Cycas hainanensis

Cycas hainanensis è una cicadea arborescente dell’isola di Hainan, nella Cina meridionale, dove vive soprattutto nelle foreste umide dell’est e del centro dell’isola. Descritta nel 1975 e ancora accettata come specie nella revisione di Ken Hill del 2008, questa pianta del genere Cycas è oggi considerata da The World List of Cycads un sinonimo di Cycas taiwaniana, il nome da usare dal punto di vista botanico. Il nome Cycas hainanensis resta però molto diffuso nelle fonti cinesi, nella Flora of China, nella banca dati della CITES e tra i collezionisti: per questo il sito gli dedica una pagina, che presenta la pianta di Hainan così come è stata descritta e spiega il dibattito sulla sua classificazione.

In sintesi: Cycas hainanensis

  • Nome: Cycas hainanensis C.J.Chen (1975); per The World List of Cycads (versione 2026.08.15) è un sinonimo di Cycas taiwaniana Carruth.; la Flora of China (1999) e Hill (2008) la trattavano come specie; POWO non ha potuto essere consultato direttamente
  • Sinonimi: Cycas lingshuiensis G.A.Fu (2004, pubblicata come «lingshuigensis»), che Hill (2008) riconduceva a Cycas hainanensis
  • Famiglia: Cycadaceae, ordine Cycadales; sezione Stangerioides secondo Hill (2008)
  • Nomi comuni: nessun nome italiano; in cinese 海南苏铁 (hai nan su tie, «cicadea di Hainan»), ci-bing su-tie e feng-huang-dan
  • Distribuzione naturale: Cina, isola di Hainan (vedi In natura)
  • Stato IUCN: in pericolo (EN); i dati attuali della Lista rossa riconducono questo nome a Cycas taiwaniana, valutata EN nella rivalutazione pubblicata nella versione 2023-1; Hill (2008) indicava già EN per Cycas hainanensis (vedi Stato di conservazione)
  • CITES e altre protezioni: appendice II della CITES; allegato B nell’Unione europea; in Cina, protezione statale di primo grado per tutte le Cycas
  • Rusticità documentata: un solo riscontro, in Francia, a Concarneau (Bretagna): pianta defogliata, fusto apparentemente sano, dopo una minima di −5 °C nell’inverno 2011-2012 (vedi Rusticità)
  • Esposizione e substrato: in natura foresta pluviale e boscaglie rade, su suoli calcarei o vulcanici
  • Portamento e dimensioni adulte: fusto alto di solito fino a 1,5 m (eccezionalmente 2,5-3,5 m), di 30-40 cm di diametro, rigonfio alla base; 50-80 foglie lunghe 1-2,2 m
  • In Italia: nessuna presenza documentata negli orti botanici italiani; cercata presso i vivai italiani da un appassionato nel 2023, senza esito documentato
  • Tossicità: nessun dato proprio della specie; da considerare tossica come tutte le Cycas (vedi Tossicità e precauzioni)

Come riconoscere Cycas hainanensis?

È una Cycas dal fusto aereo ben sviluppato, rigonfio alla base, con una grande corona di 50-80 foglie lucide e foglioline strette, e con megasporofilli dal lembo profondamente pettinato. La Flora of China ne dà questa descrizione:

