Cycas yorkiana

Cycas yorkiana è una cicadea del nord della penisola di Capo York, nel Queensland (Australia), che cresce nel sottobosco dei boschi radi di eucalipti su suoli sabbiosi. Descritta nel 1996 da Ken Hill, questa specie del genere Cycas prende il nome dalla penisola. Si riconosce dalle foglie verde vivo carenate e dalla spessa corona di lana arancione che circonda i catafilli. Abbondantissima nel suo areale ma localizzata, è classificata quasi minacciata dalla IUCN.

In sintesi: Cycas yorkiana

  • Nome accettato: Cycas yorkiana K.D.Hill (1996), accettato da The World List of Cycads (versione 2026.08.15); POWO non ha potuto essere consultato
  • Nomi precedenti e sinonimi: nessuno; de Laubenfels e Adema (1998) l’avevano messa in sinonimia con Cycas angulata, trattamento non seguito; la popolazione di Capo Melville era prima riferita a Cycas media
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales
  • Nomi comuni: nessun nome attestato
  • Distribuzione naturale: Australia, Queensland: nord della penisola di Capo York (a nord del Wenlock River) e Capo Melville
  • Stato IUCN: quasi minacciata (NT B1b(iii)), valutazione di J.D. Bösenberg (2020, pubblicata nel 2022)
  • CITES e altre tutele: appendice II della CITES (semi esentati dall’annotazione #4); allegato B nell’Unione europea
  • Rusticità documentata: nessun dato (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: sottobosco di boschi radi a Eucalyptus miniata ed Eucalyptus tetrodonta, in terreno pianeggiante, su suoli sabbiosi sopra laterite
  • Portamento e dimensioni: fusto di solito di 1,5 m, fino a 3-4 m, di 14-20 cm di diametro; foglie di 0,90-1,40 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici né riscontri di coltivazione sui forum consultati
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica, come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas yorkiana?

Da un insieme di caratteri che nessun’altra Cycas australiana riunisce: foglie verde vivo e carenate, con foglioline anch’esse carenate e quasi sempre arcuate a falce, catafilli corti e morbidi, una spessa corona di lana arancione attorno ai catafilli e alle basi delle foglie, e nessuna pruina su foglie e semi (Hill 1996, 2004). La descrizione che segue riprende Hill (1996, 2004) e la Flora of Australia.

  • Fusto: fino a 1,5 m, raramente 3 m (4 m secondo la flora), di 14-20 cm di diametro.
  • Foglie: 90-140 cm, da apertamente carenate a quasi piatte (foglioline opposte a 150-180°), verde medio, semilucide, con 160-220 foglioline, terminate da una spina di 5-20 mm; picciolo di 15-30 cm, coperto da una lana lassa bruno-arancione.
  • Foglioline mediane: 14-20 cm per 5,5-7,5 mm, ristrette a 4-5 mm alla base, distanziate di 9-11 mm, glabre o lassamente lanose, per lo più falcate, carenate, con i margini ricurvi. I germogli giovani sono densamente lanosi, bruno-arancioni.
  • Catafilli: strettamente triangolari, morbidi, di 6-8 cm, fittamente coperti di lana bruno-arancione.
  • Coni maschili: circa 20 cm per 9 cm; microsporofilli di circa 35 mm, con una spina di circa 6 mm.
  • Macrosporofilli: 20-32 cm, con peluria grigia e arancione, portano 2-6 ovuli; lamina strettamente triangolare, di 60-100 mm per 16-32 mm, regolarmente dentata con 24-32 denti di 3-6 mm; spina terminale di 11-18 mm.
  • Semi: ovoidi appiattiti, verdi e poi arancioni, non pruinosi, di 28-37 mm per 26-32 mm; sarcotesta di 2-3 mm.

Ibridi

Per questa specie non è documentato alcun ibrido.

Possibili confusioni

  • Cycas badensis, delle isole dello stretto di Torres, la parente più stretta: lamina dei macrosporofilli più piccola, con spine laterali meno numerose e più corte, spina terminale più corta, meno lana arancione e foglioline per lo più diritte (Hill 1996).
  • Cycas campestris, della Nuova Guinea: anch’essa ha foglioline carenate, ma raramente falcate e più strette alla base, e una lamina dei macrosporofilli più larga, con denti più lunghi.
  • Cycas xipholepis, più a sud: foglie piatte verde scuro, catafilli lunghi, duri e pungenti.
  • Cycas cairnsiana, Cycas ophiolitica, Cycas maconochiei e Cycas lane-poolei, che portano anch’esse lana arancione attorno ai catafilli, ma senza l’insieme di caratteri descritto sopra (Hill 2004).

