollinatori, fenologia e dispersori dei semi non sono documentati per la specie.

Stato di conservazione e normativa

Cycas brunnea è classificata quasi minacciata (NT) dalla IUCN, secondo il criterio B1a (areale ridotto, poche popolazioni), nella valutazione di John Donald Bösenberg pubblicata nel 2022. Nel 1992 Ken Hill le attribuiva il codice 3RC del sistema australiano delle piante rare (specie rara, presente in un’area protetta). Nel Queensland, secondo la Flora of Australia, figura come specie vulnerabile nell’elenco del novembre 2022 della Nature Conservation (Plants) Regulation 2020. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas brunnea rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione della CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, oltre ai fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES; il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, conferma questo statuto (consultazione del 12 ottobre 2026).

Queste informazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Nessuna istituzione ha pubblicato raccomandazioni di coltivazione per Cycas brunnea, e sui forum non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione. Il suo ambiente naturale, con suoli calcarei o sabbiosi ben drenati, posizioni esposte e un clima tropicale dalla lunga stagione secca, indica una pianta da pieno sole, da annaffiare con moderazione; in Europa va tenuta in serra. Sono deduzioni dall’habitat: non è stata pubblicata alcuna prova di coltivazione.

In Italia

Cycas brunnea non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente è citata una sola volta: nel maggio 2014 un coltivatore di Ravenna, che aveva appena fatto germinare semi di Cycas pruinosa, ha pubblicato la fotografia di una Cycas brunnea in un giardino australiano. Non è stato trovato alcun riscontro di coltivazione in Italia.

Moltiplicazione

Come tutte le Cycas, Cycas brunnea è dioica: servono una pianta maschile e una femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione specifico per la specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; conviene chiedere che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentato alcun parassita né alcuna malattia propria della specie. Le cocciniglie delle cicadee, tra cui Aulacaspis yasumatsui, possono colpire tutte le specie coltivate.

Rusticità

Per Cycas brunnea non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il suo areale si trova interamente nella zona tropicale del nord dell’Australia; nulla permette di affermare che sopporti il gelo.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato la riguarda. Lo stesso vale per il sud-est della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane: il forum Fous de palmiers non contiene alcun messaggio sulla specie, e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su di essa.

Riferimenti internazionali

Non è stata trovata alcuna misura di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato al di fuori dell’Italia e della Francia, né sui forum né negli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas brunnea, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che nella digestione si trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In Cycas angulata, la specie più vicina, uno studio del 2026 ha trovato forti concentrazioni di tossine nella mandorla e nella polpa arancione dei semi. In mancanza di prove contrarie considerate la pianta tossica: semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Perché si chiama brunnea?

Perché i getti giovani sono coperti di peli bruno scuri: brunneus significa «bruno» in latino tardo.

Dove cresce?

In una piccola regione del nord dell’Australia: alle sorgenti del Lawn Hill Creek, nel Queensland, e nella stazione di Wollogorang, nel Territorio del Nord.

Come distinguerla da Cycas angulata?

Dalle foglioline più larghe e più piatte, più distanziate sul rachide, dal fogliame più blu e dai semi più piccoli e pruinosi.

È una forma di Cycas angulata?

No, secondo le liste di riferimento attuali. Una revisione del 1998 l’aveva riunita a Cycas angulata, e nel Territorio del Nord è ancora trattata così secondo la Flora of Australia.

È minacciata?

In parte. La IUCN la classifica quasi minacciata (2022) per il suo areale ridotto, e il Queensland la protegge come specie vulnerabile.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

No, con ogni probabilità. Non esiste alcun dato sul freddo ed è una pianta di clima tropicale, da serra.

È tossica?

Bisogna supporlo. Non esistono analisi sulla specie, ma le Cycas studiate, tra cui la vicina Cycas angulata, contengono tossine pericolose.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hill, K.D. (1992). A preliminary account of Cycas (Cycadaceae) in Queensland. Telopea 5(1): 177-206. doi:10.7751/telopea19924964 [Protologo (pagine 200-201); testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Revisione di riferimento per l’Australia; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultato nella versione in linea aggiornata (profiles.ala.org.au).]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; citato secondo The World List of Cycads e la Flora of Australia.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas brunnea. The IUCN Red List of Threatened Species: e.T216580742A67337723. [Valutazione della Lista rossa; riferimento ripreso da The World List of Cycads e Crossref, pagina non consultata (accesso bloccato).]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte delle etimologie riprese da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]