  • Fusto: fino a 1,5 m (raramente 2,5 m) per circa 40 cm di diametro, rigonfio verso la base; corteccia grigio scuro e squamosa verso l’apice, grigio-biancastra e quasi liscia verso la base.
  • Foglie: 50-80, pennate, di 1-2,2 m per 30-50 cm, con lembo piatto; picciolo romboidale in sezione, di 20-70 cm, con 50-80 spine su ogni lato.
  • Foglioline: 50-80 paia, inserite a 40-50° sul rachide e distanziate di 0,8-1,5 cm, diritte, coriacee, di 15-30 cm per 6-9 mm (fino a 11), con base decorrente, margine piatto o appena ricurvo e apice acuminato e pungente.
  • Catafilli (le squame che proteggono l’apice): triangolari, di 5-5,5 cm per 2-2,3 cm, densamente coperti di tomento bruno, con una lunga punta morbida e ricurva da fresca, dura e diritta da secca.
  • Megasporofilli (le foglie fertili delle piante femminili): più di 30, serrati, di 14-20 cm, con tomento bruno; lembo sterile verdastro, ovato, di 6,5-9 cm, pettinato con 13-27 lobi di 1-3 cm; 1-2 ovuli glabri per lato.
  • Semi: da verdastri a giallastri, largamente ovoidi o quasi sferici, di 3,5-4,5 cm per 2,8-3,6 cm; sclerotesta finemente verrucosa.

La Flora of China indica i coni maschili come sconosciuti. Hill (2008), che ha esaminato più materiale, li descrive fusiformi, verdi o color crema, lunghi circa 40 cm e larghi 8 cm. Le sue misure delle foglie sono un po’ diverse: foglie verde brillante e molto lucide, di 70-230 cm, moderatamente carenate, con 100-280 foglioline di 6-10 mm di larghezza, attorcigliate sul rachide; fusto alto 0,3-1,5 m, eccezionalmente 3,5 m. Secondo lo stesso autore i semi, di 35-40 mm, hanno una sarcotesta gialla non pruinosa e nessuno strato spugnoso.

Ibridi

Non è documentato alcun ibrido con nome, né naturale né ottenuto in coltivazione. La grande somiglianza con le altre Cycas di Hainan riguarda la delimitazione delle specie (vedi Tassonomia), non l’ibridazione.

Possibili confusioni

Le confusioni riguardano soprattutto le altre specie del «complesso Cycas taiwaniana», un gruppo di Cycas della Cina meridionale molto simili tra loro:

  • Cycas taiwaniana in senso stretto, cioè le piante della Cina continentale descritte da Hill (2008): secondo questo autore Cycas hainanensis se ne distingue per le foglie più carenate, con foglioline più strette e più fitte, per il lembo del megasporofillo più piccolo, con meno spine laterali ma più lunghe e una spina apicale spesso molto allargata, e per i semi nettamente più grandi;
  • Cycas changjiangensis, dell’ovest di Hainan: pianta nana dal fusto in gran parte sotterraneo, delle colline erbose a stagione secca marcata;
  • Cycas shanyaensis, descritta nel 2006 da Sanya, nel sud dell’isola, che Hill (2008) accosta a Cycas hainanensis;
  • Cycas szechuanensis, del sud-est della Cina continentale, con cui The World List of Cycads riunisce oggi Cycas fairylakea.

Esiste poi una confusione di nome da tenere presente: per più di un secolo il nome Cycas taiwaniana è stato applicato per errore alla cicadea di Taiwan, oggi Cycas taitungensis (Hill 2008). Le piante vendute o descritte come «taiwaniana» non sono quindi necessariamente piante di Hainan.

Tassonomia

Il nome Cycas hainanensis fu pubblicato da C.J. Chen nel 1975 in Acta Phytotaxonomica Sinica 13(4): 82 (tavola 2, figure 5-6). Il tipo fu raccolto da Y. Zhong (n. 4706) il 16 ottobre 1961 a Luilianling, nella contea di Wanning, a Hainan, dove le piante crescevano sparse nella foresta umida; l’olotipo è conservato a Pechino (PE), un isotipo a Canton (IBSC). In origine fu confrontata con Cycas rumphii, una specie che secondo Hill (2008) le è in realtà poco affine.

La Flora of China (1999) e la revisione delle Cycas cinesi di Ken Hill (2008) la mantenevano come specie, nella sezione Stangerioides, definita da coni maschili morbidi, megasporofilli pettinati e semi dalla sarcotesta non fibrosa. Hill vi riconduceva anche Cycas lingshuiensis, descritta nel 2004 da Lingshui, nel sud dell’isola, con la grafia errata «lingshuigensis». Già nel 1998, invece, la revisione del genere di de Laubenfels e Adema poneva Cycas hainanensis in sinonimia con Cycas taiwaniana (riferimento riportato da The World List of Cycads).