Tassonomia

Cycas yorkiana è un nome accettato da The World List of Cycads; POWO non ha potuto essere consultato. Ken Hill l’ha descritta nella sua revisione delle Cycas australiane (Telopea 7(1): 18-19, fig. 8) e ne ha fatto la specie tipo della serie Yorkianosae, nella sottosezione Endemicae: una serie tropicale di circa cinque specie, limitata in Australia a Capo York, con due specie endemiche della Nuova Guinea, dalle foglie piatte o poco carenate e dai catafilli corti e non pungenti. Ne fanno parte anche Cycas badensis, Cycas tuckeri e Cycas semota.

Nel 2004 Hill ha pubblicato una descrizione emendata: la popolazione di Capo Melville, segnalata fino ad allora come Cycas media, appartiene a Cycas yorkiana. De Laubenfels e Adema (1998) avevano invece messo la specie in sinonimia con Cycas angulata, un trattamento non seguito né da The World List of Cycads né dalla Flora of Australia.

Etimologia e storia

L’epiteto rimanda alla penisola di Capo York, di cui la specie è endemica (Hill 1996; Haynes 2022).

Il tipo è stato raccolto l’11 luglio 1994 da Ken Hill e Leonie Stanberg 20,5 km a nord del guado del Wenlock River sulla strada per Bamaga (Hill & Stanberg 4711; olotipo a Sydney, isotipi a Brisbane, Canberra, Darwin, Kew, Leida, Melbourne e New York). Esistono raccolte più antiche: vicino alla stazione telegrafica di Moreton (J.R. Maconochie, 1981; K.D. Hill, 1986) e un esemplare di Rokeby, a nord-ovest di Coen (J. Gordon, 1966). La raccolta della baia di Bathurst, a Capo Melville (Wannan 926, 1998), è stata identificata nel 2004.

Nomi comuni

Nelle fonti consultate non è attestato alcun nome comune per questa specie, né in italiano né in inglese.

In natura

Cycas yorkiana è estremamente abbondante nel nord della penisola di Capo York, ma molto localizzata, a nord del Wenlock River; cresce nel sottobosco dei boschi radi a Eucalyptus miniata ed Eucalyptus tetrodonta, in terreno pianeggiante, su suoli sabbiosi sopra laterite (Hill 1996). Una seconda zona, a Capo Melville, si trova all’interno del parco nazionale di Cape Melville (Hill 2004). L’esemplare di Rokeby, nell’areale di Cycas xipholepis, resta isolato. Impollinazione e dispersione non sono documentate.

Stato di conservazione e normativa

La IUCN classifica Cycas yorkiana quasi minacciata (NT) secondo il criterio B1b(iii): areale ristretto, con un declino della qualità dell’habitat. La valutazione è di J.D. Bösenberg, citata da The World List of Cycads e dalla Flora of Australia: secondo Crossref è stata condotta nel 2020 e pubblicata nel 2022, e GBIF conferma la categoria; la Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente. Il giudizio è cambiato nel tempo: nel 1996 Hill la riteneva abbondante ma localizzata (codice 2R); nel 2004, dopo la scoperta della popolazione protetta di Capo Melville, la considerava non minacciata.

Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, Cycas yorkiana rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae figura dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (versione uscita dalla CoP20, in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro e trasportate in contenitori sterili, nonché fiori recisi di piante riprodotte artificialmente, non sono soggetti alla CITES. Il commercio internazionale delle piante richiede invece un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, la specie rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati in vigore sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+, la banca dati ufficiale della CITES, registra la specie e conferma questo statuto (consultazione del 13 ottobre 2026).

Queste indicazioni generali non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore i documenti di provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Cycas yorkiana è coltivata almeno all’orto botanico di Darwin, nel Territorio del Nord, dove alcune piante sono state fotografate nel 2016 da un membro del forum francese Fous de palmiers. Il wiki della PACSOA, associazione australiana di appassionati, consiglia un’esposizione soleggiata e un suolo fresco ma ben drenato. In Italia, trattandosi di una pianta tropicale, la prudenza suggerisce la coltivazione in vaso, ritirata d’inverno in serra o in veranda riscaldata, in un substrato sabbioso molto drenante: sono indicazioni dedotte dall’habitat, non risultati di prove.