Nel 2021 Feng e colleghi (Taxon), combinando caratteri morfologici, DNA dei plastidi, geni nucleari e microsatelliti, hanno riconosciuto nel complesso Cycas taiwaniana soltanto due specie: Cycas szechuanensis e Cycas taiwaniana, in cui hanno incluso Cycas hainanensis, Cycas lingshuiensis e Cycas changjiangensis. Uno studio del 2019 (Wang e colleghi, Frontiers in Genetics) arrivava a una conclusione simile, con le popolazioni dell’isola di Hainan riunite in un unico lignaggio, e Zheng e colleghi (2017) citavano già lavori che facevano di Cycas hainanensis una sottospecie di Cycas taiwaniana. The World List of Cycads ha seguito questa proposta per Cycas hainanensis, citando la pagina 488 dello studio, ma non per Cycas changjiangensis, che resta accettata.

Per il lettore la conseguenza è pratica: nelle pubblicazioni recenti la pianta di Hainan compare spesso come Cycas taiwaniana. Uno studio genetico del 2022 (Wu e colleghi, Ecology and Evolution) definisce così Cycas taiwaniana «endemica dell’isola di Hainan». Species+, la banca dati della CITES, registra invece ancora Cycas hainanensis come nome accettato, con Cycas lingshuiensis come sinonimo (consultata il 12 ottobre 2026), mentre i dati attuali della Lista rossa della IUCN la riconducono a Cycas taiwaniana (vedi Stato di conservazione). Il sito segue qui il nome storico, molto cercato, e indica Cycas taiwaniana come nome accettato dalla lista mondiale.

Etimologia e storia

L’epiteto indica la provenienza: l’isola-provincia di Hainan, con la desinenza latina -ensis, «originario di» (Hill 2008).

Secondo Hill (2008), le flore cinesi registrarono a lungo la specie soltanto a Hainan, ma resoconti successivi (Zhou e colleghi, 1990) segnalarono che era coltivata anche nel Fujian, nel Guangdong e nel Sichuan. Fu poi proposto che almeno le piante del Guangdong fossero distinte, e Hill concluse che le piante della Cina continentale appartengono a un’altra specie, alla quale riferì il tipo di Cycas taiwaniana. È proprio questa separazione che lo studio di Feng e colleghi (2021) ha rimesso in discussione. Nel 1998 la rivista sudafricana Encephalartos ha dedicato alla specie un articolo di William Tang («Focus on Cycas hainanensis»), che non è stato possibile consultare.

Nomi comuni

Non è attestato alcun nome comune italiano. La Flora of China riporta il nome cinese 海南苏铁 (hai nan su tie, «cicadea di Hainan»); Hill (2008) cita anche ci-bing su-tie («cicadea dal picciolo spinoso») e feng-huang-dan («uovo di fenice»), riprendendoli da fonti precedenti. Nessun nome inglese proprio della specie è stato trovato nelle fonti consultate, e il vivaio britannico Trebrown non gliene conosce alcuno.

In natura

Secondo Hill (2008), Cycas hainanensis è nota soltanto nelle parti più umide dell’est di Hainan; i campioni da lui esaminati provengono dalle contee di Wanning, Qiongdong, Baoting, Lingshui (monte Diaolou) e Changjiang (Bawangling). Cresce dal livello del mare fino a circa 1200 m, su suoli derivati da calcari o da rocce vulcaniche, in un clima subtropicale molto piovoso (circa 2000 mm all’anno), di solito nella foresta pluviale. La Flora of China indica foreste tropicali e boscaglie con alberi radi, tra 100 e 1000 m, con impollinazione da marzo a maggio e semi maturi da settembre a ottobre.

Già nel 2008 Hill scriveva che le popolazioni selvatiche erano molto ridotte e che la specie sopravviveva soprattutto in coltivazione. Zheng e colleghi (2017) la segnalano in quattro aree protette di Hainan: la riserva naturale nazionale del monte Wuzhi, la riserva provinciale di Yinggeling, Ganshiling e la riserva municipale della mangrovia di Sanya. Lo studio di Wu e colleghi (2022), che tratta queste piante come Cycas taiwaniana, ha campionato dodici popolazioni selvatiche a Hainan, distribuite attorno ai monti Wuzhi e Yingge, i rilievi del centro dell’isola: la diversità genetica è relativamente bassa e la differenziazione tra popolazioni forte, con tre gruppi distinti che gli autori propongono come unità di conservazione separate.

Stato di conservazione e normativa

La pianta di Hainan è classificata in pericolo (EN), qualunque sia il nome adottato, ma la storia delle sue valutazioni è intricata. Hill (2008) riporta per Cycas hainanensis la categoria in pericolo (EN) della Lista rossa della IUCN, secondo il piano d’azione della IUCN del 2003 (Donaldson). The World List of Cycads cita poi una valutazione di Anders Lindström pubblicata con il nome Cycas hainanensis nella Lista rossa del 2022 (riferimento verificato su Crossref, categoria non verificata). I dati attuali della Lista rossa, ripresi da GBIF (consultazione del 18 ottobre 2026), riconducono però Cycas hainanensis, Cycas lingshuigensis e Cycas shanyaensis a Cycas taiwaniana, classificata in pericolo (EN) nella rivalutazione di John Donald Bösenberg pubblicata nella versione 2023-1. La Lista rossa non ha potuto essere consultata direttamente.

In Cina tutte le specie di Cycas figurano nell’elenco delle piante protette di primo grado (Zheng e colleghi, 2017; Wu e colleghi, 2022). Come tutte le specie del genere tranne Cycas beddomei, la pianta rientra nell’appendice II della CITES, dove la famiglia delle Cycadaceae è iscritta dal 4 febbraio 1977. L’iscrizione porta l’annotazione #4 (in vigore dal 5 marzo 2026): semi, polline, plantule e colture di tessuti ottenute in vitro in contenitori sterili sono esentati, mentre il commercio internazionale delle piante richiede un permesso di esportazione. Nell’Unione europea, e quindi in Italia, rientra nell’allegato B del regolamento (CE) n. 338/97, i cui allegati sono fissati dal regolamento (UE) 2026/1383 della Commissione, applicabile dal 29 giugno 2026. Species+ conferma questo statuto per Cycas hainanensis (consultata il 12 ottobre 2026). Non è stata trovata alcuna protezione nazionale italiana propria della specie.

Queste informazioni non sostituiscono i testi ufficiali: verificate la normativa in vigore prima di qualsiasi acquisto o scambio, chiedete al venditore la prova della provenienza e preferite piante nate da seme in coltivazione.

Coltivazione

Non è stata pubblicata alcuna raccomandazione di coltivazione propria di Cycas hainanensis. La pianta è però coltivata da tempo in Cina: Hill (2008) cita esemplari coltivati in un istituto forestale del Guangxi e nel parco del Popolo di Haikou, il capoluogo di Hainan, oltre alle segnalazioni di coltivazione nel Fujian, nel Guangdong e nel Sichuan; Wu e colleghi (2022) hanno studiato anche una popolazione coltivata nel Fujian, che secondo la loro analisi deriva da uno dei gruppi genetici selvatici di Hainan. Il suo ambiente naturale, una foresta pluviale calda e molto piovosa, fa pensare a una pianta che chiede calore costante e un substrato drenante, ma nessuna fonte precisa le sue esigenze in coltivazione. In Europa l’unico riscontro di coltivazione trovato viene dalla Bretagna (vedi Rusticità): con dati così scarsi sul freddo, è prudente tenerla in vaso e ritirarla al riparo in inverno, ma si tratta di una deduzione, non di un risultato documentato.