In Italia

Cycas yorkiana non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch). Sul forum Tropicamente la ricerca di «yorkiana» non dà alcun risultato. Più in generale, le Cycas australiane hanno in Europa la fama di deperire sulle proprie radici, soprattutto per marciume nei periodi freddi e umidi: per questa specie, però, non esiste alcuna esperienza documentata in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi. Non sono stati pubblicati dati di germinazione propri della specie; i semi delle Cycas si seminano di solito freschi, in un substrato drenante e al caldo. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4: chiedete che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non è documentata alcuna malattia né alcun parassita propri della specie.

Rusticità

Per Cycas yorkiana non esiste alcun dato di resistenza al freddo. Il nord di Capo York ha un clima tropicale monsonico, senza gelo: nulla permette di affermare che la pianta sopporti temperature sotto zero.

In Italia e nel sud della Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, in nessuna zona (riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, isole), e nessun episodio di gelo datato riguarda la specie. Anche nel sud della Francia, il cui clima è vicino a quello di molte regioni italiane, il forum Fous de palmiers non contiene alcun riscontro di freddo (l’unico messaggio sulla specie riguarda le piante di Darwin), e il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

Riferimenti internazionali

La coltivazione all’orto botanico di Darwin, dal clima tropicale, non dice nulla sulla tolleranza al freddo. Altrove non è stato trovato alcun valore di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità propria di Cycas yorkiana. Il rischio è invece ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, e un amminoacido neurotossico, il BMAA. L’ASPCA classifica la Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli. In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: semi e foglie lontano da bambini e animali, guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso di questa specie.

Domande frequenti

Da dove viene il nome yorkiana?

Dalla penisola di Capo York, nel Queensland, di cui la specie è endemica.

Dove cresce Cycas yorkiana?

A nord del Wenlock River, nel nord di Capo York, e a Capo Melville, nel sottobosco di boschi radi di eucalipti su sabbia.

Come riconoscerla?

Dalle foglie verde vivo carenate, dalle foglioline spesso arcuate e dalla corona di lana arancione all’apice del fusto.

In che cosa si distingue da Cycas badensis?

Cycas badensis ha una lamina del macrosporofillo più piccola e meno spinosa, meno lana arancione e foglioline per lo più diritte.

È minacciata?

Non nell’immediato. È classificata quasi minacciata: abbondante, ma localizzata.

È rustica in Italia?

Con ogni probabilità no. Non esiste alcun dato di freddo, e il suo areale è tropicale.

È velenosa?

Bisogna presumerlo. Non esiste un’analisi propria della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

Leggi anche su Succulentes

Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Hill, K.D. (1996). A taxonomic revision of the genus Cycas (Cycadaceae) in Australia. Telopea 7(1): 1-64. doi:10.7751/telopea19963040 [Protologo (p. 18-19), serie Yorkianosae; revisione di riferimento per l’Australia; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (2004). Cycas candida (Cycadaceae), a new species from Queensland together with an extension of range and amended description of Cycas yorkiana. Telopea 10(2): 607-611. doi:10.7751/telopea20045724 [Descrizione emendata, Capo Melville, statuto; testo integrale consultato.]
  • Hill, K.D. (1998). Cycadaceae. In: McCarthy, P.M. (a cura di), Flora of Australia 48: 597-635. CSIRO Publishing, Melbourne. [Consultata nella versione online aggiornata (profiles.ala.org.au).]
  • Laubenfels, D.J. de & Adema, F. (1998). A taxonomic revision of the genera Cycas and Epicycas gen. nov. (Cycadaceae). Blumea 43(2): 351-400. [Concezione molto ampia delle specie; sinonimia con Cycas angulata; testo integrale consultato.]
  • Bösenberg, J.D. (2022). Cycas yorkiana. The IUCN Red List of Threatened Species 2022: e.T41977A69828759. doi:10.2305/IUCN.UK.2022-1.RLTS.T41977A69828759.en [Valutazione del 2020; riferimento rilevato su The World List of Cycads e Crossref, categoria confermata tramite GBIF, pagina non consultata.]
  • Haynes, J.L. (2022). Etymological compendium of cycad names. Phytotaxa 550(1): 1-31. doi:10.11646/phytotaxa.550.1.1 [Fonte dell’etimologia ripresa da The World List of Cycads; non consultato direttamente.]
  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]