In Italia

Cycas hainanensis non compare negli inventari pubblicati degli orti botanici italiani consultati (Napoli, Palermo, Messina, Firenze, Roma, Pisa, Hanbury, BGCI PlantSearch), e neppure il suo nome accettato, Cycas taiwaniana. Sul forum Tropicamente, nel settembre 2023, un appassionato cercava in Italia vivai o coltivatori privati in grado di fornirgli diverse cicadee, tra cui Cycas hainanensis e Cycas changjiangensis; nella discussione non compare alcuna risposta che indichi una fonte. Le altre occorrenze di «hainanensis» sul forum riguardano la palma Chuniophoenix hainanensis (verifica del 12 ottobre 2026). Nessun riscontro di coltivazione, in piena terra o in vaso, è quindi documentato in Italia.

Moltiplicazione

La pianta è dioica: servono un esemplare maschile e uno femminile per ottenere semi fertili. Non è stato pubblicato alcun dato di germinazione proprio della specie. I semi sono esentati dalla CITES grazie all’annotazione #4; chiedete che provengano da piante coltivate.

Malattie e parassiti

Non sono documentati parassiti né malattie propri della specie. Come tutte le Cycas, può essere colpita dalla cocciniglia asiatica delle cicadee, Aulacaspis yasumatsui, e un substrato che resta bagnato a lungo favorisce il marciume delle radici.

Rusticità

I dati sul freddo si riducono a un solo riscontro di coltivazione: una pianta defogliata ma con il fusto apparentemente intatto dopo −5 °C in Bretagna. Nessuna fonte scientifica indica fino a quale temperatura resista la specie, che vive in un clima subtropicale molto piovoso, a quote in genere basse. Il vivaio britannico Trebrown la classifica nella zona USDA 9b (minime medie annue da −3,9 a −1,1 °C): è una classificazione commerciale, non accompagnata da osservazioni di coltivazione.

Un’avvertenza importante: le indicazioni di rusticità pubblicate sotto il nome «Cycas taiwaniana» possono riguardare in realtà Cycas taitungensis, la cicadea di Taiwan, a cui quel nome è stato a lungo applicato per errore (Hill 2008). Non vanno trasferite alle piante di Hainan.

In Italia e in Francia

Non è stato pubblicato alcun risultato di coltivazione in Italia, né in piena terra né in vaso, per nessuna zona: riviere ligure e tirrenica, pianura padana, laghi prealpini, versante adriatico, Sicilia e Sardegna. Nessun episodio di gelo datato riguarda questa specie.

Neppure per il sud della Francia, dal clima vicino a quello di molte regioni italiane, è documentato alcun risultato: il Giardino zoologico tropicale di La Londe-les-Maures, nel Var, non ha pubblicato osservazioni su questa specie.

L’unico riscontro francese viene dalla costa atlantica, dal clima diverso da quello italiano. Un coltivatore di Concarneau (Finistère, Bretagna, Francia) riferisce sul forum Fous de palmiers, nell’aprile 2012, che la sua Cycas hainanensis, coltivata in giardino, ha perso tutte le foglie durante l’inverno 2011-2012, quando la minima più bassa registrata da lui è stata di −5 °C, ma che il caudex sembrava sano; nello stesso giardino Cycas revoluta, Cycas panzhihuaensis e Cycas guizhouensis non avevano subito danni. Non sono precisati né l’età della pianta né un’eventuale protezione, non si sa se la pianta abbia poi ripreso e la sua identità non è verificabile: è un riscontro isolato, da non generalizzare.

Riferimenti internazionali

Fuori dall’Europa non è stato trovato alcun dato di freddo né alcun riscontro di coltivazione datato, né sui forum né presso gli orti botanici.

Tossicità e precauzioni

Non è stata trovata alcuna analisi di tossicità specifica per Cycas hainanensis, ma il rischio è ben documentato nel genere: i tessuti delle Cycas, e soprattutto i semi, contengono cicasina, che la digestione trasforma in metilazossimetanolo, tossico per il fegato e il sistema nervoso, oltre a un amminoacido neurotossico, la BMAA. L’ASPCA classifica Cycas revoluta tra le piante tossiche per cani, gatti e cavalli, con vomito, diarrea e lesioni al fegato che possono essere mortali.

In mancanza di prove contrarie, considerate la pianta tossica: tenete semi e foglie fuori dalla portata di bambini e animali e usate i guanti per pulire i semi. In caso di ingestione rivolgetevi subito a un centro antiveleni, a un medico o a un veterinario.

Usi tradizionali

Nelle fonti consultate non è documentato alcun uso tradizionale proprio di Cycas hainanensis; i nomi cinesi riportati da Hill mostrano soltanto che la pianta è conosciuta e coltivata in Cina.

Domande frequenti

Cycas hainanensis è una specie valida?

Dipende dalla fonte. The World List of Cycads la considera dal 2021 un sinonimo di Cycas taiwaniana, seguendo Feng e colleghi, e così fanno anche i dati attuali della Lista rossa della IUCN; la Flora of China, Hill (2008) e la banca dati della CITES usano ancora il nome Cycas hainanensis.

Da dove viene?

Dall’isola di Hainan, nella Cina meridionale. Vive soprattutto nelle foreste umide dell’isola, dal livello del mare a circa 1200 m.

Quanto diventa grande?

È una Cycas con fusto aereo. Il fusto raggiunge di solito 1,5 m, raramente 2,5-3,5 m, e porta una corona di 50-80 foglie lunghe fino a 2,2 m.

Che differenza c’è con Cycas changjiangensis?

Soprattutto il portamento. Cycas changjiangensis è una pianta nana dal fusto quasi tutto sotterraneo, delle colline erbose secche dell’ovest di Hainan; Cycas hainanensis ha un vero fusto e vive nelle foreste umide dell’est.

È la stessa pianta della «Cycas taiwaniana» del commercio?

Non necessariamente. Il nome Cycas taiwaniana è stato applicato a lungo alla cicadea di Taiwan, oggi Cycas taitungensis, e le piante vendute con quel nome vanno identificate con prudenza.

Si può coltivare all’aperto in Italia?

Non si sa. Non esiste alcun riscontro italiano, e l’unico dato francese viene dalla Bretagna: una pianta defogliata a −5 °C nell’inverno 2011-2012, con il fusto apparentemente sano. In attesa di altre prove, è più prudente coltivarla in vaso e ritirarla al riparo in inverno.

È tossica?

Bisogna presumerlo. Non esistono analisi proprie della specie, ma tutte le Cycas studiate contengono tossine pericolose, soprattutto nei semi.

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Fonti

Siti di riferimento

Bibliografia

  • Chen, C.J. (1975). In: Cheng, W.C. e colleghi, Acta Phytotaxonomica Sinica 13(4): 82, tav. 2, fig. 5-6. [Protologo; non consultato direttamente, riferimento ripreso da The World List of Cycads, dalla Flora of China e da Hill (2008).]
  • Chen, C.J. & Stevenson, D.W. (1999). Cycadaceae. In: Wu, Z.Y. & Raven, P.H. (a cura di), Flora of China 4: 1-7. Science Press, Pechino; Missouri Botanical Garden Press, St. Louis. [Descrizione, nome cinese, habitat e fenologia; consultata su eFloras.]
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  • Tang, W. (1998). Focus on Cycas hainanensis. Encephalartos 54: 4-10. [Riferimento ripreso da The World List of Cycads; non consultato.]
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  • Calonje, M., Stevenson, D.W. & Osborne, R. (2026). The World List of Cycads, versione 2026.08.15. Montgomery Botanical Center, Coral Gables. doi:10.5281/zenodo.21958524 [Lista di riferimento; consultata direttamente.]